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Rosta (TO), Italia

Asilo Nido Comunale "Il Fiore"

Comune di Rosta (TO)
Luca Bonfante, Paolo Alpe, Giovanni Brignolo

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La realizzazione dell’asilo nido e della scuola materna mira a soddisfare le esigenze di una politica a favore della famiglia, evidenziata dalla comunità rostese e condivisa dalle comunità limitrofe, anche in considerazione della recente crescita demografica del Comune di Rosta per mezzo dell’insediamento, all’interno del territorio comunale di decine di giovani famiglie, ovvero di famiglie appena costituitesi.

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Gli edifici progettati sorgono, in contiguità, all’interno di un’area residenziale satura. Il sito dispone di un doppio affaccio sulla viabilità comunale ordinaria, più precisamente sulla via Bucet e sulla Via Piave. La scuola materna e l’asilo nido hanno tipologia architettonica analoga e coerente con il contesto in cui sono state realizzate valorizzando lo stesso, il comparto urbanistico e l’intero territorio comunale.

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I vantaggi peculiari derivanti dalla localizzazione dei due edifici scolastici sono riassumibili nella possibila interconnettività tra le attività didattiche dell’asilo nido e della scuola materna, nonché nella realizzazione di un unico polo scolastico della prima infanzia e dell’età prescolare.

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L’idea progettuale sviluppata nel progetto dell’asilo nido trae origine dall’osservazione degli elementi naturali. L’elemento ispiratore è il fiore, che con i suoi grandi petali copre il corpo principale dell’edificio, la corolla, dove sono ospitati gli utenti di riguardo dell’opera: i bambini. Il gambo ospita gran parte degli spazi a servizio dell’asilo (cucine, spogliatoi, dispensa, etc.), allegoricamente: come uno stelo funge da via di alimentazione e sostentamento della corona floreale.

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Planimetricamente ed allegoricamente la forma tonda asilo come metafora della vita per i bambini: la forma non permette mai una visione completa della costruzione ma esclusivamente una serie successiva di viste, una successione di scoperte, proprio come la quotidianità del bambino e nostro vivere quotidiano. Dal punto di vista geometrico, semplificando l’impronta sul terreno, la planimetria dell’edificio è descrivibile come una corona circolare ospitante, per sezioni successive di arco, una zona filtro-accoglienza – colloqui – servizi, le due sezioni distinte atte ad ospitare i divezzi.

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La sezione riservata ai lattanti ed ai servizi generali è invece inscrivibile in un quadrilatero di forma allungata all’interno del quale le forme movimentate delle singole porzioni di edificio riprendono la filosofia organico-floreale filo conduttore dell’idea originaria.

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Le soluzioni architettoniche definite mirano a creare un ambiente dove il bambino possa ritrovarsi e riconoscersi, diverso dalla casa, ma non straniero; ampio, ma non sensazionalmente freddo e vuoto; tecnologicamente costruito, ma con impiego di materiali naturali, ecologici, comfortevoli.

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Attraverso una progettazione integrata dell’opera si è potuto raccogliere un insieme di peculiarità qualificanti: 1. Realizzazione della copertura con struttura di in legno lamellare a vista e manto in lamiera di rame; 2. Posa in opera, (nelle aree destinate ad accogliere i bambini), di pavimentazione lignea a listoni; 3. La riduzione del numero di spigoli vivi formati dalle murature. Si è fortemente ricercata la limitazione della presenza di possibili pericoli localizzati lungo i percorsi ed all’interno degli ambienti destinati ai bambini in tenera età. In ogni caso, nelle limitate localizzazioni dove si presentano “spigoli vivi”, sono stati posti in opera paraspigoli in materiale plastico anti-urto; 4. Adozione di una forma geometrica simmetrica, permettente la tipizzazione dell’orditura della copertura lignea e la razionalizzazione degli elementi tipologici strutturali; è garante di ottima inerzia geometrica nei confronti delle azioni orizzontali, sollecitanti la struttura, quali: vento ed azioni sismiche. 5. Adozione di un sistema di riscaldamento a pavimento capace di ricreare situazioni di estremo comfort anche per gli esigenti utenti dell’opera manifestanti una naturale predilezione per il gioco a terra, attività solitamente provocante sensazioni disagevoli conseguentemente il contatto con superfici fredde; 6. Adozione di un sistema di riscaldamento a pavimento capace di ricreare moti convettivi naturali attraversanti omogeneamente tutta la stratigrafia spaziale delle aree destinate ad ospitare i bambini. Contemporaneamente, si è ottenuto di ridurre sensibilmente il numero di elementi radianti, metallici, possibili ostacoli alla presenza di animati utenti. 7. Adozione di un sistema di riscaldamento a pavimento utilizzante acqua riscaldata a bassa temperatura, generata da una caldaia a condensazione recuperante parte dell’energia che andrebbe dispersa e quindi generante costi di esercizio minori rispetto ai sistemi di riscaldamento usuali. Particolare attenzione è stata prestata all’esposizione solare degli spazi ospitanti i bambini, cercando di sfruttare al meglio le ore di insolazione invernale e di ridurre quelle estive con la realizzazione di un sistema di pensiline. Attraverso la creazione di ampie zone d’ombra e pozzi di luce si inteso alimentare una serie di moti convettivi intorno gli edifici sviluppatisi esclusivamente attraverso il materializzarsi di masse di aria calda e fredda che, naturalmente, tendono a mescolarsi.

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Nel 2007 i progettisti vengono insigniti del PREMIO FIABA 2007 (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoiniche) “per aver coniugato lo studio, la ricerca, l’attenzione al vissuto di bambini diversamente abili e normodotati, che comunque per la tenera età hanno difficoltà di deambulazione. Asilo nido “Il Fiore” progettato con piena attenzione al dimensionamento, alla composizione e alla qualificazione degli spazi”.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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