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Milano (MI), Italia

Il BORGO SOSTENIBILE Milano, Figino

LPzR architetti associati, Federico Reyneri, Gabriele Pranzo-Zaccaria

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INTRODUZIONE Il progetto si ispira a cinque paradigmi principali: • Figino: identità del luogo – L’espansione metropolitana contemporanea tende a sacrificare le necessità particolari e le specificità dei luoghi a favore della massimizzazione della rendita fondiaria; la città ne risente in termini di qualità ambientale e architettonica soprattutto nelle aree di espansione periferica, con conseguenti ripercussioni sulle fasce sociali più deboli. Per contro, la storia urbana italiana ha spontaneamente selezionato un modello insediativo che fino alle soglie degli anni ‘50 ha offerto innumerevoli esempi di equilibrate relazioni uomo-città: la scala di fruizione degli spazi, la combinazione delle funzioni, i rapporti proporzionali delle distanze e la qualità del vivere in generale si sono felicemente combinati in funzione delle esigenze umane, nel rispetto dell’uomo inteso come soggetto ontologico e non come oggetto economico. • Il Borgo: carattere rurale e urbanità – Il progetto si è mosso da queste premesse per identificare nel recupero dell’identità del quartiere di Figino il presupposto per lo sviluppo del concept progettuale: il repertorio di riferimento è diventato la città storica con la sua multiforme e variegata combinazione di attività e funzioni, con i suoi spazi dalla vocazione specifica e dalla marcata caratterizzazione linguistica, dove il cittadino è il protagonista e la lottizzazione speculativa è una realtà distante. Lo sviluppo delle forme fisiche si è quindi ispirato, sia in termini di impianto planivolumetrico che di sviluppo architettonico, alla naturale stratificazione della città storica come matrice dello sviluppo urbano. Il tentativo di perseguire la progettazione di una forma urbis a scala umana è passato quindi attraverso lo studio dei caratteri specifici e potenziali del borgo-Figino: il valore aggiunto dell’abitare Figino risiede nelle grandi risorse ambientali di cui il quartiere è dotato, la prospicienza ai parchi e ai terreni coltivati, il sistema dei fontanili e la vocazione agricola. Il progetto si è votato quindi al consolidamento e all’integrazione delle risorse ambientali in un connubio virtuoso di intervento antropico e natura rurale, tra continuità ambientale e innovazione urbana. • Attraversabilità e permeabilità fisica e sociale – Il progetto ha tenuto conto della necessità di porre in continuità visiva lo spazio pubblico dell’intervento e gli spazi semipubblici e privati di uso collettivo – tra loro e con le aree agricole prospicienti – privilegiando la continuità percettiva e geografica, in un equilibrato rapporto di scambio tra le risorse visive disponibili, il paesaggio e le emergenze progettuali. Il disegno urbano ha seguito logiche di integrazione tra gli spazi aperti attraverso semplici e immediate strategie di organizzazione spaziale, che hanno escluso recinzioni e barriere fisiche a favore dell’uso di elementi paesaggistici per la gestione dello spazio: si moltiplicano le possibilità d’incontro e di coesione sociale. • Comfort abitativo sostenibile – Si è sviluppato uno studio accurato delle tipologie degli alloggi, teso a massimizzare il comfort residenziale attraverso l’uso di tecnologie compatibili con i criteri di sostenibilità ambientale e di efficienza energetica. L’organizzazione tipologica ha voluto fornire una risposta alle molteplici necessità del vivere contemporaneo, perseguendo criteri di differenziazione dimensionale, flessibilità nel corso del tempo e funzionamento bioclimatico delle residenze. • Centralità e integrazione – Il borgo di Figino, attualmente penalizzato da una scarsa dotazione di servizi, è stato attrezzato di tutte le funzioni mancanti: polarizzando le attività complementari nel nuovo fulcro si determina un rafforzamento dei flussi sociali preesistenti verso la nuova centralità e lo sviluppo, la promozione e l’integrazione delle reti sociali potenziali.

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A – INSERIMENTO URBANISTICO Il progetto si sviluppa nell’area preposta dal Comune di Milano, al limite esterno della fascia edificata di Figino, su un’area libera a diretto contatto con i campi agricoli, in posizione baricentrica rispetto alle grandi arterie di connessione metropolitana (tangenziale Ovest, via Novara e SS11). L’intorno dell’area di progetto è costituito:  a nord da via Giambattista Rasario, asse di tangenza dell’area di progetto al preesistente borgo di Figino; l’intenzione progettuale è quella di prolungare via Rasario fino a via Silla per favorire l’integrazione tra porzioni urbane attualmente disconnesse e contemporaneamente di integrare il fontanile Maiera nel polo a maggiore vocazione ambientale dell’area di progetto, in diretta relazione con gli orti, i prati e i campi sportivi dell’estremo limite orientale del lotto; il prolungamento di via Rasario fino a via Silla in corrispondenza degli orti opera un flesso volto a limitare la velocità dell’uso veicolare della strada;  il confine a est dell’area è costituito dagli orti e dalle aree verdi destinate alle attività sportive e di gioco per gli adolescenti, spazi distanziati dall’edificato dove le attività ricreative degli adolescenti possono avere luogo senza entrare in conflitto con il resto della comunità;  il confine a sud dell’area è costituito da una fascia verde dove trovano luogo le attività per lo sviluppo delle relazioni sociali del borgo e le attività sportive per i più piccoli; dal punto di vista ambientale l’obiettivo è di raccordare gli spazi verdi che concludono il lotto di progetto a sud con i campi agricoli confinanti, in continuità con il sistema ambientale cui sono messe in relazione;  a ovest il confine è segnato dal nuovo tracciato della via Giambattista Rasario che corre lungo il perimetro del lotto fino a congiungersi con la bretella di collegamento con via Novara, una scelta che trova giustificazione nella volontà di differenziare i percorsi carrabili dalla rete pedonale e ciclabile interna al lotto. La logica progettuale urbana si è misurata con gli allineamenti stradali esistenti e le direttrici visuali del borgo preesistente: i punti rappresentativi e simbolici del quartiere storico sono messi in relazione con i nuovi assi prospettici determinati dagli allineamenti degli edifici nell’area di progetto; alla scelta del posizionamento planimetrico delle funzioni sottende un criterio di assegnazione simbolica nel sito: la nuova centralità sanitaria rappresentata dal borgo assistito è messa in relazione con la chiesa esistente; dallo slargo antistante la chiesa la percezione è canalizzata verso l’edificio metafora della nuova centralità del borgo. La composizione urbana fonde due criteri apparentemente antitetici: la logica funzionalista – tesa a un’esasperata razionalizzazione tramite l’uso di schemi modulari, reiterazione tipologica, studio dell’orientamento e della distanza dei fabbricati per il migliore sfruttamento delle condizioni climatiche – viene combinata con gli schemi aggregativi e tipologici della città tradizionale. Il risultato è un modello urbano caratterizzato da complessità percettiva, in cui gli edifici assolvono – oltre alla funzione di “machine à habiter” – al ruolo chiave di elementi generatori della città: racchiudono e proteggono le aree aperte, disegnando strade e piazze e delimitando naturalmente la gerarchia d’uso degli spazi (pubblici, semi-pubblici e privati) senza creazione di recinzioni. All’interno di un sistema concepito con finalità di integrazione sociale e sviluppo della coesione della comunità, anche la distribuzione delle funzioni ha un scopo preciso: il borgo assistito, presidio medico di riferimento dell’intero quartiere, ha una preminenza specifica sottolineata dal posizionamento all’ingresso del lotto di progetto sulla direttrice chiesa-lotto di via Rasario. In corrispondenza del borgo assistito trova spazio la prima piazza di accesso all’area, definita su un lato dal borgo stesso e sull’altro da un edificio in linea in cui è ubicato l’ufficio del gestore sociale. La piazza ha una connotazione prevalentemente naturalistica, con aree di sosta a quote differenti, area giochi per bambini, spazi verdi e la linea d’acqua del fontanile che guida la vista attraverso lo spazio pubblico. L’edificio portineria del gestore sociale presenta un piano terra prevalentemente pubblico, leggero e trasparente, votato all’orientamento e all’accoglienza (gestore sociale, living room, utensileria, lavanderia), e per questa ragione è posto in posizione strategica all’imboccatura dell’insediamento e baricentrica rispetto alle due piazze. La successiva piazza trova adito tra due ali di edifici residenziali opportunamente combinati ad attività commerciali poste ai piani terra. Presenta un carattere più urbano ed è posta a una quota più alta di 1,50 m rispetto al piano del marciapiede: ne consegue una dinamica e varia articolazione del sistema dei percorsi e della successione delle piazze con una piacevole alternanza di rampe, scale e pendenze accessibili. L’organizzazione del lotto procede con una piazza-viale oblunga, circoscritta su 4 lati, che come la precedente presenta attività commerciali al piano terra e residenziali ai piani superiori. La successione di spazi urbani, compressi e dilatati, riprende nel tema della piazza e del boulevard alberato le tipologie insediative del centro abitato tradizionale. Il percorso culmina nell’edificio dell’eco club, dotato di un portico di mediazione tra il sistema costruito e gli orti, situati a cavallo del fontanile Maiera; il loggiato riveste il ruolo di filtro e di passaggio graduale tra la funzione civile e quella ricreativa per la gioventù, gli orti e il parco con le aree sportive che concludono il lotto all’estremità orientale. La ridefinizione della relazione spaziale tra intervento e quartiere preesistente passa anche attraverso un processo di integrazione dei servizi, attualmente carenti nel borgo di Figino: la dotazione di servizi supplementari determina la nascita di una nuova centralità funzionale che genera un flusso sociale incoraggiato dal richiamo delle attività inserite, utile anche ad alimentare lo scambio sociale e la valorizzazione delle reti già esistenti.

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B – QUALITÀ ARCHITETTONICA Sotto il profilo strettamente architettonico la proposta progettuale si basa sul proposito di creare un insediamento che, pur adottando un linguaggio formale differente dall’intorno, sia percepito come fortemente qualificante e integrato con Figino. Si è voluto conferire all’intervento un carattere da borgo “storico” tramite l’accostamento di diverse tipologie di facciata all’interno della stessa unità edilizia: l’apparente frammentazione dei fronti architettonici crea un aspetto dinamico e vivace, lontano dalla monotona e alienante omogeneità degli interventi di edilizia popolare. La giustapposizione cromatica, la varietà altimetrica, la compresenza di elementi architettonici apparentemente differenti, sono gli strumenti individuati per connotare il progetto con un lessico architettonico contemporaneo ma, allo stesso tempo, ispirato al naturale processo di stratificazione della città storica occidentale. L’applicazione di un principio di sottrazione di moduli determina strategici vuoti volumetrici, ravviva la percezione dell’insieme e favorisce l’integrazione dell’intervento con il territorio e il paesaggio. La massa architettonica viene talvolta forata tramite ‘contenitori verdi’ che ospitano elementi arborei. Il verde diviene oggetto di progettazione, strumento per l’integrazione con il territorio e la continuità visiva del paesaggio: oltre ai contenitori verdi, viene utilizzata la copertura a verde pensile estensivo, accorgimento volto a migliorare il microclima interno e ambientale e il benessere psicofisico. I fontanili, elementi altamente connotativi dell’identità ambientale di Figino, vengono recuperati ed evidenziati nel disegno urbano.

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C – CARATTERISTICHE FUNZIONALITIPOLOGICHECOSTRUTTIVE L’impianto planimetrico è impostato su una griglia rigorosamente modulare: all’interno di essa trovano posto svariate tipologie di alloggio rivolte a utenze con esigenze differenti. L’aggregazione tipologica modulare è stata studiata per garantire la flessibilità dimensionale degli appartamenti, che potrebbero essere accorpati o frazionati in relazione a rinnovate necessità. L’uso del modulo consente di standardizzare alcuni elementi costruttivi e di prefabbricarli su grande scala. A scala urbana è possibile identificare due tipologie edilizie, a corte e in linea: la prima per sua natura determina uno spazio semipubblico interno accessibile alla comunità residente e votato allo sviluppo delle reti sociali. Dal cortile vengono distribuiti i 4 corpi scale che servono gli alloggi. Lo spazio protetto della corte interna è stato considerato ideale per ospitare alcune categorie speciali o comunque più deboli, come le “mamme di giorno” e le “famiglie solidali”; in prossimità del borgo assistito sono disposti gli alloggi per gli anziani. Sempre adiacenti al “borgo” ma all’interno della tipologia lineare sono previsti gli appartamenti per i disabili. Gli edifici lineari vengono distribuiti attraverso due corpi scale con diretto accesso dalle aree aperte. Tutti i fabbricati residenziali sono dotati di androni d’accesso dalle dimensioni generose, per favorire l’attivazione dei meccanismi di incontro e la promozione della socialità. Per garantire flessibilità tecnologica degli edifici e permettere la possibilità di adeguamento a eventuali futuri impianti, sono stati previsti ampi cavedii di contenimento delle colonne montanti ed intercapedini realizzate a plafone e sulle pareti perimetrali di tutti gli appartamenti.

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D – FRUIBILITÀ E DISEGNO DEGLI SPAZI PUBBLICI I criteri che regolano il disegno dei percorsi tendono alla salvaguardia del carattere intimo dell’area, potenziano i tracciati pedonali e ciclabili e contemporaneamente li pongono in relazione alla maglia viaria esistente. Il progetto della viabilità ha così perseguito l’obiettivo di svincolare il quartiere dalla rete preesistente ad alto regime di traffico. Se i confini dell’area di intervento dialogano con il contesto in cui si inseriscono e potenziano la connettività dei margini, l’interno del borgo ha invece carattere introspettivo, impostato su una vivace articolazione degli spazi sia dal punto di vista altimetrico che in termini di combinazioni funzionali e di uso dei materiali: le pavimentazioni sono organizzate in composizioni geometriche che accostano aree pedonali, aiuole piantumate, strisce di prato e tagli d’acqua – i fontanili – secondo un disegno coordinato tra piazze, percorsi e preesistenze ambientali. I differenti livelli altimetrici disegnano le gerarchie funzionali degli spazi. Ne consegue una dinamica percezione dei luoghi, priva della monotona uniformità visiva che molto spesso è la cifra stilistica caratterizzante delle realtà urbane periferiche.

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E – EFFICIENZA ENERGETICA E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE La strategia alla base del progetto è tesa a minimizzare l’uso di impianti meccanici e a massimizzare l’efficienza degli scambi tra edificio e ambiente. Il controllo passivo del microclima si attua con un attento studio degli apporti solari estivi e invernali e la costruzione di un involucro ad alto potere termoisolante. A livello urbano, gli isolati sono organizzati in modo da permettere agli edifici di ricevere il miglior irraggiamento solare durante i mesi invernali: le altezze e le distanze degli edifici sono state calibrate in funzione dello studio sull’esposizione. Le logiche aggregative consentono di minimizzare le superfici disperdenti e contemporaneamente garantiscono il corretto soleggiamento di tutti gli edifici impedendo l’ombreggiamento reciproco. A livello architettonico, le piante di ogni isolato sono state composte in modo da ottenere distribuzioni compatte riducendo le superfici disperdenti. Si sono differenziati i prospetti a seconda del loro orientamento. A nord le aperture sono limitate; a sud una serie di balconi e sporti di gronda intercettano la radiazione solare estiva e impediscono il surriscaldamento degli appartamenti, limitando la necessità di installare condizionatori. Nelle facciate a ovest una serie di serre solari in inverno intercetta la radiazione e la luce solare altrimenti perse; in estate protegge, grazie ai frangisole, gli ambienti attigui dal surriscaldamento. La soluzione del tetto verde, applicata all’intero complesso, è efficace sotto vari profili e in particolare per il suo effetto termicamente equilibrante: infatti trattiene nello strato di terra parte dell’acqua piovana che, evaporando lentamente, impedisce l’eccessivo riscaldamento della copertura d’estate e la fuoriuscita del calore del fabbricato nei mesi invernali. Questo tipo di copertura non solo diminuisce la trasmittanza, ma, grazie alla massa rilevante, aumenta la costante termica della copertura stessa, riducendo così sensibilmente le escursioni termiche giornaliere e stagionali.

F – MATERIALI, TECNOLOGIE E SOLUZIONI I sistemi costruttivi e i materiali adottati perse¬guono due finalità: da un lato il contenimento dei costi e dei tempi di costruzione, dall’altro un ridotto impatto ambientale nel ciclo totale della produzione, gestione e smaltimen¬to degli edifici. Il raggiungimento di questi obiettivi passa attraverso una progettazione fondata su standardizzazione e modularità, volta all’uso della prefabbricazione estensiva: i tamponamenti esterni, i blocchi dei servizi igienici, i tramezzi interni, gli infissi e gli elementi serra possono essere assemblati a secco in cantiere. E’ stata operata una riduzione al minimo degli elementi costitutivi gli edifici: ad esempio l’intero intervento residenziale è basato sull’uso di 4 tipologie di serramento e 4 tipologie di blocco bagno. La ripetizione seriale di elementi prefabbricati non solo riduce i costi e i tempi di realizzazione, ma garantisce una qualità costruttiva elevata e facilmente controllabile. Dopo un’attenta valutazione della realtà costruttiva italiana, si è deciso di accostare le tecnologie più avanzate di assemblaggio a secco ai sistemi costruttivi tradizionali: per questo motivo le strutture sono in cemento armato. Struttura La struttura portante è a telaio in cemento armato gettata in opera; le solette in laterocemento. Involucro I tamponamenti opachi sono in pannelli prefabbricati di legno ancorati alla struttura in cemento armato, finitura ester¬na di intonaco ai silicati e pannelli isolanti naturali in sughero, legnomagnesite o lana di lino; la trasmittanza termica è di 0,20 W/mqK. Nel pannello è prevista un’intercapedine che garantisce facilità di installazione e modifica degli impianti tecnologici senza opere murarie. Gli infissi sono in legno lamellare d’abete (U=1,1 W/mqK). I tavolati divisori interni sono finiti con pannelli di fibrogesso natura¬le accoppiato a pannello OSB. Le pareti delle serre esposte a sud e a ovest sono in mattoni massivi e fungono da volano termico, così come le solette di pavimento gettate in opera. Copertura La soletta di copertura, dopo essere stata coibentata e impermeabilizzata, viene rivestita da un pacchetto per la realizzazione di verde pensile estensivo, dallo spessore ridotto (circa 20 cm) e non calpestabile. Il sistema è brevettato e garantito per richiedere minima manutenzione. Finiture interne Le pavimentazioni interne sono in gres porcellanato al fine di garantire resistenza e durabilità ottimali. I plafoni sono controsoffittati per creare un’intercapedine impianti e facilitare future modifiche tipologiche. I tavolati interni sono in pannelli di legno. Le pareti sono finite con idropittura. Parcheggi I parcheggi residenziali sono interrati di 1,50 m sotto le unità residenziali: ciò permette di ridurre i costi dello scavo e dello smaltimento della terra da riporto, che viene riutilizzata per creare le piazze sopraelevate, contenendo l’impatto ambientale dell’intervento. Centrale termica E’ prevista un‘unica centrale termica a condensazione alimentata a gas per tutto l’intervento. La centrale, che fornisce riscaldamento e acqua calda sanitaria, è in posizione baricentrica rispetto all’area. 1000 mq di pannelli solari termici concentrati in un unico edificio, immediatamente sovrastanti la centrale, integrano la produzione di acqua calda. Le soluzioni prescelte richiedono una limitata manutenzione. In particolare:  Facciata esterna: è intonacata con rivestimenti colorati ai silicati o rivestita con piastrelle in gres porcellanato; entrambe le soluzioni garantiscono resistenza all’usura e agli agenti atmosferici.  Copertura verde: garantisce la protezione dell’impermeabilizzazione del tetto e prolunga fino a tre volte il tempo di esercizio delle membrane impermeabili mantenendole a temperature costanti nell’arco dell’anno, proteggendole dai raggi UV e dagli agenti atmosferici. Inoltre richiede spessori di substrato di coltivazione limitati e minimi interventi di manutenzione.  Pavimentazioni interne: il gres porcellanato ha resistenza alle abrasioni, alle macchie, agli agenti chimici.  Impianti: la centrale termica centralizzata di servizio all’intero quartiere è soggetta a criteri di manutenzione ordinaria.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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