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Cagliari (CA), Italia

Architetture per i litorali - Poetto

Studio Professionisti Associati Srl, Tonino Fadda, Fausto Pani

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masterplan

PREMESSA

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dettaglio del masterplan

La città di Cagliari e il mare hanno sempre avuto un rapporto ambiguo ed irrisolto che solo negli ultimi anni si sta ridelineando con la definizione di nuovi scenari legati alla riconquista di luoghi e usi tipici di una città naturalmente marinara. Anche opere di grande impegno, tra cui quelle che hanno riguardato il litorale del Poetto oggetto del presente concorso, non sono riuscite in maniera efficace a invertire una consuetudine che lega essenzialmente il mare alle attività connesse alla balnearità durante la stagione estiva. Passando in rassegna inoltre le iniziative che vari soggetti quali la Regione Sardegna, la Provincia e il Comune di Cagliari, il Parco Naturale Saline-Molentargius, si può ben comprendere come sul fronte a mare cagliaritano si giochi una partita di portata strategica sia per la città che per l’area vasta. Il Poetto sembra configurarsi, analogamente ad altri luoghi costieri contemporanei, come uno spazio periferico e di confine, sottratto alla possibilità di configurarsi secondo una dimensione urbana. Si tratta di un ambito generalmente percepito come un sistema naturalistico e ambientale integro da salvaguardare, in realtà si tratta invece di una spiaggia di carattere prettamente urbano e definita nella sua attuale configurazione da rilevanti interventi antropici.

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sezione stradale tipo

OBIETTIVI DEL PROGETTO E FILOSOFIA PROGETTUALE

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vista diurna dal percorso ciclopedonale

Gli obiettivi del progetto proposto partono dall’azione diretta sull’arenile, mediante la ridefinizione delle attrezzature e dei servizi di spiaggia e del sistema di accessibilità al contorno, per estendersi a scala urbanistica, attraverso azioni a scala vasta. Il progetto si pone inoltre in una prospettiva temporale che consenta di cadenzare le singole azioni secondo un preciso crono programma in grado di adattarsi in corso d’opera agli eventi che potranno verificarsi nel lungo periodo (si pensi alla possibile dismissione delle aree militari contigue, al potenziamento della fruizione del Parco di Molentargius e del sistema della Sella del Diavolo, al recupero, rifunzionalizzazione o cambio di destinazione di volumi importanti quali l’ex Ospedale Marino). Si tratta quindi di ridefinire l’immagine e il ruolo del Litorale mediante azioni indirizzate a più livelli. In generale il progetto mira a: - Riordinare le attività presenti e razionalizzarle secondo logiche di compatibilità coi luoghi; - Costruire strategie piuttosto che limitarsi ad un approccio puramente architettonico e compositivo applicando questo modus operandi a partire dalla microscala dei servizi di spiaggia per giungere fino alla dimensione urbana; - Ridefinire interamente lo spazio pubblico di questa parte di città non solo mediante la creazione di nuovi spazi o la riqualificazione di quelli esistenti, bensì incoraggiando gli utenti all’”appropriazione” rispetto a tali spazi, rendendoli quindi spazi contemporanei commisurati alle esigenze odierne e adattabili a quelle future, spazi di relazione (ambiti materiali e immateriali attraverso i quali gli individui entrano in relazione secondo modalità sempre differenti e imprevedibili), spazi di conoscenza (luoghi in cui l’osservazione e la relazione conducono la scoperta e all’espansione degli orizzonti individuali), spazi in cui l’uomo sia sempre più coinvolto nella definizione degli stessi piuttosto che nel mero consumo ; - Rendere il sistema sostenibile nel senso più ampio del termine: il tema della sostenibilità non viene affrontato in senso unicamente ambientale o tecnologico ma anche in connessione alla città contemporanea che si organizza e muta in continuazione la sua struttura sia spaziale che funzionale; - Connettere il Litorale al resto del sistema urbano sia fisicamente che funzionalmente conferendogli una dimensione urbana che tenga comunque conto delle sue peculiarità (intraprendendo azioni che cioè lo sottraggano alla marginalità, lo rendano polifunzionale, dinamico e adattivo rispetto al mutare delle esigenze); - Abbandonare l’immagine stereotipata che caratterizza i paesaggi costieri tenendo conto della varietà e variabilità dei profili comportamentali che caratterizzano gli utenti e delle richieste che essi esprimono in termini di esperienze nonché delle esigenze dei residenti; - Innescare un vero e proprio processo di ricostruzione che mediante l’assunzione di azioni progettuali responsabili interferisca coi processi di crisi in atto: in questa ottica diventa necessario un processo progettuale guidato da una visione generale e che si orienti non solo ad azioni di tutela e conservazione ma anche ad azioni di trasformazione ed innovazione; - Perseguire un approccio progettuale legato ai processi partecipativi che coinvolgano i portatori di interesse sia di natura pubblica che privata.

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vista notturna dal percorso ciclopedonale

IL MASTERPLAN

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vista dallo spazio pubblico di filtro

La spina dorsale del masterplan è rappresentata dallo studio dei percorsi che si sviluppano parallelamente all’arenile. Da Marina Piccola fino al Margine Rosso si snoda infatti un sistema distributivo che di volta in volta muta le sue caratteristiche (sezione, materiali, funzioni, ecc.) in base alle condizioni al contorno; su tale sistema si attestano da un lato i servizi di spiaggia posti sull’arenile e dall’altro spazi di natura e funzione diversa. L’elemento comune a tutto il progetto è una passerella in legno pensata come una passeggiata lungomare su cui si innestano le passerelle in legno che trasversalmente portano verso le strutture di servizio alla spiaggia e garantiscono l’accessibilità allargata fino al bagnasciuga; lungo tale percorso si susseguono verso la spiaggia degli slarghi in cui il legno viene modellato tridimensionalmente a definire degli spazi di sosta plurifunzionali. La passerella, gli slarghi e i percorsi di penetrazione alla spiaggia costituiscono il limite tra spiaggia e sistema al contorno e sono pensati, disegnati e disposti secondo le direzioni ottimali per trattenere la sabbia che in corrispondenza di questi elementi si accumulerà grazie al trasporto eolico; gli stessi elementi di pavimentazione, realizzati con doghe di legno tra loro spaziate, contribuiranno al rilascio della sabbia che altrimenti gli utenti della spiaggia trasporterebbero verso la strada rendendola non riutilizzabile. Lungo il sistema distributivo, dal lato opposto all’arenile, si attesta un complesso di funzioni aggiuntive, differenziate rispetto all’ambito in cui sono collocate: spazi pubblici di vario tipo nell’ambito più prettamente urbano, ricettività, attività ippiche, supporto alla fruizione del parco delle Saline per l’ambito centrale, sport, attività ludiche e ricreative nelle restanti aree. All’interno del masterplan un aspetto di fondamentale importanza è quello legato alla flora, attraverso la scelta di essenze funzionali agli obiettivi prefissati. La ricostruzione delle fasce dunali suggerisce di introdurre delle essenze erbacee in grado di supportare il trattenimento delle sabbie, quali l’ammophila, il giglio delle sabbie e l’asparago spinoso (che ha inoltre la funzione di scoraggiare il transito sulle dune); nella fascia retrodunale saranno invece insediati arbusti quali il ginepro, il tamericio e il limonio. Le restanti fasce a verde ospiteranno essenze ad alto fusto come il pino, mentre le zone di sosta saranno bordate con essenze quali il rosmarino, il mirto e il cisto. Le specie attualmente presenti, principalmente palme, non trovano nel litorale del Poetto l’habitat ideale, saranno però mantenute ed eventualmente sostituite con le essenze sopra descritte sono nel caso di evidenti segni di difficoltà vegetativa. L’intero sistema verde potrà essere gestito con acqua di recupero dall’impianto di depurazione di Is Arenas (posto sulla sponda opposta delle Saline) mediante una apposita condotta da realizzarsi parallelamente al viale Colombo e dotata poi di due diramazioni, una verso Cagliari e l’altra verso Margine Rosso. L’acqua così recuperata potrà inoltre essere usata per una serie di usi non potabili quali: giochi d’acqua, sistemi di vaporizzazione per il controllo del microclima, docce a dispersione per il lavaggio dei piedi dalla sabbia all’uscita della spiaggia, ecc.

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vista dalla spiaggia

LE STRUTTURE DI SERVIZIO SULL’ARENILE

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vista dell'elemento centrale

La concezione delle strutture all’interno delle concessioni, così come il numero e la distribuzione delle stesse, nasce da un processo partecipato che ha interessato numerosi imprenditori titolari di concessioni, attraverso le associazioni di categoria. La riflessione progettuale ha preso le mosse da queste premesse sviluppando la propria ricerca intorno ai temi della modularità e della flessibilità. Il prodotto finale è una struttura costituita da un abaco di elementi ben riconoscibili ma combinabili in maniera differente a seconda delle precise esigenze dei gestori e alla variabilità di tali esigenze nel tempo. Il sistema è costituito da un elemento centrale a telaio, realizzato in legno lamellare e con giunzioni interamente a secco, che costituisce il dispositivo su cui i diversi elementi si dispongono. Su questo elemento si attestano due volumi rispettivamente di 86 e 128 mq coperti, destinati rispettivamente all’area bar e all’area ristorante; tali volumi sono costituiti da pannellature in legno dotate di intercapedine per l’isolamento termoacustico e il passaggio degli impianti e possono chiudersi totalmente per mezzo di elementi vetrati e ombreggianti di vario tipo per il funzionamento nella stagione invernale. Pur concepito con una struttura modulare che consentirà nel tempo di rispondere a mutate tipologie di utilizzo, anche con differenti configurazioni, si è ipotizzata una configurazione attualmente rapportata alle esigenze emerse durante le fasi di consultazione e coinvolgimento di operatori e utenti. In maniera analoga a questi due volumi, come si diceva, se ne potranno aggiungere altri all’ampliarsi delle esigenze imprenditoriali future. La struttura a telaio centrale è infatti un dispositivo flessibile che consente, ospitando un sistema di binari, la massima flessibilità di utilizzo: sui piani orizzontali possono scorrere pannelli vetrate, in legno con forature varie, brise soleil in legno, pannellature in tela personalizzabili con la grafica del locale o per pubblicizzare eventi o manifestazioni; sul piano verticale della copertura possono invece scorrere dei pannelli in tela che consentono di ombreggiare totalmente o parzialmente le diverse aree dei locali o di chiuderli totalmente durante la stagione invernale. Il sistema così disegnato consente di sposare pienamente le esigenze dei gestori: i singoli locali possono svolgere attività durante tutto l’arco dell’anno configurando gli spazi con la semplice azione su degli elementi scorrevoli e con la possibilità di inserire degli elementi personali che identifichino la propria impresa rispetto alle altre, il tutto all’interno di un’immagine architettonica unitaria e riconducibile ad un unico programma lungo tutto il litorale. Il colore predominante sarà quello del legno al naturale, debitamente trattato per garantirne la durabilità in ambiente marino, alcune pannellature saranno invece colorate (con un richiamo ai colori caratterizzanti i vecchi casotti) e diventeranno ulteriori elementi distintivi del singolo chiosco. Il sistema è costituito da un elemento centrale a telaio, realizzato in legno lamellare e con giunzioni interamente a secco, che costituisce il dispositivo su cui i diversi elementi si dispongono. Su questo elemento si attestano due volumi destinati rispettivamente all’area bar e all’area ristorante; tali volumi sono costituiti da pannellature in legno dotate di intercapedine per l’isolamento termoacustico e il passaggio degli impianti e possono chiudersi totalmente per mezzo di elementi vetrati e ombreggianti di vario tipo per il funzionamento nella stagione invernale. Pur concepito con una struttura modulare che consentirà nel tempo di rispondere a mutate tipologie di utilizzo, anche con differenti configurazioni, si è ipotizzata una configurazione attualmente rapportata alle esigenze emerse durante le fasi di consultazione e coinvolgimento di operatori e utenti. Così, nel modello standard proposto, il volume del bar ospita un blocco di servizi (composto da due wc di cui uno per disabili), un magazzino/deposito/dispensa, l’area bar vera e propria e una zona per ospitare i tavolini. Il volume del ristorante ospita lo spogliatoio e il servizio per il personale, la dispensa, un magazzino, la cucina e un’area al chiuso per la consumazione dei pasti. In maniera analoga a questi due volumi, come si diceva, se ne potranno aggiungere altri all’ampliarsi delle esigenze imprenditoriali future. La struttura a telaio centrale è infatti un dispositivo flessibile che consente, ospitando un sistema di binari, la massima flessibilità di utilizzo: sui piani orizzontali possono scorrere pannelli vetrate, in legno con forature varie, brise soleil in legno, pannellature in tela personalizzabili con la grafica del locale o per pubblicizzare eventi o manifestazioni; sul piano verticale della copertura possono invece scorrere dei pannelli in tela che consentono di ombreggiare totalmente o parzialmente le diverse aree dei locali o di chiuderli totalmente durante la stagione invernale. Il sistema così disegnato consente di sposare pienamente le esigenze dei gestori: i singoli locali possono svolgere attività durante tutto l’arco dell’anno configurando gli spazi con la semplice azione su degli elementi scorrevoli e con la possibilità di inserire degli elementi personali che identifichino la propria impresa rispetto alle altre, il tutto all’interno di un’immagine architettonica unitaria e riconducibile ad un unico programma lungo tutto il litorale. Dal punto di vista energetico i chioschi sono resi totalmente indipendenti mediante l’uso di pannelli fotovoltaici integrati nella copertura, orientati a sud e con angolo di 0° rispetto all’orizzontale, per una superficie totale (nella configurazione in cui sono presenti sia il bar che il ristorante) di circa 170 mq. La totale integrazione degli elementi fotovoltaici in posizione piana avviene mediante l’utilizzo di pannelli ad elementi cilindri tipo Solyndra in grado di garantire una resa di 1 kwp a mq mediante la captazione della radiazione solare diretta, di quella diffusa e di quella riflessa. In questo modo si garantirà al chiosco una potenza di circa 15 kWp che verosimilmente può coprire il fabbisogno della struttura.

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prospetto longitudinale

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sezione longitudinale

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prospetto trasversale

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sezione trasversale

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esploso assonometrico

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configurazione 1: chiosco completamente aperto

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configurazione 2: chiosco completamente chiuso

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