planimetria 1/2000
© Stefano Seneca . Pubblicata il 29 Dicembre 2010.
Il progetto del plesso scolastico è concepito e articolato secondo un’idea unitaria dello spazio, racchiuso da un recinto che ne definisce ambiti controllando le funzioni e interpretando lo spazio “aperto – chiuso” in un unicum concettuale. L’impianto è organizzato come un campus, una cittadella, dove la formazione è influenzata positivamente dalla qualità degli spazi, interni ed esterni, dal verde e dal senso della collettività, espressione elevata del luogo pubblico formazione della futura società. I volumi delle tre scuole si attestano a pettine lungo il portico distributivo, orientato sull’asse nord-sud, permettendo al plesso un corretto orientamento alla luce solare generando dialoghi tra intelaiature struttive e volumi , lungo la via del Pino, a ovest, è collocato l’accesso carraio in ingresso e in uscita, organizzato con un sistema di sosta rapida n.11 posti lungo l’asse del portico distributivo, separato da un viale costituito da due file di siepi di m. 2,00 disposte in alternanza a protezione del percorso pedonale, e da n. 96 posti ombreggiati da filari di alberi ad alto fusto. L’ingresso urbano alla città è orientato lungo la via Cinquantasei martiri, unico fronte a doppia altezza costituito dal volume delle elementari e della palestra collegati dall’aula magna posta al primo piano, sotto di essa la piazza coperta del plesso scolastico è il nodo distributivo dal quale si collegano tutte le funzioni. Lungo la via dei Cotogni, è collocata la struttura della cucina con l’ingresso e i parcheggi n. 8 dedicati al personale. Il complesso è quindi organizzato da un sequenza di spazi aperti e spazi chiusi con estrusioni di verde che generano ambiti semi aperti e protetti con duplice valenza, didattica e di controllo climatico, la sequenza delle funzioni ha privilegiato la collocazione del nido all’interno dello spazio in posizione più “protetta” tra la materna e l’ elementare.
planimetria 1/500
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1- Premessa a -Il progetto si fonda sulle indicazioni, ormai largamente sperimentate, contenute nel DM 18/12/75 e su precise richieste dimensionali fornite dal Comune di Ravenna. Ulteriori approfondimenti dovranno essere compiuti in un processo progettuale “partecipato” con le componenti scolastiche, dove programmi didattici e progetti pedagogici potranno interloquire attivamente con le soluzioni spaziali proposte. Lo spazio della scuola non è infatti un contenitore “muto” e burocratico, bensì un attore del processo educativo e formativo dell’allievo. Ciò vale in particolare per l’asilo nido e la scuola della prima infanzia. 1.2 I criteri specifici di intervento, sotto il profilo strettamente architettonico, sono fondati sui concetti di attenzione al bambino, comfort, qualità architettonica e formazione continua; sono principi fondamentali della cultura architettonica scolastica, cui fa riferimento l’approccio progettuale. Il progetto è inoltre ispirato alla dialettica fra i due termini di tradizione e innovazione – anche come paradigma della formazione dei giovani allievi – e dunque assume un adeguato carattere di modernità ma contiene elementi materici tratti dal luogo e dalle sue tradizioni, in un’armonia rispettosa del contesto.
piano terra
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3 – Tipologia e configurazione dell’edificio
piano primo
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3.1 La nuova scuola di ponte Nuovo di Ravenna Superata la vecchia concezione della scuola nido – materna meramente assistenziale, viene oggi riconosciuto il suo specifico ruolo educativo che la colloca in modo assai preciso nel panorama delle strutture educative. Il nido e la scuola materna non è una piccola scuola elementare; ha una sua fisionomia, i suoi specifici spazi, le sue attrezzature utili ai bambini compresi tra i tre e i cinque anni. Nell’arco di questa età, infatti, il bambino compie un rapido processo di affinamento dei suoi coordinamenti motori che gli consente un uso sempre più sicuro del proprio corpo. Non minore è lo sviluppo delle sue capacità percettive e di analisi, nonché dell’attività rappresentativa. A questo stadio di maturazione della persona, la scuola materna propone al bambino l’esperienza della socializzazione, che favorisce la presa di coscienza della diversità esistente fra sé e gli altri; questo pone il bambino di fronte alla necessità di un confronto con interessi, punti di vista, volontà, differenti dai suoi. L’esperienza dimostra come nell’età fra i tre e i cinque anni un rapporto sociale comprensibile dal bambino può essere sperimentato solo in un gruppo non superiore alle 20/25 unità. Con un numero maggiore di persone il rapporto perde motivazioni perché la mente del bambino non abbraccia una società così vasta; allora la convivenza può essere frutto solo di imposizione.
prospetti -sezione 1
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3.2 La scuola è articolata in classi-sezioni autonome che superano il concetto distributivo tradizionale degli spazi “classe ”. La sezione è invece il luogo di tutte le attività didattiche del bambino salvo quelle di carattere collettivo e comunque di maggior impegno fisico. La sezione è protettiva come la casa ma anche diversa come il luogo di lavoro o “atelier”. Nel progetto troviamo pertanto i seguenti elementi costitutivi: - l’ingresso dove avvengono operazioni come togliersi e mettersi il cappotto, slacciarsi e allacciarsi le scarpe, riporre il proprio asciugamano e i propri indumenti, operazioni queste che costituiscono per il bambino importanti momenti di apprendimento; - i servizi igienici il cui uso deve essere libero e immediato, esattamente come avviene a casa; con ciò si evita il noioso, diseducativo “rito” di condurre i bambini, in gruppo, ai servizi e a lavarsi le mani; - la zona delle attività guidate (l’equivalente del soggiorno domestico) dove
prospetti -sezione 1
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prospettiva
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prospettiva
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prospettiva
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render ingresso scuola
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render portico distributivo
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render piazza coperta
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tav 1
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tav 2
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tav 3
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tav 4
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tav 5
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