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Copparo (FE), Italia

Restauro Ex Carceri di Copparo

Primo stralcio - Nuova sede Patrimonio Copparo s.r.l. - Gecim Copparo s.r.l.

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Le Carceri Mandamentali del Comune di Copparo sorgono in pieno centro storico, a ridosso del Palazzo Municipale, della piazza e dei più importanti servizi cittadini. Edificate nei primi anni del secolo scorso, ospitarono, durante i passati conflitti mondiali, autorevoli esponenti della storia locale ferrarese, tra i quali Alda Costa, figura di rilievo dell’azione partigiana, in memoria della quale, fu in seguito intitolato l’edificio. L’impianto, giunto nel suo insieme intatto ai nostri giorni, è costituito da una palazzina a pianta rettangolare suddivisa in due parti. Sul fronte l’appartamento, in origine occupato dalla gendarmeria e distribuito su due piani con scala indipendente. Sul retro il carcere, accessibile soltanto dal grande cancello in ferro posto nel corridoio di ingresso del fabbricato, avente una classica struttura a ballatoio in legno e muratura, che serviva, su due piani, le celle di diverse dimensioni. L’intera palazzina è circondata da uno stretto giardino, delimitato a sua volta da un muro perimetrale alto tre metri, utilizzato dai detenuti per i pochi momenti all’aria aperta. Dopo la guerra l’edificio venne riconvertito, le carceri furono trasferite e la palazzina utilizzata come sede di numerose associazioni di volontariato locale fino alla fine degli anni ’90 quando, a causa del degrado che aggrediva la struttura, vennero utilizzate a magazzino per il deposito di materiali. Soltanto durante i primi anni del 2000 l’intero complesso fu oggetto di un programma di restauro atto a trasformare l’ex Carcere Mandamentale in Pinacoteca Comunale dedicata alla memoria di Alda Costa. Di tale progetto fu avviato soltanto il primo stralcio che portò alla realizzazione di una sala espositiva all’interno del giardino posto sul fianco destro del fabbricato. Nel 2007, accantonata l’idea di trasformazione in museo da parte dell’Amministrazione Comunale, l’immobile viene conferito alla società Patrimonio Copparo s.r.l., società in house del Comune di Copparo, per l’insediamento delle proprie attività, a seuito del recupero dell’intera palazzina, che nel frattempo aveva sofferto l’aggravarsi dei problemi di infiltrazione in copertura e di deterioramento delle strutture murarie e lignee. Il progetto, affidato all’arch. Mauro Crepaldi, responsabile della progettazione e direzione lavori della società, prevedeva il restauro del fabbricato in due stralci per la trasformazione dei locali ad uso ufficio. Obiettivo del progetto era di garantire la conservazione e la valorizzazione dell’edificio storico recuperando gran parte degli elementi architettonici originali. In particolare in copertura, sostituite le travi ammalorate ed effettuato il consolidamento con cordonatura perimetrale in cemento armato, si è provveduto a ricostruire il tetto riutilizzando tavelle e travetti originali ed inserendo la ventilazione per un maggior benessere climatico all’interno degli ambienti. Per i solai intermedi, esclusivamente in legno, a differenza della zona carcere dove, per motivi di sicurezza, erano costruiti con volte in muratura o voltini, si pensò inizialmente ad un recupero integrale e consolidamento delle travi ad una soletta in cemento armato con connettori in acciaio. In corso d’opera però, constatata l’aggressione dell’intera struttura da parte di funghi e tarli, si decise la realizzazione di nuovi solai in legno sbiancato da lasciare a vista, connessi a solette in cemento, Per la scala, grande elemento di pregio, realizzata in muratura e Pietra di Prun, si pensò soltanto ad una sabbiatura, e all’integrazione di alcune sue parti mancanti. Infine la muratura, in gran parte aggredita da numerose manifestazioni di umidità, fu trattata con sbarramenti chimici che ne hanno bloccato la risalita. Allo stesso tempo, pur riqualificando le caratteristiche tipologiche originarie di una struttura costruita nei primi anni del secolo scorso, si è cercato di coniugare le necessità che scaturivano dalla nuova funzione di ufficio, ricercando maggiore apertura e luminosità degli ambienti, ottenuta, ad esempio, per mezzo di serramenti a scomparsa nella muratura installati a filo interno in modo da recuperare il più possibile la luce, anche in presenza della fitta griglia in ferro, originaria dell’antico carcere. Inoltre si è cercato di riconoscere l’austerità e l’unitarietà dell’edificio originario anche attraverso le scelte materiche e cromatiche. Rispettandone quindi la sua passata memoria, gli si è data nuova dignità, riconnettendolo al tessuto del centro storico di Copparo. Il prossimo intervento, in programma per il 2011-2012, prevede il risanamento delle celle carcerarie poste sul retro e la riqualificazione della tipica scala a ballatoio di distribuzione centrale.

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