© Frederic Barogi . Pubblicata il 17 Gennaio 2011.
Le particolarità paesaggistiche e morfologiche del contesto suggeriscono l’identificazione di un approccio progettuale che, abbandonando la logica di una riqualificazione urbana per “parti”, si orienti verso un progetto che sia in grado di porre in essere una strategia d’intervento che tenga conto delle innumervoli criticità che la città di Marsala comporta. Il progetto vuole “ricucire” due parti di città cercando di non limitarsi ad intervenire su Piazza della Vittoria ed al suo immediato intorno, ma – al contrario – ricercando di definire un nuovo sistema urbano. In tal senso si è ritenuto fondamentale inserire la piazza all’interno di un percorso progettuale che, improntato sulla decisa caratterizzazione del suo disegno, potesse costituire l’ossatura portante per riconnettere la città storica con il parco archeologico. Un’idea che nasce dal desiderio di realizzare una continuità (non solo spaziale ma anche concettuale) tra il paesaggio costruito e quello naturale all’interno di un sistema che, definito nelle sue linee guida generali, possa sostenere nel tempo interventi puntuali e specifici senza perdere il suo intrinseco carattere strutturale capace di innescare nella città processi di rivitalizzazione economica, sociale e culturale. Il sistema è costituito dall’interconnessione di due elementi rappresentati dal grande anello, concepito come un percorso attrezzato, e dai filari di aranci disposti perpendicolarmente al tessuto urbano della città storica. Il desiderio di mettere in stretta relazione il parco archeologico, abbandonando la sua attuale configurazione di isola chiusa e netttamente delimitata dai suoi confini, ci ha consentito di immagnare questo spazio libero come il cuore pulsante e vivo della città attorno al quale possano nascere delle attività rivolte alla crescita socio-economica della città stessa. Un percorso che, circumnavigando il parco archeologico, ponga le basi per la realizzazione di un continuum tra lo spazio pubblico e quello privato. Un anello che possa essere un luogo per consentire percorsi quotidiani in cui la percezione visiva e sensuale della natura risponda all’esigenza di un’urbanistica umana, dallo sviluppo duraturo, capace di essere il principale luogo d‘incontro ed aggregazione socio-culturale per i cittadini. L’anello è quindi un percorso attrezzato, pedonale e ciclabile, costituito da “terrazzamenti” – trapezoidali ed inclinati – destinati ad ospitare diverse funzioni ( zone di sosta, ristoro, aree giochi per i bambini, piccole attività commerciali, punti informativi o di osservazione, aree per spettacoli all’aperto…). Terrazzamenti che in ragione della loro posizione divengono punti di osservazione privilegiata, contenimento del terreno o aree di interscambio veicolare (ciclo-pedonale). Questo sistema di terrazze irregolari sfrangiano il limite tra il parco archeologico e il costruito urbano divenendo un’ ossatura, con una propria identità, che si manifesti come una strategica superficie connettiva tra il vuoto ed il costruito e tra lo spazio pubblico e quello privato.
© Frederic Barogi . Pubblicata il 17 Gennaio 2011.
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