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Ancona (AN), Italia

RIQUALIFICAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLA DIRETTRICE URBANA CHE VA DAL PORTO AL PASSETTO - ANCONA

Museo dell'orizzonte

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CONCEPT

COMUNE DI ANCONA CONCORSO DI IDEE PER LA RIQUALIFICAZIONE E LA VALORIZZAZIONE DELLA DIRETTRICE URBANA CHE VA DAL PORTO AL PASSETTO

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Planovolumetrico Concept

Relazione tecnico-illustrativa

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Piazza della Repubblica

Le ragioni delle scelte progettuali proposte in relazione agli obiettivi previsti del bando Le proposte dovranno individuare dei percorsi tematici differenziati e approfondire le sistemazioni dei principali eventi spaziali e urbani che si snodano lungo la direttrice. L’oggetto del presente concorso è la riqualificazione della direttrice urbana che va dal Porto fino al Passetto, centrata sulla identità dello spazio pubblico come bene collettivo fruibile e come fattore principale di connessione tra la città storica e quella del primo novecento. Lungo questa direttrice urbana, che caratterizza morfologicamente Ancona, si susseguono una serie di luoghi dove si svolgono le principali attività legate al lavoro, al commercio ed al tempo libero: - Piazza della Repubblica posta a diretto contatto con il porto, che costituisce il terminale della direttrice urbana pedonalizzata - Corso Garibaldi che costituisce la spina centrale commerciale della città ottocentesca, - Piazza Cavour che rappresenta lo snodo fra la città ottocentesca e l’espansione del primo novecento, nonché la centralità più importante dell’intero asse - Viale della Vittoria che struttura tutta l’espansione novecentesca della città costituita dal quartiere Adriatico che si estende da Largo XXIV Maggio fino al Monumento del Passetto affacciato sulla Falesia.

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Corso Garibaldi

Intendiamo la richiesta di riqualificazione della direttrice urbana che va dal porto al Passetto anche, e forse soprattutto, come incentivazione, sollecitazione di un turismo più consapevole. Infatti il porto costituisce un luogo importante da cui passano ogni anno migliaia di turisti, ma spesso gli stessi, in attesa di salpare verso mete lontane, non sono incentivati a visitare la città in cui si trovano. La direttrice che collega il porto al Passetto offre, in modo semplice e in poco tempo, una vetrina della città di Ancona, sia in senso architettonico, sia in senso paesaggistico, ma, attualmente, non si coglie questo aspetto. Vediamo infatti, negli obiettivi del concorso, una interessante e importante innovazione strategica dal punto di vista dello sfruttamento della risorsa turismo, volta a collegare, in percorsi tematici, i singoli elementi del paesaggio urbano e ambientale che Ancona presenta. Si tratta di intendere il paesaggio come accordo delle singole parti se correlate fra di loro, paesaggio come costruzione sociale della città.

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Piazza Cavour

Quale paesaggio scegliere per questa città? Un paesaggio che potremmo definire scolpito, perché l’Italia è il Paese dei paesaggi scolpiti dall’architettura e dall’agricoltura, che hanno posto nei luoghi la misura del rapporto tra necessità e libertà. In questo paesaggio, già presente in Ancona, abbiamo inserito sculture che sono da vivere (non solo da guardare), in relazione alle stagioni che ne modificano le componenti linguistiche. Sculture che intendono diventare il luogo comune di un insieme di luoghi, un ethos dove le persone che si fermano ne sono gli abitanti, e come tali giocano ognuna la propria parte nel formare e trasformare il paesaggio.

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Viale della Vittoria

Il nostro approccio, dunque, non è di radicale trasformazione dei luoghi, ma di rispetto degli stessi, in quanto rappresentano la memoria e le tradizioni della città, da tutelare per non perdere il senso dell’appartenenza e dell’origine di un radicamento legittimo che rende ogni luogo familiare, vivo e vissuto, dove quindi far incontrare la cultura locale, unica, con la diversità delle culture dei turisti.

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Partenze e ritorni

Riqualificare la direttrice urbana ha significato, per noi, partire dalla sua caratterizzazione morfologica rispetto alla città di Ancona, per valorizzare il suo ospitare luoghi dove si svolgono le principali attività. Un’arteria viva, dove quindi le attività che essa deve accogliere sono da includere negli elementi del progetto, senza rinunciare all’importante ruolo di testimone della storia e della cultura della città. Nella congiunzione tra riabilitazione e mantenimento si trova la chiave della nostra proposta progettuale, che ha inteso evocare in maniera simbolica la memoria dei luoghi anche con elementi contemporanei, o recuperando parzialmente un determinato spazio sottolineandone gli elementi essenziali, secondo un concetto moderno che unisce creatività ed etica.

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Tolda 2

CONCETTO L’idea del progetto è quella di esporre il paesaggio, esporre cioè far vedere, e vedere è atto fisico e culturale insieme. “Il paesaggio non c’è bisogna inventarlo” molto spesso i primi a non avere consapevolezza dei luoghi sono gli indigeni. Il luogo, ogni luogo, vive se si rinnova, la conoscenza del luogo si alimenta col mutamento se questo non annulla o cancella ma aggiunge. Le aggiunte che ci interessano sono quelle che differenziano la percezione del paesaggio, che propongono altre letture oltre il panorama dello Specchio di Claude. L’estraneo che fa parlare dei luoghi a chi li abita si predispone, dopo la curiosità, alla meraviglia, cosa che spesso impressiona l’indigeno al quale la familiarità dei luoghi produce, invece, disattenzione, disaffezione, distrazione. “…fuggo da qualsiasi luogo quando mi diviene troppo familiare” afferma Mimmo Paladino. Ma se dobbiamo “imparare a vivere in nessun posto” rimanendo dove siamo proviamo ad elaborare teorie contro la noia: I luoghi non sono ciò che abbiamo davanti, essi sono fatti di strati e di sfondi. E’, dunque, possibile una fuga nel “qui e adesso”, dentro gli elementi del reale senza cancellarne alcuno.

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PIETRE D'ANGOLO

MUSEO-PAESAGGIO I due termini “Museo” e “Paesaggio” sembrano in antitesi fra loro e lo sono nelle connotazioni spaziali a cui rimandano. Comunque lo si intenda lo spazio museale è un luogo dove si espongono con un ordine stabilito oggetti, immagini od altre suggestioni sensoriali. Nel museo organizziamo una selezione di cose di un insieme indefinito, selezione che può aumentare nel tempo o modificarsi in ragione di nuove acquisizioni o in seguito a nuove logiche espositive. Il museo è altra cosa dalle storie che vi si raccontano esso è spazio narrativo a sé stante che sottolinea aspetti e ne trascura altri. Il museo è un concentrato di suggestioni sensoriali, estetiche, evocative, storiche ma resta luogo artificiale: quasi nessuna opera d’arte, nessun oggetto viene concepito e prodotto per il museo. Lo spazio museale è un artificio e gli oggetti autentici che vi sono esposti sono finti in quanto mancanti del contesto per cui sono stati pensati. Gli oggetti ridiventano autentici in base al nuovo ordine che viene instaurato nello spazio museale ma è un’autenticità diversa da quella appartenente al singolo oggetto. La nuova autenticità attiene alla sorpresa che induce e alla scoperte che propone. Quale sia il senso che diamo al termine paesaggio, quest’ultimo è uno spazio indefinito racchiuso dall’orizzonte che è notoriamente luogo geometrico improprio. Il paesaggio non è di fatto circoscrivibile perché possiede una fisicità immateriale. Il paesaggio implica una distanza fra chi lo osserva, lo percorre o lo usa e la natura, l’architettura o i prodotti dell’antropizzazione, una distanza che amalgama tutti questi aspetti e ce li fa percepire nel loro insieme. Mutevolezza e mobilità sono i tratti distintivi dello spazio aperto: è difficile immaginare una fruizione fissa e stabile del paesaggio ci si sposta dentro di esso e quando si sta fermi è la scena che muta a ritmi istantanei o periodici. Il paesaggio è, dunque, sconfinato e questo ne rende difficile la comprensione al di là della fisicità apparente: la sua visibilità totale non ce lo rivela ma ce lo nasconde, il tutto visibile dello spazio aperto ci spinge ad una percezione distratta ed evasiva. La fissità, l’immobilità l’aspirazione a conservarlo sono azioni e concetti che contrastano con la sua conoscenza. I luoghi si conservano se si modificano, se la modifica non è cancellazione ma rivitalizzazione. I paesaggi restano muti se non intervengono letture e lettori, interpreti, scoperte, segnali.

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Piazza Cavour - Biodiversità

CORTOCIRCUITO Ipotizzare un cortocircuito fra la filosofia museale che classifica e rende visibile e il paesaggio considerato come oggetto da visitare e da comprendere è utile ai fini di capire lo spazio in cui viviamo ed avere di questo una visione che lo trascende come spazio di vita assimilandolo ad entità da comprendere nei vari aspetti in cui si manifesta. Noi osserviamo con la lente noi stessi che osserviamo. Il cortocircuito fra i due termini avviene se si ipotizza di organizzare il museo del territorio non in un luogo specifico ma nel territorio stesso. L’idea è quella di rendere riconoscibile il luogo esponendolo mentre lo si vive.

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Pazza Cavour - Biodiversità 2

METTERE IN RELAZIONE (percorsi) Il paesaggio percepito in base ai rapporti tra i luoghi, le forme, le organizzazioni dello spazio, le direzioni. Il paesaggio concettuale ottenuto accostando i gesti dei luoghi, le sequenze, le modificazioni, le varianti.

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Piazza Cavour- Grande pergola

LUOGHI & OGGETTI & PERCORSI E’ lecito ipotizzare luoghi iniziali che, come capisaldi, vadano a costituire snodi di riferimento per la teoria dei percorsi di visita possibili. Il percorso per raggiungerle è libero e non preordinato. I luoghi-snodi derivano dallo spazio esistente e dalle suggestioni che esso ci comunica; la loro gerarchia é pressoché casuale e implementabile nel tempo.

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PIAZZA CAVOUR - TERZO RECINTO

LUOGHI: Passetto Viale della Vittoria Piazza Cavour Salita a San Ciriaco/Anfiteatro romano Corso Garibaldi Piazza della Repubblica

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Pensilina-arboreto

OGGETTI:

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Pergole

NIDO I nidi sono degli abitacoli per stare protetti a guardare il cielo ed il mare ai bordi della falesia. Realizzati con tubolari di acciaio corten di diametro 40 mm, sono costituiti da anelli di vario diametro, posti a diverse altezze da terra, tenuti insieme da strutture anulari di maggiore spessore. La seduta è di tipo informale, nei nidi ci si può raccogliere, arrampicare, fare ginnastica, prendere il sole, semplicemente “stare”.

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Piazza Cavour - Interno Corte vegetale

POSATOIO Il monumento ai caduti che si staglia davanti all’orizzonte marino viene avvolto da una struttura leggera costituita da coste in acciaio inox verticali ed anelli rigidi sempre in inox. Il posatoio servirà da sosta agli uccelli migratori o di passaggio ed aggiungerà al luogo una nuova monumentalità mobile, evocativa, vivace ed allegra senza oltraggiare il simbolo.

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CONTADEHORS

ISOLA Lungo Viale della Vittoria si dispongono quali punti-sosta alcune isole di vegetazione con specie da sentire e da ascoltare. Le isole sono formate di tre anelli diversi fra loro per altezza e diametro costruiti in profilati metallici e rete a sostegno della vegetazione rampicante. Una seduta in legno sagomato posta su di una base circolare sempre in legno completa la struttura.

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Piazza della Repubblica- Tolda 1

EDGER L’orizzonte verso cui converge la prospettiva di Via della Vittoria è rappresentato dal linea che separa l’acqua dal cielo sulla quale si staglia il Monumento ai Caduti/Posatoio. Gli elementi separatori che delimitano il passaggio dalle siepi sul viale pedonale sono posti in parallelo sulla pavimentazione esistente ad altezza di circa 35 centimetri; nel carter vi è alloggiata una lunga linea-luce per illuminare variamente i passi.

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Tolda 1

MUSEO DELL’ORIZZONTE Il lungo Viale della Vittoria diventa una successione di luoghi per la sosta, le “Isole”, e una sequenza di parole poetiche, filosofiche, letterarie sul tema dell’orizzonte. Il percorso, dunque, diventa una sorta di museo concettuale in cui si descrivono, con parole d’artista, le dimensioni di questa entità, limite, conclusione, inizio, retta impropria, cornice al cielo, fine del mare, bordo della sfera terrestre. Il museo di parole si amplierà nel tempo in base ai contributi che verranno raccolti sul tema.

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RIZOMATICA La Piazza Cavour è riletta come serie di recinti concentrici: l’edificato perimetrale, le alberature d’alto fusto, le bordure. Essa accoglie una struttura leggera che introduce il tema della pergola e del verde rampicante ed avvolgente a formare un altro recinto verde, praticabile ed utilizzabile per sostare fra il verde profumato e colorato anche in altezza. La struttura metallica è un “semilavorato architettonico” costruito con profilati metallici tubolari e rete in acciaio; i piani sono costituiti da pannelli a base lignea. La struttura è organizzata su due livelli la cui superficie è estensibile e modificabili essendo costituita da moduli quadrati appoggiati sulla struttura metallica. La griglia può ospitare varie attività temporanee e/o in sede fissa.

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Dall'interno del SEABOX

SEABOX L’organizzazione dei de hors al servizio delle attività commerciali di Corso Garibaldi si basa sull’idea di una serie di casse di legno, contenitori modulari con elemento base di sei metri per tre alto tre, disposti lungo la sede stradale divenuta spazio pedonale come fossero contenitori in procinto di essere caricati su di cargo ormeggiato al porto. Il disegno semplice si basa sulla dimensione standard di metri tre per tre per sei di lunghezza, moduli accostabili fra loro variamente. Ogni scatola è apribile con tre diversi dispositivi: il tetto che si può sollevare a coperchio, una parete perimetrale che si può ribaltare a terra divenendo superficie di plateatico, la porzione di parete lunga che può scorrere e delimitare un angolo aperto verso la strada. L’intera struttura è in assi di legno massiccio recanti scritte di luoghi, di porti, di percorrenze e orari. Cessato l’orario di apertura le scatole si richiudono con i loro arredi.

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SEABOX

PIETRA D’ANGOLO Il nucleo storico più antico che conduce che si allunga fino a san Ciriaco è disseminato di edifici che sono essi stessi pietre d’angolo a suggerire possibili percorsi artistici, ogni angolo è affidato ad un artista diverso. Le pietre, le case, raccontano e ci conducono attraverso i segni, le maniglie, i testi, manufatti appesi, panni stesi.

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Museo dell'Orizzonte

ZATTERA In piazza della Repubblica si inserisce una lunga piattaforma in legno, sorta di natante in partenza che sta per caricare: ma è un natante che dal mare va verso la città ad accompagnare, per un breve viaggio urbano, il viaggiatore in attesa di imbarcarsi per viaggi lontani. La zattera comprende diverse sezioni che presentano spessori diversi: nella parte antistante il Teatro si solleva e diventa spazio per la sosta in attesa dell’imbarco, spazio rialzato e libero da utilizzare come palco per spettacoli all’aperto, lastrico ligneo con pennoni in cui alcuni monitor ci mostrano lo stato attuale dei luoghi di destinazione, giardino di flutti-erba, sosta in vista mare nell’area del parcheggio.

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Isola

PERCORSI:

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Interno di un'"isola"

STV STORICO-VOTIVO Il percorso storico-votivo è contrassegnato non da una superficie di calpestio definita, ma da una serie di indizi, oggetti d’arte, segnaletici, di poesia visiva, arte concettuale costituita dalle “pietre d’angolo”. Ogni fabbricato o spigolo di esso viene affidato ad un artista che ne ridefinirà senso e valore in relazione al luogo ed ai rimandi visibili ed invisibili. Nel tempo il percorso muterà e si ingrandirà a seconda della disponibilità degli “spigoli”: in tal senso potranno essere attivate patrocini da parte di enti o privati cittadini per le pietre d’angolo. Si potranno anche organizzare laboratori artistici attraverso i quali, in collaborazione con gruppi di cittadini, scolari, studenti, arrivare alla realizzazione di alcune delle pietre d’angolo previste. Parimenti anche la manutenzione delle pietre potrà essere affidata a soggetti diversi dal Comune. MOR MUSEO DELL’ORIZZONTE Il Viale della Vittoria diventa percorso lento di osservazioni visivo sensoriali e di meditazione: una serie di strisce-traguardi recanti parole, riflessioni, poesie sul tema dell’orizzonte aggiungono valore e senso alla percorrenza che conduce all’orizzonte visibile sul mare. Disseminate lungo il “museo” quali stanze di meditazione ci sono le “isole”, anfratti vegetali, palestre, recinti per innamorati. PR PARTENZE/RITORNI I luoghi della vacanza, il viaggio, la frenesia della partenza ed il ritorno. La zattera, tolda-di-nave, collega il mare con la pietra della città, permette di immaginare souvenir e raccoglierli entro una feritoia elettronica sì da costituire una raccolta di proponimenti per viaggi indimenticabili.

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Posatoio al Passetto

La fattibilità ambientale degli interventi proposti in relazione agli effetti sulle componenti ambientali e sulla salute dei cittadini

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NIDI al Passetto

Le proposte progettuali hanno un carattere di leggerezza e reversibilità che ben si sposa con i vincoli di legge e di normative vigenti per i luoghi assegnati. Si è scelta una linea che modifica i luoghi con discrezione aggiungendo piuttosto che sostituendo, perché crediamo che ogni fase della storia della città vada preservata. Piuttosto si sono aggiunte prospettive di lettura diverse che cercano di introdurre elementi poetico-estetici per suggerire, evocare, guidare nel cammino il visitatore occasionale come l’indigeno. Con alcune parole-chiave si sono ricaratterizzati luoghi come Viale della Vittoria, ribattezzato Museo dell’orizzonte proponendo la realizzazione di nuovo tipo di spazio urbano che può identificare con proprie specificità la città di Ancona. In questo senso tutte le aggiunte non contrastano con i vincoli vigenti, anzi rendono evidenti le qualità urbane per cui è intervenuto il vincolo.

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NIDI al Passetto

Il progetto è stato elaborato da un gruppo di lavoro interdisciplinare, in grado di esprimere i principi fondamentali della tutela dell’ambiente e del benessere delle persone. Sì, perché fattibilità ambientale significa, prima di tutto, pensare ad un ambiente in cui l’uomo vive e di cui fa parte: la vera crescita psicofisica consiste nel ritrovare il ritmo, la cadenza delle stagioni. Gli alberi caratterizzano sia piazza Cavour, sia viale della Vittoria: sono essi le vere sculture che scandiscono questi spazi e, crescendo e sottoponendosi al ritmo delle stagioni, scandiscono anche il tempo. E’ per questo che abbiamo mantenuto e posto la natura al centro di questa parte del nostro progetto. Essa è soggetto di diritto, in funzione di principi salutari : emissione di ossigeno, disinquinamento, recupero dell’acqua, ombreggiamento, riduzione isole di calore, orientamento, ed infine preservazione dello spirito storico e culturale dell’area. La natura è il principio ispiratore di tutto il progetto, perché nell’uomo vi è un senso profondamente radicato di appartenenza alla natura e di amore per essa. Nella nostra epoca questa sensazione si è fatta più intensa per la necessità che abbiamo, nel quotidiano e appena possibile, di rimettere il nostro orologio biologico in sintonia con l’ora solare, sottomettendoci di buon grado alle regole delle stagioni. Gli elementi che noi abbiamo aggiunto sono, dunque, in stretta relazione con gli alberi e con la natura in genere, e culminano con la contemplazione del mare e dell’orizzonte dal Passetto. Un approccio razionale, dove natura, architettura e società si incontrano, controllando un processo, che richiede capacità di definizione della realtà di luoghi che sono natura, con funzioni ricreative e sociali. Un progetto, quello proposto, che comunica la sua forza e il suo carattere attraverso un disegno semplice, non urlato, ma dalle forti componenti emotive, collegabile ad una dimensione etica del paesaggio, e rivolto all’interpretazione di quei segni che sono in grado di generare sensazioni comprese e condivise più facilmente dal pubblico, perché ad esso familiari. Tra questi elementi scultorei entra anche la pergola, tipico elemento mediterraneo, legato al clima, alla necessità di ripararsi dai raggi del sole, ma godendo degli effetti rinfrescanti della brezza. Un progetto volto non solo a tutelare il bene comune, ma che pensa anche ad un bello comune, condividibile.

La fattibilità ambientale va dunque ricercata e proposta in un ambiente che sia vitale, dove le persone vi si possano ritrovare e riconoscere come elementi facenti parte. Si tratta cioè di far riscoprire un rapporto etico con la natura, superando il distaccato approccio romantico o l’idea consumistica che le piante siano da possedere, per imparare a vivere con la natura, e perché no, a curarla.

Piazza della Repubblica Essa è posta a diretto contatto con il porto, e costituisce l’inizio della direttrice urbana pedonalizzata. Da una parte guarda verso il mare, verso le navi che salpano verso l’Oriente, dall’altra verso la solida città costruita e ricostruita nei secoli. Con la sua apertura sembra raccogliere le brezze marine, i rumori e i colori del porto, per poi incanalarli verso la città. Abbiamo voluto sottolineare questo ruolo facilitando la connessione tra il mare e la città, appoggiando la tolda di una nave (ZATTERA), o meglio una parte di essa, quale congiungimento tra il mare e la città. Onde di graminacee emergono dal legno e si muovono alla brezza marina, delimitando gli spazi, e sottolienandone gli usi, definendo i fronti (del teatro, e di atri edifici). La riqualificazione di questo spazio, porta di accesso alla città dal mare, significa recuperare il rapporto di Ancona con il mare, rafforzando la sua immagine mediterranea.

Corso Garibaldi La spina centrale commerciale della città ottocentesca, come definita dal bando, ed è appoggiata alla base del vecchio centro storico e monumentale, il Colle Guasco, sulla cui sommità si trovava l’acropoli greca e, oggi, la Cattedrale di S. Ciriaco. Un paesaggio urbano rappresentato da una molteplice contemporaneità di rapporti spaziali che concorrono a formare un’immagine unitaria di una città in cui gli avvenimenti storici trascorsi appaiono visibilmente incisi nella forma attuale dei luoghi. Non solo ciò che è visibile, ma anche i contenuti celati e custoditi all’interno delle mura. Su questo percorso così importante per la storia della città, dunque, abbiamo individuato le PIETRE D’ANGOLO che invitano a entrare nel luogo attraverso il concatenamento di tutti gli elementi che lo costituiscono, interrogando ogni singolo elemento per conoscerlo, comprendendo le trasformazioni fino alle origini del territorio. Da questa metamorfosi emergono i santuari, quali punti fermi della narrazione, simboli del passato in aperta dialettica con il mutamento.

Piazza Cavour La piazza, specialmente nei contesti ambientali di clima mediterraneo, come quello di Ancona, che facilitano l’uso della piazza tutto l’anno, è dedicata allo sviluppo delle relazioni sociali, è supporto alle molteplici attività situate intorno ad essa, e che contribuiscono a formare la cultura urbana. La piazza dell’Europa mediterranea è spesso paesaggio vero e proprio, come sottolineato dal vincolo su di essa apposto: uno spazio apparentemente autonomo, con sistemazione intima e claustrale, con prospettive chiuse, ma perfettamente integrata nel paesaggio. Come il giardino si insinua nella casa mediterranea, fino ad occupare i patii, le finestre, così il paesaggio naturale scende in città e trova spazio nelle piazze e nelle strade. Questa inclusione del paesaggio, questa necessità di paesaggio ci dà la chiave di lettura di questo spazio di cultura mediterranea.

E infatti Piazza Cavour è soggetta a vincolo in base alla Legge n.1497/39, che ne riconosce il notevole interesse pubblico perché costituisce un quadro naturale di non comune bellezza avente anche valore estetico e tradizionale. Un quadro naturale dunque, dato certamente dalla cornice in cui si inserisce, tra il colle Guasco e il colle Astagno, ma anche dall’alberatura che la contraddistingue. In effetti sono presenti numerosi alberi, appartenenti a diverse specie, sostanzialmente sparse su tutto lo spazio. Uno spazio che è in realtà diviso in due zone ben distinte. Verso il porto una parte quadrangolare ben definita dagli edifici, con un suo disegno percepibile anche sotto il disordine della vegetazione; un’area che, per le sue caratteristiche morfologiche, potremmo definire la piazza, perché si presenta, e così è effettivamente usata, come luogo d’incontro. Adiacente alla prima si estende una parte triangolare, che funge da collegamento tra la piazza e la città a monte, sia per il suo disegno, che punta verso viale Vittoria, sia perché luogo di passaggio, e di sosta, di diverse autolinee urbane. Si tratta quindi di due luoghi ben distinti come tali anche dalla popolazione: abbiamo voluto sottolineare tale differenza, adeguandoci agli usi attuali, trattando in modo diverso anche la vegetazione, parte predominante di entrambe le aree. Un attento rilievo ha messo in luce una diversa composizione e periodi successivi di impianto, nonché lo stato fitosanitario della vegetazione presente. L’effetto che ora si ha della piazza è, obiettivamente, di disordine: alla quinta arborea esterna iniziale si sono aggiunti altri alberi, poi arbusti, mantenendo, è vero, quella biodiversità che già da subito ha caratterizzato la sistemazione verde del’area, ma accentuandola in modo eccessivo, arrivando a dare un senso di disordine e di scarsa accoglienza, inserendo, tra le altre, anche specie che poi si sono rivelate poco adatte al sito, infatti versano in cattive condizioni fitosanitarie, o sono pericolose in ambiente urbano (ad es. Acer negundo, per la fragilità dei rami). Il nostro intervento sulla vegetazione è volto dunque a preservare la biodiversità che ha caratterizzato da sempre questo spazio, ma riportandola ad un ordine che permetta la leggibilità degli spazi e degli usi relativi. Questo criterio è stato incrociato con lo stato fitosanitario, definendo infine gli abbattimenti, come da tavola specifica, nel dossier dei percorsi tematici (A3). Lo spazio della piazza è stato quindi ripensato sia nel rispetto della sua storicità, ma anche, forti della biodiversità già presente, secondo i moderni criteri di bioclimatica.

Dal punto di vista ambientale e sociale, la sua forma compatta, ma con numerose relazioni con il tessuto urbano che la circonda, la rendono particolarmente permeabile ai flussi delle persone e delle brezze e al sole. La leggera pendenza fa sì che la parte più bassa, verso est, sia la più fresca nei mesi estivi. Piazza Cavour è quindi facilmente accessibile e facilmente raggiungibile, nonché caratterizzata da un clima piacevole: tutto è favorevole all’incontro delle persone. La fitta cornice di verde che si aggiunge a quella degli edifici la rende morfologicamente più ricca di altre, ed in grado di utilizzare meglio le potenzialità bioclimatiche degli elementi vegetali. Manca, in questa piazza, la pergola, molto diffusa nel contesto urbano mediterraneo tradizionale.

Nel trapezio boscato, zona di transito, le immagini e i messaggi che dobbiamo trasmettere devono essere oltremodo semplici, per essere colti nell’attimo del passaggio. L’intervento sulla vegetazione deve essere quindi più deciso, semplificandone non solo la composizione, ma anche il disegno. Gli alberi, raggruppati in base alla specie, si valorizzano e si raccontano meglio rispetto alla situazione attuale che li vede sparsi senza una logica subito chiara. Ci siamo dunque ispirati alla forma perfetta, ma vivacemente contorta, dei Pinus pinea presenti, che abbiamo voluto valorizzare quale componente tipica del paesaggio urbano mediterraneo e per la chioma ad ombrello che ben si presta per riparare la sosta di attesa del mezzo pubblico: le pergole, pensiline dedicate all’attesa degli autobus, assumono una forma sinuosa, richiamando le chiome dei pini, e sono sorrette da montanti anche obliqui, come sono i fusti dei pini. Architettura e vegetazione insieme, secondo la cultura mediterranea, in un’arte plastica che prolunga le linee della vegetazione, amplifica il suo ritmo, e conduce lo sguardo, insensibilmente, dalla colonna all’albero. Dove, in seguito agli abbattimento da noi proposti, si sono creati dei vuoti, proponiamo una specie caducifoglia dal fusto altrettanto contorto del pino: la Sophora japonica. In questo modo manteniamo un certo livello di biodiversità, pur con specie accomunate da un portamento simile. Inoltre, il verde scuro dei pini metterà in risalto il giallo delle foglie autunnali della Sophora, richiamando l’attenzione sul passaggio delle stagioni, e cioè sul nostro orologio biologico, troppo spesso sottovalutato nella frenesia del vivere moderno. La copertura trasparente permette di vivere da vicino i tempi della vegetazione: su di essa infatti si poseranno, nelle diverse stagioni, gli aghi di pino o le foglie gialle della Sophora, diventando essi stessi componente estetica della pensilina. Il criterio è stato dunque scegliere, tra le tante, la specie più adatta al luogo, inteso quest’ultimo sia in rapporto al contesto urbano anconetano, sia in rapporto al paesaggio in generale in cui si inserisce questa città. In secondo luogo si è dato maggiore spazio alla singola specie, per valorizzarne il portamento: si vengono così ad avere ampie aree ombreggiate dal Pinus pinea, altre dalla Sophora, altre dalla pergola/pensilina, queste ombre disegnate a terra si intrecciano con il segno delle aiuole, dando luogo ad un movimento simile a quello delle nuvole che passano nel cielo, per trasmettere, ancora una volte il senso di vita e di vitalità del luogo. Per raggiungere questo obiettivo si propone anche la sostituzione di specie che attualmente si trovano in buono stato, come un Cedrus libani e alcuni Cupressus semprevirens: tale sostituzione potrebbe essere effettuata solo quando tali alberi saranno giunti al termine del loro ciclo vegetativo. Oppure, specie come il Cupressus semprevirens e il Cercis siliquastrum, potrebbero subire lo stesso riordino del Pinus pinea, trattandosi di alberi con caratteristiche compatibili: il primo, per il portamento slanciato, potrebbe indicare i punti di accesso all’area, il secondo riprende, con l’andamento sinuoso del fusto, quello del Pinus e della Sophora; noi li avremmo esclusi per non esagerare con la diversità, proprio in virtù di quell’ordine e di quella semplicità di lettura che riteniamo questo luogo di passaggio debba avere.

Nella piazza grande, la dimensione verticale è data prima della quinta architettonica degli edifici, e poi dalla quinta degli alberi: tra questa e la centrale statua di Cavour ne manca evidentemente un’altra di raccordo. E’ qui che entra la pergola (RIZOMATICA): è stata interpretata come siepe sospesa, per trovare il giusto equilibrio dimensionale in una fusione tra architettura e naturalità. La pergola è un nuovo luogo dove sostare, dove camminare, anche a più livelli, secondo un percorso alternativo a quello attuale, consentendo prospettive sul mondo nuove e diverse. La forma quadrangolare, riparata da quinte concentriche, qui completate con la pergola, fanno sì che la piazza trasmetta l’idea di un luogo sicuro, protetto. La sicurezza, come noto, è legata alla polifunzionalità, perché dove non esiste funzione, il luogo viene azzerato. La pergola-rizomatica, ospitando anche strutture chiuse e coperte, va quindi a sottolineare l’aspetto di piazza laica che ora piazza Cavour presenta: uno spazio pubblico condiviso da tutti, attorno al quale potenziare e promuovere le attività economiche locali, e portando eventuali servizi collettivi mancanti.

A livello di scambio radiativo, piazza Cavour rappresenta diverse situazioni: il fronte più a valle, esposto a Est, è quello più adatto alla sosta estiva, perché più fresco, quello più caldo, anche in inverno, è invece quello a monte, esposto a Sud e a Ovest. I diversi orientamenti sono quindi stati presi in considerazione per proporre i materiali (vegetali e non) correlati alle pergole, in modo da facilitarne un uso ampio e corretto. Nella scelta delle piante rampicanti è stata posta particolare attenzione alle caratteristiche del manto di copertura, in funzione dell’esposizione: maggiore coefficiente di ombreggiamento nelle zone più esposte al sole durante i mesi estivi (es. Lonicera spp. ), uso di specie caducifogli per beneficiare del soleggiamento invernale, picciolo lungo per permettere il passaggio delle brezze estive (es. Parthenocissus quinquefolia).

L’acqua è un elemento fondamentale del giardino mediterraneo, che si stende sotto un cielo azzurro intenso e un sole implacabile durante lunghi mesi ( ). Poiché è noto (4) che l’uso combinato acqua/vegetazione è molto utile per ridurre la temperatura radiante dell’intorno, ed in particolare se l’acqua è nebulizzata, l’arte trasforma questa necessità in piacere estetico, in suono magico, in frescura deliziosa, in mormorio sensuale, e la struttura della pergola diventa, nelle zone più esposte al soleggiamento estivo, anche fontana. Una fontana che, se spenta, non appare tristemente silenziosa e inutile, ma la sua sola struttura è in grado di reggere la scena anche senz’acqua.

L’intervento sulla vegetazione è stato qui quanto mai lieve: la quinta arborea esterna, nella sua diversità, si presenta comunque compatta e uniforme, basterebbe eliminare solo qualche albero in condizioni fitosanitarie precarie. Più interessante sarebbe invece eliminare le palme ora presenti più internamente, perché verrebbero sostituite da un altro elemento verticale: la pergola. Essa consente una maggiore utilizzo e una maggior ricchezza vegetazionale, definendo meglio gli spazi e dando ad essi un ordine facilmente percepibile nella sua gradualità.

Viale Vittoria Anche qui si è intervenuti nel rispetto della vegetazione esistente, non solo perché in buono stato fitosanitario, ma anche perché il suo disegno semplice e chiaro definisce bene il senso di passeggiata che questo viale assume. Il nostro progetto inserisce, su questa base, elementi compositivi (ISOLE) che vanno contrassegnando l’itinerario lento, armonioso, di una passeggiata che diventa giardino, fatto quindi per essere vissuto e non solo per essere percorso. Dato che il giardino mediterraneo colloca la natura nella vita quotidiana, a portata di mano, sarebbe troppo poco limitare il suo ruolo a dare fresco e ombra, colori e profumi: è il luogo ideale per parlare alla fantasia. Il lungo Viale della Vittoria diventa una sequenza di parole poetiche, filosofiche, letterarie sul tema dell’orizzonte. Il percorso, dunque, diventa una sorta di museo concettuale che si amplierà nel tempo in base ai contributi che verranno raccolti sul tema.

Alle ISOLE si accompagna una vegetazione che viene colta ora per il profumo dei suoi fiori, ora per la delicatezza delle infiorescenze o dell’intreccio dei rami. La vegetazione accompagna le strutture, non le copre, perché, ancora una volta, architettura e natura sono complementari e vivono insieme una relazione armoniosa in cui non c’è il dominio di una delle due parti. Nelle ISOLE si viene quindi accolti, lungo il percorso e, riparati dal traffico, ci si può prendere un tempo per pensare. Le siepi che sottolineano la passeggiata-giardino rimangono, e la loro forma viene sottolineata dagli EDGER, carter che accompagnano, nella parte basale, le siepi, distogliendo l’attenzione da quella parte della siepe sempre poco folta, a causa dell’ombra. Nella contrapposizione poi tra l’EDEGER, segno deciso e perfetto, e la chioma leggera del Ligustrum presente, di quest’ultima apparirà il carattere vaporoso invece ch il disordine.

Il Passetto Dopo la lunga passeggiata per viale Vittoria, sia raggiunge il Passetto, luogo di sogno, da cui guardare lontano, verso il mare e l’orizzonte lontano. Il Monumento ai Caduti, ricordo di chi non è più per chi è ancora, pone a confronto, sullo stesso piano, passato, presente e futuro. Il tempo qui non è più, e noi ritroviamo noi stessi. Nessun intervento sulla vegetazione, perché essa, con le sue radici ben piantate a terra, non ci permetterebbe di volare alto con il pensiero e la fantasia.

Le indicazioni per la gestione, accessibilità e manutenzione degli interventi proposti Gestione, accessibilità e manutenzione

Gestione L’aumento del passaggio di turisti derivato dall’evidenziazione della direttrice urbana e dalla sua riqualificazione giustifica la presenza di locali e di eventi legati ai luoghi attraversati dalla direttrice, che quindi potranno, essi stessi, costituire la prima risorsa economica per la gestione di questi spazi. Oggi, infatti, è giusto influenzare (e non più vincolare) i processi: le persone devono essere e sentirsi coinvolte nella costruzione del proprio paesaggio, della propria economia, definendo così l’identità della propria città.

Accessibilità L’accessibilità alle singole aree rimane invariata: anche laddove vengono appoggiati nuovi elementi sul suolo urbano, questi, come ad esempio in piazza della Repubblica, si interromperanno laddove è necessario garantire il passaggio degli autoveicoli, mentre la percezione del disegno complessivo verrà comunque mantenuta dalla continuità dello stesso. Per il resto si tratta di strutture che non vanno ad alterare né la pavimentazione attualmente presente, né la accessibilità, poiché esse si pongono a latere dei percorsi, si aggiungono a fianco di essi, ma non ne cambiano le caratteristiche generali.

Manutenzione La vegetazione Mantenendo il carattere di biodiversità, la manutenzione della vegetazione sarà facilitata dal più facile conseguimento di un equilibrio vitale per la stessa. La vegetazione aggiunta si caratterizza, in generale, per una buona adattabilità al pedoclima della città di Ancona, preso nelle sue parti singole: è evidente, ad esempio, che il pedoclima della piazza grande si differenzia da quello di viale della Vittoria, il primo esposto al sole, il secondo ombreggiato dalle alberature presenti. Non prevedendo volutamente vegetazione in forma obbligata, non sarà necessario prevedere interventi di potatura particolari: il portamento naturale delle singole specie ben completa la struttura costruita che le ospita. I rampicanti che crescono sulla pergola a due livelli di piazza Cavour potranno essere gestiti direttamente dai percorsi sulla pergola, anche se, crediamo, potrà essere più agevole intervenire 2/3 volte all’anno con cestelli esterni.

Schema della successione delle fasi attuative suddivise per i 4 ambiti di progetto

Piazza della Repubblica A – realizzazione della “tolda” lignea B – realizzazione copertura vetrata Corso Garibaldi A – realizzazione dei seabox

PiazzaCavour A – riorganizzazione e ripiantumazione del verde nella parte a nord della piazza; B – costruzione delle pensiline per la fermata del tram; C – costruzione del “semilavorato”; D – realizzazione degli spazi funzionali per attività pubblico-private ai due livelli della struttura

Viale della Vittoria A – realizzazione delle “isole” e degli “edger” ; B – messa a dimora del verde rampicante; C – realizzazione del posatoio D – realizzazione dei “nidi” al Passetto

Ered

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav