Soggiorno e scala verso lo studio
© Adriano Pecchio . Pubblicata il 28 Gennaio 2011.
L’intervento riguarda la ristrutturazione con recupero di sottotetto di due porzioni di fabbricato in centro storico a Pinerolo (To), uniti a costituire una sola unità immobiliare.
la "stanza dei capretti"
© Adriano Pecchio . Pubblicata il 28 Gennaio 2011.
La prima porzione, che si sviluppa su quattro piani fuori terra (di cui i tre superiori interessati dall’intervento), si può datare come origine intorno al ‘400, e si presenta con rimaneggiamenti riconducibili al ‘600, riscontrabili dalla tipologia costruttiva dei solai in legno; presenta inoltre una gradevole torretta che si eleva oltre la copertura principale, che – pare – anticamente fosse usata dal beccaio del piano terreno per essiccare le pelli dei capretti: da qui il nome “la stanza dei capretti”.
Zona pranzo
© Adriano Pecchio . Pubblicata il 28 Gennaio 2011.
La porzione di fabbricato adiacente, che si sviluppa su tre piani fuori terra (di cui solo l’ultimo interessato dall’intervento), ha una datazione più recente, ‘700, e non presenta caratteristiche di pregio, anzi è fortemente penalizzata dalla presenza di un corpo di negozi con copertura a terrazza.
Un bagno
© Adriano Pecchio . Pubblicata il 28 Gennaio 2011.
La finalità principale dell’intervento è stata la valorizzazione del sottotetto che – nel corpo principale – si presentava con una copertura movimentata e caratterizzata dalla presenza di tre capriate, nonchè dalla quota differenziata della “stanza dei capretti”. Nel corpo adiacente si è provveduto a demolire il solaio di sottotetto per avere la copertura (semplice a due falde) totalmente a vista.
Una camera e bagno
© Adriano Pecchio . Pubblicata il 28 Gennaio 2011.
Con questa promettente ricchezza compositiva all’ultimo piano e la infelice situazione di illuminazione del piano sottostante, il progetto ha immediatamente preso l’indirizzo di privilegiare il sottotetto.
La sua destinazione naturale era la zona giorno, totalmente aperto, col gioco della struttura di copertura a vista. La zona studio e relax è stata ricavata nella zona più alta, la “stanza dei capretti” resa raggiungibile attraverso uno studio aperto, affacciato sulla zona giorno, posto ad una quota intermedia, ricavato in parte con l’abbassamento del solaio del vano scala comune.
A parte due piccole finestre esistenti nella zona pranzo la luce naturale proviene dall’alto con scorci caratteristici: senza modificare le falde del tetto si sono ricavate due finestre, una grande trapezoidale a specchiatura unica e una triangolare; le fineste centinate della “stanza dei capretti” contribuiscono ad illuminare la zona giorno attraverso le aperture interne ad arco (tre originarie e una nuova). Inoltre la creazione diun balconcino interno permette un gradevole affaccio dall’alto sulla zona giorno.
Le coperture sono state completamente rifatte, compresa l’orditura per la parte a due falde, mentre è stata mantenuta la grossa orditura, comprese le capriate, nel corpo principale. Il tetti sono ventilati, con manto di copertura in coppi, con doppia intercapedine con interposto materiale isolante su tavolato di legno a vista. I solai sono tutti di nuova esecuzione, in ferro e laterizio, con mantenimento dei sottostanti solai in legno ove confinanti con altre proprietà . L’impianto di riscaldamento è a pavimento, con integrazione di radiatori nei bagni.
Le scale interne sono volutamente essenziali: quella principale che scende nella zona notte è in pietra di Luserna, con alzate e pedate giuntate a 45° e innesto diretto nella muratura, con un segno molto “grafico”; quella che sale allo studiolo ammezzato è a sbalzo, leggera, con ferri a “ T “ che supportano i gradini costituiti da “vassoi” in lamiera contenenti una pedata in legno.
Anche l’illuminazione è essenziale: cavi tesi, incassi a parete e a pavimento; incassi a soffitto in alcuni locali controsoffittati (ingressi, disimpegno, cucina e un bagno).
E anche l’arredo è volutamente contenuto e sobrio: con la ricchezza compositiva, volumetrica, geometrica, grafica, i giochi di luce e il fascino che questo tetto e questa stuttura antica ci offrivano, volevamo (proprietà e progettista) un approccio essenziale e misurato, rispettoso…...
Pubblicato su: “ RIABITA “ n° 5/2005, RIMA Editrice “ RIABITA ANTOLOGIA 2006 “ n° 12/2005, RIMA Editrice “ CASA 99 IDEE” n° 105/2005, DI BAIO Editore “ LA MANSARDA” n° 25/2006, DI BAIO Editore “ DOPPIA PAGINA” n° 26/2006, DI BAIO Editore “ LE SCALE ” n° 27/2008, DI BAIO Editore
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