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Padova (PD), Italia

Progetto di sistemazione dell’area del Piazzale della Stazione di Padova

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Attualmente l’area del piazzale della stazione presenta caratteri di forte disomogeneità e di difficile orientamento dei flussi, in particolare pedonali e ciclabili; lo spazio risulta occupato in maniera predominante dalle banchine dei servizi di trasporto pubblico (bus, tram, taxi) e caratterizzato dal parcheggio ‘selvaggio’ delle biciclette, dal degrado dei materiali di pavimentazione e da una scarsa permeabilità del suolo che determina frequenti ‘crisi’ idrauliche. Obiettivo del progetto è superare il carattere contingente delle scelte che si sono succedute nel tempo e che hanno determinato la condizione attuale, realizzare uno spazio urbano unitario disponibile agli usi della città e non solo della mobilità, orientare facilmente i flussi delle diverse utenze, attualizzare le geometrie e ristabilirne le dimensioni per adeguare l’assetto spaziale attuale al ruolo di ‘porta della città’, escludendo al massimo il traffico automobilistico privato, contraendo lo spazio destinato alla mobilità pubblica e realizzando una nuova struttura a parcheggio per le biciclette. Lo spazio viene dilatato, nella sua estensione est-ovest, dagli attuali 100 a più di 300 metri, e, a sud, da circa 20 a 32 metri grazie alla riduzione, da tre a due, delle corsie del trasporto pubblico. L’area ciclopedonale di fatto è triplicata, passando dagli attuali 5000 a 15000 mq ed è progettata come una piazza – giardino, calibrata nei rapporti sole – ombra. L’utilizzo esteso della vegetazione arborea che sottolinea lo sviluppo longitudinale dello spazio ciclopedonale, è infatti finalizzato alla realizzazione di zone di equilibrio termico e mitigazione dell’impatto delle superfici pavimentate, perciò si è scelto l’impiego di alberature a foglia caduca, che meglio rispondono alle esigenze di ombreggiamento estivo e soleggiamento invernale del piazzale: Robinia pseudoacacia ‘bessoniana’ (filari), Gleditsia triacanthos e Celtis australis, Sophora japonica ‘regent’ (alberi isolati). E’ prevista inoltre la trasformazione delle superfici verticali dei cavalcavia esistenti in pareti di vegetazione rampicante che fanno da fondale ai singoli spazi. La versatilità d’uso di tali spazi e il controllo dei diversi flussi di mobilità che li attraversano è risolta tramite piattaforme polifunzionali in calcestruzzo colorato (ciclopedonali e a traffico controllato), che, oltre a differenziarsi dalle superfici specificamente viabilistiche in asfalto, possono ospitare plateatici, piccole fiere, manifestazioni e mercati temporanei. Tali superfici opportunamente sagomate, guidano la raccolta delle acque meteoriche verso le caditoie lineari che misurano longitudinalmente gli spazi, e rispondono alla scelta di articolare lo spazio aperto attraverso criteri di fluidità e continuità fisica e percettiva, minimizzando le zone di scarsa visibilità e facilitando, per quanto possibile, la sicurezza dei luoghi. A tal fine fondamentale è lo spazio notturno proposto che ristabilisce un criterio unitario dello spazio della luce artificiale attraverso la definizione di tre quote di illuminamento che si specificano correlandosi alle scale e alle dimensioni dei diversi ambiti: illuminazione diffusa proveniente dall’alto con pali alti 8 metri per sottolineare lo spazio di percorrenza stradale e con pali alti 5 metri sugli spazi polifunzionali, illuminazione radente lungo le piste ciclabili. Tre gli stralci progettuali previsti: S1 (realizzato) che ha recuperato all’uso pubblico ciclopedonale lo spazio, prima carrabile, di via Fra’ Giovanni Eremitano, ripensandolo come piazza lineare alberata per ospitare i plateatici degli esercizi frontisti; S2 (in corso di realizzazione) che costruisce gli spazi necessari all’orientamento dei flussi ciclopedonali verso gli istituti universitari, ridefinendo collocazione e figura dell’attuale parcheggio biciclette; S3 che reimmagina l’area antistante l’edificio della stazione come spazio in parte alberato, misurato, nella sua dimensione di ‘piazza’, da due grandi sculture circolari in acciaio cor-ten.

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S2 In fase di realizzazione

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