Vista dall'ingresso di Via Rampari di San Paolo
Render by Luigi Bertazzoni. Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Il nuovo museo dell’ebraismo italiano si pone nel tessuto urbano di Ferrara come una sorta di estensione dello spazio pubblico della città, uno spazio relativamente aperto che propone varie possibilità d’uso. Tutti gli elementi del lessico urbano vengono declinati nel progetto grazie ad un nuovo suolo che connette le diverse quote dall’ingresso su via Piangipane alla nuova Darsena. Verso via Piangipane, il nuovo suolo ha il profilo di una leggera colmata che forma una piazza per contenere funzioni sia del museo sia della città. La lettura per strati dei diversi livelli del suolo, connessa all’analisi urbana viene assunta nel progetto come modello compositivo per l’impianto museale: la nuova costruzione si configura quindi come un grande piano chiuso sospeso, che trova le sue connessioni al suolo solo sul grande podio di ingresso a sud e nell’atrio centrale cuore del sistema, lasciando completamente libere a terra le fasce laterali all’edificio C. I percorsi urbani e quelli degli edifici museali sono strutturati secondo una pluralità di scelte.
Render by Luigi Bertazzoni. Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Una rampa porta sulla spianata alla quota d’ingresso del vecchio carcere. A sinistra, il padiglione della libreria, aperto sul percorso di uscita in basso, mentre in quota sulla spianata si sporge a formare la biglietteria. In attesa, il visitatore potrà leggere su grandi pannelli, appesi sotto la superficie aggettante dell’edificio, le informazioni demografiche attuali sull’ebraismo nel mondo e in Italia, le indicazioni e gli annunci del museo, e altro. Sotto lo spacco che incide verticalmente il volume dell’edificio, una fontana composta da una spessa lastra di porfido o granito, sgrossata, non levigata, con incisa su un lato, in ebraico e poi in traduzione, il passo dell’alternativa, del campo di tensione che porremo a criterio del museo, com’è spiegato più avanti:Io chiamo oggi a testimonio su di voi il cielo e la terra, Io pongo davanti a te la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita affinché tu viva, tu e la tua discendenza.(Deuteronomio 30,19). Dal bordo superiore scorre sulla lastra scritta un velo non troppo sottile d’acqua che scroscia e si perde in una fessura al suolo. Rappresenta la scrittura inalterabile sotto lo scorrere del tempo e delle interpretazioni. Il progetto considera le necessità del nuovo come testimonianza della cultura contemporanea pur conservando le tracce di ciò che è accaduto e, attraverso la complessità delle operazioni progettuali, partecipa all’evoluzione della città; il nuovo compenetra nell’esistente lavorando sui diversi livelli d’intensità in modo che l’uno partecipi all’altro e viceversa in un regime di sussidiarietà.Il nuovo edificio intende quindi porsi come un filtro, una lente polarizzata che si frapponga allo sguardo altrimenti complice con l’antico e con la storia dei manufatti.
Vista a volo d'uccello da Nord
Render by Luigi Bertazzoni. Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Il progetto nel rapporto con l’edificio C adotta una strategia che possiamo definire furtiva: il nuovo circonda l’edificio carcerario capovolgendo la tradizionale percezione dall’esterno verso l’edificio, non per nasconderlo ma per offrire un nuovo volto contemporaneo all’insieme. Dall’interno la percezione dell’impianto carcerario viene frazionata con viste frammentate (nei pati – lucernari, nei diversi livelli dei plateaux, con la pluralità degli scorci la permeabilità laterale dei passaggi e il paesaggio evocativo nella galleria di ingresso). Tutto ciò concorre a rompere la serialità del partito formale dell’edificio carcerario a favore di una percezione dinamica che suggerisca l’allontanamento storico da quello.
Sezione prospettica ingresso
Render by Luigi Bertazzoni. Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Con lo scopo di evitare inflessioni vittimistiche nell’impostazione complessiva, l’allestimento di questo spazio ne consente la percezione complessiva, mentre reca una premessa del tutto priva di riferimento al luogo di pena:una parete di vetro su entrambi i lati(con aperture che permettano la visita a una o più celle) narra ciò che precede l’argomento del museo, ossia la storia biblica di Israele, illustrata con proiezioni della grande tradizione pittorica italiana, messa a confronto con l’iconografia ebraica sugli stessi temi. E’ un approccio al tema del rapporto tra l’Italia e gli ebrei. Una postazione digitale tratterà la questione del divieto o meno di immagine a commento del II punto del Decalogo. Dal passaggio nell’ex carcere si entra nell’_atrio foyer_, spazialmente definito da una grande lanterna-camino solare; nodo distributivo centrale e bilanciato in posizione mediana rispetto l’intero complesso e i due accessi.
Sezione prospettica atrio_foyer
Render by Luigi Bertazzoni. Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Il museo permanente è un solo plateaux da nord a sud che annette il piano superiore dell’ex carcere. Al suo interno è strutturato un percorso tematico espresso con sistemi allestitivi, simulazioni elettroniche, proiezioni e sistemi interattivi.
Ambientazioni dell'allestimento
Render by Luigi Bertazzoni. Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Il modulo da cui prende inizio la narrazione museale ha come oggetto di riferimento la Menorah, perno della tensione fra due eventi connessi ed opposti: da un lato la catastrofe delle guerre giudaiche e del Tempio distrutto dai romani nel 70 e.v. ; dall’altro, la trasformazione e rinascita dell’ebraismo nella sua forma rabbinica. E’ una svolta storica che segna la presenza ebraica in Italia, anche se non ne rappresenta l’inizio. La Menorah, se appare schiava nell’arco di Tito, con l’emozione memoriale di vederne il prototipo sottratto al Tempio, è al tempo stesso (mandorlo in fiore) il simbolo stesso della rinascita, del roveto ardente che non si consuma, e le sue sette braccia rimandano al ritmo settenario del Sabato (ripreso poi nella sezione sui tempi festivi). Tutti i riferimenti, storico-politici, geografici, religiosi, simbolici, dottrinari, oggettuali (quali ad es. le forme della Menorah lungo i secoli, a partire da quel prototipo e dalle catacombe) si diramano in postazioni digitali per i rispettivi approfondimenti tematici. Lungo il percorso storico, altre piazze saranno impostate in modo analogo; la sezione dedicata alla Shoah si raggiunge alla fine del percorso, dove si interrompe contro l’interno della facciata. È come uno spazio bloccato da cui si esce verso est, attraversando una passerella nello spacco che taglia verticalmente il corpo dell’edificio nel suo lato meridionale. L’intento simbolico è semplice: uno stretto passaggio sul vuoto, su una cesura, e si approda su un’altra sponda: il dopoguerra, la ripresa dei diritti civili nella Repubblica e con la nuova costituzione, il non facile recupero dei beni espropriati; la nascita dello Stato di Israele; la situazione delle Comunità ebraiche dalla loro decimazione alla loro composizione multietnica attuale e il loro assetto istituzionale interno a rispetto alla società e allo Stato. Infine una sezione sulla cultura: musica, letteratura, scienza, arti e professioni…; e una sezione dedicata ai personaggi notevoli dell’ebraismo in Italia.
Viste degli interni
Render by Luigi Bertazzoni. Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Il percorso si snoda secondo diverse velocità, relative a tre modalità espositive: quello passante, adatto alla sequenza storica ritmata d’epoca in epoca; quello a postazione digitale interattiva, che implica sosta e seduta, in cui il visitatore attiva dall’esterno, cioè su schermo digitale, l’approfondimento tematico di eventi, di cultura, di significati; quello a padiglione immersivo, in cui i visitatori si trovano all’interno di uno spazio virtuale: il ghetto, la sinagoga, un rito liturgico o festivo… Una particolare cura sarà dedicata a rendere ogni aspetto del museo quanto più fruibile ai bambini e ai disabili. Ai bambini sono dedicati specificamente diversi spazi, di laboratorio e animazione. Lo spazio centrale, all’ultimo piano sottotetto del carcere e alla stessa quota delle gallerie laterali, è specialmente dedicato ai campi tematici di grande dimensione e immersivi. E’ uno spazio accessibile in più punti dalle gallerie espositive, ed è rivestito da pareti di vetro che lasciano percepire i muri interni del carcere mentre sono disponibili alla proiezione e all’esposizione.
Allestimenti interattivi
© Paolo Talso . Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Nelle gallerie intermedie, i laboratori e le aule di studio. Nel corpo più alto, arretrato rispetto alla facciata, un vasto spazio per le mostre temporanee: mostre d’arte, di storia, di editoria antica e moderna, di design e oggettistica antica e attuale… Un suo prolungamento potrà essere distribuito in altri spazi del complesso, in particolare nel percorso di uscita che si snoda sotto le gallerie del lato ovest: nel suo sviluppo longitudinale potrà ospitare una serie di sculture e installazioni permanenti e temporanee.
Opere scultoree negli spazi esterni del museo
Render by Luigi Bertazzoni. Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Nella aree verdi saranno in particolare coltivate le piante significative della tradizione ebraica: le “quattro specie” di Sukkot (la palma, il mirto, il cedro, il salice); la vite, il fico, il melograno, l’ulivo, il ricino, la quercia, il cedro del Libano, ecc. Ciascuna segnalata con didascalie tratte dai testi: un orto botanico letterario. L’involucro esterno è costituito da struttura metallica e doppio rivestimento di vetri a diverso spessore e trasparenze con serigrafie.
Logo by David Pasquali Render by Luigi Bertazzoni . Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Il tema serigrafico è analogo al disegno del logo che coniuga il disegno del “Taled” con l’immagine del bugnato del Palazzo dei Diamanti.
Prospetto Nord Ovest
Render by Luigi Bertazzoni. Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Prospetto Nord
Render by Luigi Bertazzoni. Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Vista ravvicinata dell'ingresso da via Rampari di San Paolo
Render by Luigi Bertazzoni. Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Sezione C-C
Render by Luigi Bertazzoni. Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Vista della piazza coperta dall'ingresso da via Pangipane
Render by Luigi Bertazzoni. Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Vista della piazza coperta oltre l'ingresso da via Piangipane
Render by Luigi Bertazzoni. Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Vista dell'ingresso al vecchio carcere interna alle mura
Render by Luigi Bertazzoni. Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
© Paolo Talso . Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
© Paolo Talso . Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
© Paolo Talso . Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
© Paolo Talso . Pubblicata il 11 Febbraio 2011.
Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma
Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav
Vedi la lista di tutte le associazioni per regione. Per maggiori informazioni Contattateci