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Valdagno (VI), Italia

" Progetto in evoluzione " Giò Ponti e Villa Favorita a Valdagno

CasaNatura&CasaCultura
Emfarchitectural, Horizon Studio

Emfarchitectural, Horizon Studio — " Progetto in evoluzione " Giò Ponti e Villa Favorita a Valdagno

Inquadramento territoriale

Il “progetto in evoluzione”: osservare per prevenire. L’elemento vegetale, come è evidente è predominante e sostanziale nel progetto, è in metamorfosi perenne, stagione dopo stagione. La natura del parco della Favorita una volta impiantata artificialmente ha preso il suo corso, da semplice giardino il parco è diventato un monumento naturale, inserito nel contesto collinare della valle dell’Agno, che potremmo definire nel progetto come un Parco-natura.

Emfarchitectural, Horizon Studio — " Progetto in evoluzione " Giò Ponti e Villa Favorita a Valdagno

Sezione del parco

Se osserviamo la struttura e i contenuti del parco Favorita possiamo individuare alcuni elementi che ne determinano l’estetica e la biofisica: unicità delle comunità vegetali (la loro rarità in termini di distribuzione rispetto alle comunità tipiche della zona); rappresentatività delle comunità vegetali (misura di comparazione in rapporto alle comunità tipiche alle quali appartengono); presenza di speci rare (necessità di preservare la biodiversità); ricchezza delle speci vegetali (quelle maggiormente abbondanti).

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Ingresso al Parco Favorita

Oltre alla persistenza del disegno del parco, così come immaginato dai progettisti, alcuni elementi strutturali della villa Marzotto persistono al centro del parco, quasi come ruderi di una città sepolta. Sono una testimonianza preziosa del passato che intendiamo rispettare e incorporare nel progetto; non intendiamo per questo proporci come degli archeologi, ma piuttosto trovare soluzioni capaci di rendere funzionale la struttura esistente.

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Vista dalla gradinata di ingresso

Ogni generazione ha la sua maniera di pensare, le sua concezioni, la sua estetica, che servono come trampolino per l’immaginazione. Oggi la nostra utopia è la conseguenza di una maniera di pensare che esprime la maniera di essere di un’epoca, come ha scritto Nicolas Bourriaud (teorico d’arte contemporanea) sulla rinascita dell’utopia,: “…L’abolizione del lavoro? nelle imprese della nuova economia, gli impiegati non vedono più la differenza tra lo svago e l’ufficio. Il sogno dell’avanguardia di un’arte totale è stato recuperato dall’industria del tempo libero, una volta attentamente svuotato del suo contenuto”. (in “Magazine Littéraire”, n°387, Maggio 2000).

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Le pensile sulle gradonate

Il progetto: inquadramento generale. Il parco di villa Favorita, che riteniamo di interesse e attrattiva di livello regionale, è stato considerato nella sua complessità, il progetto rilegge in chiave dinamica i principali elementi morfologici del sito. Nell’area del prato inferiore, ingresso dal viale Duca d’Aosta, è prevista la realizzazione di uno spazio acqueo lungo le murature si sostegno della prima gradinata (si potrebbe prevedere il recupero dell’acqua piovana e riciclarla nella fontana); la composizione architettonica del bacino vuole sottolineare l’importanza dell’elemento acqua nella storia di Valdagno, vuole essere memoria (le prime attività manifatturiere ebbero origine grazie alla presenza del torrente). I prati a terrazza, composti da quattro settori arborei, sono recuperati come spazio di aggregazione; la realizzazione di pensiline aeree permette ai frequantatori del parco di poter usufruire di uno spazio alternativo al prato superiore; offre la possibilità di organizzare eventi collaterali a quanto già previsto per le serre del Parco (mercato dei fiori, piante, etc).

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Fronte CasaNatura

Le quattro pensiline interagiscono con il disegno del parco, affermano una nuova spazialità per le terrazze, l’irregolarità e la verticalità sono in contrasto con l’ortogonalità; anticipano la presenza nel parco di nuove forme architettoniche. Prato superiore:il nuovo edificio. Disponendo di una “base di appoggio”, costituita dalla struttura di fondazione della villa, è possibile immaginare la realizzazione di un luogo di utilità pubblica volto ad ospitare un centro di interesse sulla biodiversità (la diversità degli spazi naturali di vita a tutti i livelli, la diversità delle specie che vivono in questi spazi naturali, la diversità degli individui all’interno di ogni specie).

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Les folies du parc

Partendo da quanto è già stato realizzato dal comune di Valdagno, con l’attenta catalogazione del patrimonio vegetale, il centro che abbiamo chiamato CASANATURA, potrebbe promuovere lo sviluppo della scienza partecipativa (i cittadini, le scuole, sarebbero invitati a portare il loro contributo alla conoscenza della biodiversità, attraverso l’osservazione dell’ambiente quotidiano nel quale vivono). Il secondo scopo del progetto vede il recupero funzionale del piano interrato, denominato CASACULTURA, con la creazione di un centro socio-culturale

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Facciata sud

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Inserimento CasaNatura

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Planimetria CasaNatura

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Interno CasaNatura

Architecture-and-historical-context