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Torino (TO), Italia

Villa della Regina: nuova manica accoglienza visitatori. Torino

A4 Partners, Elisabetta La Rosa

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Tavola 1 - Fotoinserimenti

«Colui che si tiene lontano da ciò che è nuovo, per ritornare al passato, si trova nella medesima situazione nevrotica di colui che, identificandosi col nuovo fugge dinnanzi al passato. L‘unica differenza è che l‘uno è estraneo al passato e l‘altro all‘avvenire, ma entrambi fanno sostanzialmente la stessa cosa e cioè mettono insieme la limitazione delle loro coscienze invece che spezzarla con l‘opposizione dei contrari e costruire così uno stato di coscienza pura». (C. G. Jung, Presente e futuro, Torino, Bollati Boringhieri, 1957)

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Tavola 2 - Planimetrie, sezioni e prospetti

Il progetto ha individuato la trasparenza come tema conduttore, evocando il passato e proiettandolo nella dimensione attuale. Osservando dalla città si percepisce la presenza dell’involucro preesitente come semplice evocazione di ciò che è stato, regalando la sensazione dell’innovazione materica e della presenza di un edificio contemporaneo, che tuttavia mira ad assicurare un costante dialogo con il contesto storico prospiciente, senza snaturare l’armonia dell’area.

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Tavola 3 - Allestimenti interni e dettagli

Il nuovo edificio è costituito principalmente da una lunga manica ubicata lungo il lato nord della corte d’onore ed addossata all’esistente volume tecnico degli impianti. Esso ospita le funzioni principali di accoglienza, biglietteria, spazio polivalente espositivo per mostre temporanee, proiezioni e manifestazioni, e funge contemporaneamente da nuovo ingresso al percorso di visita della villa. La manica realizzata in carpenteria metallica e tamponata con vetro strutturale, è stata incamiciata in un involucro di “mattoni di vetro”, che ripropone fedelmente la composizione formale della facciata dell’antica Citroniera seicentesca, al fine di creare un trait d’union tra passato e presente, ma denunciandone in modo inequivocabile la contemporaneità. La leggerezza e la trasparenza di tale struttura garantiscono inoltre un’ampia illuminazione degli ambienti multifunzionali ospitati dalla manica (all’occorrenza oscurati da lunghe tende a pannello) e la possibilità di creare piacevoli effetti di luce artificiale durante la notte.

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Fotoinseirmento - vista diurna e notturna dal giardino "a parterres" nord

All’interno della lunga navata è stato creato un volume indipendente, una sorta di galleria chiusa, ma al tempo stesso completamente fruibile, in cui sono stati raggruppati ed ubicati tutti gli ambienti di servizio necessari. La struttura della galleria funzionale è costituita da una gabbia metallica autoportante, rivestita con pannelli sagomati in materiale plastico opaco; una serie di costole dell’involucro possono all’occorrenza essere ribaltate per formare delle sedute, utili a trasformare lo spazio espositivo in sala meeting.

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Fotoinserimento vista nord-ovest

Collegato alla nuova manica, nell’area retrostante i locali tecnici occupata dal terrapieno, è stato pensato un volume, illuminato da scenografici pozzi di luce, dedicato ad ospitare le funzioni di caffetteria, ristorazione ed area multimediale, che possa essere fruibile anche quando il compendio della villa è chiuso al pubblico; esso infatti è raggiungibile dall’esterno, in modo indipendente, direttamente dalla copertura piana, attraverso un vano scala ed un ascensore; rimane inoltre sempre fruibile anche dal piano terra con accesso diretto dal giardino a parterres nord.

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Fotoinserimento - Vista del terrazzo verso la città

L’utilizzo della copertura permette di sfruttare la posizione privilegiata in cui si erge la nuova costruzione, diventando parte integrante dei percorsi museali esterni, ripristinando il collegamento con i giardini lato nord ed infine dando vita a un nuova grande terrazza con vista panoramica sulla città e sulle aree verdi limitrofe.

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Sezione e prospetti

Il volume degli impianti esistente è stato arretrato lungo il lato ovest e mascherato tramite la realizzazione di una facciata areata in mattoni originali, recuperati dalla demolizione delle fondazioni del palazzo Chiablese; tale arretramento ha dato la possibilità di definire una spaziosa e funzionale area porticata davanti all’accesso principale della nuova manica, utilizzabile come anticamera all’ingresso principale.

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Simulazioni virtuali e sezioni dell'assetto variabile dell'allestimento d'interni

L’illuminazione della manica è stata pensata su due livelli differenti: uno diurno ed uno notturno. Quella diurna prevede l’utilizzo di corpi illuminanti sospesi direttamente sulle navate, mentre quella notturna prevede l’utilizzo di faretti incassati a pavimento, inseriti a filo della facciata trasparente e della galleria funzionale.

La facciata trasparente in mattone vetro, accostata al fronte in vetro strutturale basso emissivo, può essere assimilata ad un’ unica parete serra, che permette un maggiore riscaldamento invernale tramite irraggiamento solare diretto.

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