Planimetria
© Carolina Francesca Rozzoni . Pubblicata il 10 Febbraio 2011.
Idea essenziale, rovina contemporanea di un luogo incompiuto, stratificazione storica, di un progetto arrestato dalla guerra, è il riuso a Centro Culturale “vivo”. Lasciate le ipotesi di recupero del luogo per manifestazioni di tipo teatrale all’aperto, per la prevista realizzazione al contorno non solo di un piano attuativo di edilizia residenziale, ma soprattutto della nuova strada di scorrimento, si propongono attività ed eventi da svolgersi all’interno del parco, che non abbiano implicazioni di tipo acustico, ad esempio esposizioni florovivaistiche o artigianali, attività di giardinaggio didattico per fasce dedicate (diversamente abili, scolaresche, nonno/bambino). E si propongono, a sostegno di queste, in connubio ma anche in autonomia, attività da svolgersi al chiuso, quali mostre temporanee, conferenze, piccoli concerti, incontri con la cittadinanza, attività tranquille, in una costruzione “a padiglione”, collocata nel parco, che recupera le abbandonate fondazioni de “La Favorita”, la sua forma, le sue dimensioni, il suo principio fondativo.A sostegno delle attività temporanee, ma svolgibili in tutto l’arco dell’anno, grazie alla struttura coperta, al chiuso, sarà il museo permanente della “città sociale”, luogo di raccolta e di riflessione su un episodio strutturante fondamentale nello sviluppo della città di Valdagno, esempio alto dell’imprenditoria italiana, capace di innescare processi culturali di alto valore, attraenti per un turismo “colto”, inserito nei percorsi “evento” della zona (Biennale di Architettura e delle Arti, itinerari delle Ville di Palladio, etc.). A questa collezione si potrebbe anche affiancare una sezione relativa alla cultura del Novecento, esplorata attraverso la letteratura ad esempio l’architettura e le arti del novecento. Il progetto propone quindi un’architettura semplice, razionale nei suoi spazi, che recupera l’esistente costruito, ora in forma di rovina, dell’architetto Ponti, ma anche i principi sottesi alla sua produzione architettonica, l’atteggiamento costruttivo, per realizzare un edificio coerente oltre che accattivante, di lontana memoria. Un edificio “luminoso” nella scelta dei materiali e dei significati attribuiti. Al piano terra del nuovo edificio, sarà possibile localizzare gli eventi temporanei, facili da gestire in una soluzione flessibile, per la pianta moderna, che ricorda le geometrie di Mies van der Rohe, ed al piano interrato gli spazi espositivi permanenti con un allestimento che rilegge gli interventi di Ponti a Padova per l’università al Palazzo Liviano. L’attività potrebbe essere gestita da un’apposita associazione culturale o fondazione, costituita da soggetti interessati nello sviluppo e nella divulgazione della cultura novecentesca, che ha contribuito fortemente nella costruzione del nostro Paese. Il nuovo centro culturale potrebbe funzionare a sistema affiancando gli altri poli culturali già attivi sul territorio cittadino di Valdagno, come Villa Valle, ora Centro Culturale Comunale “G. Marzotto” e Palazzo Festari.
Vista Ingresso
© Carolina Francesca Rozzoni . Pubblicata il 10 Febbraio 2011.
Vista dal Parco
© Carolina Francesca Rozzoni . Pubblicata il 10 Febbraio 2011.
Pianta padiglione
© Carolina Francesca Rozzoni . Pubblicata il 10 Febbraio 2011.
Pianta piano interrato
© Carolina Francesca Rozzoni . Pubblicata il 10 Febbraio 2011.
Prospetto - Sezione
© Carolina Francesca Rozzoni . Pubblicata il 10 Febbraio 2011.
Prospetto - sezione
© Carolina Francesca Rozzoni . Pubblicata il 10 Febbraio 2011.
sistema costruttivo
© Carolina Francesca Rozzoni . Pubblicata il 12 Febbraio 2011.
Ingresso villa Marzotto
© Carolina Francesca Rozzoni . Pubblicata il 10 Febbraio 2011.
Dettaglio ingresso villa Marzotto
© Carolina Francesca Rozzoni . Pubblicata il 10 Febbraio 2011.
tavola 1
© Carolina Francesca Rozzoni . Pubblicata il 12 Febbraio 2011.
tavola 2
© Carolina Francesca Rozzoni . Pubblicata il 12 Febbraio 2011.
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