planimetria generale
© Doriano Lucchesini . Pubblicata il 15 Febbraio 2011.
1. INTRODUZIONE GENERALE AL PROGETTO. Il tema del quartiere come parte costitutiva della città è stata da molto tempo accantonato. Terminata la stagione dei PEEP e dei quartieri di edilizia popolare il tema urbano è stato affrontata con l’utilizzo delle grandi firme dell’architettura la cui presenza costituiva una certificazione della bontà dell’intervento. È così che sulle problematiche urbane, sul ruolo del quartiere come parte della città e sul tema della città stessa, ha prevalso la logica dell’architettura di evidenza la cui esibizione è spesso servita per coprire il vuoto dei contenuti. Affrontiamo il tema del quartiere come unità minima della città, ovvero come livello di aggregazione urbana all’interno del quale sviluppare le relazioni dirette e la qualità dell’abitare contemporaneo. La città metropolitana è l’insieme delle relazioni tra le parti, affrontando il tema del disegno del quartiere è possibile pensare, in forma estensiva, al tema della città e della sua identità complessiva intesa nel senso di aggregazione di parti dotate di proprio carattere, e non solo affidata alla rappresentatività dei luoghi centrali. La dimensione metropolitana è una dimensione della comunicazione e dei rapporti, difficilmente controllabile nel suo insieme, il quartiere costituisce il luogo dove raggiungere le condizioni di urbanità specifica derivate dallo sviluppo dei suoi caratteri identitari.
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© Doriano Lucchesini . Pubblicata il 15 Febbraio 2011.
2. INSERIMENTO URBANISTICO, INTERPRETAZIONE DELL’IDENTITA’ DEL LUOGO E DELLE INTERAZIONI CON IL QUARTIERE DI FIGINO. I luoghi centrali identitari del borgo di Figino sono limitati al percorso storico delle vie Zanzottera e Fratelli Morelli, allo spazio davanti alla chiesa ed alla cooperativa. Il progetto cerca di utilizzare tutte le possibilità di legame fisico e geometrico tra il nuovo quartiere e l’abitato preesistente, sia attraverso l’utilizzo della viabilità e delle connessioni pedonali esistenti, che attraverso la proiezione geometrica degli edifici al contorno verso le nuove volumetrie in progetto. La geometria che sottende al nuovo borgo è derivata dalle possibilità di collegamento visuale, geometrico e fisico con le preesistenze. La progettazione è guidata da grandi assi longitudinali che derivano dalle geometrie del luogo centrale della Chiesa, dalla Via Rasario, dal varco pedonale esistente e dalla linea del corso d’acqua. Nella direzione trasversale è invece la geometria allungata del sito che, con la determinazione del proprio asse mediano e l’incrocio con geometrie diagonali tra gli elementi posti al limitare dell’area, definisce la seconda direzione della maglia geometrica. Nella parte est, verso via Silla, la maglia geometrica è determinata dalla dimensione e dalla disposizione degli orti esistenti che sono considerati un elemento di valore e di guida per la sistemazione del suolo. La griglia determinata dagli allineamenti geometrici individuati e dalle loro reciproche relazioni, costituisce la base sulla quale andare a tracciare il disegno del suolo e la posizione dei sedimi dei fabbricati. La disposizione dei corpi di fabbrica segue un andamento est-ovest, simile a quello dell’edificato storico. I corpi edilizi sono infatti allungati, come quelli dell’edilizia storica, disposti in modo da formare spazi ed interstizi all’interno dei quali collocare i percorsi, le funzioni, il verde dei giardini e degli orti. La parte più direttamente collegata con l’area centrale si allarga seguendo il suggerimento geometrico dato dagli allineamenti guida per formare una piazza aperta verso la campagna. La piazza, per la sua posizione nei confronti del nuovo quartiere, le funzioni previste ed i rapporti con le parti centrali preesistenti, è pensata per essere un luogo centrale di riferimento per l’intero abitato di Figino e dintorni. Nei rapporti pedonali che la distanza tra le diverse parti consente, la piazza è vicina e raggiungibile da ogni punto dell’abitato. La disposizione dei percorsi pedonali interni è rivolta a cogliere ogni possibile provenienza dall’abitato e a mescolarlo con i flussi e le funzioni proprie del nuovo quartiere. La piazza è delimitata nei lati lunghi da due portici sotto i quali sono collocate le funzioni compatibili con la residenza, gli accessi al nucleo dei servizi locali ed urbani. Il quartiere è pensato con una netta separazione tra percorsi carrabili e pedonali. La distribuzione del traffico automobilistico avviene lungo il margine dell’area, con circolazione a senso unico che disimpegna, mano a mano che li incontra, gli accessi ai parcheggi pertinenziali ed al parcheggio pubblico situato sotto la piazza. In questo modo la separazione tra i flussi carrabili ed i percorsi pedonali è netta, ed il quartiere è interamente pedonale senza intersezioni con il traffico carrabile. Il livello dei parcheggi, è in connessione visuale con il suolo di relazione, perché la soluzione adottata per la chiusura è costituita da una sistemazione a verde, in pendenza, che consente di dare aria e luce al piano facendolo diventare, in questo modo, uno spazio vivibile. La disposizione dei volumi segue una direzione est-ovest, come l’edificato storico. In questo modo gli alloggi hanno un orientamento prevalentemente a sud. L’andamento irregolare dei volumi consente di generare piccoli spazi dove poter sistemare aree verdi per la ricreazione ed il gioco dei bambini. La disposizione dei corpi di fabbrica è tale da costituire una barriera ai venti dominanti. Le alberature disposte, lungo i percorsi pedonali, ed a delimitare gli interstizi tra i fabbricati, contribuiranno alla regolazione del microclima aumentando il confort ed evitando l’effetto “isola di calore”.
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3. QUALITA’ ARCHITETTONICA COMPLESSIVA DELL’INTERVENTO. L’idea che guida la progettazione del quartiere è quella di proporre un ambiente vario e riconoscibile, con una forte ricchezza di situazioni e di figurazioni. Pensiamo che il quartiere urbano debba avere una propria identità che è data dalla possibilità di identificazione con i luoghi di vita e residenza quando dotati di una forte caratterizzazione. Gli edifici sono pensati come generati dai contenuti che racchiudono. Il linguaggio è impostato sulla molteplicità e sulla varietà. Le regole compositive cercano di riprodurre le diverse situazioni di uso degli spazi riportandole in evidenza nei prospetti e nella articolazione linguistica. I fabbricati non derivano dalla moltiplicazione di un piano tipo ma dalla aggregazione delle scelte tipologiche, impostate in forma di sistema nella prima fase della progettazione, e dalla varietà di situazioni che le distribuzioni consentono. L’orientamento a sud comporta che la distribuzione, fatta con ballatoi nella parte nord, generi due diverse espressività dei fabbricati. I fronti con gli affacci sono molto vari e articolati nelle minime unità linguistiche delle aperture, delle piccole logge, dei bovindi, degli slarghi e dei passaggi al piano terreno. La varietà altimetrica ripropone la varietà del paesaggio urbano esistente con alcune parti alte (7 piani), corpi allungati più bassi (4 piani) corpi con andamento altimetrico variabile da 5 a 6 a 3 a 2 piani.
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In questo modo la sagoma del quartiere risulta varia ed aderente alle diverse realtà del contorno: la parte verso la campagna scende a 2 livelli nelle parti terminali risale a 6 nella zona della piazza. La parte verso l’edificato esistente è a 4 piani, come l’esistente, la parte di sfondo al campo aperto dietro la chiesa nella direzione verso la città si alza fino al massimo dei 7 piani. Nella parte dei ballatoi, lungo i lati nord, sono sistemati dei piccoli volumi ortogonali che contengono ai piani terra gli uffici di chi lavora a casa (tipi AA6, B6, C6) ed ai piani superiori alloggi disposti con orientamento est ovest. Questi volumi sono trattati con una propria identità linguistica in modo da costituire una forte caratterizzazione del lato verso l’abitato esistente.
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La parte degli spazi pubblici lungo la piazza e il fabbricato dei servizi per il borgo assistito, hanno un proprio linguaggio, diverso da quella del resto del quartiere. Gli spazi per le funzioni compatibili con la residenza sono semplicemente disegnati con fronti vetrati, allineati in modo da creare varietà distributiva, il portico è una semplice tettoia trattata con un linguaggio minimale è coperta da un tetto giardino che costituisce il piano di affaccio del secondo livello del borgo assistito, destinato ad ospitare la parte delle degenze.
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4. CARATTERISTICHE FUNZIONALI, TIPOLOGICHE E COSTRUTTIVE CON SPECIALE RIFERIMENTO AL MODELLO ABITATIVO PROPOSTO. La scelta tipologica adottata è a ballatoio. I ballatoi sono serviti da scale ed ascensori disposti in modo da essere facilmente raggiungibili sia dai percorsi pedonali, che dai garage pertinenziali. La articolazione tipologica è fondata su di una maglia di 5,70 per 5,70 m. Nei nodi della maglia sono collocati i pilastri/setti portanti. La rigidità della maglia e la sua ripetitività, consentono una ottimizzazione del processo costruttivo del fabbricato, ed una sua industrializzazione. In fase preliminare pensiamo di adottare una struttura puntiforme, fatta di pilastri/setti, disposti secondo la maglia indicata, almeno per il livello dei garages, in modo tale da essere coerenti con la distribuzione che percorre la maglia con il corsello centrale. Ai livelli di abitazione la maglia può proseguire nelle medesime modalità oppure essere convertita in un sistema di setti anche in muratura armata o in pannelli di legno portante. La scelta definitiva del sistema strutturale portante è tracciata in questa fase del progetto ma rimane aperta, nelle successive definizioni, ad approfondimenti che consentano di adottare anche soluzioni che prevedano l’impiego di materiali oggi in fase di primo utilizzo e per i quali occorre una attenta verifica in termini di costi-benefici. In una prima ipotesi, più tradizionale, la scelta di adottare un sistema di setti/pilastri con solette in c.a. continue, senza travi ricalate, risulta una soluzione di collaudato risultato. Le parti a nord dei ballatoi, possono essere realizzate con strutture analoghe per quello che riguarda le parti con basamento. Le parti a sbalzo possono essere realizzate con strutture in acciaio, fatte da travi parete. In questo caso le soluzioni di tamponamento saranno più leggere, utilizzando pannelli in legno a diversi strati e coibentazioni termiche, sia per le pareti che per i calpestii.
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La parete lungo il ballatoio conterrà tutte le discese impiantistiche e le adduzioni energetiche al servizio delle unità immobiliari. Disponendo infatti opportune asole nelle solette è possibile realizzare una parete tecnologica contenente tutti gli scarichi, i pluviali, le colonne di aereazione e ventilazione, le canne fumarie, ecc nonché tutte le colonne montanti di acqua, luce, telefono, citofono e (con opportuni accorgimenti) gas se utilizzato. La parete potrà essere chiusa con pannelli a secco, facilmente amovibili in caso di necessità per verifiche e manutenzioni. Il pavimento del ballatoio sarà del tipo sopraelevato per consentire il passaggio della distribuzione delle adduzioni impiantistiche derivate dalle colonne montanti. Le canne di ventilazione-aspirazione saliranno alla copertura dove potranno essere ordinate in torri-sfiati. Gli scarichi, assieme ai pluviali, scenderanno alla quota del calpestio del piano terra dove potranno essere radunate in discese o correre all’infradosso del solaio per essere condotte ai recapiti. La soluzione adottata al livello dei parcheggi consente di ridurre la necessità di muri e riempimenti laterali. La scelta di lasciare aperto il garage, come se fosse un portico abbassato rispetto ai livelli di percorrenza, consente di ridurre i costi di costruzione, limitando alla realizzazione di gabbionate la necessità strutturale di sostegno delle terre per le parti di maggiore pendenza.
assonometria 1
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5. FRUIBILITA’ E DISEGNO DEGLI SPAZI PUBBLICI E SEMI-PUBBLICI ORGANIZZAZIONE DEI PERCORSI STRADALI, CICLABILI E PEDONALI. Il disegno del suolo proposto integra gli spazi pubblici della piazza e del percorso pedonale centrale con gli accessi al costruito. Nella parte ad ovest della piazza il percorso termina in una sistemazione con il tema dell’acqua. Il percorso pedonale si assottiglia e termina tra la vasca di acqua di forma regolare e il piccolo laghetto che richiama la forma dei fontanili. Nella sistemazione degli elementi di arredo, è prevista la installazione di oggetti scultorei, che fanno parte del programma di arricchimento degli spazi con elementi di arte pubblica, con funzioni anche di sostegno di pannelli fotovoltaici da utilizzare per la produzione dell’energia necessaria alla movimentazione degli specchi d’acqua ed alla alimentazione del sistema di irrigazione. Nella parte ad est della piazza il percorso prosegue diritto sino a terminare contro il piccolo edificio dell’eco club. La zona attualmente occupata dai piccoli orti, viene utilizzata come elemento generatore del disegno del suolo di tutta la parte terminale. La grana dimensionale degli orti, la variabilità nella texture del suolo è utilizzata come elemento guida della progettazione dello spazio pubblico e della parte terminale del quartiere. Il disegno dei piccoli orti prosegue infatti verso i fabbricati e verso la via Silla modificando di volta in volta la propria funzione, il proprio uso ed il proprio significato. Pensiamo infatti di far succedere agli orti esistenti nuovi spazi egualmente destinati ad orto urbano, di aggiungervi ed alternarvi piccoli giardini fruibili dove il disegno somiglia e deriva da quello degli orti. Il disegno prosegue sino a diventare la maglia che contiene la piccola fattoria dimostrativa, gli spazi destinati alla ricreazione, gli spazi destinati al gioco e quelli per il semplice passeggio. Il disegno dello spazio pubblico è pensato per potere accogliere la diversità dei fruitori, dei bisogni e dei desideri degli abitanti del quartiere. Negli spazi più vicini alla case saranno sistemati gli spazi gioco per i più piccini, distanti dalla strada e sotto il controllo visuale degli alloggi che vi affacciano. Nella prosecuzione dei percorsi, sistemate sotto ai filari alberati, potranno trovare posto sedute di diverso tipo, utilizzabilità e dimensione in modo da poter consentire la sosta per la conversazione, la lettura, il riposo in mezzo al verde. Gli spazi per il gioco dei ragazzi più grandi saranno sistemati all’interno della medesima trama, senza isolarli dagli altri ma messi un po’ più distanti per consentire anche una maggiore rumorosità dell’uso, pensiamo a piccoli spazi per lo skatebord, piccoli spiazzi con segni per i giochi tradizionali da riproporre, piccoli spazi per il tiro in porta, per l’attività ginnica, con recinti per l’allenamento con piccole bici, ecc. La varietà dei percorsi e degli usi trova la propria sintesi nella piazza, luogo centrale dell’incontro per la socialità ed il commercio sia interno al quartiere che all’agglomerato urbano. La posizione dei percorsi, la loro disposizione ed articolazione, le connessioni possibili individuate ed indotte dal disegno del suolo consente, oltre che una fitta connessione pedonale anche una totale attraversabilità ciclabile. In considerazione della situazione urbana e della separazione con il traffico automobilistico i percorsi dei pedoni e dei ciclisti si possono intersecare senza particolari specializzazioni.
assonometria 2
© Doriano Lucchesini . Pubblicata il 15 Febbraio 2011.
6. SOLUZIONI ARCHITETTONICHE E INDICAZIONI IMPIANTISTICHE PER L’EFFICIENZA ENERGETICA E LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE. Il tema della sostenibilità ambientale è adottato come argomento guida della progettazione e non come verifica posteriore. In questo senso il disegno del quartiere è orientato su principi di sostenibilità che possono essere riassunti: Esposizione solare dei fabbricati Il progetto pensa innanzitutto di ottenere un forte livello di passività del costruito limitando le necessità energetiche. L’orientamento degli alloggi è per la maggior parte verso sud, gli alloggi a monte dei ballatoi sono orientati est ovest. In questo modo l’estensione dei fronti è delle aperture a nord è molto limitata. Il ballatoio infatti costituisce uno spazio di transizione, semiaperto ed in parte protetto dalla variazione climatica. Sistemi di protezione ed oscuramento I materiali da utilizzare per la realizzazione dell’involucro prevedono l’impiego di pareti in laterizio per i tamponamenti e la realizzazione di un cappotto esterno di isolamento e coibentazione. La disposizione del coordinamento dimensionale con il posizionamento del filo esterno dei tamponamenti al filo esterno strutturale consentirà al cappotto di eliminare i ponti termici e dare al fabbricato le massime prestazioni. La copertura è prevista realizzata con sistemi certificati, pensiamo ad un sistema stratificato di accostamento tra lastre in alluminio estruse senza saldature e con connessioni in attraversabili dall’acqua, uno strato di tetto giardino, e parti in pannelli fotovoltaici. Per quanto riguarda la illuminazione naturale la soluzione tipologica prevede di realizzare aperture significative per l’ingresso di aria e luce. Il sistema di oscuramento e protezione solare estiva è previsto con tapparelle esterne a lamelle orientabili.
Riduzione dell’effetto isola di calore Contribuiscono alla riduzione dell’effetto: la scelta di isolare il traffico al margine del quartiere, la disposizione dei fabbricati che consente circolazione dell’aria, la riduzione degli spazi impermeabilizzati al minimo indispensabile e la forte di presenza di trattamento a verde del suolo accompagnata da una significativa alberatura. Controllo dell’albedo La valutazione dell’albedo è fatta in prima battuta con un’indicazione generale di utilizzo di materiali che per le loro caratteristiche di capacità e diffusività termica possono consentire un livello basso emissivo. In particolare occorre valutare in sede di progettazione più avanzata come gli effetti del complesso dei materiali impiegati nei fabbricati e negli spazi esterni, possano incidere sul bilancio energetico dell’ambiente costruito. Di massima il progetto segue l’indicazione di privilegiare l’utilizzo di materiali freddi in quanto contribuiscono alla riduzione della temperatura dell’aria dovuta ai fenomeni di trasferimento di calore. Verde nell’area circostante gli edifici Il disegno del suolo ha una particolare attenzione alla sistemazione di spazi che contengano la maggiore quantità possibile di naturalità, sia in termini di aree sul suolo non pavimentato (giardini, orti, verde condominiale, verde di rispetto, specchi d’acqua) che in termini di diffusione delle aree verdi alberate. Anche nell’area di sosta gli spazi in prosecuzione delle strutture portanti sono trattati con siepi che hanno una estensione dal livello garage sino alla quota del suolo. Bilancio delle terre La scelta della giacitura dei suoli è impostata in modo da ottenere un bilancio zero delle terre. Si prevede infatti di alzare leggermente la quota del livello terra rispetto alla quota della viabilità di margine esistente. Attualmente tra la Via Rasario ed il suolo dei campi dove è previsto l’insediamento c’è un dislivello di circa 70 80 cm. Il progetto si alza di altrettanto in modo tale da non influire significativamente sul superamento del dislivello, e da ottenere un bilancio tra quantità di terreni di scavo e terreni di riporto che si possa compensare senza bisogno di dover ricorrere a compensazioni esterne. Risparmio e riutilizzo dell’acqua Le acque delle coperture sono previste canalizzate e stivate in specchi d’acqua e serbatoi, in modo tale da potere essere riutilizzate, sia per la irrigazione delle aree verdi che per la rete idrica interna. Si prevede un sistema di riciclo delle acque piovane attraverso la suddivisione della rete idrica interna distinguendo tra l’acqua potabile di provenienza dall’acquedotto comunale, da utilizzare solo per i rubinetti, e l’acqua di riutilizzo che servirà per alimentare le cassette wc e la irrigazione del verde pensile condominiale. Riscaldamento e raffrescamento Il progetto pensa di rivolgere lo sviluppo impiantistico verso le migliori tecnologie disponibili. In sede preliminare, si ritiene proponibile un sistema di riscaldamento e raffrescamento a pavimento radiante, alimentato da pompa di calore con geotermia verticale che utilizza l’acqua di falda. Il sistema a pavimento costituisce il maggiore confort abitativo oggi proponibile e la pompa di calore il sistema di maggiore resa energetica. L’impianto potrà essere articolato in unità condominiali a contabilizzazione singola. L’utilizzo di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, sistemati sulle coperture, consente di completare il sistema del soddisfacimento energetico.
7. MATERIALI, TECNOLOGIE E SOLUZIONI PROGETTUALI ADOTTATE PER RIDURRE I COSTI E/O I TEMPI DI REALIZZAZIONE; CARATTERISTICHE PRESTAZIONALI, FACILITA’ DI MANUTENZIONE, GRADEVOLEZZA E RESISTENZA DEI MATERIALI SCELTI. In considerazione della dimensione del quartiere e della importanza dell’intervento, la scelta dei materiali da utilizzare deve tenere conto del loro impatto ambientale non limitato alle economie al momento dell’impiego ma nella estensione dell’intero ciclo di vita. In questo senso è opportuno pensare ad un sistema di controllo che preveda di analizzare, per i diversi materiali impiegati, sia le implicazioni connesse alla loro produzione, che quelle legate al trasporto, alla messa in opera, alla durevolezza e salubrità nell’uso, ai problemi di manutenzione ed allo smaltimento a fine vita. Le metodologie di L.C.A. (Life Cycle Assessment), per quanto in Italia non ancora normate, consentono di attivare un sistema di controllo in grado di valutare, almeno per i materiali più importanti, le opportunità delle scelte estese alla intero ciclo di vita del fabbricato.
Il progetto tiene conto della tipologia dell’intervento e della necessità di contenere i costi di costruzione e manutenzione. Strutture Il sistema proposto, consente una forte ottimizzazione in grado di contenere i costi e sviluppare le tempistiche attuative. Impianti Il cavedio impiantistico ispezionabile, assieme al pavimento sopraelevato consente di intervenire in qualunque momento per riparazioni, integrazioni e manutenzione nel sistema degli scarichi e delle adduzioni, senza dover ricorrere a demolizioni. Copertura ed impermeabilizzazioni la copertura è del tipo a secco, con un maggiore costo di costruzione rispetto a semplici impermeabilizzazioni o lastre, ma una maggiore durata ed affidabilità nel tempo. Involucro esterno La soluzione del cappotto costituisce una scelta tecnologica con forte durabilità e scarsa necessità di manutenzione. Pavimentazioni esterne: saranno del tipo continuo, realizzate con massetti in graniglia, del tipo levocell. Sistemazioni e materiali di arredo: i materiali da impiegare, quali cestini, pannelli, portabiciclette, pali di illuminazione, ecc saranno in acciaio. Le sedute saranno in calcestruzzo/resina e o acciaio, particolarmente robuste, pesanti e saldamente ancorate al suolo. Finiture: la scelta dei materiali di finitura sarà improntata verso la indicazione di materiali “naturali” quali legno, opportunamente trattato e delle essenze adatte all’impiego, acciaio, vetro.
Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma
Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav
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