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Torino (TO), Italia

Villa della Regina Il concorso per la nuova manica di accoglienza

PAESAGGIO CLASSICO / SPAZIO FLUIDO RICUCUCITURA / INNOVAZIONE

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L’ipotesi progettuale si muove, così come richiesto dal Bando di Concorso su più livelli progettuali: quello paesaggistico, nella ricucitura del nuovo intervento con la villa e i suoi giardini, quello architettonico, con la definizione del nuovo volume, e infine quello dell’architettura degli interni . Inserimento paesaggistico La prima percezione che si ha del nuovo corpo edilizio è quella dai giardini all’italiana antistanti la manica di collegamento. Qui l’edificio appare come un elemento essenziale, un “muro” inteso come archetipo dell’architettura ma anche come elemento fondante della composizione architettonica e paesaggistica della Villa. Esso si presenta come un oggetto omogeneo e continuo, interrotto solo da una piccola parete vetrata posta in asse con il percorso tra i parterre. Questa soluzione permette di instaurare un reciproco rapporto tra i giardini ed il nuovo corpo edilizio: dall’esterno l’edificio recepisce gli assi portanti della composizione dei parterre e li fa propri rispettandone l’allineamento mentre dall’interno del nuovo padiglione si apre una prospettiva sui giardini dalla quale, una volta completato il restauro di questi, sarà possibile apprezzarne appieno il disegno. Il nuovo edificio risulta ben visibile dal punto più alto dei giardini. Proprio per questo la copertura assume un ruolo di rilievo nell’inserimento paesaggistico. Analizzando le antiche riproduzioni della Villa si nota che il giardino all’italiana era costituito da due elementi bassi affiancati, sul lato destro e in posizione simmetrica rispetto al Palazzo Chiablese, da altri due parterre a quota più alta, collegati da un percorso inclinato a forma di arco di cerchio. Si è pensato di riproporre questo disegno dei giardini proponendo una sistemazione a parterre anche sulla copertura del corpo edilizio formato dalla centrale termica e dalla nuova manica. I nuovi parterre sono allineati con quello esistente mantenendone la tipologia e la dimensione ma assumendo una forma leggermente diversa che lascia emergere in superficie il disegno della distribuzione sottostante. Come si vede dal foto-inserimento sopra-riportato si è ritenuto opportuno realizzare un punto di accesso alla copertura direttamente dalla strada carrabile che resta riservata esclusivamente ad i portatori di handicap e ai mezzi di servizio (manutenzione e carico e scarico).

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Il fronte verso la città è caratterizzato da una cornice che avvolge il corpo edilizio formato dai locali tecnici e dalla nuova manica trasformandoli in un unico oggetto dal disegno semplice ed ordinato. Il tamponamento antistante la centrale termica è costituito da frangisole mentre l’ingresso alla nuova manica, rientrante rispetto alla centrale termica, è realizzato interamente in vetro.

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Aspetti concettuali e distributivi della nuova manica: lo “spazio fluido” La nuova manica ha una concezione distributiva che si basa su un unico spazio principale, fluido ed indiviso, che , grazie al variare delle sue dimensioni (larghezza e altezza) invita il visitatore a iniziare il percorso di visita passando da un ambiente ad un altro senza soluzione di continuità. Questo spazio vivo e pulsante, che subisce dilatazioni e contrazioni volumetriche, diventa di per se una esperienza formativa perché fa balzare agli occhi del visitatore la differenza lo spazio classico (la Villa) e lo spazio contemporaneo (la nuova manica).

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Il primo ambiente che si incontra è l’ingresso, sufficientemente ampio per accogliere i gruppi di visitatori e per consentire agevolmente l’acquisto del biglietto, l’utilizzo del servizio di guardaroba e, se necessario, dei servizi igienici. Successivamente la sezione del locale va a stringere per poi sfociare in un altro ambiente, destinato alle attività multimediali di preparazione alla visita (proiezioni di immagini, suoni, video, postazioni informative con tecnologia touch-screen) ma utilizzabile anche come spazio polifunzionale (sala conferenza o sala per esposizioni temporanee). Il pavimento di questo spazio fluido, così come si vede nella sezione longitudinale di seguito riportata, è in pendenza. Questo ha consentito di superare il dislivello tra il punto di ingresso, ubicato sulla strada, e la quota della manica di collegamento con la Villa senza realizzare scalini e con pendenza sempre minore o uguale a 8% (idonea per i portatori di handicap). Il soffitto ripropone in sezione lo stesso effetto di contrazione e dilatazione dello spazio che caratterizza il pavimento e le pareti di questo ambiente. Ovviamente il soffitto è alto e le pareti sono distanti tra loro quando siamo in un ambiente nobile mentre questo si abbassa e le pareti si avvicinano per segnare i punti di transizione da uno spazio ad un altro

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Tutte le funzioni secondarie, ospitate nel nuovo corpo edilizio affacciano direttamente sullo spazio centrale. In particolare il ristorante-bar ed il book-shop si affacciano su questo spazio nel punto in cui questo si restringe per diventare un vero e proprio spazio distributivo. I “Vuoti” Il nuovo edificio, come detto, è introverso, quasi del tutto impermeabile verso l’esterno. Per consentire un buon livello di comfort ambientale, inteso come climatizzazione ed illuminazione naturale del fabbricato, sono stati inseriti degli elementi che possiamo definire come dei “vuoti”, dei pozzi di aria e luce per la manica. Il vuoto principale è quello sul vano scala che conduce ai giardini superiori. Questo non è visibile dall’esterno perché protetto dal muro di perimetro della manica ma dall’interno si ha una grande sensazione di ariosità e di luce grazie all’assenza del solaio di copertura ed alla vetrata che dal bar permette di vedere la scala di accesso al livello superiore circondata dal verde. Il secondo “vuoto” è quello che fiancheggia la sala multifunzionale che si affaccia su questo con una ampia vetrata ricevendo luce e areazione naturale in abbondanza. Il terzo vuoto è costituito dalla loggia antistante il fronte vetrato dell’ingresso. Questo crea una copertura dal caldo e dalla pioggia per le persone in attesa di entrare nell’edificio. I tre vuoti sopra descritti hanno una forte influenza sul controllo passivo del microclima interno del nuovo edificio e sono elementi fondamentali per il risparmio energetico come vedremo più avanti nel paragrafo dedicato a questo tema.

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L’ingresso Alla nuova manica si accede attraversando una parete interamente vetrata che caratterizza il prospetto del fabbricato verso la città. Questa scelta architettonica consente di avere in esterno un prospetto molto pulito e semplice che, grazie alle proprietà riflettenti del vetro, tende e a integrarsi con il panorama circostante. Dall’interno della manica invece la facciata trasparente consente di godere di una magnifica vista sulla città. Lo skyline, serigrafato sulla vetrata con l’indicazione dei nomi degli edifici più rappresentativi ,permette al visitatore interessato a conoscere la città di individuare con facilità le principali emergenze urbane.

Il pavimento dell’ingresso è caratterizzato da una pendenza di circa 8% che risolve il dislivello esistente tra la quota di ingresso e quello della manica di collegamento con la villa evitando di creare qualsiasi tipo di barriera architettonica. In questo locale si svolgono tutte le attività preliminari alla visita ovvero si trova il bancone per la biglietteria e il guardaroba e si trovano i servizi igienici. Una volta pronti si accede al locale multifunzionale.

Il locale multifunzionale Questo locale, pressocchè speculare rispetto a quello di ingresso, ha forma trapezoidale che tende a dilatarsi man mano che si procede nel percorso di visita. Questo spazio è illuminato naturalmente da una grande vetrata che affaccia sul “vuoto” precedentemente descritto (che racchiude un piccolo specchio d’acqua) per consentire l’areazione e l’illuminazione naturale del locale. Il “vuoto” è un elemento fondamentale per la climatizzazione passiva del fabbricato come vedremo più avanti nell’apposito paragrafo. Il locale multifunzionale ha la parete di fondo cieca attrezzata per le proiezioni multimediali ed è collegato ad un deposito, ubicato nel sottoscala, dove posso essere tenuti tutti gli arredi che di volta in volta possono essere necessari a seconda dell’utilizzo del locale (sedute, postazioni multimediali, ecc…)

Il Ristorante bar Il ristorante bar, nonostante sia circondato dalle mura perimetrali della nuova manica è un locale molto permeabile poiché affaccia con una parete interamente vetrata sul “vuoto” della scala che porta in copertura. Al bar si accede dal fronte principale attraversando il locale di ingresso che, può anche essere utilizzato come sala aggiuntiva per i tavoli con vista sulla città (il bancone della reception viene interamente chiuso da una vetrata). La scala esterna, può essere utilizzata per servire dei tavoli ubicati in copertura qualora ci fosse un evento organizzato all’aperto (come per esempio un convegno con aperitivo o cena). Dal bar, attraverso una vetrata, ubicata in asse con i giardini a parterre, si ha l’unica visuale verso i giardini della villa.

Il Bookshop Il bookshop è un piccolo locare che affaccia sullo “spazio fluido” e si rende evidente poiché è separato da questo da una parete interamente vetrata. Questo fa si che il bookshop si manifesti come una vetrina interamente dedicata ai libri, facilmente percepibile dai visitatori

I percorsi di Visita La visita alla villa e ai suoi giardini nella nuova impostazione progettuale ha inizio dall’ingresso alla nuova manica. Il percorso inizia dal locale di ingresso, da dove si può ammirare il panorama sulla città mentre si effettuano le operazioni di acquisto del biglietto, eventuale deposito di oggetto al guardaroba e utilizzo dei bagni. Successivamente si passa davanti al bar ed al bookshop dove ognuno, se lo desidera, può fare acquisti veloci per poi passare nella sala polifunzionale dove vengono fornite con l’ausilio di tecnologia multimediale tutte le informazioni di preparazione alla visita. Successivamente il percorso si sdoppia. Chi deve effettuare la visita alla villa prosegue dritto addentrandosi nella manica di collegamento esistente come riportato nello schema sottostante.

Chi deve effettuare la visita ai giardini esce dal locale multifunzionale e accede alla scala che porta sulla copertura della nuova manica, da cui si può godere dello splendido panorama sui giardini e sulla città, per poi inoltrarsi nella visita del parco.

Quando la Villa è chiusa è possibile utilizzare il ristorante bar accedendo dal solito ingresso. La sala di reception può essere attrezzata con tavoli con vista sulla città poiché il bancone della reception è completamente richiudibile con una vetrata. Di seguito si riporta lo schema dei percorsi

Sistemi di climatizzazione passiva del fabbricato Il fabbricato è pensato essere il più possibile autosufficiente per quanto riguarda la climatizzazione e l’illuminazione naturale in modo da ridurre al minimo i consumi ed avvicinarsi alla soglia di “Emissioni zero”. Per quanto riguarda il raffrescamento passivo si utilizza il principio di Bernoulli – Venturi, detto effetto camino, per l’estrazione naturale dell’aria surriscaldata dall’alto favorendo l’ingresso di aria fresca dall’esterno. Il principio ha un funzionamento molto semplice: le vetrate sono dotate di aperture ubicate nell’estremità superiore ed in quella inferiore. L’aria calda interna tende ad accumularsi verso l’alto perchè più leggera di quella fredda. Quando questa aria più calda di quella esterna arriva alle aperture poste nella parte alta della vetrata tende a fuoriuscire mentre dalle aperture poste nella parte bassa viene risucchiata, per depressione, aria fresca all’interno del fabbricato. Lo scambio di aria avviene attraverso i tre “vuoti” precedentemente descritti e presenti all’interno del fabbricato e precedentemente descritti. Nel periodo invernale le aperture negli infissi vengono mantenute chiuse per favorire l’effetto serra e mantenere all’interno del fabbricato il calore gratuitamente fornito dal sole. Ovviamente nei periodi più caldi dell’anno l’edificio verrà climatizzato con l’utilizzo di impianti tradizionali ma nelle mezze stagioni la climatizzazione sarà del tipo “passivo” con conseguente riduzione dei consumi energetici. Va infine segnalato che la presenza della loggia di ingresso ha anch’essa funzione di controllo climatico poiché l’aggetto mpedisce ai raggi solari estivi, alti sull’orizzonte di entrare nel fabbricato, proteggendolo da un eccessivo riscaldamento, e consente al sole invernale, basso sull’orizzonte, di entrare a fondo nell’edificio riscaldandolo. L’altezza variabile dello “spazio fluido”, maggiore nelle aree in cui è previsto il maggior afflusso di persone, permette all’aria surriscaldata di raggiungere i punti più alti del fabbricato mantenendo fresca l’aria ad altezza d’uomo (come si vede nello schema sopra riportato). Questo sistema va in ausilio al principio dell’effetto Bernoulli – Venturi migliorandone l’efficacia Illuminazione naturale I tre “vuoti” sono di fondamentale importanza per l’illuminazione naturale del fabbricato che altrimenti, considerata la quasi totale assenza di aperture verso l’esterno, sarebbe quasi completamente cieco. In tal modo invece si riesce ad avere una generosa illuminazione naturale che consente la riduzione di consumo energetico per l’illuminazione. L’edificio è dotato di un sistema di rilevamento della luce interna che entra in funzione quando si abbassa il livello di illuminazione naturale al fine di ottimizzare i consumi. Isolamento termico Per ridurre il fabbisogno energetico del fabbricato si è curata molto la coibentazione di questo. In particolare la copertura è dotata oltre di un pacchetto isolante di elevato spessore anche di un tetto verde che contribuisce notevolmente a migliorare l’isolamento. Inoltre la copertura è composta da un solaio orizzontale (strutturale) e di un sontrosoffitto curvo coibentato . Lo spazio tra i due elementi costituisce una camera d’aria che porta l’solamento termico della copertura a livelli molto alti. Anche il solaio di fondazione è separato dal terreno da una intercapedine d’aria. Sul solaio inoltre è prevista la posa di un isolante termico di 10 cm di spessore. Tutto l’edificio è rivestito con coibentazione a cappotto, successivamente rasata e finita con intonaco, per garantire l’eliminazione di qualsiasi ponte termico. Acustica L’edificio risponde alla normativa vigente in materia di emissioni acustiche e pertanto le pareti di separazione hanno R’w 50, le pareti di facciata D2n,nt,w 48 e i solai L’nw 55. Inoltre per ridurre la riflessione del rumore nei locali più affollati, (spazio fluido) si è utilizzato a soffitto un intonaco a base di Diatoniche. Abbattimento barriere architettoniche Il progetto è conforme alle normative di abbattimento delle barriere architettoniche vigenti. In particolare si evidenzia che il pavimento del nuoco corpo edilizio è realizzato in pendenza minore dell’8% per consentire ai disabili di muoversi sugli stessi percorsi destinati alle persone normodotate (eliminazione anche delle barriere psicologiche e discriminanti). Per l’accesso alla copertura è previsto un punto di accesso direttamente dalla strada carrabile che fiancheggia i locali tecnici. Stima sommaria dell’intervento L’intervento ha una superficie lorda di 685 mq circa ed ha una altezza variabile che va da un minimo di 3,5 m a un massimo di 6.5 nell’ingresso dove l’edificio si raccorda con la strada. Il costo complessivo dell’opera, derivante da un computo sommario è stimato in 1.475.000 € così ripartiti:

Strutture in calcestruzzo € 460.000,00 Finiture € 595.000,00 Sistemazioni in copertura € 210.000,00 Impianti elettrici € 70.000,00 Impianti meccanici € 50.000,00 Impianti multimediali € 90.000,00

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza

Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma

Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav