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Bologna (BO), Italia

La Collina di Bologna

Linee guida e orientamenti per la collina del territorio bolognese

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Oggi la collina di Bologna, preservata dall’edificazione sino a partire dagli anni 60 grazie all’attuazione di strumenti urbanistici di tutela, versa in uno stato di dissesto idrogeologico generale e nel tempo si è trasformata in un Eden residenziale privato di pochi. Dal mito al tabù, la ricerca progettuale si pone l’obiettivo di riscoprire questa risorsa unica del territorio metropolitano bolognese (39 kmq di superficie), rendendola accessibile, fruibile e nuovamente produttiva. La ricerca progettuale, elaborata in concomitanza con la stesura del Piano Strutturale Comunale, si compone di un Atlante della collina, di un Quaderno dei progetti, di una Proposta per la collina. La funzione dell’Atlante, di per se strumento implementabile, è quella di restituire un quadro conoscitivo in essere, con particolare riguardo a tematiche naturalistico-ambientali, culturali-patrimoniali, socio-economiche, fruitive-cognitive. Contiene cartografia e iconografia, piani urbanistici, analisi territoriale degli assetti funzionali, restituzioni e interpretazioni fotografiche, letture e citazioni letterarie, interviste. Il Quaderno dei progetti contiene 9 approfondimenti progettuali redatti a conclusione di un workshop di progettazione internazionale, a cura di professionisti provenienti da varie parti d’Europa. La proposta per la collina, redatta a valle dell’Atlante e del workshop, contiene un quadro di assetto generale e 12 strategie di intervento. La proposta può essere riassunta in 3 sezioni principali: - definizione, individuazione e implementazione di un sistema di fruizione e accessibilità della collina (tema delle connessioni), non solo dalla fascia urbanizzata a nord che confina coi viali di circonvallazione ma da tutto il territorio vasto che la attornia (valle del Savena e del Reno); - definizione e individuazione di un sistema di progetti puntuali, il cui capostipite resta il grande progetto urbano di “porta principale” della Staveco, ma che investe anche piccole e specifiche aree della collina che sono già per loro natura predisposte ad essere trasformate in servizi e attrezzature del territorio collinare o ad offrire servizi di pregio alla fascia pedecollinare urbanizzata (tema della trasformazione dei luoghi); - definizione di un sistema di azioni e programmi volti a promuovere sotto varie forme e attraverso diversi strumenti il territorio collinare inteso come sistema pubblico dei parchi, come risorsa paesaggistica e come incubatore di nuove forme d’imprenditorialità legate all’ambiente – territorio nuovamente produttivo (tema dei contesti in cui si riversano le trasformazioni).

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Copertina dell'Atlante della collina

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Andrea Vesalio, De humani corporis fabrica, 1543. Illustrazione. Biblioteca dell’Archiginnasio. Bologna

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Schizzo di progetto

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Quadro generale di assetto

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Strategia 1 - Il giardino pedecollinare / parchi collinari

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Strategia 2 - Le continuità territoriali attrezzate

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Strategia 3 - Le porte della collina

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Strategia 4 - La Staveco, porta tessuto

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Strategia 5 - La percorribilità profonda della collina

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Strategia 6 - Servizi al territorio

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Strategia 7 - Le gioie (joyas) della collina

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Strategia 8 - I servizi ai quartieri collinari

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Strategia 9 - Viabilità

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