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Nerviano, fraz. Garbatola (MI), Italia

13ALI

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Il progetto di riqualificazione di piazza don Musazzi, in Garbatola, prende le mosse dalla individuazione di alcune linee direttrici in grado di determinare i contenuti della proposta:

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 nella identificazione del carattere dello spazio pubblico, ed in particolare nel rapporto tra spazio verde e pavimentato, nella presenza di alberi e nel loro modo di caratterizzare questo luogo centrale;  nella demarcazione degli assi dell’urbanizzato circostante, e nel recupero delle memorie storiche, oggi disperse o stratificate, al fine di generare il disegno di uno spazio pubblico che sia elemento identitario del luogo, nuovo ma al contempo radicato in esso;  nella valorizzazione e sistematizzazione degli elementi esistenti ritenuti qualitativamente rilevanti (essenze arboree, monumenti e loro relazioni con la piazza stessa e con gli edifici prospicienti)

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Operativamente si è adottato un “modulo”, dal latino modus, “misura”, che consente di generare all’interno della piazza quadri ambientali al contempo indipendenti e complementari, ovvero inseriti in un sistema unitario e identificabile. Questo stesso modulo, ripreso e riportato nelle strade circostanti la piazza, funge da elemento unificante e caratterizzante, facilitando l’identificazione e la ricucitura di spazi eterogenei in un unico quadro d’insieme; da esso ordinate, trovano nella piazza un luogo d’elezione le diverse attività sociali che promuovano la vita della comunità.

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Il carattere dello spazio, il carattere del progetto

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Nella valutazione del carattere dello spazio si è tenuto conto soprattutto del rapporto esistente tra superficie verde e pavimentata, nell’intento di mantenere un’ampia copertura naturale da una parte, e restituire spazio al rapporto con il sagrato della chiesa. Quest’ultimo, situato nella parte est della piazza, assume nuova importanza grazie alla pavimentazione, nettamente distinta da quella del resto della piazza e disegnata da cordoli che ribadiscono l’assialità tra la chiesa, la fontana e il monumento ai caduti, il tutto incorniciato tra i due imponenti cedri che dominano la piazza. La gerarchia spaziale che così si forma tende a ridurre il ruolo della viabilità locale, dando il giusto peso alle aree antistanti la chiesa. Il verde, mantenuto in estensione pure se riconformato, è trattato anch’esso come uno spazio d’uso. Viene misurato dalla presenza di tre linee d’acqua in continuo movimento e da alcuni cordoli che, da ovest, articolano lo spazio verde. Le linee d’acqua, disposte secondo lo stesso modulo che si ritrova nella nuova piazza, ribadiscono l’importanza di questo elemento nella tradizione rurale e richiamano all’interno dell’urbanizzato, metaforicamente e percettivamente, lo scorrere del vicino canale Villoresi. L’acqua, letta come sistema con la fontana preesistente, si configura anche come trait-d’union tra la parte pavimentata e quella verde della piazza, istituendosi quale nuovo elemento di continuità in tutto lo spazio pubblico. La parte ovest della piazza, dominata dal verde, ospita la fermata del bus, segnata da una pensilina, che, pur come elemento funzionale, si determina come terminale di un tracciato che si snoda tra memoria e presente.

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Passato e presente – una traccia di memoria

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La chiesa di Garbatola non ha sempre occupato la posizione attuale: oscurato nella memoria urbana giace l’antico Oratorio dei santi Biagio e Francesco, originario luogo di culto locale, allo sfociare nella piazza di Via Isonzo. Il progetto tenta quindi di ripristinare questa memoria con un segno chiaro, che si pone come presenza testimoniale capace di stratificare passato e presente nella costituzione dell’identità del luogo. Nel suo snodarsi questo segno di pietra interferisce con la nuova piazza-sagrato, oltre il quale si solleva diventando seduta, per poi tornare a terra e ruotare lungo l’asse stradale. Qui, da un lato, si perde nel nuovo, fondendosi con la pavimentazione, dall’altro ripiegando su se stesso, come a guardarsi indietro a considerare le proprie radici, si innalza formando la pensilina cui si accennava in precedenza.

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Aspetti funzionali

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Nella fusione di carattere, memoria e comunità si sono salvaguardati alcuni requisiti funzionali in coerenza con quanto richiesto dal bando. Sono stati individuati alcuni elementi fondamentali: - traffico veicolare - tracciati e fermate bus - aree per la sosta di veicoli

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Il progetto ha inserito queste componenti funzionali in modo discreto nel contesto di una piazza, rispettando quindi l’identità del luogo e la gerarchia spaziale. Le aree destinate al traffico e le aree pedonali, per quanto restino sempre “in quota” con la piazza, sono delimitate da cordoli in pietra, distinte da una pavimentazione in porfido disposto a correre, e delimitate nel loro incontro con gli spazi principali da dissuasori illuminanti, che misurano lo spazio di circolazione a intervalli regolari, anche grazie alla luce. Il modulo dei cordoli in pietra che corrono nella piazza è dimezzato, nel suggerire una omogeneità spaziale degli assi di traffico veicolare. Solo tra chiesa e piazza, e davanti all’ingresso dell’oratorio attuale, in via Gorizia, i cordoli ritrovano il loro modulo originario, a suggerire la prevalenza dello spazio pedonale, restituendo la corretta gerarchia. Il bus, che conserva il suo attuale tracciato, trova spazio nella piazza grazie alla nuova configurazione delle fermate. Nello stato di fatto le fermate per i bus nelle due direzioni sono evidenziate da una unica palina, posta all’angolo tra la piazza e Via Gorizia. Ora la situazione si modifica con la formazione di due fermate distinte: la prima, ricavata nello slargo presente allo sfociare di via Isonzo, è molto semplice, ma chiaramente identificata; la seconda fermata è invece nella parte ovest della piazza, caratterizzata dalla pensilina già descritta; qui. configurandosi come terminale di memoria, la fermata del bus, trova la sua giusta collocazione senza risultare in conflitto con lo spazio antistante la chiesa. Le aree di sosta per i veicoli sono state spostate sul lato sud-est della piazza. Peraltro è stata formulata, a livello di schema, una ipotesi alternativa che innalzerebbe il numero totale di stalli a 11, con 8 nuovi spazi dislocati lungo via S. Francesco d’Assisi. Le due proposte nel dettaglio sono illustrate di seguito: - La prima lascia sostanzialmente invariata la circolazione attuale, mantenendo il passaggio dei veicoli nella piazza e in via S. Francesco d’Assisi a doppio senso, per consentire l’accesso diretto a via Carlo Porta per i veicoli provenienti dagli altri ingressi alla piazza (via XX Settembre e via Isonzo). - La seconda propone l’istituzione di un senso unico lungo via S. Francesco d’Assisi e la sua prosecuzione nella piazza, così da limitare il traffico veicolare nello spazio pubblico e creare ulteriori aree di sosta per veicoli, nonché allargare i marciapiedi. In tal senso sono stati elaborati degli schemi di circolazione che, tramite alcune modifiche alla circolazione nel nucleo, dimostrano la fattibilità di questa seconda ipotesi

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