© Pierluigi Contino . Pubblicata il 07 Dicembre 2010.
La decisione del Comune di Lecce di riqualificare l’area delle ex Cave di Marco Vito innesca forti implicazioni urbanistiche che hanno lo scopo di costituire un luogo urbano in cui far nascere processi di rivitalizzazione economica, sociale e culturale che risponda alle linee guida della creazione di un’area di alto interesse culturale sociale e architettonico. L’intenzione dell’amministrazione comunale di riqualificare tale sito non può prescindere, dunque, da una complessa e integrale trasformazione paesaggistica e ambientale di tutta l’area che trova nel nuovo complesso della Città dell’Arte e della Musica e nel Parco delle Cave il suo apice culturale come nuovo polo attrattivo dell’intera area metropolitana e suburbana. Qualificare un sito oggi caratterizzato da un forte degrado urbano e socio culturale vuol dire ripensare le interazioni con il centro leccese e non solo, in quanto sul sito insiste un edificio di interesse storico-artistico: la masseria Tagliatelle con il suo Ninfeo delle Fate. Emerge insomma il bisogno di riorganizzare il luogo come cerniera funzionale tra il centro storico della Città e la periferia. Creare una nuova centralità urbana aggregante che sostituisca la stazione ferroviaria la quale invece ne decretava la separazione. Questo vuoto ambientale chiede di essere trasformato in maniera tale da offrire agli utenti uno spazio di qualità fruibile in vari momenti della giornata e per diverse occasioni, uno spazio dove ritrovare le relazioni non solo urbane ma anche e soprattutto umane. La risposta progettuale vuole sottolineare e rafforzare la presenza delle relazioni attraverso delle passerelle aeree che materializzano i percorsi senza soluzione di continuità. Il progetto risponde alle esigenze espresse dal bando creando il luogo dell’incontro, il luogo della cultura, il luogo della produzione, il luogo della riappropriazione, il luogo della memoria. La struttura che è stata progettata per la nuova Città dell’arte e della musica ha come intento il voler rispondere in maniera ineludibile ai dettami del concorso e rispettando le previsioni del piano regolatore generale, e allo stesso tempo di voler essere di supporto alle esigenze funzionali che possono migliorare la fruibilità viaria e le esigenze culturali, viste come motivo ed occasione di riqualificazione totale dell’intera area . L’edificio è un unico corpo che si spezza separando le funzioni più specificatamente pubbliche da quelle pubbliche ristrette. Un edificio semplice di impianto minimalista e riconoscibile nella sua razionalità. Si è voluto dividere la struttura in due grandi luoghi: uno che contiene le funzioni più didattiche e di aggregazione meno impegnative e l’altro, di dimensioni più ragguardevoli con scopi istituzionali più significativi. Uno schema semplice, una struttura avvolta da un guscio in vetro e metallo forato che permette la penetrazione della luce e dello sguardo, garantendo altresì l’imponenza e la presenza del manufatto che vuole divenire il centro della riqualificazione e della rinascita del luogo. La cerniera tra i due blocchi è rappresentata dall’anfiteatro che garantisce l’unità formale e funzionale dell’edificio. L’edificio si compone di cinque elevazioni di cui due interrate (adibite a parcheggio). Nel piano terra (+46,00 s.l.m.) dell’edificio più grande sono allocati la grande hall di ingresso per l’accesso all’auditorium, agli spazi dedicati ai musicisti e anche agli elementi di risalita che rendono funzionale e fruibile l’intero corpo. Nella seconda elevazione oltre l’ingombro dell’auditorium e i suoi accessi secondari, troviamo uno spazio di relazione di incontro e relax. Nella terza elevazione, infine, abbiamo il foyer dell’auditorium, la caffetteria, la zona shopping, lo spazio espositivo e il piccolo auditorium da duecento posti racchiuso da una “scatola” vetrata. Nel piano terra dell’edificio meno esteso sono allocati il ristorante e il museo del Parco delle Cave. Nella seconda elevazione troviamo le aule dell’educazione musicale, la biblioteca e gli uffici dell’amministrazione. Nella terza elevazione abbiamo il luogo dedicato alle attività didattiche. Dall’interno dell’edificio da tutte le tre elevazioni è possibile coniugarsi in maniera armoniosa col paesaggio esterno, che in alcune visuali risulta particolarmente esaltante e suggestivo. Lo scopo del nostro progetto è anche la volontà di aprirlo sulle visuali paesaggistiche che oggettivamente risultano più significative, negando, ovviamente, quelle che oggettivamente risultano più compresse. È stato ritenuto opportuno un intervento nella cava poco invasivo, reputando che già sia un “luogo” con forti valenze storicizzate: percorsi su cui si adagiano listoni in teak e che segnano dei sentieri in cui sarà bello passeggiare e sentirsi parte integrante di questo struggente luogo. Come già espresso abbiamo ritenuto di dover attenerci alle linee guide del PRG e pertanto le strade previste, gli accessi sono stati da noi rispettati e limiti ispirativi del nostro progetto.
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