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Casoria (NA), Italia

MON HOTEL

UN BUSINESS HOTEL A CASORIA

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Viaggiare, anche per affari, può ancora rappresentare un’avventura. Un hotel può trasformare un noioso soggiorno di lavoro in un’esperienza stimolante e di classe. Mai come oggi, costretti come siamo a “bruciare” gli arrivi e le partenze, la scelta dell’hotel gioca un ruolo di primo piano nella programmazione di un viaggio. Le distanze spazio-temporali si sono accorciate e il turista abituato a muoversi in aereo ripete a se stesso la sua filosofia di viaggio: immergersi nella vita della città e vedere il massimo in minor tempo possibile. Molto spesso la vacanza/lavoro si esaurisce in pochi giorni, per cui l’albergo è parte integrante dell’esperienza di viaggio, soprattutto in città, l’ospite è sempre più esigente e vuole identificarsi nell’hotel prescelto. Predilige ambienti suggestivi e dotati di forte carattere per lasciarsi alle spalle la grigia monotonia degli aeroporti, dei duty-free e delle ore passate in aereo. Negli ultimi 10 anni si sta verificando un cambiamento nel modo di percepire la creazione di alberghi, si scopre l’architettura e il design quali componenti essenziali per garantirne il successo. La stessa sperimentazione si verifica anche per i luoghi di ristoro e di incontro (ristoranti, bar, longue), spazi dove si svolgono, sempre più frequentemente, frammenti di vita sociale quotidiana. Anche questi spazi sono transitori, i loro contenuti si rinnovano freneticamente e la loro indispensabilità fa si che siano sempre al centro delle attenzioni del pubblico. L’edificio sorge nella periferia a nord di Napoli a confine tra i Comuni di Casoria e Casalnuovo. Si tratta di un edificio di fine anni ’70, destinato ad uffici, composto da quattro piani fuori terra più uno parzialmente interrato, visto il dislivello esistente (circa 5 metri) fra il fronte strada e il prospetto posteriore. Il piano terra e il seminterrato hanno un interpiano di circa m. 5.50, mentre gli ulteriori tre livelli di circa m. 3.50.

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La committenza ha richiesto un progetto di riconversione totale del manufatto e riutilizzazione in attività ricettiva, portando particolare attenzione alla qualità architettonica intesa come elemento di riferimento per il contesto urbano abbastanza degradato. Il progetto si caratterizza come recupero di un edificio esistente, come riconversione e riappropriazione dello spazio circostante utilizzando al meglio le potenzialità del manufatto e le sue caratteristiche spaziali. L’immagine che ne è derivata è del tutto nuova e i cambiamenti morfologici e tipologici apportati hanno la velleità di voler valorizzare l’architettura del vecchio edificio e il suo contesto urbano caratterizzati dall’anonimato Il progetto punta sull’equilibrio tra volumi sottratti e addizionati. Infatti come indicato nel concept grafico, l’idea è stata quella di ricomporre il paramento murario principale attraverso il riempimento delle logge esistenti sui tre livelli e andare a riequilibrare l’eccesso volumetrico attraverso la detrazione di massa alla base dell’hotel. La grande pensilina si svuota alla base creando un invito all’ingresso su tutta la superficie orizzontale che comprende l’accesso all’hotel nel centro e decentrati la pizzeria in basso attraverso una grande scalinata, e il bar caffetteria a livello zero. La modulazione tra dimensioni macro e micro delle forme che ne contraddistinguono la facciata consentono una lettura già dall’esterno di questa opera sia formale che funzionale: la pesante massa della pensilina gigante marca e avvolge le tre funzioni contenute in questo involucro metallizzato: la pizzeria Tonda Tonda, il Mon Hotel, ed il Mon Cafè. Ciascuna di esse ha una forte e caratteristica identità cromatica e tipologica; le grandi vetrate trasparenti ce ne manifestano le forme distintive: i tondi della pizzeria accompagnano gli ospiti incuriositi giù alle sale, il forte impatto dell’arancio del bar quasi viene fuori dall’edificio e invita ad entrare e l’ampia hall dell’ hotel con la sinuosità delle sue forme e la pulizia formale degli arredi si contraddistingue dal contesto urbano che certo non è invitante. Il Comignolo/Totem, canna fumaria della pizzeria, e le micro-pensiline identificative delle 38 camere completano l’identità formale dell’intero fabbricato che con questo progetto di riuso funzionale ha trasformato e sicuramente migliorato una porzione di territorio, anche se piccola, dove la qualità architettonica è pressocchè inesistente. La conformazione interna degli spazi è stata studiata in modo da dare all’ospite la possibilità di muoversi all’interno dell’albergo in un contesto di assoluta libertà ma secondo chiari percorsi non tracciati, facendo in modo che chi sopraggiunga possa percepire lo spazio attorno a sé come il proprio spazio, e sentirsi il protagonista di un evento auspicato e predisposto con cura. La successione delle funzioni al piano terra (hall-reception-scale e ascensori per accesso alle camere, longue-bar, scala al roof garden, saletta tv, sale ricevimento/conferenze) è distribuita secondo un unico asse di percorrenza modulato dall’alternarsi di contrazione e dilatazione dei diversi ambienti-funzione messi in successione. Il Mon Hotel al piano seminterrato, oltre alla pizzeria, dispone di un’ampia sala colazione una zona fitness con bagno turco, sauna e zona relax oltre ad una cucina attrezzata e servizi annessi per soddisfare le diverse necessità che il resort è in condizioni di offrire. Le camere, diverse per colori, forme, materiali e tipologia sono concepite con l’idea di esprimere una propria individualità contro ogni forma di standardizzazione contemporanea. Le immagini catturano l’essenza di ogni luogo e dunque l’obiettivo è quello di restituire al viaggiatore il piacere dell’immaginazione e della seduzione.

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Ere

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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