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Milano (MI), Italia

Tiziano, 32 Headquarters

Ristrutturazione edificio Generali, Milano
Park Associati, Zucchi & Partners

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Questo edificio per il terziario risale alla fine degli anni Cinquanta, quando nell’area della storica Fiera di Milano, zona residenziale borghese per eccellenza, sviluppatasi per lotti regolari a partire dal dopoguerra con edifici realizzati dai più importanti professionisti dell’epoca, si decise di inserire alcuni, rari, offices-building. Le Generali, in particolare, pensarono ad un headquarter, progettato dall’arch. Cesare Donini, che comprendesse la doppia funzione di uffici e residenza per i suoi impiegati. Così il corpo su via Tiziano, quello su cui Park Associati e Zucchi & Partners sono stati chiamati ad intervenire per una rifunzionalizzazione e riqualificazione delle parti ‘comuni’, caratterizzato dalla verticalità dei suoi 7 piani, da una possente pensilina metallica e da un sottile giardino cintato, non era che l’elemento di testa di un insieme composto per episodi e ricondotto ad unità attraverso un giardino semi-interno. Per il nuovo progetto, rivolto esclusivamente al corpo alto per il terziario e, nello specifico, alla riqualificazione delle parti comuni di questo, è stato necessario intervenire con il recupero dell’area del seminterrato. Qui è stato spostato l’ingresso all’edificio, raggiungibile attraverso una leggera rampa a gradoni, in maniera da poter ridistribuire in modo adeguato alcune superfici precedentemente inutilizzate e, al tempo stesso, conferire una nuova immagine all’intero stabile attraverso un linguaggio contemporaneo ma rispettoso dell’innegabile qualità del luogo. Questa soluzione ha previsto, a partire dall’esterno, la costruzione di una nuova pensilina d’ingresso in cemento, acciaio e vetro, interamente rivestita da una pelle di pannelli composti da fogli di alluminio e di lamiera stirata, in modo tale da intervallare gli elementi ciechi e luminosi che avvolgono la totalità delle superfici verticali e orizzontali della nuova struttura. Quasi un ‘accento’, un segno visibile e forte verso strada, a segnare la presenza del nuovo intervento, ma anche e soprattutto, un elemento che conduce il visitatore verso il cuore dell’edificio, il nuovo livello d’accesso seminterrato, con la hall disegnata ad hoc. In questo ambiente domina una parete impressa da una macro-grafica floreale a fare da sfondo al desk mentre alcune vetrate in color giallo acido, riprendendo il colore leit motiv del nuovo progetto, diventano quinte per gli spazi d’attesa. In un tale contesto anche il rapporto con il giardino che circonda l’edificio si è fatto più intenso: se la pensilina sembra aprirsi all’improvviso, come un movimento tellurico ma composto nel verde piatto del prato, è soprattutto nel ridisegno della recinzione del lotto che il nuovo progetto ha guardato. Pilastri metallici mantengono lo stesso ritmo delle campate del palazzo, ma tra l’uno e l’altro sono state poste ancora lastre di vetro trasparenti per creare un limite che non separi dalla città, un recinto sospeso, quasi volante. Il tema del colore è, inoltre, uno degli elementi del progetto e si propone infatti da subito, all’esterno, nell’ampio riquadro preesistente dell’ex-sala riunioni, trasformata ora nella reception di uno dei settori ad uffici, in cui sono stati inseriti i vetri in giallo acido. Questo grande schermo aggettante sulla città del nuovo intervento va a sottolineare, anche grazie alla sua colorazione e alla sua assialità rispetto alla pensilina, la presenza del nuovo ingresso, ripiegato e inclinato. Nel risvolto interno al passaggio coperto, sono invece dei sottili tagli luminosi ad accompagnare il visitatore così come si diceva, nelle quinte all’interno della hall. Da un punto di vista programmatico l’arrivo nel nuovo spazio di distribuzione è senz’altro più funzionale rispetto alla situazione originaria, con l’ingresso più vicino ai sistemi di risalita, agli ascensori e al bello scalone principale, consentendo così il recupero complessivo del piano terreno, ora destinato totalmente ad uffici. Un’attenzione particolare è stata rivolta ai materiali sia nella prospettiva di resistenza sia di effetto e suggestione. Per accentuare un senso di continuità tra esterno ed interno si è infatti scelto di utilizzare per tutta la pavimentazione la pietra Matraia, mentre per rendere ancora più avvolgente l’arrivo nella hall sotterranea e poi la distribuzione nei piani ad uffici si è scelta ancora una pietra, una pelle continua di Stone-rain. L’intervento si completa oltre che per una revisione complessiva di tutti i piani a livello impiantistico e distributivo con il recupero dell’ultimo livello del palazzo, l’attico, destinato ad essere occupato da nuovi spazi per il lavoro con un taglio diversificato rispetto ai piani intermedi, avendo slittato la superficie recuperata all’originale ingresso e con la realizzazione di una nuova copertura per l’intero edificio che si presenta con un forte sbalzo rispetto al suo originario perimetro. Infine il rifacimento complessivo dei fronti, sottolineati ora da sottili ali continue verticali in fogli di alluminio microforati, è teso ad accentuare la tridimensionalità delle facciate, in un gioco di chiari e di scuri variabile a seconda dell’insolazione.

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