Tavola 1
© Gian Piero Cossu . Pubblicata il 22 Dicembre 2010.
L’analisi progettuale assume a riferimento la centralità dell’intero paesaggio del Litorale del Lido di Orri. Il sistema si percepisce quale ambito privilegiato dell’interazione tra uomo e natura, tra comunità e territorio, in una successione di rapporti tra dominanti naturale e insediativa. Ciò rimanda al luogo, coinvolgendo la popolazione che vi risiede o vi soggiorna temporaneamente. Esso qualifica e disciplina il processo che definisce nel tempo e nello spazio sempre più flessibili forme di gestione compatibile del territorio, identificando l’ambito costiero quale comprensorio strategico per l’alta concentrazione di elementi identitari e le complesse relazioni espresse. L’approfondimento si rapporta all’evoluzione dell’insediamento urbano di Tortolì, su successivi processi di qualificazione economico-turistica della costa, identificando le spiagge quali risorse turistiche più rilevanti. L’analisi delle criticità – sistema ambientale, produttivo e ricettivo, trasporti e accessibilità del litorale – rivela incongruenze e contraddizioni nella gestione delle risorse. La contingenza nell’uso di quelle naturali e certe atipiche tipologie locali rilevano imprescindibile invocare più coscienti e coerenti prassi di pianificazione: “Quale forma di turismo balneare per questo luogo e per questa società?”. Le specifiche locali ed i molteplici gradi di accessibilità della costa materializzano compatibili configurazioni per le attrezzature e i servizi, garantendo qualità e pregio all’esperienza di turisti e residenti. Trattandosi di strutture leggere, mobili, smontabili, modulari e flessibili nell’uso e nella configurazione, fra i multidisciplinari risvolti di riferimento, l’approccio progettuale rileva innanzitutto sull’ininterrotta collaborazione di quell’Azienda che privilegia processi di ottimizzazione qualitativa dei materiali prescelti, disponibilità di tecnologie avanzate per il perfezionamento del prodotto, perseguendo semplificazioni d’assemblaggio, anche su più versatili gradi di prefabbricazione. Il sistema di fruizione progettato per i Litorale si connota componendo aree di sosta e mobilità litoranea, concessioni demaniali e servizi accessori di protezione del sistema paesaggistico, monitoraggio degli accessi e servizi integrati. Per le concessioni demaniali, in particolare, il team si orienta verso architetture in serie, pur volgendo l’approccio sui tipici caratteri dell’industrial design, capaci di connotare il luogo, commisurando la sperimentazione costruttiva al grado di sostenibilità di ogni area del Litorale. Poiché natura e estensione dello spazio costruito variano per i caratteri primari e accessori del servizio, il team privilegia aperte configurazioni e adattabili distribuzioni di ambienti e funzioni. Conseguendo l’ulteriore vantaggio di commisurare e completare il processo di pianificazione, secondo successivi stadi di adattamento, convenientemente regolamentati. Distinti i moduli-servizi fra primari, funzionali alla balneazione e facilmente smontabili a fine stagione, e accessori, inseriti nel retro-spiaggia, di caratteristiche costruttive e funzionali per tutto l’anno, il progetto mette a punto la realizzazione di un ambiente tipo, soggetto ad una variabilità di combinazioni possibili del suo spazio interno, accordando una pluralità d’usi conforme alla varietà delle tipologie di attrezzature. Per piattaforme e passerelle, spogliatoi, box di custodia, biglietteria, rivendita, guardianìa, docce, depositi, torrette di guardia/salvataggio, spazi ombreggiati e ristoro, ristoranti, infermeria e servizi igienici, si concepisce una forma geometrica scatolare, seriale su una maglia di moduli quadrangolari. L’innata flessibilità associativa si rileva adatta alla conformazione del sito, alla connessione delle tipologie di servizio ed alle molteplici esigenze prestazionali degli interni, garantendo su direzioni privilegiate adattamenti in contrazione o in estensione, dislocando/accostando i moduli su passerelle e pedane. Secondo l’impostazione tipica che, su forme di trasferimento tecnologico e di ibridazione di tecniche, genera sperimentazioni d’avanguardia, per il materiale si opta sul legno, selezionato fra le essenze disponibili, ri-progettato affinché ogni soluzione prescelta sia percettibile alle specificità delle attrezzature, verificando qualità e semplificazioni nel corso dell’avanzamento progettuale e produttivo, in fase di gestione e manutenzione, compatibilmente al ciclo di vita utile ed alle forme di riciclo del materiale, affrontate a costi sostenibili. L’essenza di larice trattato si seleziona per i pali di sostegno alla struttura metallica principale che, percorsa durante le fasi di montaggio e smontaggio da leggeri mezzi d’opera che movimentano i moduli di servizio, sostiene l’impalcato delle stesse attrezzature. Infatti, i moduli sono collegati da pedane e passerelle sollevate, essenziali per l’accessibilità dei diversamente-abili alla spiaggia. Il sistema garantisce l’indispensabile protezione dello strato dunale dal camminamento. Inoltre, l’interazione della struttura con la duna è limitata ai punti d’appoggio, riducendo in maniera sostanziale l’impatto ambientale della struttura. Il pallet, utilizzato per l’appoggio e la movimentazione dei carichi industriali da immagazzinare, è rivisitato e utilizzato come modulo base del manufatto. Sulla tessitura tridimensionale dello spazio s’imposta una variante del sistema costruttivo a telaio applicata allo schema low-tech del pallet. L’approfondimento riguarda le performance del legno lamellare in essenza d’abete su cui commisurare le sezioni resistenti del pallet, secondo diversi gradi di fruibilità dello spazio. Ciò consente di conseguire rilevanti risultati in termini di impatto e durabilità, di riduzione del peso e dei costi, elaborando particolari semplici, di facile intuizione, montaggio e lavorabilità, e risultando determinante la disponibilità commerciale dell’elemento produttivo base – la tavola con certificazione PEFC – e soprattutto delle stesse travi. La necessità di soddisfare esigenze strutturali e produttive concepisce un pallet con misure (130×80 cm) poco discostate da quelle uniformate dal settore industriale. Un sistema di maschiatura in senso longitudinale concatena i blocchi, fino a costituire i tre i lati di un quadrato assemblando l’elemento base con un altro uguale e capovolto. La scatola tipo consegue all’estrusione longitudinale dell’anello, ovvero succedendosi nel piano trasversale quattro anelli quadrati, in modo da formare un volume prismatico, generando la scatola di 3,90×3,20×3,90 m di altezza. Questa cellula rappresenta il modulo oggetto semplice, singolo o aggregato secondo le necessità funzionali. Strutturalmente l’involucro deriva da uno scheletro di tiranti in acciaio ancorati a due flange opposte, composte da ritti e traversi collegati. I pallet costituiscono gli elementi portati retti dai tiranti e chiudono i lati costituendo le chiusure orizzontali e verticali della scatola tipo. I vuoti del pallet consentono l’alloggiamento di condutture e canalizzazioni a rete, garantendo il controllo dell’illuminazione anche retrostante con avveduti effetti di penombra, nonché la stratificazione del coibente in pannelli di sughero e dell’impermeabilizzazione in tnt, in modo che le attrezzature di retro spiaggia possano assolvere alle loro funzioni durante tutto l’arco dell’anno. La definizione della scatola si completa con tamponature a telaio in alluminio e componenti lignei che durante la notte permettono la chiusura dell’oggetto. Di giorno, invece, l’ausilio di pistoni consente il loro sollevamento con una rotazione fino a 90°, in modo che sapientemente collegati agli altri moduli, si garantisca l’ombreggiatura con coperture non permanenti. Su queste chiusure si prevede l’inserimento di celle fotovoltaiche integrate nelle arelle che costituiscono le parti lignee della struttura. Ciò caratterizza le attrezzature di servizio alla spiaggia e al retro spiaggia come energeticamente autonome, pur se collegate funzionalmente alla rete urbana. A completamento del ciclo di vita del pallet, venendo meno la sua capacità strutturale per causa dell’usura e di deformazioni irreversibili, il manufatto può riutilizzarsi sostituendo il singolo pezzo, prevedendo anche nuovi schemi di assemblaggio per ambienti adibiti a spazi temporanei per fiere o mostre. Il ciclo produttivo si avvia in stabilimento dove il modulo pallet è realizzato ed assemblato. La modularità e la dimensione del pezzo assicurano facilità di stoccaggio in stabilimento e di movimentazione con i più compatibili mezzi di trasporto verso il sito prescelto per il montaggio. L’aggregazione dei pallet avviene nelle aree di retro spiaggia – ad es. i parcheggi -, procedendo dal singolo modulo fino alla cellula completa. Il posizionamento delle cellule sull’arenile si compie con idonei mezzi che utilizzano i binari predisposti nella travatura principale della palizzata di sostegno della passerella. Considerato il carattere stagionale del ciclo di vita delle strutture da spiaggia, le pratiche di dismissione si compiono con procedura inversa rispetto al montaggio, trasportando e stoccando le scatole in corrispondenza delle aree di sosta, individuate in modo che sia possibile il loro utilizzo nella stagione successiva, ovvero prevedendone il loro uso anche per altri scopi durante la bassa stagione. Il sistema di definizione puntuale delle attrezzature di assistenza alla balneazione definisce un apparato spaziale e logistico accessibile, organizzato e flessibile, secondo i criteri di spazio aperto, capace di garantire differenti modi d’uso della struttura d’insieme. In relazione alle caratteristiche identitarie dell’offerta turistica del Comune di Tortolì, il progetto si completa secondo le specifiche di una proposta ricettiva di media-alta qualità, impostate su ipotesi di fattibilità economica di strutture complementari diversificate che, derivate dall’analisi della domanda turistica, pongono in evidenza l’affermarsi di formule multi prodotto, in grado di coniugare diversi aspetti: natura, cultura, enogastronomia, divertimento, benessere, ecc.
Tavola 2
© Gian Piero Cossu . Pubblicata il 22 Dicembre 2010.
Tavola 3
© Gian Piero Cossu . Pubblicata il 22 Dicembre 2010.
Inserimento nel contesto
© Gian Piero Cossu . Pubblicata il 22 Dicembre 2010.
Sistema di mobilità
© Gian Piero Cossu . Pubblicata il 22 Dicembre 2010.
© Gian Piero Cossu . Pubblicata il 22 Dicembre 2010.
© Gian Piero Cossu . Pubblicata il 22 Dicembre 2010.
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