© Palterer_Medardi_Land. Pubblicata il 16 Febbraio 2011.
La cava è un paesaggio fondato sulla sottrazion mentre l’architettura si costruisce per successive addizioni; l’architettura è la trasfigurazione della pietra, e a Lecce ciò risulta con evidente potenza. La cava a “cielo aperto” imprime una depressione sul territorio, descrivendo in negativo un “recinto”, uno spazio distinto, inizialmente un “artifizio” che, una volta abbandonata l’attività estrattiva, è riguadagnato alla e dalla natura e percepito come un “interno”, il quale si configura metaforicamente come hortus conclusus dai significati nascosti sia dei luoghi di oggi, che di quelli a venire. Il nostro progetto si ispira e si riferisce a questi contenuti come elementi fondantivi, affidandone la ri-scoperta e la meraviglia ai suoi abitanti.
© Palterer_Medardi_Land. Pubblicata il 16 Febbraio 2011.
Il confine del sito, nel nostro progetto, è sviluppato come una “corona” intesa non come un limite ma come il tema di concatenazione tra i “luoghi del progetto”, e tra questi e la città, dove le suggestioni nascono dalla loro stessa memoria, proponendo un continuum tra spazio e funzione.
© Norberto Medardi . Pubblicata il 16 Febbraio 2011.
Il paesaggio del PARCO DELLA MUSICA è teso tra due ambiti complementari per ‘meditare’ l’ascolto: uno all’aperto – l’anfiteatro, e l’altro – l’auditorium.
© Palterer_Medardi_Land. Pubblicata il 16 Febbraio 2011.
L’anfiteatro è realizzato con la sottrazione della roccia, attraverso una virtuale riattivazione dell’escavazione, questa volta “mirata” per estrarre una “cavea”, una cava-anfiteatro e, al contempo, un anfiteatro -museo dell’escavazione, opera che si propone in un confronto serrato ed empatico fra il territorio, la forma e le sue funzioni.
© Palterer_Medardi_Land. Pubblicata il 16 Febbraio 2011.
L’auditorium si erige idealmente con il materiale sottratto dalla cava: imponente, massiccio, aspira all’eterno, all’architettura e alle sue memorie fondanti. Le stratificazioni delle sedimentazioni rocciose e le tracce dell’escavazione della cava si trovano a tessere le facciate esaltando i volumi del complesso e evidenziandone l’articolazione. Il corpo della Sala Grande è posizionata in bilico sull’orlo della cava, e il corpo dei servizi si relaziona con la città, le cui vie lo attraversano. La Sala Piccola si configura invece come una discesa dal foyer verso la cava, e si ferma sollevata dal fondo giusto per consentire l’inserimento del ristorante alla quota del parco. Oltre che dai collegamenti interni il locale ristorante è raggiungibile indipendentemente dall’esterno attraverso una piccola struttura emblematica, archetipo di una casa.
© Palterer_Medardi_Land. Pubblicata il 16 Febbraio 2011.
I caratteri distributivi all’interno della struttura, e in particolare quelli relativi ai collegamenti verticali, sono gerarchizzati, e dislocati in modo da suggerire un orientamento intuitivo dei diversi flussi, distinguendo i percorsi dei fruitori dagli quelli degli operatori. Gli spazi di servizio alle sale sono adiacenti alla Sala Grande, e attraverso un collegamento verticale esclusivo anche la Sala Piccola rimane ben servita.
© Palterer_Medardi_Land. Pubblicata il 16 Febbraio 2011.
Le aree dedicate agli esecutori (musicisti), e quelle per la registrazione (audio-video) sono distinte e separate dalle sale prova, a servizio di entrambe (quest’ultime occupano un doppio volume, e dispongono di un raffinato controllo dell’acustica), scelta che fa parte della decisione di assegnare agli spazi una flessibilità di utilizzo sia nella dislocazione che nel dimensionamento. L’area tecnica audio-video ha un’interfaccia, un presidio avanzato nelle sale oltre che nell’area operativa, permettendo così di acquisire sia le registrazioni che partecipare attivamente alla produzione degli spettacoli. Queste due aree dispongono di ingressi e di collegamenti dedicati e riservati
© Palterer_Medardi_Land. Pubblicata il 16 Febbraio 2011.
La sala grande dell’auditorium è del tipo “_shoe box_” e garantisce una gestione multifunzionale della scena, da una configurazione ampia per una grande orchestra – disponendo un palco di 19×25 metri – a piccoli organici come musica da camera, danze, jazz, rock elettronico, ecc.
© Palterer_Medardi_Land. Pubblicata il 16 Febbraio 2011.
L’area di accesso ‘pubblico ristretto’ per la bibliomediateca è dislocata all’ultimo livello, e per l’educazione musicale ed eventuali istituzioni collaterali a una quota sottostante. La bibliomediateca si trova in una situazione privilegiata, aperta su un “giardino pensile”, mentre la sezione didattica è adiacente all’area tecnica audio-video, così da disporre, eventualmente, la condivisione di alcuni spazi come, ad es. i vari laboratori musicali. L’area amministrativa rimane tergale alla biblioteca nel livello superiore.
© Palterer_Medardi_Land. Pubblicata il 16 Febbraio 2011.
Per chi raggiunge l’auditorium per l’ascolto della musica, si caricherà di emozione già attraversando i frontespitij degli ingressi, sui quali sarà inciso nella pietra leccese, in profondità, la scritta “AUDITORIUM”.
© Palterer_Medardi_Land. Pubblicata il 16 Febbraio 2011.
La complessa spazialità del foyer conduce al ridotto a ridosso della Sala Grande, e là, di sfuggita, si vedrà inquadrato il paesaggio della cava con l’anfiteatro all’aperto, che visto da questa angolazione può far sorgere il dubbio che si tratti di un “refuso archeologico”.- Il brevissimo, ultimo tragitto porterà già nella Sala Grande, uno spazio ricavato dalla ‘sottrazione’ dei volumi, che sembra composto da un’infinità di sfaccettature di ‘pixel’ di legno di noce tridimensionali, amalgamando “l’immagine dei suoni” nell’orecchio del visitatore in un’unica meravigliosa esperienza.
© Palterer_Medardi_Land. Pubblicata il 16 Febbraio 2011.
RI-CAVA NATURA Il progetto del parco delle cave a Lecce prende avvio da un rinnovato approccio di riscoperta e valorizzazione del suolo, topografia del parco, e della cava, parete di pietra leccese, quale quinta e motivo stesso dell’intervento. La nuova morfologia del parco prevede in primo luogo una ritrovata continuità al di sotto della prevista infrastruttura che porta verso la stazione: nasce così l’idea di un grande intervento che unisce il “parco dell’arte e della musica”, da un lato, al “parco della cava”, restituendo alla città un nuovo grande parco di riferimento per la stazione e per il nuovo pezzo di città di futuro sviluppo a sud della ferrovia.
Il nuovo grande parco, luogo della natura ritrovata, prevede la realizzazione di un’arena per spettacoli e di aree eventi, per musica e danza, nell’ambito del parco della musica a continuità dell’auditorium e di una serie di giardini diversificati, che compongono, come in un mosaico, il parco della cava. Un grande percorso pubblico interseca i giardini e i diversi ambiti di sosta che ne costituiscono la continuità rileggendo e dando nuovo valore anche agli spazi esistenti. Il percorso pubblico, in pietra leccese, asse strutturante il parco, ha continuità e permeabilità rispetto al contesto costruito attraverso un sistema di rampe e discese che lo ricollegano verso il nuovo auditorium, verso l’ingresso alla stazione, verso via Lequile, verso via San Cesario, e verso il nuovo sviluppo che di attesterà lungo viale Giuseppe Grassi. L’ambito della corona del parco, alla stessa quota della città, è valorizzata attraverso l’inserimento di strutture, servizi e ambiti alberati che restituiscono continuità visiva e permeabilità dei percorsi di collegamento in tutte le direzioni.
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