© OFFICINA ERMOCRATE . Published on December 01, 2010.
Oltre ai principi tipologici e funzionali si è prestata particolare attenzione all’interpretazione del tema del mattatoio in senso antropologico, come luogo in cui si trasforma una risorsa della natura in un prodotto per il consumo. Di fronte a questo tema è immediatamente percepibile la contraddizione che ha raggiunto oggi il rapporto tra risorse della natura e consumo, da un lato e il complesso processo ecologico a cui l’uomo appartiene. Vogliamo semplicemente ricordare come, nelle culture tradizionali e arcaiche, l’atto del consumo di carne ovvero della macellazione, era sempre riconosciuto come una concessione da parte di un ente superiore, al quale rendere omaggio attraverso un atto sacro o comunque rituale. Tuttora le religioni tradizionali, ed in parte anche quella cattolica, prescrivono riti e norme particolari per la macellazione ed il consumo della carne. L’atto sacro e rituale tendeva a riportare l’uso di una risorsa naturale in una concezione del mondo non antropocentrica o consumistica. L’utilizzo di una risorsa della natura, il consumo della carne da parte dell’uomo, tramite il rito sacro e il ringraziamento agli dei o alla natura generatrice, inscrivevano l’uomo non in un meccanismo di consumo ma lo collocavano all’interno di una catena il cui principale artefice andava sempre riconosciuto e ringraziato con un atto sacro. Per quanto questa dicotomia oggi sembri inconciliabile, abbiamo cercato nei limiti consentiti all’architettura, in un processo comunque ormai industrializzato, di ricomporre il distacco tra la risorsa e il suo utilizzo. Abbiamo scelto, per usare un linguaggio industrializzato, non la strada dei cambiamenti dei processi di produzione e trasformazione del prodotto, scelta ovviamente impossibile da praticare al di fuori dell’ambito architettonico, bensì la via della ricomposizione tra funzione architettonica e ambiente naturale. Si è cercato cioè di svolgere questa funzione, non all’interno di un “capannone industriale”, come forse sarebbe stato ovvio per una certa maniera di progettare, ma all’interno di una struttura che, legandosi fortemente al carattere naturale del luogo, nelle forme e nei materiali, restituisse alla funzione della macellazione il suo ruolo di parte integrante di una catena naturale, il carattere di “atto sacro” nei confronti della “divinità” naturale o metafisica.
© OFFICINA ERMOCRATE . Published on December 02, 2010.
© Davide Patanè . Published on December 01, 2010.
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