© Raimondo Guidacci . Pubblicata il 05 Aprile 2011.
Il nuovo Palazzo della Provincia di Bolzano, sorgerà in sostituzione di un vecchio edificio esistente collocato in un’area molto centrale della città, a ridosso della ferrovia, caratterizzata dalla presenza di numerosi edifici pubblici. Le nostre riflessioni si sono da subito focalizzate su due aspetti: il rapporto del nuovo edificio con la via pubblica , il cortile e gli edifici adiacenti; la necessità di immaginare un oggetto che parlasse un linguaggio moderno ma che allo stesso tempo dialogasse con la tradizione locale. La proposta che ne è scaturita è quella di un edificio compatto, articolato in due volumi gemelli, frutto di una operazione quasi scultorea di svuotamento del volume iniziale . La riduzione al minimo di tali sottrazioni, ha consentito di sottolineare particolarmente alcuni punti nevralgici del progetto come l’ingresso all’edificio, mentre il grosso taglio centrale, ha consentito di illuminare i corridoi di distribuzione, garantendo, a ciascun piano, un rapporto più diretto con lo spazio esterno. Tutte queste operazioni, hanno portato a disegnare un edificio fortemente caratterizzato dal punto di vista formale, ma legato, al contempo, alla tradizione, tutta italiana, del Palazzo pubblico. In omaggio al luogo si è pensato di utilizzare il legno per rivestire l’intero volume. Si tratta in realtà di facciate ventilate realizzate in pannelli stratificati ad alta densità che, in parte apribili, svolgono anche la funzione di elementi frangisole. Tale sistema consente inoltre di ottenere una facciata continuamente variabile in funzione delle diverse condizioni climatiche presenti durante il giorno. Il risultato è un edificio che si trasforma nel tempo, un edificio “vivo”, che entra dunque in relazione con l’esterno. Il progetto prevede la realizzazione di tre piani interrati e undici piani fuori terra. L’ingresso, evidenziato dal grosso svuotamento d’angolo, rialzato di circa un metro e mezzo rispetto al marciapiede esterno, è caratterizzato da uno spazio a doppia altezza. Due ascensori posizionati alle estremità opposte del corridoio di distribuzione consentono di raggiungere i vari piani dell’edificio. Alle spalle di ciascun ascensore è posizionata una scala. Per ciascun piano la distribuzione avviene tramite un corridoio centrale largo un metro e mezzo, interrotto a metà della lunghezza, da spazi ricreativi completamente finestrati. L’ultimo piano dell’edificio è destinato agli spazi di ristoro. I tre piani interrati ospitano il parcheggio auto, quello delle moto e delle bici, oltre a spazi destinati a deposito e ad archivi. Due rampe veicolari posizionate di fianco e sul retro del nuovo edificio consentono rispettivamente l’ingresso e l’uscita direttamente dall’esterno. L’idea di utilizzare una facciata ventilata in pannelli stratificati di legno ad alta densità, consente non solo un inserimento armonico dell’edificio nel paesaggio circostante, ma contribuisce a soddisfare quei requisiti di sostenibilità che un edificio pubblico necessariamente deve garantire. L’intera superficie piana di copertura, inoltre è destinata ad accogliere pannelli fotovoltaici per rendere il più possibile autosufficiente, dal punto di vista del risparmio energetico, l’edificio.
© Raimondo Guidacci . Pubblicata il 05 Aprile 2011.
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