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Valdagno (VI), Italia

"Progetto in evoluzione"

Giò Ponti e Villa Favorita a Valdagno
Daniele Cappelletti, Maurizio Dallavalle, Alessandro Dallavalle

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Vista del parco

LA RAGIONE CONTESTUALE “Progetto in evoluzione”, quale serie articolata di “eventi” ha come obiettivi la riqualificazione ed il riuso dell’area dove sorgono le fondamenta di una Villa progettata dagli architetti Francesco Bonfanti e Giò Ponti a partire dal 1936 – anno in cui Gaetano Marzotto Jr. affida loro l’incarico – all’interno di un “parco architettonico”, Parco Favorita, posto ai margini della Città Sociale di Valdagno. Valdagno è infatti la sede degli esiti dell’incontro di un centro veneto importante e della sua valle con il processo di industrializzazione che si snoda dall’Ottocento fino ad ora determinando un carattere assolutamente originale dell’impianto urbanistico. Un impianto fortemente segnato nel corso del XX secolo da un “progetto di Città Industriale” promosso e realizzato da Gaetano Marzotto quale “progetto di trasposizione sul territorio di concetti e metodologie operative tipicamente industriali”.

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Vista serale

LA RAGIONE STORICA La soluzione figurativa e spaziale che si propone è motivata dalla esplicita volontà di dichiarare un atteggiamento di continuità, una intenzione di innovazione ed una finalità di recupero rispetto all’esperienza della Città Sociale di Bonfanti e all’opera di Giò Ponti. Si tratta di un pretesto per riflettere in modo chiaro sui concetti di spazio, luce, materia e misura. Continuità e natura compaiono già nell’architettura classica. I resti della Villa suggeriscono un piano orizzontale. Il piano è delimitato da un podio ed è messo in risalto da tre volumi in vetro delimitati da una leggera struttura metallica di colore bianco.

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Planimetria generale

Suggestioni del bianco loggiato della portineria della Villa Padronale per Gaetano Marzotto, ma anche dei colonnati, non privi di retorica, che il Bonfanti usa in sommità ad alcuni edifici e, ancora, un riferimento alla vista prospettica del progetto n. 5 di Villa Favorita di Giò Ponti e anche al progetto per un edificio in piazza San Babila a Milano e, ancora, al corpo delle serre poste al limite del parco e alle grandi superfici vetrate della torre del Pirellone, scandite da serramenti in alluminio verniciato e alla leggerezza – come fosse una vela – della cattedrale di Taranto.

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Riferimenti a Valdagno

La natura pervade tutto lo spazio. Se dall’interno del podio si ammira il paesaggio, su di esso si guarda nel paesaggio. In questo modo non è possibile separare il podio dal piano. Perché la comprensione dello spazio dell’uno è strettamente legato all’esperienza spaziale dell’altro.

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Vista dell'ingresso monumentale

Il progetto propone uno spazio continuo e orizzontale, dove la natura acquista un’importanza straordinaria. L’esperienza dello spazio continuo è intimamente legata all’incidenza della luce sui volumi che lo delimitano. I corpi di vetro diventano così scatole opache se osservate dall’interno, mentre si trasformano in volumi completamente trasparenti, che mutano l’interno in esterno se osservati da un punto di vista prospettico ad essi perpendicolare.

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Piano terra

LA RAGIONE GEOMETRICA Le finalità generali connesse alla ragione geometrica sono due, e riguardano: - la riconoscibilità della forma planimetrica dei resti della Villa, ma anche del suo alzato in rapporto alle dimensioni dell’intorno; - la definizione di un modulo che faciliti l’unità concettuale delle scelte strutturali, tecnologiche, spaziali, funzionali e distributive dei corpi vetrati emergenti.

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Piano semi-interrato

LA RAGIONE COSTRUTTIVA La ragione costruttiva viene qui valutata in rapporto ai caratteri figurativi, espressivi ed evocativi dell’architettura, e precisamente: - il prisma in calcestruzzo rivestito in pietra, forte, scabro e “imperfetto all’apparenza”; - i corpi vetrati emergenti delimitati da una leggera struttura metallica di colore bianco.

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Sezioni

LA RAGIONE FUNZIONALE L’edificio è costituito da un basamento/piano terra dove si sviluppano le seguenti funzioni: - punto informazioni, sala lettura, spazio espositivo, depositi, internet point, guardaroba, ufficio, cucina bar caffetteria e servizi igienici. L’accesso al piano terra avviene tramite un vialetto in pendenza sul prolungamento ideale dell’asse della Città Sociale.

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Sezioni

Il volume emergente al di sopra la sala lettura ospita una sala polivalente con tribuna e cento posti a sedere. La caffetteria si sviluppa anche nel volume emergente posto sopra di essa e accede al terrazzo del podio con tavolini all’aperto. Il volume emergente previsto sulla verticale dello spazio espositivo è vuoto.

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Sezione prospettica

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Sezione prospettica

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