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Grosio (SO), Italia

Valorizzazione della piazza e dell'area ex Enel. Grosio

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L’abitato di Grosio, posto sulla riva destra del fiume Adda, si caratterizza per la conformazione densa del suo nucleo storico. Ai suoi margini la seicentesca parrocchiale di San Giuseppe con il Palazzo Visconti Venosta disegna i limiti del borgo originario. Emergenze civili e religiose punteggiano il margine, appoggiate sul tappeto verde del rilevato morenico, raccolgono i percorsi di accesso al paese dal fondo valle. L’area di concorso, racchiusa tra i due pendii della valle si conforma e caratterizza proprio per la presenza di questo terreno piano, a quota costante (+650 slm) da sempre limite alle piene del fiume. Un terrain vague indicato già nelle mappe teresiane, premessa e riferimento di una approfondita rilettura contestuale dell’area. La nostra proposta sottolinea i caratteri latenti dell’area, un progetto per il margine del paese diventa una ricerca di logica urbana. Il valore del tappeto verde, del piano di appoggio del paese, del limite esterno alla cerchia storica conforma le scelte dell’impianto morfologico. Lavorare su questo margine, la possibilità di tracciare linee guida di relazione tra le emergenze architettoniche è il soggetto di progetto. Una relazione che poggia le proprie radici sul terreno verde al limite delle coltivazioni della vite. La chiesa, il palazzo Visconti Venosta, il nuovo edificio polifunzionale sono i tre elementi architettonici, in stretta relazione tra loro. Una trilaterazione appoggiata su un prato, verde. La valorizzazione degli elementi non si limita alle emergenze di valore storico testimoniale ma rimette in gioco anche elementi spuri, sparsi, apparentemente contrari all’ordine urbano. Il nuovo volume dell’edificio polifunzionale si aggancia al disgregato edificato più recente su via Volta ottenendo nell’insieme, un nuovo elemento urbano del sistema. Il risultato è la definizione di un più chiaro sistema urbano arricchito dal nuovo disegno del verde esistente dove ciascuna delle funzioni pubbliche gode di un suo specifico ambito aperto. La chiesa con il suo sagrato duro, grigio di pietra; Palazzo Venosta ed il suo parco definito dai filari di alberi esistenti; il nuovo edificio con la sala conferenze / esposizioni che incrocia le viste sul parco di Palazzo Venosta; da ultima la sala sportiva che spazia verso valle con il suo verde ambito a prato. Un insieme arricchito da percorsi pedonali nel verde. All’interno di tale rinnovato ordine urbano, via Volta si trasforma in nuova promenade architettonica tra la Chiesa e la sala polivalente. Un percorso pedonale attraverso il parco, di lenta connessione. La strada con l’inserimento di una nuova pavimentazione per il percorso pedonale non è più un taglio violento e rumoroso, ma diviene tranquillo e morbido cammino sulla giacitura verde del riscoperto tappeto.

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Il nuovo edificio viene posto a completamento dei volumi residenziali esistenti. Una scelta che assicura il minor consumo di suolo possibile, e la massima lettura unitaria del verde del nuovo parco pubblico. L’area ex Enel godrà con questa scelta di un nuovo respiro diventando elemento di completamento del verde di Palazzo Venosta. Si forma così un unitario spazio verde a raccordo delle funzioni pubbliche evidenziate. La demolizione dell’esistente edificio, ed il conseguente riempimento con terreno di riporto dallo scavo del nuovo edificio polivalente, permetterà di recuperare la originaria conformazione orografica del terreno così come testimonia la mappa teresiana.

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