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Roma (RM), Italia

ATER PASS ROMA

Abitazioni sostenibili al Tiburtino III
Daniele Molinari, Francesco Lipari, Vanessa Todaro, rocco salomone

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L’intervento proposto cerca di dare una serie di risposte a più di qualche domanda posta e lasciata irrisolta dagli interventi edilizi che ebbero vita con la Legge 167/62 per l’edilizia economica e popolare, la quale generò salvo rarissimi casi un’inappropriata e a volte aberrante pratica della pianificazione e della progettazione architettonica. Lo studio effettuato si propone come vero e proprio “modello progettuale” che tenendo conto di tutte le criticità riscontrate in questi nuovi contenitori periferici (problematicità comuni di quasi tutti i quartieri di periferia italiani), sappia riqualificare, riusare, rifunzionalizzare ed innovare l’esistente. Il quartiere oggetto dell’intervento e’ il Tiburtino III nel quadrante Est di Roma. Un’ attenta analisi delle problematiche connesse alla realizzazione di un intervento composito come quello in oggetto ha portato ad individuare tre temi che sono alla base di un necessario e non più dilazionabile intervento per l’architettura del terzo millennio: la qualità,l’innovazione tecnologica, la sicurezza. L’intervento prevede sia un ricucimento spaziale delle aride tipologie architettoniche abusate nei PEEP che una nuova concezione di integrazione sociale tra gli abitanti delle stesse, mediante una serie di interventi mirati di chirurgia progettuale che si sviluppa attraverso l’inserimento di nuovi alloggi di edilizia popolare a chiusura dei piani terra quasi sempre porticati; l’inserimento di nuovi alloggi in copertura come tratto di unione delle vecchie torri; la realizzazione di nuovi servizi di quartiere;la riqualificazione degli spazi pubblici; gli interventi integrati per il miglioramento del comportamento energetico degli edifici esistenti; il consolidamento strutturale dell’esistente per l’adeguamento antisismico. Nella maggior parte dei PEEP italiani, come al Tiburtino, le coperture degli edifici sono piane e spesso inutilizzate, con la presenza di ambienti per ogni corpo scala, destinati a lavatoi, stenditoi e locali tecnici. E’ possibile implementare il numero di alloggi di questi edifici dislocando anche appartamenti in copertura. Questo è possibile prevedendo una nuova piastra tecnica, portata dalla struttura esistente, su cui possono essere organizzati nuovi corpi leggeri secondo schemi compositivi e funzionali differenti per forma e distribuzione. Nel caso in oggetto, le nuove residenze proposte sono duplex destinati a giovani coppie o famiglie di 3 o 4 componenti. Il lastrico solare comune ospita nuovi percorsi pedonali, giardini comuni e alberature in maniera da contribuire così ad attivare meccanismi di nuovo vissuto sociale in copertura. Gli alloggi sono strutturalmente autonomi rispetto alla maglia strutturale esistente e tutti ruotati in modo da sfruttare al meglio il giusto asse eliotermico. I principi progettuali sono quelli di modularità, di prefabbricazione, facile manutentibilità e di cantierizzazione futura. Sono infatti scatole chiuse di acciaio controventate, con stanze aggiuntive che divengono moduli con coperture a più falde inclinate di struttura lignea che diventano in più casi giardini pensili oltre ad ospitare i pannelli del solare termico. Questi alloggi data l’elevata razionalizzazione e semplicità costruttiva si prestano ad una serializzazione di tipo industriale con un elevato abbattimento di tutti i costi che si avrebbero in caso di lavorazioni tradizionali. Gli alloggi assemblati all’esterno del cantiere possono essere poi sollevati direttamente in copertura ed ivi ammorsati al nuovo basamento previsto. Tutti i futuri servizi di quartiere ad eccezione dei locali commerciali alla base degli edifici sono stati localizzati in due nuovi organismi edilizi nelle grandi aree vuote tra gli edifici. Essi diventano nuovi poli di quartiere essendo dotati di una serie di funzioni che eventualmente possono essere gestite ed organizzate collettivamente dai residenti stessi. Vi si trovano un bar, punti di ristoro, ludoteca per bambini, resort per la comunità, open-space per eventuali mostre, punti di ritrovo e spazi di aggregazione dotati di Wi-FI, mercatini rionali o piccoli negozi commerciali. Uno dei due edifici progettati è ospita tutti i servizi legati allo sport. Il piano copertura è un campo polivalente, mentre il primo piano accoglie una palestra e attività per il benessere e lo sport, oltre a spazi di insegnamento e noleggio biciclette per bambini. I nuovi complessi entrambi di un piano fuori terra hanno una quota interrata destinata ai nuovi parcheggi residenziali. Le corti non sono occupate totalmente dai nuovi organismi ma sono permeabili ed offrono percorsi pedonali e ciclabili. Infatti, il nuovo disegno del landscape è concepito secondo un Voronoi generato dalla posizione delle alberature esistenti, organizzato secondo una fitta rete di piccole aree sensoriali verdi, di cui il fusto alberato ne è il baricentro fisico. Il nuovo sistema di accesso ai piani porticati è costituito da diverse rampe per singola torre posizionate su entrambi i lati, operazione che ha reso possibile l’intera percorrenza trasversale di ogni torre. Sono rimaste invariate le alberature ed al contempo se ne sono aggiunte di nuove con relativi spazi di verde pubblico attrezzati con le aree di gioco dei bambini.

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