© Angelo Verderosa . Pubblicata il 02 Dicembre 2010.
1. Collocazione e descrizione dell’opera Le opere realizzate riguardano l’ampliamento del Palazzo Municipale di LIONI (AVellino). Lioni è nell’entroterra appenninico campano (Alta Irpinia), in zona sismica di prima categoria; come tristemente noto, fu completamente distrutta dal terremoto del 1980. Ci furono circa 250 vittime. L’edificio originario (con corte centrale coperta e setti portanti in cemento armato rivestiti con mattoni a facciavista), fu realizzato a seguito di un concorso nazionale di idee del 1984 ed entrò in uso nel 1990. Il Municipio di Lioni fu la prima significativa opera pubblica (“Premio IN /ARCH 1990”, “Premio OPERA PRIMA – Andil 1994”) ad essere ultimata nell’ambito del processo di ricostruzione post-sisma. Lioni è oggi una cittadina attiva, ricostruita e con saldo demografico positivo (7.000 abitanti ca.). Vent’ anni dopo la costruzione dell’edificio originario si è avuta l’esigenza di un ampliamento degli spazi per uffici. E’ stato realizzato un nuovo corpo di fabbrica. Nel rispetto dell’impianto architettonico esistente, considerata la volontà comunale di non impegnare altro suolo libero, si è optato per la sopraelevazione del basamento strutturale che ospitava l’autorimessa; si è ottenuto un nuovo volume, sospeso mediante pilotis, leggibile nella sua contemporaneità e allo stesso tempo legato alla matrice formale e strutturale originaria. Vecchio e nuovo edificio sono collegati da una passerella in vetro e legno. 2. Idea progettuale e architettura Il progetto di ‘ampliamento’ ha avuto una fase di elaborazione lunga, con la valutazione di più alternative, soprattutto dal punto di vista strutturale; Lioni è in zona sismica di prima categoria e si trattava di sopraelevare una struttura ad unico piano seminterrato, realizzata dal 1987 al 1990 con normativa che all’epoca classificava la località in seconda categoria sismica. Scartate le alternative proposte in fase preliminare (1. nuovo edificio previa demolizione dell’autorimessa esistente – 2. sopraelevazione con struttura portante in acciaio) si è optato per l’adeguamento strutturale del corpo esistente con l’innesto soprastante del nuovo volume degli uffici. Il tutto in cemento armato, tecnologia a lungo utilizzata nella ricostruzione post-sisma con larga esperienza maturata da imprese e manodopera locale. A livello di linguaggio architettonico si è stabilito un dialogo con il palazzo municipale originario, lì prospiciente, la cui immagine è fortemente consolidata nel contesto ‘storico’ del dopoterremoto. All’interno, svuotata la parte centrale del solaio piano preesistente, è stato realizzato un ampio vuoto a sviluppo verticale che mette in continuità visiva i 4 livelli dell’edificio. Questo spazio cavo è attraversato da scale in acciaio e vetro e dall’impianto ascensore lasciato a vista. La continuità verticale ne permette l’utilizzo come ‘camino’ di ventilazione naturale nella stagione estiva (estrazione in alto amministrata da sensori connessi all’impianto di domotica). Le ampie aperture vetrate dello spazio verticale permettono di portare luce al piano seminterrato e ai disimpegni dei vari livelli. Un albero, con radici piantate a livello delle fondazioni del piano seminterrato, contribuisce al piacere estetico degli utenti. Il progetto del nuovo edificio ha introdotto come fattore caratterizzante nuovi materiali biocompatibili (listature lignee) capaci di dialogare con quelli preesistenti (listature laterizie); ultimate le strutture in c.a., ha utilizzato per le rifiniture tecnologie ‘a secco’ (tramezzi, controsoffitti, tetto giardino); le stratigrafie coibentanti e il tipo di impianti realizzati hanno permesso un forte contenimento delle dispersioni termiche e dei consumi energetici; le strutture portanti realizzate hanno permesso di adeguare ed utilizzare il basamento esistente rendendo l’insieme sicuro dal punto di vista della protezione sismica.
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Il disegno di architettura, semplice ed essenziale, ha contemperato le innovazioni introdotte, perseguendo al contempo un’immagine complessiva “leggera” … “sobria”, capace di veicolare un messaggio didattico di “innovazione-sperimentazione-dialogo” rispetto al tessuto urbano circostante. 3. Tecnologia edilizia e tecnica antisismica Il nuovo edificio, in sopraelevazione di quello esistente, è stato calcolato tenendo conto dei coefficienti sismici amplificativi massimi previsti dalla normativa : coeff. di protezione sismica ( I = 1,4 ), coeff. di struttura ( ß = 1,2 ) e coeff. di fondazione ( ε = 1,1 ). Il calcolo dell’edificio è stato eseguito con analisi dinamica lineare e ha puntato su diversi elementi di innovazione con l’obiettivo di migliorare il comportamento e la resistenza in fase sismica : -riutilizzo e adeguamento di un complesso strutturale esistente mediante tecniche di ripresa delle sezioni al fine dell’incremento della protezione sismica; -svuotamento della sezione centrale in modo da inserirvi scale ed ascensore con strutture in acciaio e vetro giuntate mediante selle di scorrimento; -introduzione, negli elementi di finitura, di tecnologie leggere e a secco in modo da evitare aggravi di peso (solai in cls. gettati in opera su casseri in polistirene autoportante, scale e vano ascensore in acciaio e vetro). 4. Bioclimatica e risparmio energetico Un impianto di ventilazione naturale, utilizzando l’architettura a vuoto centrale con ‘torre’ di estrazione più alta rispetto al piano di copertura (effetto camino), assicura il raffrescamento estivo; ‘torre’ che porta luce e aria fino al piano interrato dove è disposta una bella alberatura. Le tamponature esterne sono in laterizio multicamera da 25 cm., rettificato, ad alto potere isolante con interposta barriera termica, con accoppiato strato coibente di lana di roccia. L’intonaco esterno è a base di sughero granulare. Una listellatura in legno assicura l’ombreggiatura delle superfici esterne favorendo l’innesco di ventilazione utile al raffrescamento estivo. La pavimentazione è con serpentine radianti con ricircolo di acqua calda; una caldaia a condensazione, alimentata a gas metano, posizionata sulla copertura piana del tetto-giardino, in apposito box coibentato, genera il calore, distribuito attraverso montanti e collettori di piano. L’impianto domotico assicura un controllo puntuale per ogni singolo ambiente. In copertura vi sono pannelli fotovoltaici capaci di bilanciare i consumi elettrici medi dell’edificio. L’impianto idrico è limitato al funzionamento dei servizi igienici del piano uffici; il riscaldamento dell’acqua è garantito da un boiler con due pannelli solari-termici installati sul tetto piano. A supporto della sostenibilità ambientale, è stato installato un impianto di raccolta, filtrazione e riutilizzo delle acque piovane provenienti dalla copertura a tetto-giardino. 5. SOSTENIBILITÀ ECONOMICA _ Qualità economica, minimizzazione dei costi del ciclo di vita - costi commerciali di costruzione Sono stati ottenuti 9 nuovi spazi ufficio, 1 attesa, 1 spazio-lavoro al piano terra, servizi igienici, 1 locale manutenzione, 1 spazio server, connettivi e scale centrali per complessivi 240 mq. ca. al piano primo e 90 mq. ca. al piano terra. _ Inoltre, porticato al piano terra di 140 mq. e tetto-giardino di 240 mq. Dati dimensionali Superficie lorda : 700 mq. lordi ( 411 mq utili ) Volume riscaldato : 1180 mc lordi ( 670 mc netti ) Costi Costo complessivo dell’opera : €. 689.000,00 (compreso iva e spese generali e tecniche) Costo al mq. dell’opera : €. 986 al mq. lordo ( €. 1.675 al mq. netto ) Valutazioni I costi parametrici contabilizzati nel conto finale a consuntivo possono apparire superiori alla norma (locale) ma si deve tener conto che si è trattato di un lavoro molto contenuto a livello dimensionale. Si è realizzata una nuova struttura adeguata ai nuovi parametri sismici ma la si è dovuta connettere ad un corpo strutturale esistente anch’esso oggetto di adeguamento alla nuova normativa sismica. Il nuovo edificio è stato fortemente improntato dall’obiettivo del contenimento dei consumi energetici e pertanto le stratigrafie coibenti introdotte, sia verticali che orizzontali, sono di costo superiore alla norma (8-10%). Inoltre sono state adottate tecnologie a secco e materiali ecocompatibili; anche questo ha comportato un incremento dei costi (10-12%) ma ha permesso di conseguire l’obiettivo della sostenibilità ambientale dei componenti edilizi utilizzati e del processo edilizio. Qualità architettonica, adeguamento alle normative sismiche e stratigrafie coibenti hanno comportato nel complesso un incremento del 30% ca. rispetto ai costi parametrici standard locali. Nel caso specifico, si potrà ottenere un livellamento dei costi con il riutilizzo del piano interrato per spazi funzionali, archivio, riunioni, eventi (280 mq. ca.). - bassi costi di gestione e manutenzione Le scelte effettuate sia per i materiali che nelle tecnologie di assemblaggio, negli impianti e nelle loro connesse automazioni consentono di contenere sensibilmente sia i costi di gestione che di manutenzione. Si rimanda agli allegati calcoli di tipo ‘energetico’. - adattabilità al cambiamento delle modalità di utilizzo degli ambienti – capacità di riconversione Le tecnologie a secco impiegate nelle partizioni interne assicurano una possibile flessibilità d’uso. Fatta eccezione per le strutture portanti e per un solo strato delle tamponature esterne, il resto della costruzione è stato realizzato con l’impiego di tecnologie a secco. Questo permetterà, eventualmente in futuro, di poter facilmente modificare la dimensione e la distribuzione funzionale degli spazi interni (oggi adibiti ad uffici comunali). Trattandosi in prevalenza di partiture interne le stesse potranno essere smontate e rimontate con il riutilizzo degli stessi materiali. Gli impianti sono stati disposti in prevalenza sul perimetro dell’edificio e non sulle tramezzature interne. A seguito dell’esperienza fatta dalle maestranze locali nella costruzione di questo edificio, sono state realizzate altre diverse opere (da parte di privati) che hanno ripreso i principi innovativi ed ecologici attuati dal cantiere pubblico. - considerazione della vita utile, durata dei materiali utilizzati La struttura è in cemento armato, calcolato per zona sismica di prima categoria e con indici di sicurezza richiesti dalle normative italiane in vigore per edifici di tipo pubblico. E’ stato calcolato per un periodo di vita utile pari a 100 anni. Per gli impianti e i restanti materiali, stimati comunque per una durata funzionale non inferiore a 30 anni, si tratta nel paragrafo seguente. - ricostruibilità e riciclabilità dei materiali da costruzione impiegati I materiali di finitura utilizzati in prevalenza sono i seguenti : -blocchi laterizi (tamponature perimetrali esterne) : materiale ecocompatibile; riciclabile per frantumazione e tritovagliatura, ottenendo inerti utili alla produzione e reimpiego come cocciopesto; -coibente controparete esterna in lana di roccia (anche per controsoffitti e tramezzature) : materiale ecocompatibile; riciclabile nella stessa filiera di produzione; -lastre di cartongesso (anche per controsoffitti e tramezzature) : materiale ecocompatibile; riciclabile nella stessa filiera di produzione e per la produzione di inerti per intonaci a base di gesso; -pavimentazioni in gres ceramico : materiale ecocompatibile; riciclabile per frantumazione e tritovagliatura, ottenendo inerti utili alla produzione e reimpiego come cocciopesto; -listelli di legno di larice (pareti ventilate esterne) : materiale ecocompatibile; sostenibile in quanto proveniente da colture rinnovabili; riciclabile per la produzione di pellets da ardere. 6. SOSTENIBILITÀ SOCIALE __Qualità socioculturale e funzionale - flessibilità dei materiali nella prospettiva di adattamento al cambiamento modalità di utilizzo Fatta eccezione per le strutture portanti e per un solo strato delle tamponature esterne, il resto della costruzione è stato realizzato con l’impiego di tecnologie a secco. Questo permetterà, eventualmente in futuro, di poter facilmente modificare la dimensione e la distribuzione funzionale degli spazi interni. Vedi anche il paragrafo a) sostenibilità economica.
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- qualità particolare d’utilizzo dei locali Gli ambienti interni sono adibiti ad uffici, sala del sindaco e piccole sale per riunioni. Il sistema domotico permette di ottimizzare il comfort di ogni singolo ambiente e di migliorare le prestazioni complessive dell’edificio : a) regola l’apertura della parte superiore degli infissi (vasistas) in modo da favorire l’estrazione d’aria per ventilazione naturale, in ogni singolo ambiente; l’immissione avviene con griglie di aerazione ‘renson’, disposte nella parte bassa di ogni infisso esterno, azionabili manualmente; b) regola l’apertura dell’infisso generale di ‘espulsione’, disposto a nord, nel punto più alto della ‘torre’ centrale’; c) regola la temperatura dell’impianto di riscaldamento a pavimento; d) regola il flusso luminoso delle lampade fluorescenti; e) amministra accensioni e spegnimenti delle luci scale e notturne, programmate in base alle stagioni; f) interrompe il consumo di energia elettrica quando gli uffici non sono utilizzati. - accessibilità in termini di barriere architettoniche / accessibilità ai disabili L’edificio è di tipo pubblico e non presenta alcun tipo di barriera architettonica. L’ingresso principale è situato al piano terra, a filo complanare con la pavimentazione esterna. All’interno un impianto ascensore, dotato di comandi in ‘braille’, a servizio dei vari livelli. 7. SOSTENIBILITÀ LOCALE _ Qualità del sito - utilizzo di strutture in disuso La committenza non ha voluto impegnare altro suolo libero; ha preferito sopraelevare un’autorimessa esistente e sottoutilizzata. - connessione alla rete viaria del sito, raggiungibilità con i diversi veicoli e dal centro urbano L’edificio realizzato è collocato nel centro abitato e quindi viene raggiunto a piedi da gran parte degli utenti; non è stato necessario realizzare altre strade carrabili in quanto sufficienti quelli esistenti e di dimensione tale adatta ai diversi tipi di veicoli. - integrazione presso gli edifici urbani: utilizzo di infrastrutture pre-esistenti Una passerella aerea e pedonale mette in comunicazione il nuovo edificio di ‘ampliamento’ con il Palazzo Municipale realizzato negli anni ’80, favorendo l’integrazione degli spazi e delle funzioni sia nuove che preesistenti. Grazie al cavedio impiantistico interrato, che collega i due edifici, sono stati condivisi i seguenti elementi impiantistici : a) adduzione elettrica, contatore enel e quadro elettrico generale; b) adduzione idrica e contatore; c) adduzione gas-metano e contatore; d) centralino telefonico; e) server dati intranet. E’ stata utilizzata la linea fognaria già a servizio del fabbricato principale senza procedere ad altri scavi e tubazioni. La nuova cisterna interrata, di raccolta, filtraggio e riuso delle acque piovane provenienti dal tetto-giardino è stata messa al servizio dei mezzi comunali addetti alla pulizia delle strade e alla manutenzione dei giardini comunali. - offerta di infrastrutture preesistenti nelle vicinanze, riflessi sulla produzione di traffico - immagine del sito in termini di qualità abitativa e lavorativa (tranquillità/rumore) e di sicurezza Lioni è un piccolo centro abitato, collinare, alle sorgenti del Fiume Ofanto, inserito nel Parco Regionale dei Monti Picentini. La piccola dimensione, 7.000 abitanti circa, è già sinonimo di tranquillità nel senso più ampio del termine. I cittadini si spostano in genere a piedi per raggiungere il Palazzo Municipale in quanto situato in posizione baricentrica e servito all’intorno da altre attività di tipo pubblico: ufficio postale, biblioteca, bar, centro sociale, centro anziani, negozi commerciali di vario tipo. Gran parte dei percorsi pedonali sono porticati e questo permette ai cittadini di spostarsi in sicurezza anche nei giorni di pioggia e neve.
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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma
Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav
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