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Ferrara (FE), Italia

MEIS

Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoa
Luca Peralta, Ai Engineering S.r.l., Michele Valentini

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vista ingresso

(Luca Peralta 2010. To the memory of my friend Ken Berg)

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vista ingresso

...the restoration of the existing building is crucial but the restoration alone will not be enough to create a new image for the site. I was looking for an image that is both coherent with the site’s historical identity and with the contemporary language that the new function requires. Therefore we superimpose a new layer over the entire site: a light, transparent, permeable, highly technological roof with an almost ephemeral presence, a bit like the protections of significant archaeological sites….

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viste interne

In fact, this lightweight louver structure “superimposes” without “imposing”. It provides the ability to visually overcome the existing exterior walls without demolition, evoking interest and inviting the user to enter inside. A new uniform image is then created, one that is both contemporary and respectful of the past, appropriate for the importance of the new use. The result is the creation of new spatialities throughout the site. Spaces with varying heights, proportions, and types of natural light guarantee the curators a high level of flexibility and a wealth of unique exhibition spaces.

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pianta piano terra

LA PROPOSTA ARCHITETTONICA La nostra proposta progettuale esprime l’esplicita volontà di voler conservare e restaurare il manufatto esistente delle ex-carceri in via Piangipane a Ferrara nella sua globalità, in quanto lo si riconosce come una testimonianza singolare di tipologia carceraria degli inizi del ‘900 con impianto architettonico e distributivo a “palo telegrafico”. Crediamo fortemente che oltre al restauro inteso come recupero dei valori “materiali” e di pura conservazione della “materia” – utilizzando un’accezione brandiana – non si possa non tenere in considerazione un altro valore di cui qualsiasi edificio, che sia testimonianza storica, si sostanzia. Si tratta dell’investimento simbolico, ovvero del senso, di cui l’oggetto d’architettura, a contatto con la comunità e la società che lo vive, si è caricato nel corso degli anni. Ed è proprio nel recupero di tale senso, di ciò che ha significato il carcere di Via Piangipane, che l’Ente banditore ha saggiamente individuato nel “Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah” una destinazione d’uso compatibile, particolarmente significativa per la presenza ebraica a Ferrara e in Italia. Con il fine di rendere l’edificio accessibile a tutti e di restituirlo alla collettività fruibile e ‘vivo’, la nuova destinazione d’uso ha evidenziato il bisogno di adattare i singoli ambienti esistenti (senza snaturarne le spazialità originarie né alterarne la planimetria e la costruzione) e di inserire in modo discreto un nuovo volume con collegamenti verticali, spazi di accoglienza e di servizio consoni ad una moderna struttura museale. Tale interventi da soli non sarebbero tuttavia sufficienti per creare un’immagine coerente non solo con la sua identità storica ma con la contemporaneità di linguaggio che la nuova funzione richiede. Abbiamo allora voluto sovrapporre al monumento un nuovo “layer”, una copertura leggera, trasparente, permeabile, quasi effimera e altamente tecnologica, che sembri proteggerlo, quasi come avviene nelle coperture dei siti archeologici significativi. Di fatto tale struttura a lamelle, si sovrappone senza imporsi, permette di superare con lo sguardo la doppia cinta muraria senza demolirla, invita ad entrare al suo interno, crea una nuova immagine uniforme, contemporanea e rispettosa della preesistenza, coerente ed adeguata al valore istituzionale della nuova destinazione d’uso. Allo stesso tempo consente nuove spazialità, molte diversificate per altezze, proporzioni e tipo di illuminazione naturale (vedi paragrafo “La copertura a lamelle: sistema bioclimatico polivalente”), che garantiscono ai curatori una grande flessibilità e ricchezza di spazi espositivi.

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Pianta piano copertura

L’ORGANIZZAZIONE DEL MUSEO E DEI PERCORSI

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piante e fasi di intervento

Il corpo di fabbrica D: il nuovo volume con l’ingresso, l’accoglienza, la ristorazione e le sale conferenze. Coerentemente con quanto indicato nel bando, si è ritenuto di posizionare l’ingresso principale su via Rampari di San Paolo. Tale ingresso infatti, prossimo ad una serie di valenze ambientali e architettoniche, si troverebbe in stretta relazione con quartieri in via di trasformazione, come appunto la Darsena, attualmente poco valorizzata ma destinata a diventare un nuovo accesso meridionale di Ferrara. Tale scelta è rafforzata da ampie aree per il parcheggio a breve distanza pedonale e dall’adiacente pista ciclabile lungo le mura Estensi. Anticipa l’ingresso un’ampia copertura a lamelle e delle lettere metalliche a scala umana, che annunciano inevocabilmente la presenza del “MEIS – Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara”. Attraverso l’ampia porta esistente si accede allo spazio coperto ma all’aperto, compresso tra il primo e secondo muro di cinta. Qui si propone la possibilità di un allestimento che a titolo indicativo potrebbe contenere sculture di artisti ebrei contemporanei e/o con calchi di capitelli antichi con simbologia ebraica appartenenti a sinagoghe italiane (Ostia Antica, Venezia). Da qui attraverso le aperture sul secondo muro di cinta si accede alla ampia “Hall” d’ingresso al piano terra, dove un ampio spazio a doppia altezza guida i visitatori nei vari percorsi e organizza in maniera chiara ed intuitiva il bancone informazioni, la biglietteria, il guardaroba, il “bookshop”, il blocco servizi igienici, gli spazi di sosta e per l’incontro dei gruppi per le visite guidate. Attraverso una grande apertura nei solai è possibile vedere verso il basso il “foyer” delle sale conferenze collocato al livello inferiore e verso l’alto gli spazi per la ristorazione. Dalla grande “Hall” è possibile accedere alle diverse aree funzionali collocate ai vari piani dello stesso Corpo D e ai corpi di fabbrica adiacenti, rispettivamente Corpo C e Corpo B. In particolare sarà possibile accedere, indipendentemente dall’orario di apertura delle mostre, sia al livello sottostante dove si prevede uno spazio dedicato alle sale conferenze utilizzabili anche per seminari (dotato di due ampie sale da 180 e da 60 posti), sia al livello soprastante dove si trova un ristorante con cucine “kasher” e un bar/caffetteria per un totale di oltre 100 posti a sedere, entrambi con vista panoramica sul piazzale di ingresso e sulla Darsena. Il corpo D è servito da una rampa aperta per automezzi e da un montacarichi che consentono dall’interrato l’approvvigionamento discreto delle aree di ristorazione e la movimentazione del materiale espositivo da e verso i depositi e i magazzini.

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sezioni e prospetti

Il corpo di fabbrica C: il Museo delle carceri, il Museo della Shoah e gli spazi per le mostre temporanee. Il Corpo C è costituito dal corpo di fabbrica originariamente utilizzato per la detenzione. Qui si prevede la conservazione integrale del caratteristico spazio centrale di distribuzione a doppia altezza e di accesso alle celle posizionate su due livelli nonché di tutte le celle collocate sul lato Ovest. Un vero e proprio museo di se stesso, Museo del Carcere dove, nei limiti del possibile, si propone di conservare anche gli episodi della memoria, scritte e disegni eseguiti dai reclusi. Precedenti esempi presi in considerazione nelle scelte progettuali sono stati il recupero del carcere di S. Michele a Roma e il recupero del Complesso monumentale della Rocca Albornoziana di Spoleto, ex carcere di massima sicurezza. Sul lato Sud-Est si intende invece intervenire per rendere fruibile ai fini espositivi sia il piano rialzato che il piano primo. Attraverso tagli e aperture sulle murature si vuole mettere in comunicazione le celle senza alterarne l’immagine dallo spazio distributivo centrale. Ne risultano due suggestivi grandi ambienti scanditi dal ritmo dei maschi murari per i quali si propone: al piano rialzato l’utilizzo per mostre permanenti di artisti ebrei e al piano primo il Museo della Shoah. In modo del tutto simile si intende intervenire al secondo piano, mettendo in comunicazione tutti gli ambienti attraverso aperture sui muri e destinando l’ampio “open space” che ne deriva a spazi per mostre temporanee. Non si prevede invece di rendere accessibili al pubblico il sottotetto e il piano interrato per i quali è auspicabile un utilizzo come locali impianti, magazzini e depositi.

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Sezioni

La fascia tra la doppia cinta muraria: l’ingresso al Foyer e il Museo dell’Ebraismo. Il progetto intende valorizzare i suggestivi spazi compressi tra la doppia cinta muraria, rendendoli accessibili e fruibili al pubblico diventano esperienze spaziali ed architettoniche singolari anche e soprattutto attraverso la loro integrazione con i percorsi del museo. In particolare lo spazio frontale tra la doppia cinta muraria sul lato Sud-Ovest lo si propone come uno spazio di ingresso, una sorta di sala di accoglienza all’aperto ma coperta, uno spazio espositivo che anticipa l’ingresso alla grande “Hall” di distribuzione e di orientamento dei visitatori alle diverse parti del museo. Gli spazi laterali tra i due muri, sia sul lato Sud-Est che sul lato Nord-Ovest vengono invece valorizzate attraverso il loro utilizzo come maniche espositive e di collegamento del corpo D con il corpo B. Non si intende edificare né costruire volumi alcuni, ma piuttosto intervenire in maniera totalmente reversibile attraverso la chiusura degli spazi con superfici apribili trasparenti e superiormente coperte da un pensilina a lamelle orientabili automatizzate per un ottimale controllo della luce naturale ai fini espositivi e un ottimale schermatura ai fini del risparmio energetico (vedi paragrafo “Sostenibilità enegetica: sistemi passivi e sistemi attivi”). Tali maniche inoltre contribuiscono a formare percorso molto chiaro, ad anello e su un solo piano del Museo dell’Ebraismo nonché consentono l’accesso e il deflusso ai fini antincendio alle due corti aperte.

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Irraggiamento e Ombreggiamento

Il Corpo B: gli spazi espositivi (Museo dell’Ebraismo, Museo dei bambini, Museo della Storia degli Ebrei in Italia) e il Centro di Ricerca (Laboratori, aule per attività seminariali e pedagogiche, Biblioteca, Mediateca). Il Corpo B, che ospitava originariamente il luogo di detenzione delle donne e dei minori oltre ad una serie di funzioni accessorie, verrà adibito in parte a spazi espositivi in collegamento con la “Hall” e con ingresso principale su Via Rampari di San Paolo ed in parte a Centro di Ricerca in comunicazione con il Corpo A e con ingresso da Via Piangipane. In questo modo sarà possibile ai fruitori del Centro Ricerca (con al suo interno gli spazi per la didattica, i laboratori, la biblioteca e la mediateca) accedere senza mischiarsi con il flusso di visitatori del museo, senza dover fare il biglietto e senza passare quindi attraverso gli spazi espositivi. In sostanza le due funzioni si sviluppano in senso verticale, una adiacente all’altra, ma come due comparti separati ed in comunicazione solo attraverso filtri a prova di fumo, accessibili in maniera autonoma ed indipendente attraverso corpi scale e ascensori distinti e dotati ognuno dei propri servizi igienici di piano. Lo spazio espositivo al piano terra occupa anche i cortili, originariamente utilizzati come spazi all’area aperta per i detenuti, che ora valorizzati con coperture vetrate, costituiscono spazi suggestivi e spettacolari, con luce naturale zenitale, altezza di 12m circa, sui quali si affacciano i percorsi dei piani soprastanti. In un ampio ambiente al piano terra, ricavato attraverso aperture sulle murature, si troverà il Museo dei Bambini, adiacente agli ambienti per la didattica del Centro Ricerca. Tutto il restante piano terra del Corpo B è occupato dal percorso del Museo dell’Ebraismo che si estende nelle maniche espositive tra le due cinta murarie. Il primo e secondo piano invece contengono il Museo della storia degli ebrei in Italia. Quest’ultimo si sviluppa con un percorso che avvolge i cortili coperti, i cui suggestivi affacci sullo spazio sottostante aiutano il visitatore ad avere un punto di orientamento continuo. Il Centro Ricerca prevede al piano terra depositi e laboratori, direttamente accessibili dall’esterno e raggiungibile attraverso una rampa di servizio appositamente studiata per le operazioni di carico/scarico. Il primo piano è a livello terra su lato di via di Piangipane e verrà adibito a biblioteca tematica e ad archivi. Il secondo piano contiene le sale per attività didattiche e seminari. Il sottotetto, reso maggiormente fruibile attraverso l’inserimento di abbaini, verrà parzialmente dedicato a mediateca e ad archivi, previo trattamento ignifugo delle capriate lignee esistenti.

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Comportamento Estivo e Invernale

Le sistemazioni esterne: le due fasce esterne alla doppia cinta muraria e le due corti interne La fascia esterna alla doppia cinta muraria sul lato Nord-Ovest è prevista carrabile. Verrà utilizzata principalmente come circolazione di servizio, sia per l’accesso ai parcheggi dei dipendenti del MEIS, che per l’accesso alle due rampe di carico/scarico in diretto collegamento rispettivamente con il corpo B al piano terra e con il corpo D al piano interrato. La fascia esterna sul lato Sud-Est, speculare a quest’ultima, è invece pensata come pedonale e ciclabile: un collegamento urbano a misura d’uomo nello spazio compreso tra la seconda cinta muraria e un filare d’alberi appositamente piantumati per riqualificare l’immagine delle facciate delle residenze esistenti. Si propone di utilizzare quel muro come lo sfondo per una installazione artistica dedicata ai “Giusti d’Italia”. A titolo indicativo essa potrebbe contenerne i nomi scritti, con lettere metalliche riflettenti, di tutti quelle persone non ebree che durante la seconda guerra mondiale hanno soccorso ebrei in grave difficoltà senza alcun vantaggio personale ma, al contrario, rischiando in prima persona. Lo spazio aperto delle due corti interne è volutamente lasciato vuoto, silenzioso e non disegnato: una pausa, un momento di respiro e di riflessione su tutte le informazioni, esperienze e sensazioni avute durante la visita del museo.

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Organizzazione degli spazi espositivi

ORGANIZZAZIONE DEI PERCORSI MUSEALI E DELLA PROPOSTA ALLESTITIVA Il museo prevede 6 distinti percorsi e temi museali che si completano vicendevolmente ma che possono anche essere visitati in maniera autonoma ed indipendente: 1. Museo dell’Ebraismo: si sviluppa interamente al piano terra con un percorso anulare che parte dalla “Hall” di ingresso del Corpo D, attraversa la manica espositiva vetrata del lato Nord-Ovest tra i due muri di cinta, prosegue nel Corpo B, negli spazi ricavati attraverso aperture sulle murature e nei cortili coperti, si immette nell’altra manica espositiva vetrata sul lato Sud-Est e termina nella “Hall” di ingresso. A titolo indicativo il percorso potrebbe essere allestito nel seguente modo: - spazio introduttivo con cartografia della presenza ebraica nel mondo e in Italia agli inizi del Novecento e nel XXI secolo (prima metà della manica espositiva vetrata, lato Nord-Ovest); - le origini dell’Ebraismo (seconda metà della manica espositiva vetrata, lato Nord-Ovest) ; - ricostruzione in scala del Tempio di Gerusalemme (primo ex-cortile con copertura vetrata); - ricostruzione in scala dell’interno di una sinagoga con “bimah” e “aron” (secondo ex-cortile con copertura vetrata); - esposizione di oggetti legati alle liturgie e libri particolarmente preziosi (sala attigua agli ex-cortili con copertura vetrata, lato Nord-Est); - ambiente multimediale destinato alla genealogia e alla onomastica (sala attigua agli ex-cortili con copertura vetrata, lato Nord-Est); - sala per filmati didattici e presentazioni multimediali ed interattive (sala attigua agli ex-cortili con copertura vetrata, lato Nord-Ovest); - Museo del bambino (sala attigua ai ex-cortili con copertura vetrata cortili, lato Sud-Est) - illustrazione delle feste e delle cerimonie ebraiche in Italia e nel mondo (prima parte della manica espositiva vetrata, lato Sud-Est); - regole alimentari (seconda parte della manica espositiva vetrata, lato Sud-Est) 2. Mostra permanente di opere di artisti ebraici italiani e stranieri: una volta visitato il Museo dell’Ebraismo e ritornati nella Hall di ingresso attraverso il sistema di risalite verticali si potrà andare, per esempio, a visitare la collezione permanete di opere artisti ebraici collocate nel piano rialzato del corpo C, in corrispondenza del corridoio di distribuzione centrale del “grande cellulare” e dello spazio ricavato nelle celle del lato Sud-Est. 3. Museo sulla storia degli ebrei in Italia: terminato il percorso della collezione dell’arte contemporanea oppure direttamente dal “Museo dell’Ebraismo” si potrà accedere al “Museo sulla Storia degli Ebrei in Italia” posizionato al primo e al secondo piano del Corpo B. Tale percorso strutturato in ordine cronologico, contiene riferimenti ai paesi che si affacciano sul Mediterraneo, al Nord Europa e alle migrazioni nel continente americano: – epoca romana con le prime migrazioni dalla Palestina e l’inizio della diaspora; – dalla tarda antichità all’alto medioevo; – il Medioevo; – il Rinascimento: gli ebrei e le corti italiane prima e dopo il 1492. Il caso di Ferrara; – l’età dei ghetti: la condizione degli ebrei nei vari Stati italiani. L’eccezione di Livorno; – dalla fine del Settecento a tutto il XIX secolo: le migrazioni nell’Africa del Nord, la caduta dei ghetti, la nascita del movimento sionista; – la prima metà del ‘900: dalle leggi razziali alla seconda guerra mondiale, con una trattazione approfondita della storia ebraica di Ferrara. Questa sezione è in collegamento diretto con il Museo della Shoah, accessibile e fruibile anche in maniera autonoma. L’ultima sezione del Museo della Storia degli Ebrei in Italia proseguirà al piano secondo con: - il Novecento in Italia e nel mondo. Su questo piano saranno allestite due sale multimediali: la prima per l’ascolto di musiche sefardite e ashkenazite e la seconda per proiezioni di film o opere teatrali di artisti ebraici o sull’Ebraismo. 4. Il Museo della Shoah: il Museo della Shoah si trova nel Corpo C, nello spazio delle ex-celle sul lato Sud-Est al primo piano. Vi si potrà accedere autonomamente direttamente dalla “Hall” del Corpo D oppure come parte percorso del “Museo sulla storia degli ebrei in Italia” di cui sopra. 5. Il Museo delle Carceri: Le celle sul lato Nord-Ovest e lo spazio di distribuzione a doppia altezza del “grande cellulare” del Corpo C, vengono restaurati col fine di congelare e conservare la memoria di quei luoghi. Museo di se stesse, si arricchiscono di significato in particolare a ricordo dei tragici eventi che hanno colpito la comunità ebraica nella notte del 14 novembre 1943. Risultano accessibile in maniera autonoma ed indipendente direttamente dalla “Hall” del Corpo D oppure come parte del percorso della Shoah o del percorso della Mostra Permanente di Artisti Ebrei. 6. Mostre temporanee: Lo spazio per le mostre temporanee si trova collocato al secondo piano del Blocco C e risulta accessibile in maniera autonoma direttamente dalla “Hall” del Corpo D, o come parte terminale del percorso del Museo sulla storia degli ebrei in Italia. Tale percorso si estende al piano secondo del Corpo D, in uno spazio aperto che si affaccia sugli ambienti dedicati alla ristorazione e con vista panoramica sulla Darsena.

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Vista del corridoi verde pedonale e ciclabile con installazione artistica dei giusti di Italia

SOSTENIBILITA’ ENERGETICA: SISTEMI PASSIVI E ATTIVI Il progetto adotta un approccio eco-compatibile, con scelte volte a ridurre il consumo energetico e a massimizzare il ricorso a fonti rinnovabili. L’attività progettuale vede tra i principali “input” l’analisi del contesto climatico: la temperatura dell’aria esterna si mantiene su livelli medi non troppo freddi nel periodo invernale, temperati/miti nelle mezze stagioni e non troppo caldi nel periodo estivo. Questo consente di privilegiare l’impiego di strategie di climatizzazione passiva per la maggior parte dei mesi all’anno, mediante la creazione di spazi “buffer”, in cui si utilizzano il riscaldamento naturale per effetto serra, la massimizzazione dell’impiego degli apporti solari gratuiti, il raffrescamento passivo per ventilazione naturale e il controllo del surriscaldamento mediante schermature solari. L’analisi dell’andamento medio mensile dell’irraggiamento solare diretto e diffuso su piano orizzontale dimostra che può essere energeticamente efficiente integrare in copertura sistemi fotovoltaici per la produzione di energetica elettrica dalla radiazione solare.

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tavola 1

La copertura: sistema bioclimatico polivalente La realizzazione di una grande copertura a lamelle consente di coniugare in un unico elemento tecnologico diverse funzioni, e di attivare e sfruttare al meglio le strategie passive e l’uso di risorse rinnovabili che rappresentano l’approccio bioclimatico del progetto. In primo luogo la copertura contribuisce alla creazione di spazi diversamente climatizzati e caratterizzati da elevate prestazioni energetiche e ambientali: - spazi chiusi, a copertura trasparente. In questi spazi la presenza di lamelle distanziate dalla copertura vetrata consente l’ingresso dei raggi solari nel periodo invernale e, quindi, di sfruttare gli apporti solari gratuiti diminuendo il fabbisogno energetico per il riscaldamento invernale, e di schermare la radiazione solare nel periodo estivo evitando il surriscaldamento degli ambienti. Dal punto di vista illuminotecnico, le lamelle vetrate contribuiscono a diffondere la luce, evitando fenomeni di abbagliamento diretto e aumentando l’uniformità di illuminamento negli spazi, con benefici per il confort visivo degli utenti. Tali spazi risultano essere quindi, climatizzati in modo naturale per la maggior parte dell’anno e hanno fabbisogni ridotti di energia per riscaldamento, condizionamento e illuminazione. - Spazi aperti, a copertura trasparente. In questi spazi la presenza di una copertura a lamelle consente di beneficiare dell’effetto serra che si ha grazie all’ingresso dei raggi solari nel periodo invernale e di mantenere, quindi, una temperatura intermedia tra quella dell’aria esterna e quella mantenuta negli ambienti climatizzati. Nel periodo estivo le lamelle schermano la radiazione solare e garantiscono la ventilazione naturale, rendendo confortevole la fruizione da parte degli utenti, pur senza la presenza di alcuna tipologia di sistema per la climatizzazione. La diffusione della luce che si ha grazie alla presenza delle lamelle vetrate evita l’abbagliamento degli utenti e ne migliora il comfort visivo. Le lamelle possono essere di diverso materiale: - vetro trasparente: nei punti in cui si ha la massima esigenza di favorire il passaggio della luce naturale e non si hanno problemi di possibile abbagliamento diretto; - vetro traslucido: nelle parti in cui la superficie vetrata è tale per cui l’illuminamento naturale delle zone sottostanti è alto, ma ci possono essere potenziali problematiche di abbagliamento diretto e, quindi, è utile un elemento che diffonda la luce; - vetro fotovoltaico: si utilizzano pellicole in silicio amorfo inserite come film tra due vetri extrachiari. In questo modo si ottiene un elemento a trasparenza variabile che consente di diffondere la luce, schermare la radiazione solare diretta nel periodo estivo e, contemporaneamente, produrre energia elettrica.

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tavola 2

Si stima la produzione energetica annua di un kW di picco di potenza installata del sistema fotovoltaico proposto, a partire dai dati climatici presenti nella norma UNI 10349/94 “Riscaldamento e raffrescamento degli edifici – Dati climatici”. La produzione media annua teorica di energia elettrica per kW di picco è pari a circa 1.191 kWh, che garantiscono un risparmio annuo di emissioni di CO2 superiore a 800 kg. In una parte della copertura vengono integrati collettori solari termici sottovuoto ad alta efficienza che, oltre ad avere un’ottima integrazione architettonica, coprono oltre il 60% del fabbisogno energetico per l’acqua calda sanitaria.

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tavola 3

Sistemi impiantistici efficienti La produzione dei fluidi termovettori a servizio delle esigenze termiche dell’edificio sarà effettuata mediante l’impiego di pompe di calore di tipo polivalente che utilizzeranno come fonte primaria di energia l’acqua di prima falda e come volano termico la vasca di accumulo dell’acqua antincendio. L’acqua sarà prelevata mediante dei pozzi di prima falda e reintegrata nel terreno mediante dei pozzi di restituzione, senza consumi idrici. L’acqua di falda, la cui temperatura e pressoché costante durante l’arco dell’anno, costituisce un formidabile volano termico che la natura mette gratuitamente a disposizione, con evidenti risparmi nei consumi e nei costi di gestione. Parte del fabbisogno di energia elettrica sarà coperto dalla produzione energetica mediante i pannelli fotovoltaici integrati nelle lamelle della copertura. Il sistema di condizionamento per gli ambienti è del tipo ad aria primaria e pannelli radianti a pavimento, sistema che garantisce un elevato livello di benessere ambientale e, nel contempo, una diminuzione dei consumi e dei costi energetici elettrici. Un ulteriore vantaggio dei pannelli radianti deriva dall’essere integrati nel pavimento degli ambienti: non si ha, quindi, la necessità di terminali a vista in ambiente, a favore della flessibilità e di un più agevole utilizzo degli spazi, di una manutenzione semplificata e di una maggiore pulizia dei locali. Il quantitativo d’aria in ambiente sarà immessa in funzione delle persone presenti e della concentrazione delle persone nei vari ambienti, mediante gruppi di trattamento aria e di estrattori a portata variabile. L’impianto di ventilazione meccanica controllata sarà abbinato a recuperatori di calore ad alta efficienza, sistema che coniuga salubrità e purezza dell’aria negli ambienti e elevato risparmio energetico. Nelle gallerie vetrate vede l’impiego di un sistema di climatizzazione di tipo indiretto, con pannelli radianti a pavimento per soddisfare unicamente i picchi di carico in modo da garantire un comfort (valutato con metodologie di comfort adattativo) per chi vi transita, e una ventilazione alla base della copertura vetrata mediante aria di rinnovo. I corpi illuminanti interni saranno in grado di variare l’intensità luminosa emessa al variare delle condizioni ambientali interne ed esterne. Mediante l’utilizzo di “dimmer” elettronici (apparecchi in grado di modulare l’intensità luminosa) collegati al sistema di supervisione globale ed a sonde, sarà possibile mantenere all’interno degli ambienti condizioni di illuminazione pressoché costanti in tutto l’arco della giornata e nel pieno rispetto delle esigenze legate allo svolgimento del compito visivo. La regolazione dell’intensità luminosa e lo spegnimento automatico permetteranno di ridurre in modo considerevole l’energia consumata per l’illuminazione e parallelamente di aumentare la durata dei corpi illuminanti. Il sistema di Building Automation consentirà il controllo, la supervisione, il comando integrato e la programmazione di tutti gli impianti tecnologici, compresi gli impianti di sicurezza (antincendio, antintrusione, controllo accessi, TVCC), rendendo possibile una gestione globale e ottimizzata dell’intero edificio. Gli impianti in ambiente saranno modulari permettendo la configurazione delle sale in maniera semplice senza limiti. Nel caso di modifiche delle ripartizioni sarà sufficiente reindirizzare sul sistema di building management le sonde di competenza dei terminali di un dato ambiente e riposizionarle. In questo modo si garantirà un’alta flessibilità di utilizzo degli spazi.

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tavola 4

FASI DELLA COSTRUZIONE E ORGANIZZAZIONE DEL CANTIERE Tutto il progetto è stato studiato per poter consentire una realizzazione per lotti autonomi ed indipendenti. In particolare si prevedono due Lotti A e B che possono essere realizzati in maniera indipendente l’uno dall’altro, ciò vuol dire che si potrebbe realizzare prima il Lotto A e poi il Lotto B, oppure prima il lotto B e poi il Lotto A oppure ancora si potrebbero realizzare contemporaneamente anche attraverso due appalti distinti, con imprese distinte, scelta quest’ultima motivabile con il fatto che i due lotti prevedono categorie OG molto diverse di lavori, uno principalmente prevede lavori di restauro e l’altro di realizzazione ex-novo. (vedi diagramma dedicato sugli elaborati grafici) Fase Preparatoria: si prevede l’allestimento del cantiere nelle fasce verdi esterne alla doppia cinta muraria e le demolizioni di tutte le superfetazioni esistenti. Lotto A: si prevede la realizzazione di un nuovo sistema di comunicazione verticale (scale e ascensori), la realizzazione di un nuovo blocco di servizio, il restauro di tutto il blocco B e la realizzazione di opere accessorie a renderlo funzionale alla nuova destinazione d’uso. Il completamento del Lotto A consentirebbe a questa parte di edificio di essere immediatamente fruibile ed il suo ingresso avverrebbe da Via Piangipane, attraverso lo spazio aperto compreso tra il corpo A e il corpo B. Fase intermedia: si prevede il restauro del Corpo C e la realizzazione di opere accessorie finalizzato a renderlo funzionale al programma descritto nel capitolo dedicato. Tale restauro non può considerarsi come un lotto perché il suo completamento non renderebbe il corpo C autosufficiente in quanto utilizza gli spazi di accoglienza, di servizio e le comunicazioni verticali realizzate nel Lotto A e/o nel Lotto B. Lo si considera infatti come una fase intermedia che potrà essere accorpata indifferentemente a uno dei due lotti. Lotto B: si prevede la realizzazione della rampa di carico/scarico in collegamento con il piano interrato, la realizzazione delle paratie e degli scavi del Corpo D, l’inserimento del nuovo volume con gli spazi di accoglienza e di servizio, la realizzazione del sistema di comunicazione verticale (scale e ascensori). Fase finale: la fase finale e di completamento prevede la realizzazione della chiusura con superfici vetrate delle due maniche espositive di collegamento del Corpo D con il Corpo B, la realizzazione della copertura a lamelle polivalente su tutto il progetto e la realizzazione delle sistemazione esterne. In relazione a quest’ultima lavorazione le due fasce verdi al di fuori della seconda cinta muraria saranno una carrabile dedicata agli accessi di servizio al museo e l’altra pedonale e ciclabile per il collegamento verso della darsena con il centro storico.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza

Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma

Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav