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FERRARA (FE), Italia

Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara

Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna
Enrico Maria Ferrari, CONTEC INGEGNERIA, Angelo Micheli, MONS. PIERFRANCESCO FUMAGALLI, FILIPPO BELVIGLIERI, PLANEX, CHRISTIAN CAMPANELLA

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"Albero delle vite", autore Angelo Micheli

Il progetto del nuovo Museo Nazionale dell’Ebraismo e della SHOAH di Ferrara ci ha offerto l’occasione per impostare un percorso espositivo libero dai vincoli di una collezione di opere, essendone la nascente istituzione totalmente priva. Il fondo al quale abbiamo attinto il sapere e le informazioni fondamentali, per strutturare un significativo ed eloquente percorso espositivo, è stato quello dei valori essenziali dell’Ebraismo Italiano. La presenza ininterrotta, per oltre due millenni, degli Ebrei in Italia, è colta nella sua forte identità, nella sua integrazione con la società e la cultura italiana, nella tragedia dello sterminio nella SHOAH (1938-1945).

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IL SISTEMA

Il progetto scientifico e quello teorico-espositivo si è confrontato con l’analisi attenta e approfondita del sito messo a disposizione per il complesso museale. L’approccio seguito nella definizione ed organizzazione degli spazi e dei percorsi è stato quello di individuare in tre fasi salienti la visita del complesso museale. Percorrendo l’area da sud ( da via Rampari di San Paolo) verso nord, il visitatore troverà un senso nella direzione da seguire, un’idea conduttrice che permetta di orientarsi senza eccessive dispersioni, in una materia tanto complessa. Il progetto non vuole per questo codificare la storia religiosa, artistica, scientifica e sociale degli Ebrei Italiani attraverso percorsi già sperimentati e stereotipati.

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PERCORSI

Il nostro punto di partenza è l’ipotesi secondo la quale gli individui che hanno popolato le molteplici comunità avevano provenienze variegate, armonie particolari, attitudini individuali, che sfociarono in un sistema di forme e di organizzazioni differenziate, che potremmo definire come una “varietà nell’unità”.

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STRUTTURE

Articolazioni funzionali del MEIS. Accoglienza. L’ingresso è previsto da via Rampari di San Paolo. L’accoglienza serve a creare tutte le condizioni sul piano sociale, intellettuale e materiale per permettere al pubblico di fare una visita confortevole, gradevole e istruttiva. L’accoglienza e la relazione con l’ambiente esterno, nel duplice aspetto naturale e culturale, viene sottolineata in molteplici modi.

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MODELLO MEIS

Superato il breve tratto che divide la via Rampari dalla preliminare cinta muraria si potrà accedere, tramite l’attuale grande apertura, che verrà sostituita con due grandi portali in vetro trasparente (soglia trasparente), al primo momento introduttivo della visita del complesso museale MEIS. Prima di varcare la soglia d’ingresso i visitatori avranno avuto modo di osservare all’esterno un’imponente scultura in legno che è collocata nell’area verde antistante il perimetro costruito. La scultura, simbolo d’ingresso da non confondere con il simbolo del museo di cui parleremo innanzi, è il punto di partenza, è un dettaglio preciso, è manifestazione stessa di quell’idea conduttrice del nostro progetto. L’opera d’arte interpreta plasticamente le sembianze di un albero d’ulivo, nel quale è possibile leggere anche la geometria di un candeliere di Hanukkà. L’opera è realizzata partendo da un semplice assemblaggio di un elemento geometrico, un asse di legno rettangolare, che si ripete quasi all’infinito.

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INTERNO

L’Edifico C. Al piano terra, al centro dell’atrio una doppia scala consente di raggiungere il piano rialzato dell’Edificio C e di immettersi nello spazio che è caratterizzato da un vano a doppia altezza sul quale si affacciano una serie di piccoli ambienti. Il piano terreno sarà destinato ad ospitare quello che abbiamo definito il MUSEO DEI MUSEI, un luogo nel quale rappresentare virtualmente i principali Musei Ebraici italiani e stranieri, le principali Collezioni italiane e straniere. Il grande corridoio centrale permetterà di percepire visivamente, tramite appositi stendardi, la presenza in ogni stanza di postazioni video e multimediali dedicate alle differenti istituzioni menzionate.

Tav

PLANIMETRIE

Il nuovo edificio. Verificata l’inadeguatezza degli spazi offerti dall’Edificio B, per ospitare il percorso museale di progetto, si è deciso di sostituirlo con un nuovo edificio rispondente alle caratteristiche che deve avere il MEIS. La nuova struttura architettonica si colloca assialmente rispetto all’Edificio C, è arretrata di 7 metri rispetto alla facciata nord del corpo C, si sviluppa su un piano terra, quattro piani fuori terra, una terrazza giardino e un piano interrato. Il nuovo edificio permette di collegare altimetricamente i tre piani del corpo C, che precedentemente erano disassati, con evidente vantaggio per la fruizione e la gestione del sistema.

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FRONTI

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RENDERING

Leco

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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