© ES arch enricoscaramelliniarchitetto . Published on March 16, 2011.
1/ Grosio e il nuovo progetto urbano L’ingresso al centro storico di Grosio Valtellina è segnato dalla grande chiesa controriformista di San Giuseppe. La presenza di alcune emergenze urbane e monumentali non riesce però a costituire un sistema. La chiesa e il suo sagrato è separata dal paese e dal giardino da via Milano. Il palazzo Visconti Venosta con il suo parco trova difficoltà a dialogare con l’area abitata immediatamente a sud e il giardino pubblico è isolato ai margini dell’abitato in prossimità della tangenziale che lambisce il paese verso il fiume. Il bando di concorso, interpretato come un progetto d’area, è l’occasione per connettere all’interno di un disegno unitario le parti del paese. Un centro ricreativo capace di esprimere le istanze civili, religiose e offrire alla cittadinanza ampi spazi per il tempo libero.
Planimetria generale
© ES arch enricoscaramelliniarchitetto . Published on March 16, 2011.
Nuova centralità In questa logica è prioritario riconoscere e valorizzare l’ingresso del paese. La chiesa e il sagrato, la piazza giardino, il nuovo campo sportivo e gli spazi aperti sono integrati in un disegno unitario che configura una nuova centralità. Le connessioni con il nucleo più antico del paese, attraverso la via Adda e il viale alberato del parco pubblico, il collegamento tra il sagrato e il nuovo edificio, e la stessa area antistante la chiesa, trasformata da strada parcheggio in spazio urbano pedonale e alberato ridisegnano l’intera configurazione dell’area. Il progetto si articola in alcuni interventi importanti (il nuovo edificio della palestra e sala conferenze), un progetto di piazza (antistante alla chiesa) e sistemazioni di spazio aperto estese a tutta l’area, anche se di costo limitato.
vista piazza_giardino
© ES arch enricoscaramelliniarchitetto . Published on March 16, 2011.
L’ambizione è trasformare l’intera area, fino all’abitato del nucleo più antico, in un grande spazio per il tempo libero che sappia includere gli episodi di qualità urbana ora separati, vale a dire il sagrato, il giardino “all’italiana”, il parco pubblico e l’adiacente villa Visconti Venosta. Attraverso la costruzione di grandi spazi per i pedoni e per la sosta il progetto vuole dichiarare l’inversione di tendenza di uno sviluppo infrastrutturale che ha affrontato le esigenze del traffico sorte negli anni senza attenzione per i valori identitari dei luoghi e, spesso, senza neanche eccessiva lungimiranza riguardo alla coerenza delle scelte.
schema1 viabilità e accessi
© ES arch enricoscaramelliniarchitetto . Published on March 16, 2011.
La piazza giardino Da questo punto di vista la prima scelta è la trasformazione della strada antistante la chiesa in un ampio spazio aperto che include il giardino “all’italiana” e il sagrato, spostando il traffico ai margini dell’area, verso l’area del mercato e il nuovo campo sportivo. Una semplice operazione che anticipando di pochi metri il rallentamento imposto comunque al traffico dalle strettoie del centro storico permette di recuperare ad usi civici un’area importante e contemporaneamente restituisce alla monumentale chiesa controriformista un’area di rispetto appropriata. Il giardino “all’italiana”, conservato quasi totalmente nelle modifiche di tracciato stradale, definisce il lato ovest della piazza. In mezzo alla piazza alcune betulle interrompono la pavimentazione in ciottoli con aiuole circolari.
schema2 sistemi urbani
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Attraverso i filari Nella lettura delle strade che attualmente servono la circolazione del paese emergono alcuni segni ora poco evidenti ma di grande utilità. Il viale di bossi che dal fianco della chiesa, ai piedi del campanile,collega il sagrato con l’accesso sul parco della villa Visconti Venosta e il viale alberato, al confine tra la villa e il parco pubblico che conduce alla via Adda e al nucleo antico del paese. Attraverso alcuni piccoli interventi di ridisegno o di valorizzazione i due viali diventano assi portanti della circolazione pedonale, il primo in senso trasversale alla valle, dalla chiesa al campo sportivo e al fiume, il secondo parallelo al fiume, dal centro antico al nuovo campo sportivo.
pianta piano terra_edificio polifunzionale
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Strade: orientare i flussi I flussi delle automobili sono orientati sulla nuova strada che collega via Milano e Via Valeriana, sul margine sud dell’area. Il quadrante già occupato dal nuovo parcheggio del cimitero, periodicamente usato come mercato, è consolidato nella sua vocazione carrabile. In sostanza il progetto individua sul lato nord dell’area la zona degli accessi pedonali diretti dal sagrato, dai parchi e dal centro storico e concentra sul lato sud i veicoli, i parcheggi e le aree pavimentate di accesso, possibili risorse per manifestazioni espositive, commerciali e fieristiche. Gli strumenti che permettono la realizzazione di questo obiettivo sono il rafforzamento della strada che costeggia il cimitero, raccordata tramite uno svincolo all’asse principale di Via Milano e prolungata fino alla periferica via Valeriana. Contemporaneamenteviene declassato l’asse di via Volta, ridotto, nel primo tratto, a strada pedonale accessibile per ai soli residenti, e nel secondo tratto, adiacente al centro sportivo, in parco e rampa verde.
prospetto interno_ edificio polifunzionale
© ES arch enricoscaramelliniarchitetto . Published on March 16, 2011.
Quote: riconnettere il parco Il nuovo edificio, che ospita nei due corpi la palestra e la sala conferenze, è la cerniera di tutto il sistemadegli spazi aperti che connettono il nucleo antico alla piazza della chiesa e al cimitero. L’area suggerita dal bando per l’intervento, e confermata dalla nostra scelta, è quella occupata attualmente dall’edificio ex enel. L’area si presenta oggi come uno scavo delimitato da muri di contenimento. La modifica di progetto della quota di campagna, pari alle quote circostanti, permette di unire gli spazi antistanti lanuova palestra con il parco pubblico a nord. In pratica il buco del piazzale dell’edificio dismesso viene riempito dalla nuova quota, più alta, della palestra, e scavato di solo 1,5 mt per l’inserimento dei parcheggi, in questo modo direttamente accessibili da Via Valeriana.Gli scavi necessari per la realizzazione del nuovo edificio sono ridotti al minimo, utilizzando di fatto lasede ribassata dell’edificio dimesso come scavo. La ricostruzione della quota di campagna permette quindi di connettere l’ampio spazio verde del parco all’accesso del nuovo complesso, alla piazza antistante e al parcheggio di fronte al cimitero.In questo modo diventa possibile articolare un sistema di spazi aperti adatte al mercato settimanalecome all’evento o alla manifestazione fieristica.
prospetto lato strada_ edificio polifunzionale
© ES arch enricoscaramelliniarchitetto . Published on March 16, 2011.
Paesaggio: il nuovo edificio Il nuovo complesso è una superficie su cui convergono i flussi di persone che si muovono nel grande parco ricreativo e contemporaneamente è un meccanismo che distribuisce ai diversi livelli le funzioni (parcheggio, palestra, tribune e sala conferenze). Gli accessi alle diverse quote permettono di usare il naturale dislivello del terreno come risorsa distributiva. A questa matrice prioritaria di aderenza topografica si affiancano alcune istanze simboliche. Il complesso si affaccia sulla valle con una terrazza ricavata dal dislivello del terreno rispetto a via Valeriana. Lo sviluppo lineare persegue l’inserimento nel progetto del parco e degli spazi aperti disegnati. Il fronte Ovest, verso il fiume, è pensato come un vero landmark, un lungo segno lineare capace di rivelare il nuovo centro civico anche alla vista veloce delle automobili in transito sulla tangenziale e sulla statale dello Stelvio. Graffiti ripresi dal parco delle incisioni rupestri di Grosio decorano come segni ironici e fuori scala la facciata “stradale” e costituiscono un elemento di identità per gli abitanti.
vista modello
© ES arch enricoscaramelliniarchitetto . Published on March 16, 2011.
vista modello
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