© Archimmagine Francesco Melaragni + Marina Campagna . Published on March 23, 2005.
Si trattava di intervenire su un piccolo edificio scolastico della fine degli anni 50, ormai in disuso da diverso tempo, da recuperare architettonicamente ed ampliare per adibirlo a Museo-laboratorio dedicato alla Zampogna.
Larea dellintervento, ubicata in una particolare zona del territorio comunale di Villa Latina accanto ad antichi complessi rurali in pietra a vista, purtroppo segnati da manomissioni moderne, ai piedi del vecchio ed arroccato borgo medievale di Agnone, quasi abbandonato, è segnata da quello che era stato il letto di un torrente, oggi semplice spiazzo dasfalto, di cui resta una briglia sulla quale spicca lintervento Bivio dellartista Alain Le Bourgoch.
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Ledificio, senza un particolare carattere, dalla tipica tipologia edilizia scolastica degli anni 50 e 60 in Italia – un impianto planimetrico semplice rettangolare articolato in due ambienti di circa mq 80, su un unico livello, coperto da un tetto
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Il Museo-laboratorio della Zampogna, Villa Latina a due
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falde sfalsate – è stato così rivisto nella sua globalità, rimodellato soprattutto nel suo involucro murario esterno, in modo da nascondere il tetto esistente, e da configurarsi insieme ai nuovi volumi aggiunti come un organismo unico in grado di porsi anche nel particolare contesto ambientale quale forte segno riconoscibile e catalizzatore.
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Rimossi dunque gli aggetti ed una parte di falda, una quinta continua di pannelli in acciaio COR-TEN, modulata in altezza, percorre cingendolo lintero edificio preesistente. Lacciaio COR-TEN con il suo aspetto rugginoso sottolinea la preesistenza alledificio e nello stesso tempo è un sotteso richiamo al contesto quasi fermo nel tempo in cui si inserisce e al tema rievocato e raccontato dal museo stesso.
La quinta si trasforma in calcestruzzo armato a vista quando cinge su due lati il nuovo corpo aggiunto, di mq 90 disposto lateralmente secondo limpianto rettangolare esistente, sviluppato anche in un piano totalmente interrato destinato ai servizi e alla direzione, su cui appare sospesa la copertura curvilinea a struttura portante in tubolari dacciaio e rivestimento in TECU-Zinn , sostenuta da due alti pennoni e da tiranti.
Una parete continua vetrata chiude, ma lasciando un senso di non finito e di apertura verso lintorno, il terzo lato del volume e gli spazi tra la quinta in c.a. e la copertura.
Un corpo curvilineo scale-ascensore, per accedere al piano interrato, si staglia completamente separato dal rimanente, sulla parte posteriore del complesso, mentre una passerella in
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acciaio zincato e grigliato accompagna il visitatore allingresso del Museo, segnato da una pensilina curvilinea in acciaio zincato.
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Allinterno superata la sala destinata alla reception-informazioni e controllo, caratterizzata da un banco reception appositamente disegnato, si apre la prima sala espositiva, in unatmosfera pressoché buia, in cui su un sottofondo di brani musicali popolari, jazz e davanguardia eseguiti con la zampogna , tre monitor propongono alternativamente immagini, commenti e filmati, mentre immagini gigantografiche vengono proiettate su unintera parete, selezionati dalletnomusicologo Antonello Ricci, consulente scientifico dellallestimento. Tre pecore-panca di legno e lana costituiscono gli elementi di seduta, ponendosi provocatoriamente nello spazio astratto della sala. La seconda sala, sovrastata dalla copertura curvilinea, ampia, luminosa e aperta sul paesaggio grazie alla grande parete vetrata, accoglie una teoria di vetrine-contenitori, che si fronteggiano, appositamente disegnate - prismi in cristallo sostenuti da cavalletti e travi sghembe in acciaio- in cui sono presentati esempi rari di zampogne, mentre un informatore elettronico a touch-screen interagisce con i visitatori fornendo ulteriori informazioni su quanto esposto e rimandi al luogo.© Archimmagine Francesco Melaragni + Marina Campagna . Published on March 23, 2005.
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