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Macomer (NU), Italia

tancas serradas a muru

riqualificazione isolato 17 - macomer

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isolato 17

« Tancas serradas a muru – Fattas a s’afferra afferra – Si su chelu fit in terra – L’aiant serradu puru ». M. Murenu, attr.

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vista generale del progetto

Oggi “chi arriva in Sardegna in aereo rimane sorpreso da questa fittissima rete di muretti a secco” scrive Giuseppe Dessì. E chi in Sardegna nasce e vive possiede nella mente e nell’anima l’immagine inconfondibile del paesaggio connotato dall’incessante alternarsi di questi bordi di pietra. Quei muretti, allo stesso tempo simbolo della prevaricazione sabauda, ma comunque – soprattutto con il passare del tempo e il mutare delle condizioni sociali – elementi fortemente connotanti dell’identità locale. È per queste ragioni che è interessante, dunque, a fini progettuali, considerare il muretto a secco – ma più in generale l’elemento del muro lapideo – come una delle basi significanti del progetto per l’isolato 17 di Macomer e della piazza ad esso adiacente. La presenza di questi muri, riletta ed interpretata nelle forme e negli usi, ma ad ogni modo intesa come fortemente connotante gli spazi pubblici di questo piccolo frammento del capoluogo del Marghine, è condizione necessaria per il riconoscimento del nuovo e per l’appropriazione da parte della comunità locale. L’azione progettuale del cingere e contornare spazi pubblici per mezzo di quei muretti che un tempo furono il simbolo della proprietà privata riconsegna in qualche modo giustizia ad un elemento architettonico – nel bene e nel male – protagonista fondamentale del paesaggio sardo.

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genesi progettuale

L’assetto urbano dell’intervento è il risultato di una scelta strategica che ha inteso privilegiare le connessioni tra due porzioni di città situate a quote differenti, mediante il raccordo della viabilità in senso nord – sud. Sono stati prolungati gli assi esistenti che costeggiano la Piazza Caduti sul Lavoro, riconoscendo però alla manica ovest un ruolo urbano e paesaggistico di primaria importanza, enfatizzato con l’amliamento della sezione in corrispondenza dello snodo viario a sud.

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planimetria generale

Se la piazza quindi si configura, secondo la sua vocazione tradizionale, come un ambiente circoscritto e racchiuso dall’edificato (pur permettendone l’attraversamento carrabile controllato), il percorso principale diventa invece un cannocchiale visivo che si apre verso la campagna, valorizzando gli scorci panoramici, grazie alla differenza di quota. Di più, diventa esso stesso un pezzo di paesaggio rurale locale, articolato in rampe, stanze verdi e terrazzamenti con muri posati a secco.

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le tipologie abitative

Il superamento del dislivello, consentendone una agevole percorribilità, scandita da punti di sosta in piano, diventa quindi un’occasione per la creazionedi di una vera e propria “promenade paysagere” di spazi pubblici che reinterpretano la sistemazione del territorio agricolo in chiave urbana. In questo senso il sistema dei recinti fondiari rurali realizzati con muretti a secco non ha più solo la funzione dichiusura (tancas serradas a muru, direbbe il poeta macomerese Melchiorre Murenu), ma diventano riferimenti alla cultura materiale del luogo e strumenti di organizzazione in senso funzionale e percettivo dello spazio.

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le tipologie abitative

Il dislivello viene considerato materiale di partenza del progetto, sia come elemento da superare per realizzare le connessioni tra due parti dell’edificato cittadino situate a quote differenti, ma anche come occasione per creare una sequenza di spazi urbani e naturali vivaci ed articolati, sfruttandone la pendenza e l’apertura panoramica.

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sezioni generali

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sezione sulle stanze verdi

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prospetto dalla piazza

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isolato 17

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la nuova piazza

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