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Nonantola (MO), Italia

Sistemazione del Parco della Pace a Nonantola

Paolo Leoni, Alessandro Leoni, Francesco Tabalappi, Ludovica Carla Ferrari, Valerio Loris Bianchi, Daniela Corsini

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Si è ritenuta di fondamentale importanza la creazione di un network di spazi e funzioni pubbliche all’interno del tessuto consolidato. Analizzando attentamente la dislocazione dei principali poli attrattori e delle maggiori funzioni urbane si è venuto a delineare un possibile asse principale di attraversamento nord-sud che, a partire dal Parco della Partecipanza si snoda nel tessuto consolidato fino a raggiungere il parco rurale a sud. Lungo questo asse si ipotizza quindi una spina di mobilità dolce con un percorso pedonale e ciclabile protetto e continuo, che la sezione stradale attuale consente. Lungo il percorso si immaginano anche piccole zone di sosta attrezzate. Continuando con la gerarchizzazione dei percorsi, dall’asse principale si diramano con “effetto pettine” altre connessioni che collegano tutti gli spazi e le funzioni principali della città (la zona pedonale del borgo, Villa Emma, il cinema/teatro, il Palazzo della Partecipanza, la Torre dei Modenesi, …). In particolare sono emersi tre differenti tracciati di attraversamento del tessuto urbano e rurale, ognuno dei quali considera funzioni differenziate ma convergenti: commerciale: mette in relazione gli esercizi commerciali del centro storico con le tre grandi aree da destinare a mercato; storico/turistico: mette in comunicazione Villa Emma con la Pieve di San Michele passando per l’Abbazia e abbracciando il perimetro delle antiche mura; sportivo/naturalistico: collega le principali strutture sportive e il sistema dei parchi cittadini, avente come terminali il Parco Rurale a sud e quello della Partecipanza a nord. L’asse, attrezzato con materia vegetale, vuole ricucire il tessuto edificato con l’ambiente aperto. Lungo il percorso potrebbero essere collocati elementi didattici (indicazioni sul tracciato storico del Torbido, pannelli esplicativi sul paesaggio e una fattoria didattica con la ricollocazione degli animali presenti all’interno del parco).

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La sovrapposizione dei tracciati, in prossimità del Parco della Pace, ha generato l’idea di progetto: un grande asse attrezzato diagonale che concentra e mette in relazione, come fanno i tre percorsi cittadini a scala maggiore, tutte le funzioni e attività presenti nel parco.

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Connessioni e percezione Il Parco della Pace si configura quindi come un elemento di centralità dal punto di vista della collocazione, delle funzioni e delle relazioni. È perciò fondamentale che questa centralità si avverta anche fisicamente. Come prima cosa è stato quindi affrontato il tema della percezione del parco dall’esterno, in particolare dal centro storico. L’accesso privilegiato al parco avviene da via Curiel, si propone di riprogettare l’assetto stradale realizzando un ampio percorso ciclopedonale in continuità con via G.Marconi. Nel parco sono già compresenti più funzioni differenziate per tipologia e per fasce di età (giochi per bambini delle diverse fasce di età, skate park per i ragazzi, tavoli per lo studio, strutture sportive per tutti, orti e bocce per gli anziani, hanno però la limitazione di non essere tra loro connessi. L’asse di connessione plug-in è l’elemento fulcro del progetto che connette le diverse funzioni già esistenti fornendo servizio di attraversamento, sosta e illuminazione. Si figura come una grande infrastruttura al quale si connettono le funzioni. Il lago: dopo una opportuna rimodellazione delle sponde con materiale lapideo e vegetazione igrofila, la recinzione può essere eliminata, e la zona intorno al lago può divenire un luogo per la sosta, il relax, il passeggio, lo studio, i pic-nic. Vengono mantenuti solo gli animali che non necessitano di stare in gabbia. È inoltre prevista la creazione di una passerella poco sopra il pelo dell’acqua per favorire un diverso rapporto con il lago. la vecchia baracchina viene mantenuta solo nella sua struttura in cemento armato e ne viene cambiata la destinazione d’uso: sotto il tendone in pvc si possono allestire rappresentazioni all’aperto (in sinergia anche con il vicino Teatro Troisi) e tenere lezioni all’aperto; oppure aula didattica. Tiro da bocce: l’area gioco viene mantenuta con la sola sistemazione della recinzione pista da pattinaggio: riverniciata la pavimentazione, diviene elemento principale del circuito che può essere percorso anche con i pattini. lo skate park si configura come un’unica piattaforma in lacs con rampe, scalini e salti di quota; a fianco alcune sedute per gli spettatori; zona giochi per bambini vicina alla baracchina, per permettere ai genitori di presidiare i bambini dal bar. orti per gli anziani, vicini al circolo e con funzione anche didattica. la zona pic-nic vicina al lago attrezzata con panche in legno. percorso storico-didattico sulla pavimentazione dell’asse attrezzato. La pavimentazione riporta alcune date fondamentali per la città di Nonantola, a lato del percorso sono installati i totem esplicativi degli avvenimenti storici. il circuito sportivo podistico, ciclabile e per il pattinaggio, dotato di indicazione sulle distanze percorse e di pannelli istruttivi per il percorso salute. La grande tettoia della baracchina, posta sull’inizio del percorso, così come la vecchia baracchina possono fungere da supporto nel caso vengano organizzati eventi o gare sportive. Si è optato per lo spostamento degli animali in gabbia in una fattoria didattica nel vicino parco rurale. Associazioni che si occupano di pet therapy potrebbero periodicamente animare il parco servendosi delle strutture esistenti, come l’area dell’attuale baracchina. Qualità ed inserimento ambientale: Riconnettendosi al parco territoriale ai margini dell’abitato, il complesso si spoglia di alcune delle caratteristiche del parco urbano ad elevata gestione trasformandosi in un organismo in continuità con il paesaggio rurale e di maggiore coerenza ecologica. Il parco viene arricchito della biodiversità presente al di fuori dell’urbanizzato che si riflette nella gestione a “rough” di parte delle aree a prato, del cui tappeto erboso è stato previsto il rinnovo con integrazione di specie erbacee a buona valenza estetica e basso grado di emissione di pollini allergizzanti – il prodotto degli sfalci periodici viene lavorato come fieno in parallelepipedi di ridotte dimensioni che vengo riutilizzati nell’ambito del parco territoriale come landmark o come simpatiche sedute temporanee.

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Si è deciso di realizzare una nuova baracchina, cambiando la destinazione d’uso di quella precedente. Si è infatti ritenuto che la posizione dell’attuale baracchina non fosse utile al nuovo assetto urbanistico. Considerando la baracchina come area di incontro privilegiato, si è deciso di collocarla in posizione strategica, quindi tra l’asse principale di attraversamento della città e l’asse attrezzato del parco. La struttura architettonica della baracchina si sviluppa su un unico livello, rialzato di 30 cm rispetto alla quota del terreno, ed è articolata in tre volumi. La baracchina instaura una forte relazione visiva con il parco: le vetrate a tutta altezza, con angolazioni differenti, offrono ai fruitori visuali eterogenee e da un punto di osservazione leggermente rialzato. All’esterno il rivestimento in lamiera stirata riflette la luce che esce dalle piccole bucature poste a varia altezza sulla parete creando particolari effetti di luce nelle ore serali. L’ingresso è unico, servito da rampa per l’abbattimento delle barriere architettoniche come da normativa. Il tetto si configura come elemento multifunzionale: contiene l’impianto di illuminazione esterna, funge da tettoia per i tavoli all’aperto, supporta i pannelli fotovoltaici e protegge l’edificio dall’irraggiamento estivo. All’interno la baracchina è suddivisa in zona ristoro e lettura, bancone, zona di preparazione cibi, servizi igienici. Sono inoltre presenti scaffalature con libri, che si potrebbero raccogliere negli anni, anche con iniziative come “un cappuccino per un libro”.

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