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Jesolo (VE), Italia

Riqualificazione spazi pubblici da piazza della Repubblica a piazza 1° Maggio. Jesolo

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RELAZIONE DI PROGETTO Premessa Il progetto prevede una serie di interventi tendenti a trasformare le varie “piazze“ attuali in una concatenazione di spazi pubblici, di grandi e medie dimensioni per lo più pedonali, destinati a diventare il polo pedonale del centro storico, in grado di accogliere manifestazioni pubbliche importanti, nuove attività commerciali, complessi residenziali e una sistemazione più razionale del mercato settimanale. Tale intento si attua attraverso la ricomposizione del tessuto urbano, mediante sostituzione di alcuni edifici esistenti, già destinati dalla variante al PRG ad una loro riqualificazione, e l’inserimento di nuovi manufatti che, oltre a generare nuove realtà spaziali, contribuiscono a definire nuove relazioni dal fiume Sile fino all’area cimiteriale. Descrizione dell’intervento La richiesta del bando di ripensare gli spazi esterni e progettare un nuovo assetto urbanistico dell’intera area, che attraverso la riqualificazione degli spazi pubblici consenta di ospitare nuovi esercizi commerciali, residenze e attività comunali, è stata interpretata con una serie di gesti architettonici imperniati su tre diversi ambiti – l’ambito della chiesa, della riva del Sile e di piazza Kennedy – che oltre a ordinare le tre spazialità, sono “legati”, in una proposta compatta ed unitaria, dalle pavimentazioni che tessono le diverse relazioni sia percettive che sociali che spaziali. L’idea progettuale di riqualificazione urbanistica genera un sistema di piazze che mettono in rapporto tutto il contesto storico del paese in particolare con l’alveo del Sile e delle sue rive, grazie alla completa pedonalizzazione dell’attuale via Nazario Sauro. Questa scelta, che riteniamo tanto coraggiosa quanto necessaria nell’ottica di una visione unitaria della fruizione del centro cittadino, consente di “liberare” il centro dalle auto, tranne i mezzi di soccorso e i mezzi dei frontisti, connettere piazza Matteotti a piazza della Repubblica passando da piazza I maggio e dal nuovo water-front lungo il Sile. Riteniamo che piazza Matteotti, attraverso l’assialità della chiesa, rappresenti lo snodo da cui si generano le diverse relazioni urbane. Un lungo portico parallelo al manufatto religioso si diparte dall’edificio che ospita l’attuale biblioteca, lambisce il campanile e termina nel nuovo Centro Civico che riteniamo rappresenti il manufatto che garantisce urbanità alla nuova piazza. L’elemento ordinatore del portico connette quindi la nuova piazza, generata dalla proposta di demolizione della scuola, cinta dal Centro civico e da un edificio commerciale e residenziale, e media il rapporto con gli edifici esistenti enfatizzando il carattere sacro di piazza Matteotti e quello urbano della nuova piazza. Dalla nuova piazza, parzialmente pavimentata e alberata, dotata di un parcheggio interrato a servizio delle residenze e del pubblico, si raggiunge piazza Kennedy che, attraverso una operazione di risezionamento dell’attuale slargo, pur mantenendo la sua funzione attuale di mercato settimanale, viene razionalizzata, deviando la circolazione carraia al margine e connettendola intimamente con l’area verde prossima al cimitero ridisegnando le funzioni e parzialmente i contenuti. Gli elementi fondativi La soluzione progettuale si basa su alcuni aspetti storici e fondativi del territorio antropizzato dell’area “equilana”. La progettazione è stata indirizzata, nel suo complesso e nella sua articolazione globale, alla ristrutturazione e riconversione urbanistica delle aree del centro storico individuando gli ambiti più sensibili di intervento senza che la forte valenza storico-culturale dell’assetto complessivo, così come ci è stata restituita oggi, perda di significato storico, sociale e urbanistico. Si è generata una impostazione planimetrica che secondo noi “ordina” tre diversi ambiti, li identifica per funzioni e li lega intimamente, grazie anche all’inserimento di nuovi manufatti, rispettando al contempo le esigenze viabilistiche, pedonali, funzionali del contesto generale paesaggistico su cui insistono e la loro relativa tutela ambientale. Il contesto su cui insiste l’area progetto ha come riferimento tutto il sistema delle terre di bonifica e del sistema dei canali. Il progetto assume tutti gli elementi radicati nella storia della città che vengono analizzati e rafforzati laddove, a nostro avviso, sono carenti di sistemi relazionali piuttosto che di identificazione dei luoghi o di benessere ambientale. A supporto di queste tesi crediamo utile individuare quegli elementi architettonici che identificano il progetto: il tracciato regolatore, i “vuoti” urbani gli edifici di progetto

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Il tracciato regolatore L’ambito entro il quale il bando ha stabilito il limite di sviluppo dell’edificato è compreso nell’area centrale del paese. Si è deciso di inquadrare tre diversi sottosistemi tutti correlati tra loro: ambito A cinto idealmente da una figura quadrata, a nord del collegamento antico tra Cavetta e Sile, delle stesse dimensioni e orientamento del sistema insediativo ad ovest della chiesa ambito B cinto da una figura rettangola orientata come la struttura urbana che si è sviluppata nei secoli a nord del Cavetta ambito C cinto da una figura triangolare che identifica il vecchio borgo sviluppato sin dal XV secolo. All’interno di queste “ideali” figure, che ne regolano la struttura, si inseriscono quei manufatti che secondo noi garantiscono la lettura del sistema “Jesolo Centro”. I “vuoti” urbani Si è scelto di concentrare l’edificazione in edifici in linea e a blocco, più coerenti con la struttura urbana geometrica esistente, per mettere in evidenza i “vuoti” urbani, quali la piazza Matteotti, la nuova piazza a nord della chiesa, piazza Kennedy e del mercato e piazza della Repubblica con il nuovo water-front lungo il Sile. Tale scelta rafforza il senso di cortina edilizia misurando al contempo sia lo spazio antistante, conferendo alle piazze una dimensione urbana e sociale, sia gli spazi retrostanti, per lo più giardini, declassandoli mai a semplici retri. Il grandi “vuoti” centrali in realtà non sono mai piazze pubbliche chiuse, ma spazi che si relazionano tra di loro attraverso porticati, loggiati, berceaux, padiglioni, garantendo continuità visiva e circolatoria tra i diversi ambiti. Piazza Matteotti – la forte assialità della piazza, prodotta dalla chiesa e del ponte girevole antistante, che per molti aspetti può essere paragonata a una navata centrale di una basilica senza copertura, è leggermente ribassata ( circa 50 cm, ) rispetto allo spazio rimanente sui lati e sulle testate conferendogli una maggiore “ monumentalità “ . Le zone laterali accoglieranno tutte quelle attività più “ domestiche “ relative allo svago, alla sosta, al passaggio, al ristoro, ecc., ecc.. Sono zone arredate in modo da sottolineare il “ vuoto “ cioè l’essere pubblico dello spazio centrale. L’“ arredo “ fatto di strutture leggere, quali un alto portico che conduce a nord verso la nuova piazza del centro civico, illuminazione, vegetazione, vasche di acqua, panchine, ecc. è fortemente diversificato, a seconda della sua posizione, rispetto al tragitto del sole. Ciò genera una asimmetria che rende “ dinamico “ l’insieme degli spazi della piazza favorendo i collegamenti che, in futuro, potrebbero essere realizzati con altri spazi della città. La nuova piazza – progettata sul sedime della scuola attuale, di cui nella variante al PRG si prevede la riconversione, assume l’orientamento est-ovest ed è aperta su via Donizzetti. È raggiungibile da piazza Matteotti tramite il lungo passaggio coperto, che dipartendosi dalla Biblioteca comunale, lambisce i vecchi edifici della Canonica e il campanile, termina nel nuovo manufatto del Centro Civico. Questi, affacciandosi a sud nei giardini dell’Oratorio, a nord su via Donizzatti e ad est sulla nuova piazza, ne conferisce urbanità e misura. Tra il grande giardino e la piazza vi è un edificio residenziale con funzioni commerciali al piano terra. Al di sotto della piazza pubblica vi è una autorimessa interrata parzialmente privata e pubblica, con accessi e uscite separate. Piazza Kennedy – si è deciso di mantenere invariata la struttura esistente dello slargo che la connota ma ridefinendone la sezione in virtù della nuova circolazione, non più centrale ma marginale, e della continuità spaziale con la piazza del mercato posta a sud dell’area cimiteriale. Un nuovo manufatto residenziale e commerciale al piano terra ridefinisce il limite ovest della piazza mentre ad est la piazza si apre verso i manufatti esistenti mitigati però dalla presenza di filari di alberi che continuano fino alla piazza del mercato. Una serie di padiglioni leggeri ad ovest e a nord, destinati ad accogliere le attività mercatali settimanali, cingono la piazza mettendola in rapporto con l’area verde ad ovest, ora residuale, riconvertita a parco urbano.

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Water-ftont lungo fiume sile e piazza della Repubblica – all’interno dell’agglomerato urbano storico di Jesolo, separato per quattro secoli dal Cavetta e ricollegato alla sponda nord negli anni venti del secolo scorso, si tende ad operare le maggiori trasformazioni lungo le rive del Sile e del nuovo ramo est del Cavetta. Il nuovo ponte pedonale, che connette l’ansa presso cui è edificato il Municipio e tutti i percorsi ludici fronte fiume, attualmente sfocia sul marciapiede di via Nazario Sauro in una condizione di estrema criticità e pericolosità. Oltre tutto, il muro che separa l’alveo del Sile dalla strada genera un ostacolo alla vista del fiume navigabile e la percorrenza carrabile della strada nega a tutti gli effetti qualsiasi rapporto con il Sile. Per ovviare a queste condizioni negative e per connettere piazza Matteotti, Piazza I Maggio con il nuovo Water-front riteniamo sia necessaria una azione coraggiosa di eliminazione del traffico pesante carrabile. Via Sauro diventa pedonale con il solo accesso ai frontisti e mezzi di soccorso e viene attrezzata con un pontile di legno e pergole per bar e negozi, sopraelevato di circa 1 metro, raggiungibile da rampe e gradinate, che si inserisce nel bordo del fiume, preservando tutte le alberature esistenti, e rispettando il rapporto con il Sile e il relativo rischio idraulico. Grazie a questa piattaforma lignea il ponte levatoio pedonale e ciclabile si inserisce perfettamente senza generare discontinuità tra i diversi livelli ma garantendo fluidità nei percorsi e zone di ristoro e di svago a pari delle famose “zattere” veneziane da cui poter ammirare il tramonto. Il manufatto che “chiude” il sistema del quartiere antico, posto perpendicolarmente al pontile ligneo, ma che al tempo stesso rappresenta l’ingresso all’area pedonale di via Sauro per chi proviene dall’altro ramo della via oltre il ponte sul Cavetta a sud, ha il piano terra commerciale e due residenziali e si affaccia direttamente sul Sile. Piazza della Repubblica diventa quindi un luogo più circoscritto e pedonale, rispetto allo slargo attuale, in cui, oltre ad esserci le funzioni commerciali che vi affacciano, è previsto anche il mantenimento e razionalizzazione delle fermate degli autobus e pullman turistici. Abbiamo ritenuto opportuno, al fine di decongestionare l’area urbana di demolire alcuni manufatti, già indicati nella variante al PRG, quali il vecchio cinema e alcuni manufatti, tra cui quello comunale, su via Pascoli. Gli edifici di progetto Gli edifici di progetto, sostituiscono e integrano ciò che attualmente la variante al PRG indica per la riqualificazione del centro storico. Essi vogliono essere solo una traccia progettuale al fine di identificare al meglio le opportunità spaziali che, attraverso la loro presenza, si otterrebbero. Livelli di circolazione Circolazione veicolare e pedonale Si prevede che la circolazione veicolare subisca alcune variazioni in funzione della chiusura al traffico del tratto di via Nazario Sauro compreso tra piazza Matteotti e via Pascoli, con l’unica eccezione del prolungamento della via fino alla rotatoria in asse con il ponte girevole carraio che, in ragione della sua sezione ridotta, diventi ad unico senso di marcia. La presenza della rotatoria garantisce che i mezzi di soccorso e le auto dei residenti accedano nel tratto pedonale di via Sauro e in piazza Matteotti e che si immettano nella via antiche mura che diverrà la strada in grado di connettere piazza Kennedy da via Donizzetti fino alla strada che conduce a Eraclea. La circolazione che proviene da Jesolo lido dalla rotonda Picchi, tramite via Sauro, incontrerà una rotatoria che immetterà in via Sauro pedonale, per i soli mezzi autorizzati, e in via Pascoli. Via Pascoli si connette a via Battisti tramite una rotatoria che gestisce l’ingresso alla zona a traffico limitato del tratto di via Battisti, via Zuccarini e via 24 Maggio. Tutte le strade comprese all’interno della zona a traffico limitato saranno comunque dotate di parcheggi a servizio dei residenti e delle attività commerciali e tutti gli autorizzati. La circolazione pedonale è garantita all’interno di tutte le piazze comprese le zone a traffico limitato in cui gli accessi verranno regolamentati a fasce orarie. Come principio comune, esteso a tutte le piazze e strade di collegamento, si ritiene opportuno garantire una unitarietà sia di tessitura che di materiale per quanto riguarda le pavimentazioni, panchine e arredo urbano in genere, utilizzando, per la pavimentazione più nobile del fondo delle piazze e le panchine, lastre di pietra (porfido e pietra bianca di Apricena o Trani) di grande formato, intervallate da inserti in cemento lisciato e colorato per quanto riguarda le strade di collegamento secondarie. Pali illuminanti, pensati ad-hoc per il progetto e rispondenti alle vigenti norme in termini di inquinamento luminoso, saranno posizionati lungo le strade, piazze e pontile lungo il Sile e verranno previste, oltre a quelle esistenti, aree verdi piantumate con specie autoctone quali quercus ilex e carpinus betulus piramidalis. Conclusioni Pensiamo che il progetto tenda alla realizzazione di un insieme di spazi pubblici differenziati ma caratterizzati da una visione contemporanea unitaria, idonei a un modo di vivere moderno presente in molte realtà urbane. Il progetto che si propone per quest’area storica di Jesolo, pur essendo profondamente radicata nel lungo processo di trasformazioni che ha portato all’assetto odierno, non sconvolge gli equilibri che si sono venuti a creare nel corso del tempo ma riteniamo che li migliorino attualizzandoli.

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