© Rocco Osgnach . Published on November 25, 2010.
All’interno di un ambiente assolutamente riconoscibile come l’ex bocciofila ,ora locomotiv club, il progetto si pone l’obiettivo di deformare lo spazio attraverso una visione diacronica di fiori macroscopici proiettati su superfici differenti.
© Rocco Osgnach . Published on November 25, 2010.
La prima, bidimensionale, dove lo spettatore viene obbligato ad oltrepassare il limite fisico dei 6 cm entro il quale il dettaglio diviene non umano.
© diverserighestudio . Published on November 25, 2010.
La seconda, tridimensionale, dove con la stessa battuta, le immagini vengono proiettate su un organismo traslucido sospeso che permette una esperienza visiva infinitamente deformata ed infinitamente periodica. L’effetto psico-percettivo che avvolge la vista contribuisce all’estraneità dell’individuo immerso nella realtà sonora prodotta dalla musica di Beatrice Antolini.
© Rocco Osgnach . Published on November 25, 2010.
© Rocco Osgnach . Published on November 25, 2010.
© Rocco Osgnach . Published on November 25, 2010.
© Rocco Osgnach . Published on November 25, 2010.
© Rocco Osgnach . Published on November 25, 2010.
© Rocco Osgnach . Published on November 25, 2010.