© Massimo Lovera . Pubblicata il 13 Gennaio 2011.
MAY I? Un punto di vista privilegiato
© Massimo Lovera . Pubblicata il 13 Gennaio 2011.
Il punto zero. L’inizio. La partenza. Quando ci si prepara ad una visita culturale, il momento dell’accesso, le formalità della biglietteria, il guardaroba e la preparazione alla visita possono essere un’inevitabile prologo alla fruizione del bene o la predisposizione al vivere un’esperienza. Il nostro obiettivo è quello di preparare il visitatore alla lettura di questo luogo. Fornirgli, fin dai suoi primi passi, la chiave di lettura per scoprire la Villa della Regina. Questo luogo non è un semplice museo, è tre differenti esperienze: – la Villa della Regina, – il parco e le vigne, – un bellavista su Torino. Architettura, natura, loisir. Questi tre oggetti del visitare, la cui compresenza contribuisce a rendere la Villa un luogo unico nel suo genere, corrispondono a tre differenti scorci visuali. Questa triplice modalità di visita viene comunicata al fruitore fin dal suo primo ingresso nella struttura dell’accoglienza. Ci si trova al punto zero. All’origine di tre assi visuali: – la vetrata verso la Villa della Regina, – la gradinata e la serra che aprono le visuali verso la collina, – la loggia di ingresso che incornicia la vista su Torino
© Massimo Lovera . Pubblicata il 13 Gennaio 2011.
Spazi, volumi e funzioni
© Massimo Lovera . Pubblicata il 13 Gennaio 2011.
Un progetto che nasce sul tracciato di un edificio storico di rilevante importanza, non può non tener conto della preesistenza. Nel caso in oggetto, questa si esprime a tre livelli differenti: Spaziale. Una serie di relazioni geometriche inscritte nel perimetro dell’area su cui costruire che, interpretate in una chiave di lettura non di diretta sovrascrittura, bensì fondamentalmente di parallelismi distributivi e di proporzioni tra le parti costruite originarie e quelle in progetto, permette di mantenere un legame tra il passato ed il presente. Questo tipo di relazioni non sono solo endogene, ma si sviluppano anche con il disegno planimetrico dell’esterno e in questo caso, nel rapporto sia con il tracciato del giardino nord, sia con l’area di sviluppo del giardino del palazzo Chiablese, per quanto riguarda le relazioni dirette. Rapporti costituiti fondamentalmente da confrontanze e allineamenti si generano, invece, con la galleria ed il viale delle rotonde e, inevitabilmente, la Villa della Regina. Volumetrico. Sotto questo aspetto influiscono contemporaneamente il rapporto volumetrico con gli altri edifici presenti e la valutazione delle differenti fasi della storia dell’edificio stesso, ormai non più esistente. In quest’ottica ci si è posti l’obiettivo di giungere ad un compromesso tra quella che, in una lettura storica dell’edificio, può essere intesa come il momento di “più armonica e completa” espressione dell’edificio, ed il più equilibrato inserimento nel contesto presente dell’edificio in progetto. Funzionale. Anche sotto questo aspetto ci si è trovati nella necessità di sottolineare, tra le molteplici configurazioni che hanno segnato la sua evoluzione, la componente storicamente più caratterizzante l’edificio preesistente.
© Massimo Lovera . Pubblicata il 13 Gennaio 2011.
La sintesi di questi fattori ci ha portato a pensare ad un edificio che abbia una configurazione variabile, tale da permettere di cogliere contemporaneamente i suoi aspetti più aulici e quelli più contemporanei. Si è optato per un volume che si sviluppi su due piani, in cui il piano terreno segni con maggior forza la memoria dell’edificio nell’epoca in cui fu citroniera ed in cui il piano superiore, meno materico, quasi un telaio, possa essere letto come una proiezione leggera, memoria del considerevole sviluppo in altezza che ebbe l’edificio nella sua fase finale. Si è scelto di impostare sia la pianta sia l’alzato del progetto sul passo del modulo delle arcate della citroniera. I giardini ed il cortile del palazzo segnano planimetricamente il piano del terrazzo e la copertura dell’edificio in progetto. La citroniera è la funzione, tra le varie che l’edificio ha ospitato, che maggiormente si relaziona al contesto. La “serra” è, pertanto, individuata come elemento chiave per la rilettura del nuovo edificio. Il progetto organizza le sue funzioni e distribuisce le sue attività intorno ad una “serra verticale”. Una parete verde ed un canale di luce sono il nucleo da cui prende forma questa architettura, sono alla base del comportamento bioclimatico ed energetico, sono il segno formale che accoglie il visitatore.
© Massimo Lovera . Pubblicata il 13 Gennaio 2011.
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