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© Antonio Santoro . Pubblicata il 15 Marzo 2011.
RELAZIONE DESCRITTIVA
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© Antonio Santoro . Pubblicata il 15 Marzo 2011.
Da tempi ormai remoti, l’uomo cerca l’antropizzazione del territorio luogo del suo vivere giornaliero, strappando porzioni “verdi” al paesaggio naturale. Questa tendenza, insita nella natura umana, negli ultimi quarant’anni ha subito una forte accelerazione in Italia, rendendo gran parte del territorio Nazionale un insieme di costruito. L’appropriazione di porzioni di paesaggio non consiste solo nel far diventare artificiale ciò che per sua origine è naturale, ma anche nel rendere produttive aree con caratteristiche intrinseche utili alla produzione di beni primari. Il comune di Bernareggio, fortunatamente, ha dato più spazio a questa seconda tipologia di uso del territorio, concentrando l’abitato cittadino in una porzione ben definita e alternando, al suo esterno, zone lasciate libere di vegetare spontaneamente, a zone destinate alla coltivazione. Il progetto cerca simbolicamente e concretamente allo stesso tempo, di invertire tra di loro istinto umano e preesistenza naturale. Così la natura cerca di riappropriarsi di zone che in origine le appartenevano, e lo fa portando fino al fulcro della città (il centro storico), la trama, i colori, i simboli vegetativi che rappresentano il contesto in cui essa si è insediata. Questo avviene attraverso passaggi graduali dall’esterno (ex campo di calcio) verso l’interno (piazza della Repubblica) in un climax crescente. Il verde della vegetazione preesistente impatta fortemente sull’area adibita a campo di calcio, creando un movimento verticale tipico delle zolle terrestri; da questo ne scaturisce un parco caratterizzato da vegetazione tipica del luogo, che si sviluppa su altezze differenti, formando tre zone coperte che assumono tre funzioni specifiche: parcheggio, zona mercato settimanale ed eventi, zona espositiva per mostre temporanee o permanenti. Il tutto è caratterizzato da una vegetazione ricca, che rende il più possibile invisibile l’artificiale e che si alterna tra il verde dei prati e dei rampicanti, e i colori degli specchi d’acqua e delle piante tipiche della zona. La copertura del parcheggio assume a sua volta la funzione di “parco nel parco” che permette di avere, con la sua distesa di prato e l’ombra dei suoi alberi, un’area destinata al relax e un punto di vista diverso da quello stradale sia sul parco stesso che su parte della città. Al di sotto di esso si sviluppa un’area parcheggio contenente 84 posti auto con accesso carrabile diretto dalla via Pertini. In tal modo si “svuota” il centro storico dalla presenza permanente delle auto, destinandogli un’area unica che consenta l’ulteriore allontanamento ed isolamento dei mezzi anche dall’ambiente vegetale progettato. Da questa zona ha avvio l’elemento di interazione e contaminazione con il cuore della città, emblema rappresentativo del progetto: un percorso in tartan giallo. Questo materiale rappresenta la traduzione artificiale delle trame naturali dei campi circostanti, e si propone come voluto contrasto alla materia vegetativa della quale però ne riporta il colore, caratteristica estrinseca delle aree agricole facenti parte del contesto. Il tartan comunemente utilizzato negli impianti sportivi, adattato al centro urbano, sfoggia la sua migliore peculiarità, ovvero la capacità di ammortizzare, che si traduce in un quanto mai agevole e comodo camminamento, pregio di cui i fruitori tutti possono godere. Questo percorso che prende gradualmente avvio dal parcheggio interagendo in modo non lineare e permettendo dei tagli ottici differenti, dà modo di apprezzare tutti gli elementi funzionali e non, presenti all’interno del parco dando vita ad un impatto emozionale che può variare di passeggiata in passeggiata. La varietà offerta dall’area parco, si concretizza in due zone, la prima riservata all’allestimento del mercato settimanale ed eventi temporanei, la seconda destinata ad allestimenti e mostre permanenti. Queste due aree si vogliono proporre come una sorpresa, poiché rifugiate al di sotto di un manto vegetativo continuo, interrotto solo in piccole parti che obbligano il visitatore a posare la sua vista su ogni elemento costitutivo di questo polmone verde. In tal modo si hanno, anche dal punto di vista funzionale, due zone di utilizzo continuo non soggetto alle condizioni atmosferiche che in questa porzione di territorio assumono caratteristiche di limite per questo tipo di attività all’aperto. Il nostro percorso rappresentativo continua e prende maggiore consistenza al di fuori del parco su una nuova strada opposta alla via Garibaldi, creata quale prolungamento della via Montello che consente una migliore distribuzione del traffico veicolare. Qui tuttavia ad aprirsi non è esclusivamente un percorso carrabile, ma soprattutto una nuova via di comunicazione pedonale che introduce in maniera più lineare al centro storico. Il tartan impatta fortemente in esso, creando un contrasto forte ma allo stesso tempo omogeneo con l’abitato, e distribuendosi morbidamente attraverso le sue vie. Nasce così una nuova concezione di percorso, che permette una fruizione pedonale, ciclabile e limitatamente veicolare del centro stesso. L’area compresa tra la via Mazzini e la via Kennedy,attualmente utilizzata come parcheggio, diviene un’area di sosta con sedute e vasche vegetative lineari che accolgono un ricco giardino aromatico composto da piante di timo, lavanda, salvia, rosmarino e arbusti di alloro. Il dislivello presente, notevole barriera architettonica, viene risolto attraverso un sistema di superfici degradanti con pendenza massima del 5,8%, che fa della piazza un luogo accessibile a tutti. Le geometrie nette, sono rese ancor più chiare attraverso il sistema di illuminazione incastonato in esse. L’area compresa tra via Mazzini e via Montello e comunicante con piazza della Repubblica, si mostra come una eco del parco, accogliendo un sistema di fitti alberi che esplicita il liet motiv dell’area definita piazza dell’ombra. Piazza della Repubblica accoglie un nuovo e rivisitato spazio pubblico che diviene un salotto all’aperto, inno rispettivamente al sole (piazza del sole) e all’acqua (piazza dell’acqua). La prima offre delle sedute collocate nel luogo in cui vi è la miglior esposizione solare; la seconda è un altrettanto luogo di sosta arricchito da specchi d’acqua. La definizione tematica delle piazze rende ancor più particolare e caratterizzante tutto il centro storico sia agli occhi dei residenti che dei visitatori che troveranno elementi interpretativi diversi in ognuno dei nuovi spazi pubblici progettati. La “messa in rete” delle piazze è elemento di forte caratterizzazione di tutto il progetto che attraverso un materiale innovativo e allo stesso tempo ecologico, poiché proveniente dal riciclo dei pneumatici, mette in risalto la connessione già esistente ma non evidenziata. Il tutto permette anche la soluzione ad un’altra criticità presente, la forte impermeabilizzazione dovuta al materiale componente il manto stradale. La nuova soluzione invece, è pensata con una notevole permeabilità, data dalla micro perforazione del tartan e l’inserimento al di sotto di esso di vasche di accumulazione e defluizione delle acque. In conclusione, la sintesi e vocazione dell’intero progetto è la comunicazione tra il genius loci ancora vivo nei campi circostanti il centro urbano e il centro urbano stesso, attraverso nuove forme di espressione che nonostante l’aspetto estetico di forte impatto non scende a compromessi né rinuncia a nessuna qualità funzionale né tantomeno a caratteristiche intrinseche dell’area d’intervento.
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© Antonio Santoro . Pubblicata il 15 Marzo 2011.
arch.antoniosantoro_PLANIMETRIA PIAZZA
© Antonio Santoro . Pubblicata il 15 Marzo 2011.
arch.antoniosantoro_PIAZZA REBUBBLICA
© Antonio Santoro . Pubblicata il 15 Marzo 2011.
arch.antoniosantoro_INGRESSO CENTRO STORICO
© Antonio Santoro . Pubblicata il 15 Marzo 2011.
arch.antoniosantoro_IDEOGRAMMI
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© Antonio Santoro . Pubblicata il 15 Marzo 2011.
arch.antoniosantoro_PLANIMETRIA PARCO
© Antonio Santoro . Pubblicata il 15 Marzo 2011.
arch.antoniosantoro_SEZIONE PARCO
© Antonio Santoro . Pubblicata il 15 Marzo 2011.
arch.antoniosantoro_PARCO 2
© Antonio Santoro . Pubblicata il 15 Marzo 2011.
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