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Nerviano - Garbatola (MI), Italia

CONCORSO DI IDEE PER LA RIQUALIFICAZIONE DELLA PIAZZA DON MUSAZZI IN GARBATOLA

36 x 36

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36×36 R E L A Z I O N E D E S C R I T T I V A

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Criteri Generali / Garbatola, i segni del territorio

Christian Norberg-Schultz afferma che l’architettura deve rispettare il luogo, integrarsi con esso, ascoltare il suo genius loci, ossia lo spirito, il suo carattere distintivo, il carattere distintivo di ogni spazio. Piazza Don Musazzi e’ da sempre il centro di Garbatola, chiaramente leggibile nelle carte storiche come cardine e punto di snodo dell’edificazione, delle reti viarie, foro generato dall’incrocio perpendicolare delle vie, del cardo e del decumano. L’ortogonalita’ della morfologia urbana, ricalca il paesaggio agrario, la centuriazione, il disegno dei campi e dei canali, paesaggio naturale ed umanizzato, definito dalla stratificazione di segni lasciati dall’uomo, dal suo modo di vita, dalla sua cultura. I segni del paesaggio padano circostante entrano in Garbatola, ne tracciano gli assi principali, e danno vita alla piazza.

“La Natura (o ciò che ne vedo) mi ispira, mi mette, come ogni altro pittore, in uno stato emozionale che mi provoca un’urgenza di fare qualcosa, ma voglio arrivare più vicino possibile alla verità e astrarre ogni cosa da essa, fino a che non raggiungo le fondamenta (anche se solo le fondamenta esteriori!) delle cose… Credo sia possibile che, attraverso linee orizzontali e verticali costruite con coscienza, ma non con calcolo, guidate da un’alta intuizione, e portate all’armonia e al ritmo, queste forme basilari di bellezza, possano divenire un’opera d’arte, così forte quanto vera” (P. Mondrian)

Il progetto per la Piazza Don Musazzi in Garbatola nasce dalla lettura del suo contesto, del territorio che la circonda. Ne nasce un segno finito e cartesiano, un quadrato, una forma astratta, ma allo stesso tempo legata al territorio che la contiene e che a sua volta la genera. La nuova Piazza Don Musazzi, con questo segno, definisce lo spazio e i suoi limiti, ne definisce gli usi, e da essi stessi e’ definita; completa la forma del tessuto urbano; si pone in aperto dialogo con la Chiesa, ne raccoglie la giacitura, anch’essa un elemento del territorio, diventa sagrato e il sagrato a sua volta diventa piazza, uno spazio unico, aperto, continuo e fluido. Un quadrato di 36 metri per 36 non solo definito dalla pavimentazione in modo bidimensionale, ma un elemento tridimensionale, che cresce dal terreno, dal luogo, divenendo oggetto: in piano nell’area antistante la Chiesa, si inclina allontanandosene, definendo spazialmente la Piazza che si solleva rispetto all’intorno, rimanendo aperta su tutti i lati, completamente accessibile, permeabile e totalmente fruibile; e’ un elemento solido che definisce gli spazi, con usi e funzioni diverse, crea lo spazio in cui vivere e diventa esso stesso arredo urbano In questo modo vengono a definirsi diversi ambiti d’uso del dell’area di intervento: ° il quadrato, la Piazza della Chiesa, con una parte in piano, il sagrato e la carreggiata, e una parte sopraelevata, lo spazio dell’incontro e dello stare; ° l’anello perimetrale ad un livello altimetrico piu’ basso rispetto alla parte sopraelevata della Piazza, uno spazio piu’ privato e raccolto degli ingressi alle residenze, protetto dalle alberature e dal verde; ° gli spazi ridisegnati del centro del paese, spazi del passeggio “protetto” e del ritrovo, come le vie pavimentate e illuminate, e lo spazio antistante al Bar esistente, ridefinito con alberi e panche per la sosta.

Il progetto richiama il concetto della classica piazza storica europea, una piazza urbana, dura, in pietra. Le linee dell’intorno dei campi coltivati, vengono richiamate nel disegno della piazza e, come in un quadro di Mondrian, gli elementi verdi e gli specchi d’acqua si ricamano in essa come macchie colorate. La Piazza, come una pietra leggermente inclinata, si ritaglia intorno alle preesistenze arboree, esempi rilevanti che si trovano al centro in asse con la Chiesa e sui bordi a proteggere gli ingressi alle residenze; gli alberi esistenti rientrano nel progetto continuando il dialogo tra il luogo, le preesistenze, e il nuovo intervento.

La materialita’

Il quadrato della Piazza e’ pavimentato in elementi autobloccanti in cemento armato rivestiti in beola, resistenti e adatti anche al passaggio veicolare, che scandiscono il ritmo dello spazio; una cordonatura continua in cemento lisciato trattato con pigmenti e con sabbia di beola definisce e limita la piazza. Le sedute, anch’esse in cemento, nascono dal bordo: la cordonatura continua puntualmente si alza rafforzando i limiti della Piazza e disegnando gli spazi della sosta e le aree verdi; una seduta di grandi dimensioni disegna lo spazio centrale: pochi e precisi elementi di arredo rendono agibile lo spazio ed aperto una fruizione differenziata per modi ed orari. Il monumento ai caduti viene ridisegnato e integrato al disegno della Piazza, e con esso viene ripreso e confermato il tema dell’acqua gia’ presente nella piazza attuale. Laddove la Piazza e’ rialzata si crea nell’intercapedine con la pavimentazione esistente lo spazio per il passaggio di nuovi impianti di pompaggio per il mantenimento della vasca d’acqua, gli impianti di irrigazione e le nuove reti di illuminazione, senza dover intervenire con ingenti opere di scavo.

Il centro di Garbatola (l’area di intervento) viene ridefinito da una nuova pavimentazione continua in cubetti di porfido il cui colore scuro rimarca e dialoga in contrasto con la Piazza inclinata in beola chiara. La pavimentazione viene rialzata e portata a filo con gli ingressi ai negozi e alle case, senza interruzioni e dislivelli tra marciapiede e sede stradale. Lo spazio e’ cosi’ piu’ pedonale e meno veicolare : infatti, sopraelevando la pavimentazione, all’imbocco delle quattro strade centrali, vengono poste delle rampe per salire in quota, che fungono da elementi di “traffic calming” moderando la velocita’ delle auto in ingresso nel centro. Inoltre questa pavimentazione potra’ essere posata direttamente sopra la sede stradale esistente con poche opere di scavo. La posa del porfido, inoltre, recupera la giacitura della vecchia Chiesa, evidenziando la particolarita’ di un ambito all’interno del’area di progetto e richiamando ancora una volta i segni del contesto, della storia e del territorio umanizzato.

Viabilita’

Per dare forza all’idea di un centro del paese piu’ pedonale e ciclabile si prevede di intervenire sulla viabilita’ e sui sensi di marcia, anche con tempi piu’ lunghi rispetto alla realizzazione della Piazza. In una prima fase infatti si puo’ mantenere la viabilita’ inalterata in attesa dell’approvazione del Piano del Traffico; la fase ultima prevede via San Francesco a senso unico da ovest a est entrando nella Piazza, mantenendo attive in questo modo tutte le direzioni viabilistiche e l’anello dei collegamenti sia delle auto private che dell’autobus (confermando la fermata nella Piazza), garantendo pero’ una maggiore fruibilita’ di tutto il centro di Garbatola e degli spazi antistanti la Chiesa. In previsione dei nuovi parcheggi in via di realizzazione, vengono eliminati i posti auto presenti oggi nella Piazza, garantendo comunque posti auto “di cortesia” per una facile accessibilita’ della Piazza in via San Francesco una volta che questa sia resa a senso unico. Le sedi viarie storiche del centro, troppo strette in molti tratti, non permettono di definire un ambito preferenziale per piste ciclabili. La Piazza pero’, grazie alla diminuzione del traffico veicolare e di un suo generale rallentamento, rientra all’interno del progetto territoriale delle piste ciclabili: la Piazza come snodo e collegamento con Garbatola e con i nuovi parchi in realizzazione, e dal paese alla campagna circostante.

Illuminazione e ambientazione

Anche di notte la Piazza Don Musazzi viene letta nelle sue forme e nei suoi spazi. Si prevede un led continuo a pavimento che definisce la sagoma chiara della piazza inclinata; punti luce a pavimento disegnano l’orditura della pietra; luci d’ambiente e direzionate, rispettando la normativa regionale contro l’inquinamento luminoso, illuminano le essenze arboree e la facciata della Chiesa; pali a 4 metri di altezza illuminano il sagrato della chiesa. “Oltre” il quadrato, un’illuminazione su pali definisce lo spazio raccolto del bar del paese; punti luce a pavimento segnano i percorsi veicolari e la separazione di questi dai percorsi pedonali.

Ewwws

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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