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Frosinone (FR), Italia

“I Portici”: complesso polifunzionale a Frosinone

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Il progetto cerca di trovare, come proprio argomento guida, il tema del legame con la città. Le specificità del luogo, i segni, la tradizione, gli elementi di identità, costituiscono gli argomenti sui quali fondare la progettazione. Nel caso di Frosinone gli argomenti identitari e di aderenza al sito sono stati sviluppati nella direzione di una individuazione delle geometrie fisiche di connessione urbana, sulle quali fondare i rapporti dimensionali e gli equilibri geometrici del progetto e nell’indicazione di argomenti che potessero essere di rilievo per la città. Nella condizione particolare di Frosinone dove, alle origini fondative della città, si sono sovrapposte le cancellazioni derivate dai terremoti e dallo sviluppo recente, caratterizzato da una perdita della forma urbana accompagnata da criticità ambientali, il tema da sviluppare ci è sembrato fosse quello di una modalità insediativa capace di dare regole ed indirizzi per una città sostenibile. Un principio importante, in una realtà dove il disegno urbano appare privo di un ordine evidente, sembra essere quello di provare a darlo impostando indirizzi e regole non astratte ma direttamente collegate alla preesistenza. Inoltre, in una realtà dove uno dei problemi principali è costituito dall’onda di calore, alimentata dalla condizione climatica continentale, il secondo principio guida per il progetto è sembrato essere quello di un intervento che potesse non solo non incrementare ma contrastare la condizione climatica negativa.

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Le geometrie del sito La definizione delle geometrie del sito ha individuato la linea che unisce i fabbricati posti lungo Via Volturno, l’allineamento di Via de Matteis, e la geometria, indicata dal bando, di un allineamento tra la Villa Comunale e Via Aldo Moro. Su questi assi, da intendere come elementi fondativi di una “geometria aperta” rivolta ai contatti con il contesto ed alla derivazione, da questo, di rapporti ed elementi sono state articolate le forme e le volumetrie. I volumi più emergenti sono stati portati al limite delle altezze massime normativamente consentite. La loro disposizione e la loro forma sono in funzione della composizione della forma urbana: un edificio è infatti disposto a fare da sfondo a Via Adige, rispetto alla quale è allineato, i due centrali hanno il tema dell’accoglienza geometrica della direzione del parco e di via Aldo Moro, mentre gli altri seguono l’allineamento geometrico della Via De Matteis. In questo modo è stato possibile combinare le direzioni rivolte alla definizione del disegno urbano con le disposizioni della giacitura del sito e determinare la griglia di riferimento del progetto.

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I caratteri urbani dell’insediamento La disposizione suggerita dal bando per la sistemazione volumetrica prevedeva di allineare le volumetrie sul lato verso la Villa Comunale, realizzando una sorta di allineamento-barriera di masse affacciate sul vuoto del giardino pubblico. Il suggerimento avrebbe comportato la disposizione di una serie di edifici condominiali allineati con il piano terra destinato a terziario commerciale ed i livelli superiori ad alloggi condominiali. La scelta del progetto si discosta dalle indicazioni nel tentativo di proporre un insediamento che contenga varietà insediative ed altimetriche. Il carattere della città, intendendo con il termine la densità e varietà che offrono gli insediamenti storici del territorio, è quello della stratificazione di modalità insediative diverse, anziché il loro accostamento e la loro disposizione zonizzata nei tipi della “palazzina”. La soluzione propone un insediamento più complesso che contiene modi di abitare diversi e vari, agglomerati in un insieme unitario e derivati dagli esempi dell’insediamento storico. Le modalità insediative comprendono: appartamenti condominiali con loggia, appartamenti condominiali con giardino pensile, case con giardino pensile. Le altezze dei corpi residenziali, a partire dal primo piano, variano da uno a cinque livelli. Il tema della varietà è stato sviluppato nell’andamento altimetrico e nella differenziazione delle sagome e dei caratteri delle diverse parti dell’insediamento. Il principio di unitarietà è affidato alla armonizzazione delle parti, tutte previste con elementi diversi che le rendono distinguibili. In questo senso la proposta è rivolta ad una idea di città varia, fortemente caratterizzata e con elementi identitari che contribuiscono alla formazione di un’immagine urbana specifica e condivisibile. Il progetto evita la ripetizione degli elementi, dei piani uno sull’altro, dei colori, delle parti, degli allineamenti delle aperture: il tema della varietà e della complessità, intesa come adesione (piegatura) verso le individualità, costituisce la regola compositiva generale.

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Il coordinamento dimensionale Il progetto è stato impostato su di una griglia della dimensione netta di 6 metri per 6. Negli spazi di accostamento ed agli incroci della griglia sono collocati gli elementi strutturali che rispettano in maniera rigida il passo imposto. La dimensione consente di distribuire diverse situazioni di parti dell’alloggio: nel passo di sei metri possono infatti essere affacciate due camere piccole (2,90 di larghezza), oppure una camera piccola (2,50) ed una matrimoniale (3,40). Oppure si possono affacciare una cucina (2,40) ed un soggiorno (3,50). Nella profondità dei sei metri si possono ritagliare le misure dei vani sul fronte (4,20 min) dei disimpegni e dei locali di servizio (1,70). La composizione degli alloggi, nei tagli richiesti dal bando, è stata impostata in modo da far ricadere all’interno dei moduli previsti le diverse parti. Utilizzando un modulo e mezzo si ottiene una superficie utile di circa 50 mq, corrispondente agli alloggi con una sola camera da letto. Utilizzando due moduli si ottiene una superficie utile di circa 72 mq, corrispondente agli alloggi con due camere da letto. Utilizzando due moduli e mezzo si ricavano alloggi con una superficie utile di 88 mq, comprendenti tre camere da letto. Per ogni classe dimensionale sono possibili variazioni di superficie e di distribuzione, in grado di aderire alle diverse situazioni del complesso. Il coordinamento dimensionale delle articolazioni tipologiche si combina attraverso le modalità distributive che prevedono la costruzione, in prossimità della zona di distribuzione condominiale, del cavedio impiantistico, sistemato sempre sul limitare interno del modulo. Il cavedio consente di variare le combinazioni tipologiche e le articolazioni degli alloggi ad ogni livello, rendendoli indipendenti l’uno dall’altro. La dimensione dei 6 metri trova rispondenza anche nei livelli di servizio in quanto è possibile ricavarvi due box auto da 3mt per 6, oppure due posti auto con il passaggio per vie di fuga o disimpegno, o due posti auto ed un posto moto, oppure tre cantine. Inoltre la misura dei sei metri corrisponde a quella del corsello di manovra. Nei confronti del disegno del suolo il modulo dei sei metri è stato sezionato in quattro spazi da uno e due metri, disposti alternati. In queste fasce, disposte nel senso della dimensione maggiore del lotto, sono state ricavate: nella fascia stretta (1 mt): - la dislocazione di verde alto, disposto su suolo o in vasi, da utilizzare come separazione tra proprietà o verso i disimpegni oppure al suolo come delimitazione delle sedute, - la disposizione di arbusti sia su suolo che in vaso, - parte di passaggi o percorsi e degli spazi esterni privati; nella fascia più larga (2 mt): - parti di verde calpestabile (al suolo e con sistemi prefabbricati ai piani), - il vuoto delle vetrate per la illuminazione della piazza e degli spazi pubblici coperti, - l’alloggiamento degli alberi al suolo e degli alberelli in vaso ai piani, - gli spazi di percorso e luogo pubblico, - gli spazi di pertinenza dei singoli alloggi.

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Le parti del progetto Lo spazio pubblico, i portici e le piazze. Il livello terra è stato sistemato con una “piazza” su suolo aperta verso Via Adige. La piazza prosegue nello spazio centrale coperto sul quale affacciano le attività commerciali. Si articola su più parti, connesse tra loro e dirette verso la piazza coperta, disposta nella direzione definita dalla geometria di collegamento tra la Villa Comunale e Via Aldo Moro. Le parti di margine verso la Villa Comunale sono porticate, così come quelle lungo Via De Matteis. La disposizione delle aperture e dei varchi nel margine del livello terra consente una permeabilità completa dello spazio che può essere attraversato in ogni direzione. La presenza degli slarghi in prossimità delle attività ne consente la destinazione a funzioni di pubblico esercizio per quelle a lato della piazza scoperta. La illuminazione e la ventilazione naturale della piazza e dei percorsi coperti è prevista con aperture sul soffitto. Le aperture vetrate e con possibilità di aereazione in modo da evacuare l’aria calda estiva, sono disposte alternate a grandi “vasi” che contengono alberelli per l’ombreggiamento del primo livello ma visibili anche da terra, dove sono denunciati dagli abbassamenti del soffitto e dalle fronde che spuntano dalle aperture. L’interpretazione della piazza è stata rivolta allo svolgimento del tema della creazione di luoghi freschi e della diffusione del verde. Lo spazio è stato organizzato secondo le disposizioni delle regole geometriche generali, assegnando la centralità ad una fontana fatta da uno specchio di acqua bassa, che contribuirà alle condizioni microclimatiche ed alla suggestione del sito. Le alberature prevedono la messa a dimora di essenze autoctone preferibilmente a foglia caduca in modo da spogliare in inverno per consentire la penetrazione dei raggi solari ed inverdire in estate per garantire raffrescamento. Lungo i percorsi e le sistemazione sono previste sedute e panchine. Le panchine, comode e con grandi schienali, sono disposte nei siti freschi e nelle parti del giardino, mentre le sedute sono più prossime alle parti coperte ed alla zona degli spazi porticati e della piazza coperta. I livelli con il verde pensile. Il primo livello estende la propria dimensione per coprire la maggior parte dello spazio pubblico e dei servizi commerciali sottostanti. Il disegno del suolo prosegue l’impostazione geometrica ed alterna spazi di calpestio con zone a verde con arbusti, pensile calpestabile, vasi con alberi, ecc. Il medesimo disegno è disposto, nelle alternanze e variazioni impostate, per tutti calpestii di copertura che possono essere utilizzati come aree esterne dei vari alloggi, sia a livello che di sommità per gli alloggi all’ultimo piano. Le logge. Il progetto risponde alla richiesta del bando di logge vivibili sviluppando una serie di soluzioni variabili per forma, posizione e dimensione. Le logge sono infatti: - incassate nel perimetro del fabbricato, - esterne al perimetro, - esterne e collegate con il livello di copertura previsto a giardino pensile pertinenziale. La dimensione del lato minore delle logge è sempre di almeno 2 – 2,40 mt per gli alloggi più piccoli e le soluzioni incassate. In questa misura è possibile sistemare un tavolo per mangiare all’aperto o mettere sdraio per prendere il sole. Inoltre la misura consente la completa accessibilità da parte dei diversamente abili. Il garage interrato e la dotazione di parcheggi. Il garage ha accesso dalla posizione indicata nel bando lungo Via De Matteis. Contiene i posti auto pertinenziali necessari all’intervento. La soluzione disegnata è indicativa e la dotazione potrà essere variata utilizzando le flessibilità consentite dalla griglia. Nella sistemazione indicata, che esclude di scavare al di sotto della piazza scoperta, possono essere sistemate circa 95-100 auto e 80 cantine. Nel passo dei 6 metri i posti auto possono essere indifferentemente aperti o chiusi in box, per ogni due posti auto aperti potrà essere ricavato un posto moto. I parcheggi pertinenziali delle attività commerciali sono invece previsti a raso, lungo il margine del lotto, così come indicato nello schema planimetrico del bando.

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Le tipologie insediative ed il sistema di aggregazione Il progetto risponde alle indicazioni del bando per quanto riguarda la articolazione dei tagli degli alloggi. I tagli sono stati distribuiti secondo le percentuali indicate. Non si è però ritenuto di procedere con la ripetizione delle medesime tipologie, né con la organizzazione funzionale basata sul piano tipo. Come indicato nella tavola apposita per ciascuna delle tre categorie dimensionali degli alloggi sono state date diverse declinazioni, contenenti soluzioni diverse rispondenti alle diverse posizioni sia altimetriche che di orientamento e vista degli alloggi. Gli schemi aggregativi indicati illustrano come sia possibile procedere con permutazioni nelle aggregazioni dei diversi tagli. Il sistema impostato consente infatti di variare la posizione ed il numero dei diversi tipi di alloggio sia in fase progettuale che in fase di realizzazione dell’intervento. È l’applicazione del concetto di flessibilità che guida il sistema aggregativo generale, ed è basato sulla posizione dei cavedi impiantistici in prossimità delle distribuzioni, che consente di impostare soluzioni di aggregazione di unità piccole per la formazione di alloggi più grandi e viceversa. Le indicazioni di flessibilità adottate non esauriscono le possibilità del sistema che potrà consentire gli adattamenti necessari alle diverse fasi della commercializzazione.

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Tecnologie costruttive L’impostazione del progetto è funzionale ad un processo di razionalizzazione e di industrializzazione del cantiere. Utilizzando gli schemi proposti sarà possibile impostare la realizzazione del fabbricato con tecnologie a secco. Inoltre sarà possibile pensare ad un sistema di prefabbricazione che consenta la realizzazione della maggior parte degli elementi dell’involucro fuori opera, velocizzando i tempi di costruzione e riducendo al minimo i difetti costruttivi. La scelta di massimizzare l’utilizzo di componenti a “secco”, consentirà di operare con materiali selezionati in relazione anche alla riduzione ai minimi termini del loro impatto ambientale, riferito all’intero ciclo di vita (minor dispendio di energia e di produzione di rifiuti necessari per l’estrazione, lavorazione, imballaggio, trasporto, distribuzione, applicazione, uso e consumo e per l’eventuale riutilizzo o riciclo) ed infine per la sua dismissione o smaltimento finale (consumo di energia primaria (Mj/kg)). La soluzione potrebbe prevedere: livello interrato e piano terra: struttura puntiforme a colonne/setti in cemento armato con solette piene realizzate con casseratura continua tipo Peri. Le chiusure dei vani del piano terreno sono prevalentemente vetrate e le parti cieche sono limitate alla prosecuzione delle fronti superiori nei due corpi isolati ed al confinamento dei vani scala e delle parti di discesa impiantistica. I tamponamenti potranno pertanto essere di tipo tradizionale o con muratura di mattoni o con pareti in cemento armato. Livelli superiori: i livelli superiori, destinati a residenza, possono essere realizzati con struttura e tamponamenti con orditura in legno, oppure con struttura mista di acciaio e legno. Il sistema costruttivo fa riferimento alle soluzioni tecnologicamente più avanzate oggi disponibili sul mercato. Nei grafici sono indicati i dettagli costruttivi del sistema tipo RIKO. Rivestimenti di facciata: i rivestimenti sono differenziati per le diverse posizioni ed i diversi edifici che compongono il progetto. Nella parte basamentale, nei lati verso la villa comunale e Via De Matteis, la soluzione prevede un rivestimento in pietra locale, naturale o ricomposta. I corpi lunghi al primo livello e le parti delle tre torri rivolte verso la villa comunale possono essere trattati con intonaco su parete composta prefabbricata. I due edifici isolati, con coperture inclinate, possono essere trattati con un rivestimento in lastre di zinco-titanio e rame. Lastrici solari e verde pensile: una particolare attenzione è rivolta alle modalità tecnologiche per la realizzazione dei lastrici solari e del verde pensile. Si propone di realizzare unicamente soluzioni galleggianti sia per le pavimentazioni delle terrazze private che per quelle degli spazi condominiali di distribuzione. Le parti a verde potranno essere realizzate anch’esse con sistemi prefabbricati galleggianti (tipo DAKU) e con vasi appoggiati sulle guaine (PVC) di impermeabilizzazione. Il sistema consentirà minimizzare gli interventi di manutenzione e di ridurre, in caso di necessità, i danni derivanti da rifacimenti o risistemazione.

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Gli elementi della sostenibilità ambientale Gli argomenti relativi alla sostenibilità ambientale dell’intervento sono fondati sulle scelte progettuali impostate e descritte. L’obiettivo della classe A, dato dal bando, può essere perseguito, oltre che attraverso le scelte tecnologiche indicate, con le seguenti modalità. La passività dell’involucro. La previsione della massima passività possibile dell’involucro costituisce il primo elemento della sostenibilità ambientale dell’intervento. Una coibentazione molto spinta delle unità edilizie ne minimizzerà il fabbisogno energetico sia per quello che riguarda il riscaldamento invernale che per il raffrescamento estivo. L’utilizzo di accorgimenti che consentono la ventilazione trasversale degli alloggi contribuirà all’alleggerimento del fabbisogno energetico estivo. La disposizione dei corpi di fabbrica, gli orientamenti e le sistemazioni previste consentono di mettere in atto tutte le possibilità che possono massimizzare la passività del fabbricato. La presenza del verde pensile. La presenza del verde pensile contribuisce alla passività del fabbricato ed alla formazione di un microclima più favorevole. I sistemi proposti prevedono modalità di trattenimento dell’acqua piovana che riducono le necessità di irrigazione. La presenza del verde, inoltre, costituisce una importante riduzione della velocità di corrivazione e contribuisce al miglioramento della qualità urbana complessiva. Il recupero dell’acqua. L’acqua piovana potrà essere recuperata all’interno di serbatoi sistemati nell’interrato e riutilizzata per l’irrigazione del verde e per le cassette di cacciata dei water. Inoltre la separazione delle acque dei water rispetto a quelle dei lavandini, potrà consentire una migliore gestione dei reflui urbani. L’orientamento degli alloggi. La disposizione dei corpi di fabbrica e l’affaccio dei vani tiene conto dell’orientamento solare. Non sono infatti previsti vani di abitazione con aperture orientate a nord, inoltre la disposizione degli affacci è stata impostata sul criterio della massimizzazione dell’utilizzo della illuminazione e del riscaldamento naturale. La protezione solare. Le zone giorno degli alloggi ai piani superiori godono della protezione solare derivante dalle logge. I vani delle abitazioni potranno essere schermati con tapparelle a lamelle orientabili poste all’esterno dei serramenti. Le scelte impiantistiche di dettaglio e l’approvvigionamento energetico. La soluzione impiantistica potrà prevedere la realizzazione di sistemi di riscaldamento a pavimento, alimentati da pompa di calore. La massimizzazione della passività dell’involucro consentirà di ridurre il fabbisogno di raffrescamento estivo che potrà essere affidato alla circolazione di acqua fresca nell’impianto, integrato con un sistema di ventilazione artificiale per l’abbattimento dell’umidità degli ambienti, accompagnato dagli accorgimenti di ventilazione naturale trasversale. La pompa di calore potrà essere sistemata sulle coperture, in spazi appositi, dimensionata per aggregazioni di alloggi, in maniera centralizzata con contabilizzazione singola. L’alimentazione elettrica dell’impianto di condizionamento potrà essere estesa anche alle cucina attraverso la proposta di piani di cottura ad induzione. La soluzione, se praticabile commercialmente nell’impatto con le consuetudini del mercato locale, potrà non richiedere la installazione del gas di città con la eliminazione dei rischi connessi ai suicidi ed una riduzione dei costi.

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Ered

Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza

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Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav