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Genova (GE), Italia

Riqualificazione dell'area dell'ex Parco Bombrini

trasformazione delle aree ex ILVA

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PLANIMETRIA

1. descrizione generale ricostruzione di un’identità del “luogo”

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In tutta la Liguria la compressione orografica della fascia costiera ha condizionato la costruzione del pa-esaggio antropico, specie nei casi di condizione-limite, come quella rappresentata a Cornigliano, tra a-ree industriali artificiali e città. Qui si sono scontrate due differenti processi evolutivi contrastanti, spesso ricchi di influenze e reciproche contaminazioni: il processo generato dalla grande industria meccanismo territoriale propulsore per la produzione e quello generato dalla città. Siamo in un luogo di antica permanenza, sul quale si sono avvicendate le alternanze della crescita e delle distruzioni, i cicli dello sviluppo e delle decadenze, ma sono anche luoghi di inesauribile potenza vitale, al di là delle funzioni. Nel corso della loro formazione ed evoluzione, industria e città si sono contrapposte, si sono reciprocamente contese lo spazio di relazione, ne hanno creato addirittura di nuovo sottraendolo al mare, definendo un’area di frontiera instabile, lungo la quale i due insiemi si sono attestati, secondo un confine, di cui gli assi infrastrutturali hanno profondamente determinato e determineranno i margini. Quest’area di frontiera si è difatti progressivamente trasformata in uno spazio infrastrutturale, che assolve alla funzione largamente preponderante di connettere il ponente ed il levante, luogo da attraversare, definito dai sistemi di accesso e di passaggio, neutrali e necessari ad entrambi. Questi caratteri sollecitano dunque una proposta orientata in una prospettiva di più lungo periodo, coerente con la strategia di rigenerazione che la città ha di recente tracciato nel suo piano: antichi spazi recuperati, antiche geometrie insediative, nuove consuetudini e nuove frequentazioni locali ed urbane. L’operazione di riqualificazione urbana o “regeneration” proposta dal concorso comporta, per la sua e-stensione, per i pesi funzionali e per le localizzazioni in gioco, il superamento di ogni logica di interven-to autocentrato o introverso e si colloca propriamente in un più ampio quadro di relazioni fisiche e fun-zionali proiettato alla scala dell’intera circoscrizione. Per certe occasioni, poi, va ad affiancarsi ad altri elementi strutturanti l’intero insediamento urbano genovese. Gli interventi dovranno 1. confrontarsi con un sistema infrastrutturale di collegamenti che produce già ora pesanti condiziona-menti ambientali e cesure e che andrà ulteriormente potenziato; 2. pensare ad una riconfigurazione dei siti a scala paesistica, che sia, prima di tutto per la sua ampiezza, il più significativo risarcimento, in tema di ambiente, per la comunità insediata; 3. generare la formazione di un forte “luogo centrale” attrattivo, integrato, gravitante nell’area compre-sa tra l’ex deposito AMT ed il parco di villa Bombrini (compito precipuo del concorso: area 1); 4. mirare ad una rifondazione della struttura insediativa di Cornigliano, con la finalità complessiva di rimodellarla e di riequilibrarla sul nuovo polo di servizi e sugli snodi delle nuove infrastrutture viarie e ferroviarie alla scala locale: il ridisegno del quadro delle centralità urbane deve appoggiarsi sulla ri-definizione dei sistemi spaziali continui della mobilità e degli spazi aperti; 5. rilanciare un’immagine urbana capace di riaffermare l’identità sociale, politica, culturale ed econo-mica della circoscrizione non solo attraverso il ridisegno urbanistico e la riqualificazione funzionale delle estese aree che vengono riacquisite nel recinto urbano a monte delle macro-infrastrutture per la mobilità, ma anche attraverso il superamento e l’attraversamento di questa barriera, verso gli spazi un tempo conquistati al mare ed ora riconquistati alla città; 6. tutto il territorio va tenuto insieme come accadeva un tempo nella città, in un sistema complesso di relazioni reciproche tra le parti estese ed i punti emergenti, (quelli antichi delle ville storiche e dei tracciati di primo impianto) tra i poli dei servizi urbani di nuova realizzazione ma anche con le impo-nenti strutture del tramontato mondo industriale. Strutture verso le quali, pertanto, sarebbe riduttivo ed in fondo impoverente assumere un atteggiamento di totale ablazione: non disperdere alcuni segni significativi, (segni che appartengono ormai all’identità territoriale di Cornigliano) da considerarsi come permanenze, i lineamenti di una fisionomia ormai radicata nel paesaggio e nella linea di costa genovese per le proprie valenze spaziali, testimoniali e materiche. Da questa complessa idea del “luogo”, si è costruito l’itinerario progettuale, che vuol essere consapevo-le e mai dimentico della giusta collocazione e del valore degli elementi territoriali, non frammenti o ad-dendi, ma componenti integrati, il cui valore supera la somma delle parti, riconducibili cioè ad un’interezza, quella della città e di un suo riconquistato ambito costiero, ancorchè completamente artifi-ciale e completamente da “recuperare”. La ricerca e la costruzione di un’identità del “luogo” innesca infatti l’individuazione delle relazioni spa-ziali e funzionali con altri spazi urbani: di vicinanza o di lontananza, di complementarità o di antagoni-smo, di simmetria o di distonia. Progettare su questa “trama” genera la consequenzialità dei passaggi: • la definizione delle funzioni e dei relativi dimensionamenti deriva dal disegno organico del “luogo”, • poi si generano le forme che più paiono coerenti con la riconfigurazione attuale di questo disegno organico, • infine si mette in coerenza l’idea matrice del progetto, con le tipologie, le fasi, le priorità. Così un nuovo reticolo di collegamenti funzionali e delle corrispondenti connessioni fisiche di percorso (specie pedonali) si innerva nel contesto, oltrepassando i perimetri delle delimitazioni di piano.

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2. l’assetto infrastrutturale

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tav 1

Lo studio della viabilità stradale è stato eseguito traendo indicazioni dal Progetto della “Strada di scor-rimento a mare Vers. A – B”, redatto dalla Regione Liguria – Dipartimento Trasporti, Infrastrutture, Protezione Civile – Servizio Infrastrutture e Porti, insieme a RFI – Rete Ferroviaria Italiana, Direzione Manutenzione – Direzione Compartimentale Infrastruttura Genova – Uffico Tecnico – Unità Armamen-to e Opere Civili, nell’ambito del più ampio Studio del “Nodo Stradale ed Autostradale Genovese. Pur avendo assunto come valide le ipotesi di base di detto progetto, che, peraltro, dall’analisi effettuata e dalle indicazioni ricevute dai Funzionari della Regione, risulta essere l’unico che riesce a coniugare le esigenze dei diversi operatori ed a dare risposte efficaci alle molteplici problematiche, si è comunque inteso operare alcune modifiche, principalmente orientate a dare una risposta più efficace alle tematiche messe in campo dalla proposta presentata. Innanzi tutto si è voluta risolvere il problema della conflittualità che si sarebbe creata nel tratto di strada di scorrimento ove confluivano le rampe in immissione ed in uscita dalle direttrici verso e da Piazza Sa-vio, riorganizzata con schema a rotatoria, e dalla nuova rotatoria prevista in asse a via San Giovanni D’Acri, razionalizzata con posizione dei rami d’ingresso e d’uscita più distanziati. Un elemento, che appare risolutore di molte criticità, sta nella deviazione del binario ferroviario di rac-cordo al district-park, lungo un tracciato posto sul nuovo confine fra le aree interessate dagli interventi e quelle che sono mantenute per l’attività siderurgica. In tal modo il terzo binario sulla linea Cornigliano Sampierdarena, destinato al transito dei convogli merci, che con un “salto di montone” è previsto passi da mare a monte dei due binari di corsa della linea che sarà assegnata, nell’ambito del nuovo assetto ferroviario del nodo di Genova, prevalentemente ad un traffico passeggeri urbano, non è più costretto a mantenersi alla quota di 3,00 m.s.l.m. per poter dare luogo allo scambio di connessione al binario di raccordo, ma potrà guadagnare quota e permettere alle rampe stradali di essere realizzate con una galleria artificiale meno profonda, con grandi vantaggi tecni-ci ed economici. Il binario di raccordo verrà attestato su fascio terminale ubicato nel lato sud dell’area destinata a di-strict-park in modo da occupare la parte soggetta a vincolo aeroportuale più restrittivo, in particolare al piano di transizione laterale che impone ai fabbricati limitate altezze in prossimità della pista. Il fascio di binari terminale potrà anche essere attrezzato con piattaforma logistica attrezzata con l’innovativo si-stema “Metrocargo” che faciliterà le operazione di carico, scarico e smistamento dei containers.

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tav 2

L’inserimento di una grande struttura destinata a posteggio d’interscambio, da realizzarsi in parte dell’area dove oggi è posta l’acciaieria, dà luogo, in posizione ottimale e strategica, alla tanto auspicata infrastruttura indispensabile per un adeguato sistema intermodale di trasporto. - La vicinanza con il casello autostradale degli Erzelli, di cui è in previsione il potenziamento, - la prossimità alla Strada di scorrimento, - la possibilità di creare una facile connessione pedonale con il centro di Cornigliano (in corrisponden-za della rotatoria di via Cornigliano, da cui con sottopassi si può procedere in tutte le direzioni dell’abitato) - la possibilità di creare un’altra facile connessione pedonale con la nuova fermata ferroviaria, renderanno tale posteggio d’interscambio una struttura basilare all’interno dell’intero sistema della mobilità genovese, essendo in grado di ricevere non solo i flussi di traffico provenienti dal ponente ma anche quelli della Val Polcevera. Per questo la struttura dovrà essere di elevata capienza, con una manica funzionale organizzata per rice-vere due corsie di servizio e quattro file di stalli, ma anche pensata flessibilmente per un suo possibile incremento in altezza a fronte di futuri incrementi della domanda e nella prospettiva di piano che sarà posta in essere dal riassetto del nodo urbano di Genova, attraverso il potenziamento infrastrutturale della linea Voltri-Genova, (con il prolungamento lato levante della Bretella di Voltri, con l’allaccio alla linea dei Giovi in prossimità del bivio Polcevera), linea sulla quale saranno avviati tutti i convogli a lunga percorrenza, riservando la linea attuale al solo traffico locale. L’impianto distributivo del parcheggio di interscambio prevede rampe sia al piano campagna che in sot-terraneo risolvendo così le connessioni con tutte le direzioni di accesso e di uscita verso levante e verso ponente. La soluzione morfologica, tutte le volte che è possibile, persegue la sovrapposizione delle car-reggiate stradali, contenendo al massimo l’ingombro delle strutture, l’occupazione dello spazio e con essa gli impatti.

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tav 3

3. le scelte di fondo per l’ambiente. le connessioni territoriali e la morfologia del progetto complessivo.

Tutto il suolo intercluso tra la ferrovia, l’alta via di scorrimento ed il parcheggio di interscambio, per l’intero sviluppo del limite nord dell’area 2 sarà prioritariamente fatto oggetto di una bonifica ambienta-le e successivamente piantumato con essenze di alto fusto per realizzare un bosco, la cui estensione si protende fino al limite settentrionale del district-park. Questo incisivo episodio di rinaturalizzazione ha il duplice intento di costituire efficaci barrierie di protezione ambientale nei confronti delle infrastruttu-re vecchie e nuove e di riproporre simbolicamente ed alla scala estesa del paesaggio, il senso spaziale e l’idea del mare, l’idea cioè di una massa mobile col vento e cangiante nei colori con le stagioni ed il clima, ricreata sulla border-line, dove originariamente, dal castello Raggio fino al Polcevera, si affac-ciava il borgo di Cornigliano. Il ricorso ad una folta vegetazione è tema pervasivo ed unificante anche per il district-park: nel rispetto delle fasce di protezione per la sicurezza aerea del vicino aeroporto, si prevede un regola di impianto per i nuovi insediamenti produttivi, che raccoglie l’eredità delle geometrie parallele alla costa prevalenti nello stabilimento ex-italsider, le conferma in un alternanza di viabilità di accesso (m 10), costruzioni e spazi aperti pertinenziali (m 50) ed ampie fasce boscate (m 15), contribuendo così ad un ulteriore appor-to positivo sotto il profilo della riqualificazione ambientale oltre a conferire qualità insediativa ai nuovi spazi del lavoro.

La roggia Rolla è un collettore che raccoglie le acque di numerosi rivi del versante di ponente della val-le, viaggia per lungo tratto sul greto in riva destra del torrente Polcevera, e, giunto nello stabilimento ex Italsider, lo attraversa prima longitudinalmente, lungo la ferrovia e, dopo, trasversalmente in area che rimarrà alle attività siderurgiche. Il tracciato verrà disturbato dai lavori della nuova strada a scorrimento veloce, pertanto se ne propone la deviazione per convogliarlo nel “canale presa acqua di mare” per alimentarlo con acqua corrente. Tale canale di presa presente nel vecchio stabilimento siderurgico andrà restaurato e tramite il collegamento con la Roggia Rolla ed infine con il Polcevera darà luogo ad una continuità di linea d’acqua che si con-nette con l’isola faunistica [settore L]. Oltre alle valenze di corridoio biotico (canale+bosco) si realizza così una suggestiva ambientazione del mantenimento in sito delle strutture industriali da dismettere della cockeria e delle ciminiere, che si ri-trovano così inseriti nello specchio d’acqua, corto circuito della memoria tra due paesaggi in conflitto, entrambi ormai consegnati al passato: il mare e la sua negazione costituita dagli imponenti apparati del-la fabbrica.

Il grande bosco a monte del district-park svolge prioritariamente un ruolo di polmone verde, puntando a ricostituire, in qualche misura, requisiti di quasi selvaticità per larghe porzioni della sua estensione (mq 210.000). Per tale ragione se ne prevede una fruizione più percettiva che non diretta. Parziali utilizzi potranno pensarsi in termini di piste per jogging o in strutture per l’atletica leggera che, pur mantenendo la propria funzionalità, siano totalmente immerse nel “bosco” e da questo ne siano at-traversate. Alcune percorrenze pedonali sopraelevate da realizzarsi con lunghe travature reticolari in acciaio, mo-dellate morfologicamente sulla tipologia dei passaggi tecnologici industriali, consentono di attraversare il “bosco” da una parte all’altra e di collegare i punti di approdo per la discesa al suolo, che sono previ-sti in corrispondenza di elementi notevoli delle strutture industriali da mantenere, taluna come mera pre-senza nel paesaggio (ad esempio location per il cinema) talaltra da riutilizzare anche per scopi ludici e culturali. L’asse principale di tali percorrenze (che potrebbe essere utilmente attrezzato da people-movie, in ra-gione della sua funzione di collegamento urbano prioritariamente non rivolta al tempo libero) è quello che collega, parallelamente alla linea di costa, il grande parcheggio di interscambio con l’altoforno e di qui con la nuova stazione ferroviaria. Dall’altoforno il percorso prosegue sempre per via aerea verso la cockeria: a metà di tale tratto si incon-tra il collegamento trasversale che ci conduce, superando la strada di scorrimento e la ferrovia, verso il cuore dell’area 1 dove si concentrano le funzioni pubbliche di maggior rilievo [vedi]. Il terminale di questa passerella aerea si conclude in corrispondenza della testa del ponte ferroviario che un tempo, scavalcando via Ansaldo, costituiva insieme un’opera incompiuta ma anche la porta da levante della circoscrizione. Nel progetto viene ricostruita tale porta con un elemento strutturale leggero rivestito in vetro: la spalla del ponte, nel nuovo linguaggio materiale, quello delle trasparenze delle grandi vetrate, ospita i collegamenti verticali, che sbarcano al suolo nei pressi di Piazza Massena. Il tracciato ferrovia-rio dismesso, che viene così raggiunto sia dalla quota del suolo urbano (via Cornigliano) sia dal percor-so alto che mette in relazione tutte le aree oggetto del concorso, potrà essere adeguatamente riqualifica-to, sistemato a verde attrezzato e potrà concludere tale percorrenza alta approdando contro il versante collinare, in corrispondenza di un’area gia destinata dal PUC a servizi pubblici. La saldatura andrà a drenare anche gli abitanti della media fascia collinare, per i quali oggi è davvero molto basso il livello di accessibilità alle polarizzazioni ed ai servizi del centro di Cornigliano. Si ritiene infine che dal punto di vista paesistico la ricostruzione di tale infrastruttura di epoca industriale ancorchè mutila e con un lin-guaggio materico innovato costituisca insieme ad un’adeguata ricostituzione del parco della villa Bom-brini l’azione più significativa per riattribuire connotati identitari all’accesso alla circoscrizione. Un ultimo collegamento pedonale previsto dal bando di concorso collega l’area A con la Fiumara: è previsto in fregio alla ferrovia esistente in quanto tale collocazione consente la più agevole penetrazione nel chiuso e continuo fronte costruito del complesso oltre il Polcevera. In conclusione la fruizione percettiva dell’ambiente risistemato a mare della ferrovia avviene così pre-valentemente per i pedoni non dal basso ma dall’alto (…bordeggiando sopra le onde…): lasciare la li-bertà ai cittadini di vivere questi spazi riconquistati e rinaturalizzati in disattenzione e in tranquillità, si-gnifica affidarsi al potere evocativo di poche architetture industriali dismesse, che, emergendo nella va-sta estensione boschiva, su grandi distanze, agiscono da segni puntuali di riferimento e riconoscimento territoriale delle preesistenze conformando la scena urbana. Riepilogando gli edifici e/o gli impianti che quindi si ritiene di poter mantenere sia per le intrinseche qualità architettoniche, sia per le potenzialità di riuso, sia per le valenze testimoniali di un’epoca indu-striale sono da levante verso ponente:

la cockeria e le ciminiere Elevato valore scenografico Viene inserita nel ridisegno del tratto terminale della riva destra del Polcevera, come elemento co-stitutivo della composizione generale edificio termi-nale della stra-da 22 Elevati valori architettonici Edificio su grandi pilotis a ridosso della ferrovia punto terminale de strada n 22 dell’area siderurgi-ca: se ne propone l’inserimento ed il recupero come punto di approdo intermedio nell’asse di col-legamento che attraversa tutta l’area 1 di progetto altoforno n° 2 Elevato valore scenografico Può essere destinato ad ospitare attività ludiche o di spettacolo o di divertimento che possano es-sere inserite in un contenitore circolare di grande altezza, all’interno del quale potrebbero essere disposte passerelle o soppalchi o piani intermedi, purchè di grande trasparenza in modo da salva-guardare la continuità volumetrica dell’insieme. Officina ripara-zioni Elevato valore architettonico strutturale; buone poten-zialità ad uso produttivo Edificio realizzato prima della guerra (presumibilmente 1936) di grande altezza attrezzato con vie di corsa e carro ponte. ha una struttura in carpenteria metallica di ottima fattura, chiodata a caldo, in buono strato di conservazione, con tamponamenti in mattoni, secondo la tipologia che fu poi e-stesa all’intero complesso siderurgico. L’uso attuale di officina riparazione carpenteria pesante, potrebbe essere ancora mantenuta in quanto il capannone è dotato di grandi aperture che consen-tono l’accesso di pezzi di notevole dimensione che potrebbero arrivare anche via mare. Lo stato di conservazione è buono. Il capannone è già dotato di servizi quali uffici ed impianto di riscaldamen-to a metano Edifici a mare del precedente Elevato valore architettonico strutturale. Edifici in struttura in c.a. rivestito con mattoni a vista, secondo la tipologia di tutto lo stabilimento. Presentano buone relazione spaziali con l’edificio precedente; buone potenzialità ad uso produtti-vo per uffici e laboratori. Spogliatoio generale buone poten-zialità al riuso Trattasi di un edificio su 7 piani, realizzato nel 1973-1974, con struttura in c.a. poggiato su palafitte in acqua, presso il canale sul canale di presa acqua di mare. strutturato con un grande vano cen-trale, scale protette antifumo, ascensori, due per parte, e locali servizi sulle testate, ovviamente con molte docce. Oggi potrebbe essere facilmente adibito ad uffici essendo facilmente adattabile. Serbatoio ac-qua buone poten-zialità al riuso Trattasi di un serbatoioche serviva di riserva di emergenza ma che oggi potrebbe essere mantenu-to per riserva idrica dell’impianto antincendio.

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