san lorenzo
© msX2 . Pubblicata il 15 Febbraio 2011.
[1.] CONCEPT Firenze vs Florence. La Firenze città d’ arte, cristallizzata nel suo aspetto turistico e commerciale, non riesce più a rispondere alle esigenze culturali ed espressive dei fiorentini contemporanei, che si trovano paradossalmente esclusi dalla vita sociale nella loro città a causa della presenza totalizzante del turismo di massa (che tutto travolge) e di una radicata cultura storicista (che tutto congela). Un segnale chiaro di questo malessere lo si legge nel posizionamento sotto la superficie delle strade, delle piazze, perfino dei palazzi storici, di una serie di spazi catalizzatori attivi ed attrattivi che costituiscono i punti nevralgici di un immaginario network culturale ed artistico sotterraneo e fortemente urbano. La Strozzina, il JazzClub, il Circolo Canottieri, locali e cantine storiche come il BeBop o la Pentola dell’ Oro: la città nasconde nei suoi sotterranei molte varietà di gemme preziose.
concept
© msX2 . Pubblicata il 15 Febbraio 2011.
Si sente forte il bisogno di un rinnovamento, di una rinascita sociale, di riappropriarsi degli spazi urbani anche in superficie attraverso la creatività e l’ espressione della propria identità. L’ idea è quella di concretizzare la presenza di una città sotto la città, di un flusso culturale e sotterraneo, una Underground Railroad, attraverso l’ affioramento di una fiorentinità preziosa oggi nascosta e soffocata: una interazione costruttiva e multilivello in cui il substrato identitario perfora la superficie e si impone sulla sovrastruttura storicizzata.
santo spirito
© msX2 . Pubblicata il 15 Febbraio 2011.
La strategia è la definizione di un nuovo contesto, culturale e sociale, non visuale, “di” Firenze e non “a” Firenze. Rappresentare un nuovo livello di interazione parallelo a quello usuale e turistico, che interviene sulle dinamiche vitali dei fiorentini e sulla loro percezione della città, rappresentare lo spirito fiorentino della contemporaneità, non la storia, non il turismo. E promuoverne la conservazione attiva attraverso contemporanei, attuali e mutevoli spazi espressivi. In tutto ciò si individua un progetto a scala urbana: cambiare la città grazie al dehor come elemento interstiziale fra pieni e vuoti, ma soprattutto fra culture e rapporti sociali. Progettare il rinnovamento del tessuto urbano e della sua interazione con i cittadini attraverso la rappresentatività dell’ emergenza cristallina e della sua gemmazione anisotropa (finalmente) in atto.
san niccolò
© msX2 . Pubblicata il 15 Febbraio 2011.
[2.] PROGETTO Nella città storica, nel tessuto urbano più denso e stratificato, si assiste all’ affioramento di elementi espressivi attraverso la superficie delle strade, delle piazze e degli spazi pubblici più rappresentativi in cui la convergenza di energie culturali e presenze identitarie risulta per assurdo più difficoltoso. Nei luoghi della mercificazione dell’ arte e del turismo di massa, del take away e delle foto con l’ i-Phone, la città fa emergere con forza le proprie identità sommerse e le proprie unicità, dimostrando la sua vitalità in un progetto di coesistenza fra la sua storia e la sua contemporaneità attraverso una nuova superfetazione identitaria ed una inte(g)razione culturale non stilistica.
santa maria novella
© msX2 . Pubblicata il 15 Febbraio 2011.
In un movimento lento ma inesorabile, dagli strati più profondi della città emergono alla luce le gemme più preziose, solidificate in anni di pressione meccanica e aggregazione sotterranea. La superficie si spezza, finalmente affiorano cristalli purissimi per forma e superficie, lucidi e risplendenti, dal reticolo cristallino netto e ben leggibile, che rappresentano creatività, espressività, sub-cultura e identità di una città fino ad oggi dedita ad accogliere turisti. D’ ora in poi anche i fiorentini sono ben accetti a Firenze, trovano spazi aggregativi, possono esprimere la loro personalità e lasciare alla città futura una stratificazione contemporanea inconfondibile, ancorchè temporanea ed effimera.
tav1
© msX2 . Pubblicata il 15 Febbraio 2011.
Il dehor perde la connotazione tradizionale di spazio turistico commerciale mordi e fuggi, e si arricchisce di potenzialità culturali, artistiche e aggregative illimitate, concretizzando e cristallizzando dinamicamente il bisogno di spazi relazionali ed identitari. Come nelle controculture più vitali ed attive, vi si organizza una rete capillare di gruppi teatrali, laboratori artistici, cineclub, librerie, negozi di abbigliamento usato o di dischi, spazi sociali e circoli culturali sviluppati in modo informale attraverso un utilizzo alternativo dei nuovi luoghi espressivi che nascono negli interstizi del tessuto urbano.
tav2
© msX2 . Pubblicata il 15 Febbraio 2011.
Questi nuovi organismi a configurazione cristallina sono fortemente anisotropi, cioè assumono proprietà fisiche dipendenti dalla loro posizione e dal loro orientamento nello spazio (urbano): si modificano e adattano cioè al contesto inteso in tutte le sue accezioni, sia dal punto di vista formale (aggregazione modulare e dimensioni, materiali e trasparenze…) che da quello fruitivo (contenitore di nuove funzioni, elemento catalizzatore, riferimento culturale aggregativo…). Come un cristallo, il dehor approfitta della luce e dell’ ambiente circostante per divenire inconsistente, trasparente e riflettente (luce solare, effetto Buren), oppure per evidenziare la propria presenza attraverso la componente strutturale geometrica e lineare (luce artificiale, effetto Automan). Si può ottenere la smaterializzazione e la mimesi totale, oppure la riconoscibilità strategica e la caratterizzazione formale attraverso l’ uso dei materiali: rendersi adattabile a tutte le visuali, essere invisibile e mimetico oppure (e al tempo stesso) presente, personale e unico.
cristallo
© msX2 . Pubblicata il 15 Febbraio 2011.
[3.] DESIGN Il progetto si concretizza in un sistema modulare che si pone come obiettivo la possibilità di creare molteplici aggregazioni e gemmazioni, per garantire la differenziazione e la contestualizzazione massima nel tessuto fiorentino. Al tempo stesso si vuole garantire al singolo dehor la possibilità di assumere vari aspetti (dalla configurazione wireframe a quella solida e opaca passando per vari gradi di trasparenza e riflessione) legati al contesto locale, funzionale e stagionale in cui si viene trovare. I sistemi di delimitazione dello spazio dehor sono incentrati sulla rappresentazione materiale di un reticolo cristallino attraverso una struttura metallica wireframe, che prende forma e volume con l’ inserimento di elementi discreti di rivestimento (le facce del cristallo). I quattro moduli sono progettati per costituire aggregazioni in linea, per creare dehors con profondità 2mt o 3mt e lunghezze variabili (tipologia lineare per strade, dimensioni indicative modulo 3X2ml), oppure aggregazioni spaziali più ampie (tipologia per slarghi e piazze, dimensioni indicative modulo 6X6ml) che possano giungere fino a configurazioni di 12X12mt. Il sistema compositivo e aggregativo è analogo nei due casi, e prevede 2 moduli di forma rettangolare (per ciascuna delle due situazioni) che si possono accostare l’ un l’ altro su due dei quattro lati, dando la possibilità di giungere fino a schemi a 4 moduli (quindi 6X4ml e 12X12ml, nei due casi), coprendo una casistica di dimensionamenti molto ampia.
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