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Quartu Sant'Elena (CA), Italia

La Fabbrica delle idee

Riqualificazione ex batteria militare «Carlo Faldi» e compendio costiero di Is Mortorius
Salvatore Peluso, Rossella Sanna, Roberto Lallai, Miriam Manconi, Roberta Milia, Luisa Zedda

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Il promontorio è il punto di incontro tra terra e mare. Il punto in cui, tra l’una e l’altro, sguardi e funzioni si intersecano, da sempre. Per questo il nuraghe è lì, e per questo occorre ritrovare la continuità tra linea d’acqua e collina.

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Ma Is Mortorius è anche la porta tra città lineare e sistema costiero ambientale, tanto più interessante in quanto luogo di un doppio ossimoro: eremo naturale a diretto contatto con un’area urbana; e sede di funzioni avanzate, tipicamente metropolitane, in un contesto naturalistico.

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Un filo rosso unisce le strutture che storicamente sono andate stratificandosi in questo luogo: è costituito dalla comune capacità di svolgere funzioni di relazione tra la terra e il mare. Gli usi legati a questo rapporto di controllo, di difesa, di commercio, sfociati in quello prettamente militare in occasione della seconda guerra mondiale, giustificano l’esistenza di tutte le costruzioni presenti nell’area: la torre del nuraghe Diana, posta sulla sommità della collina; la batteria antinave Carlo Faldi, costruita nella parte estrema del promontorio a difesa dagli attacchi nemici durante la seconda guerra mondiale; le strutture della vecchia tonnara, riutilizzate e integrate con funzioni logistiche e di supporto alle Batterie e poi, nel dopoguerra, ancora riusate come colonia marina.

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L’obiettivo è di ritrovarne le vocazioni in qualche modo “produttive”, per dare loro una nuova destinazione che sia sostenibile dal punto di vista economico e che generi una ricaduta positiva in termini ambientali e culturali sul territorio circostante. Al centro del progetto per Is Mortorius c’è la “fabbrica delle idee”: un laboratorio multimediale, avanzato e complesso, che si ipotizza gestito da un consorzio di aziende, e di cui la stessa idea di parco naturalistico e archeologico fa parte. Inoltre, dovendo oggi, in tempo di pace, riutilizzare architetture destinate alla guerra, il concetto di difesa e di controllo si sposta verso quello di interfaccia con il mondo. Il Mediterraneo, il mare in senso lato, è l’orizzonte con il quale un luogo isolato della Sardegna si mette in contatto. Dove il confine non è margine, ma occasione di consapevole osservazione dei luoghi di conflitto ancora in atto e punto di incontro tra culture.

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VILLAGGIO EX TONNARA – Le geometrie nitide delle antiche volumetrie del villaggio sono recuperate nel segno della contemporaneità e della sostenibilità ambientale.

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Destinate alla “fabbrica delle idee”, ospitano un laboratorio multimediale completo di aule didattiche, spazi di lavoro, sala per conferenze, foresteria, bar, nonché atelier multimediali e sale di incisione poste al livello seminterrato e direttamente affacciate sul mare. In particolare queste ultime, eremo per la concentrazione e l’ispirazione, rappresentano nel palinsesto del progetto il valore aggiunto capace di garantire la presenza costante di artisti di livello internazionale, con importanti ricadute economiche positive anche per l’immagine della Sardegna nel Mediterraneo. La ricostruzione delle murature è prevista in terra cruda, con getto in opera entro casseri. È la tecnica nota come pisè, caratterizzata dalle superfici strutturate dalle stratigrafie dei getti e dai cromatismi delle terre locali. Questa modalità costruttiva è ecocompatibile, garantisce isolamento termico e acustico molto elevato, e permette inoltre, nel nostro caso specifico, di ritrovare continuità materica con le strutture esistenti.

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BATTERIE FALDI E PERCORSO DI ESPLORAZIONE MULTISENSORIALE

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Il restauro conservativo dei manufatti delle Batterie prevede il riuso dei cunicoli come percorsi espositivi multimediali sui temi della memoria, della guerra, degli attuali focolai di conflitto.

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L’ingresso avviene attraverso piazzuole collegate dal percorso multisensoriale, mentre l’uscita sulle ex piattaforme di tiro è resa possibile da un elevatore che utilizza il vano del vecchio montacarichi per le munizioni, innalzato con una struttura rivestita in acciaio cor-ten e concluso con una lanterna luminosa. Una sorta di stele, unico segno fisico che integra, come un landmark minimale, i manufatti preesistenti. Il percorso multisensoriale di esplorazione naturalistica (odori delle essenze, varietà cromatica delle specie, sguardi sul paesaggio…) permette poi il surreale confronto con le testimonianze della violenza bellica. Il repentino passaggio dalla introversa penombra del percorso sotterraneo alla luminosa bellezza del promontorio e del suo mare è uno shock emotivo forte, che diventa uno degli elementi che concorrono alla efficacia e alla suggestione degli allestimenti.

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NATURA E SOSTENIBILITÀ – La rinaturalizzazione ripristina le formazioni vegetazionali tipiche della costa mediterranea, distinguendo nelle sue tre fasce caratteristiche di copertura arbustiva (più elevata); boscaglia litoranea (intermedia); e vegetazione rupicola costiera (più prossima alla linea di contatto con il mare). Per l’ambiente marino un regime di protezione e controllo degli usi consentirà un progressivo processo di ripopolamento della fauna e di arricchimento della vegetazione. Saranno offerti servizi per la fruizione e la conoscenza (seawatching, percorsi subacquei anche per disabili, battelli attrezzati, etc.) Localizzati interventi sui fondali, con barriere sommerse cave, realizzate con materiale “sea friendly”, potranno contrastare i fenomeni erosivi.

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INFRASTRUTTURE, VIABILITÀ E ACCESSIBILITÀ – Per rispristinare la continuità tra la parte a mare e quella a monte e garantire per l’intero ambito una elevata qualità ambientale, il tracciato della strada provinciale litoranea viene modificato e portato in galleria. Una parte del vecchio tracciato, fortemente ridimensionato nella sezione e rinaturalizzato negli strati superficiali, diventa percorso pedonale e ciclabile del parco.

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PORTA DEL PARCO – Il sistema infrastrutturale contribuisce a disegnare, a nord, il punto di accesso al parco. Utilizzando le altimetrie naturali, il sistema a fuso individuato dalle due carreggiate, separate per senso di marcia, contiene l’area di parcheggio.

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Questa, integrata nella morfologia del costone, si rivela come una promenade panoramica affacciata sul paesaggio, conclusa dalla unità introduttiva al compendio.

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ARCHEOLOGIARICERCA E FRUIZIONE – L’intero ambito è da considerarsi oggetto di ricerca archeologica, per l’inscindibile riconosciuto rapporto che unisce il nuraghe al mare. Ricerca, didattica e modalità di fruizione si intersecano tra loro e con le altre strutture e funzioni del parco. Laboratori didattici e workshop legati alle campagne di scavo trovano la loro sede nelle rinnovate architetture del villaggio della ex tonnara; informazioni e accoglienza nella unità introduttiva della porta del parco; sede operativa per le attività di scavo nel piccolo volume realizzato sul sedime dell’attuale abitazione prossima al nuraghe.

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TAVOLE DI CONCORSO

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Wewerg

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza

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