planimetria stato di fatto: cerniera urbana irrisolta
© amber+ . Pubblicata il 27 Luglio 2011.
RELAZIONE DI PROGETTO
planimetria con occupazione terreno pubblico- fase 1
© amber+ . Pubblicata il 22 Aprile 2011.
LA CITTA’ SI RAFFORZA SE UTILIZZA L’EVOLVERSI DELLO SVILUPPO DEL SUO COSTRUITO.
planimetria con estensione e riordino del nuovo suolo urbano- fase 2
© amber+ . Pubblicata il 27 Luglio 2011.
I FRAMMENTI ABITATI ASSUMONO SIGNIFICATO AGGREGANDOSI IN SERIE DI VOLUMI OMOGENEI.
vista fase 1
© amber+ . Pubblicata il 26 Giugno 2011.
IL CITTADINO SI RICONOSCE NEL SUO HABITAT SE PUO’ CONIUGARE LA SCALA DOMESTICA E LA GRANDEZZA DELLO STARE INSIEME
Abitare sociale: la dilatazione dello spazio. il progetto di concorso come strumento pilota.
© amber+ . Pubblicata il 22 Aprile 2011.
LA COMUNITA’ CRESCE DOVE C’E’ ACCOGLIENZA, ASCOLTO, SCAMBIO, CONDIVISIONE.
la costruzione del luogo attraverso un sistema di layers urbani
© amber+ . Pubblicata il 20 Giugno 2011.
LA STORIA DEL LUOGO SI DIPANA E SI ALLEGGERISCE ATTRAVERSO LA QUALITA’ DEL GIOCO.
Programma- fase 1
© amber+ . Pubblicata il 22 Aprile 2011.
OSSERVARE LA CITTA’
© amber+ . Pubblicata il 26 Giugno 2011.
Il concorso per l’abitare sociale per l’area di Via Cenni evidenzia le opportunita’ per far lievitare il discorso sulla città, nel suo significato essenziale, e nelle sue modalità costitutive. Il progetto per un aggregato abitativo che vuole definirsi sociale richiede infatti un’elaborazione consistente del vivere comunitario nella città contemporanea. Questa richiede la effettiva comprensione di scala, fisica e relazionale, legata all’aggregarsi sociale. La dimensione dell’abitare deve percio’ inserirsi entro la logica legata al processo economico del costruire sociale ed entro la qualita’ del processo relazionale e identificativo tra abitante e luogo. Da questi presupposti, il progetto architettonico si e’ sviluppato attraverso il metodo dell’osservazione critica del contesto e della interpretazione congrua e ‘raccontata’ del programma.
© amber+ . Pubblicata il 26 Giugno 2011.
Inquadramento urbanistico
© amber+ . Pubblicata il 26 Giugno 2011.
L’ambito di progetto per via Cenni, definito a est dalla arteria di Via Novara, si inserisce tra due entità urbane di grande forza e stabilita’. La prima, il deposito dell’ATM, estremamente vincolante in termini morfologici, la seconda, il sistema della Caserma Santa Barbara, ricca invece di evidenti stimoli trasformativi. La prerogativa morfologica dell’area, la sua forma compressa e allungata, ne definisce forze e debolezze. Lo ‘stare tra’ genera, per la natura del contesto e dell’orientamento climatico, una modalità di relazione composita, capace di valutare la magnitudine di intervento propria per ciascun bordo, piuttosto che aggiungere un altro segno onnicomprensivo e indifferenziato. Il primo effetto e’ accettare la condizione dettata dal bordo nord dell’area, e perciò prepararsi a ‘sedersi con la schiena al muro e aprirsi verso il sole’, gerarchizzando le aree privilegiando le idee di interno e di centro. Il secondo effetto e’ osservare lo sviluppo del contesto in prospettiva, con una lungimiranza concettuale che vada oltre il cronoprogramma mentale legato al progetto e getti le basi per una connettività da raccogliere nel futuro. In relazione alle potenziali dettate dal PGT, la possibilita’ di intervento e di risignificazione futura per l’area della caserma e l’enormita’ del vuoto in sua prossimita’, la connettivita’ possibile con la circle line del ferro, il legame esistente con il parco delle cave necessitano, per il progetto di via Cenni, di un segno consono a definire la proprieta’ insediativa del contesto. Il masterplan per l’area di Via Cenni puo’ connettere percio’ le micro-istanze locali alle necessita’ della grande scala. Questa conseguente connettivita’ possibile tra scale, che porta a un contesto volumetricamente composito, diventa il centro concettuale del progetto, con essa inteso il legame tra scale di relazionali, di volumi, di spazi aperti e verde. Per questo si applica la strategia del “claiming” appropriandosi della minima porzione di area appartenente alla Caserma necessaria a creare uno spazio di relazione appropriato. Anche questo e’, secondo noi, l’obiettivo di un concorso di tale portata.
analogie
© amber+ . Pubblicata il 17 Novembre 2011.
L’incertezza e i vincoli legati allo sviluppo delle aree limitrofe si sono trasformati in pretesti progettuali: il bordo nord si e’ rafforzato con un edificato in linea, il bordo sud e’ stato esteso attraverso un patchwork di orti urbani, capace di gerarchizzare ora , e di connettere visivamente nel futuro le aree limitrofe; i volumi si sono articolati, infine, legandosi con effetto-domino rispetto al programma e al contesto.
identita' come parcellazione della facciata
© amber+ . Pubblicata il 02 Maggio 2011.
Viabilita’
vista da corte playground
© amber+ . Pubblicata il 03 Maggio 2011.
La scelta progettuale si e’ concentrata sulle necessita’ locali collegate all’accesso viabilistico all’area residenziale. Privilegiando la concentrazione delle ‘meeting areas’ e flusso pedonale al centro del lotto, si e’ conseguentemente interpretata la connessione da Via Novara , attraverso Via Gabetti, come un accesso di transizione, capace di indirizzare gerarchicamente verso l’area progettata e le sue componenti programmatiche ma non di monumentalizzare l’ingresso automobilistico. I flussi ciclabili e pedonali sono stati indirizzati verso Via Cenni e Via Domokos, rispettivamente per ridisegnare l’accesso al sistema progettato attraverso la cascina Torrette di Trenno, e per relazionarsi ai futuri progetti legati al sistema dei parchi urbani(Parco delle cave, Parco di trenno, Boscoincitta’) e alla risignificazione della caserma Santa Barbara. La circolazione pedonale nel’area e’ stata connessa alle regole d’uso degli spazi aperti, alla loro fruibilità’ diurna e notturna.
identita'come appartenenza al sistema di relazioni a piccola scala- vista dalla cascina
© amber+ . Pubblicata il 22 Aprile 2011.
POTENZIALE SOCIALE
identita' come definizione di segni a grande scala- vista dal lato ovest
© amber+ . Pubblicata il 22 Aprile 2011.
Centralita’, narrativita’ e varieta’ aggregativa
L’intento progettuale considera con chiarezza i temi legati all’insediarsi sociale nello spazio. Il progetto incorpora in se e induce modi di aggregazione tra cittadino, sistema abitativo e spazio aperto per rafforzare il processo di identificazione con il luogo e stimolare relazionalità e crescita collettiva. L’equilibrio tra aspettative dell’abitante e necessità legate all’investimento puo’ essere raggiunto attraverso uno spazio elementare capace di raccontare una storia e di mostrare il suo volto. Creare uno spazio narrativo, attribuire un centro e variare le modalità abitative sono diventati i cardini concettuali del progetto. Solo attraverso il loro fondersi l’abitante potrà identificarsi nel suo habitat, rispettarlo e mantenerlo vivo. La ricerca urbana attuale tende ad esaltare l’entità quartiere come elemento di scala intermedia tra la città e l’unita’ abitativa. In questo senso la ricerca di un equilibrio dialettico tra gli usi privati della città – la residenza – e quelli pubblici – servizi sociali e commercio –e’ un parametro di lettura evidente del quartiere contemporaneo.
Per quanto concerne gli spazi privati, il progetto si e’ articolato in una progressione dalle abitazioni e spazi collettivi e separati dal suolo, all’abitazione piu’ individualizzata e lontana dal piano terra. Facendo cio’, passando cioe’ dalla condivisione alla individualizzazione dello spazio, si sono articolati gli spazi aperti di pertinenza, in un crescendo che segna il passaggio ideale dalla citta’ tradizionale(suolo) al dogma dettato dalla citta’ moderna(cielo).
Gli spazi pubblici conseguenti si susseguono cosi’ alternando aree ad uso temporaneo ed altre ad uso permanente, alimentando la dialettica tra quotidianita’ed eccezionalita’ del vivere lo spazio abitato. La tipologia legata al tema della temporaneità e’ la corte, il luogo di incontro ,delle performance e dell’atto sociale ‘improvvisato’. La connessione diretta con la Cascina Torrette di Trenno e la sua ri-significazione ha definito uno nuovo spazio ideale, quasi un teatro all’aperto, dove persone appartenenti a tutti gli strati sociali possono ritrovarsi e alimentarsi attraverso lo scambio e la condivisione di spazi ed idee. L’attitudine giocosa si connette organicamente con il paradigma della temporaneità ad equilibrare un luogo che dipende dall’osservanza a un budget prefissato e invariabile, e alla conseguente economia di segni che regola progettazione e costruzione. Il luogo del gioco, intimamente legato al suolo, e’ dominato dal bambino e dal colore, il masterplan e’ attraversato dall’animo dei bambini, che si manifesta nello spazio aperto di connessione. . Connessione foyer-cascina-orto(borgo)
Partecipare la comunità- memoria del luogo e innesto urbano
La toponomastica (borgo, micro parco, belvedere), il nominare e definire un immaginario per aree e spazi e’ il primo passo per la presa di posizione e di possesso del territorio collettivo e’ dare un nome agli spazi. Il borgo, il micro parco, il belvedere si susseguono a strutturare l’area di porgetto. L’insieme di nomi si deposita a confermare l’esistenza di uno spazio costruito, e l’associazione nome-archetipo stabilizza quanto prima potrebbe essere disperso.
STRATEGIA PROGETTUALE
Volumi innestati nel contesto
La volumetria di progetto ha letto le condizioni morfologiche esistenti e, categorizzandone le principali tipologie, le ha riaggregate a formare una progressione di edifici omogenei. All’interno del contesto locale, si riconosciute tre tipologie elementari, attualmente oggetti di frammentazione e dispersione semantica: frammenti di case unifamiliari su due piani, palazzine di altezza media cinque piani, edifici in linea di altezza media 9 piani. Attorno ad esse, e prolungandole all’interno dell’area di progetto, si sono costruite le sequenze abitate della serie R4, in prossimita’ della cascina,del ponte abitato R3, della dorsale su via gabetti R2, del volume sollevato di R1(affaccio-volto sul Campo di Marte) Declinazione dell’abitare Il progetto architettonico, in relazione alla complessità delle relazioni contestuali, promuove la varietà dell’aggregazione sociale e una combinazione tra tipologie abitative diverse in metratura e modalità d’uso. L’idea della ”declinazione dell’abitare” connette tutte le scale dell’intervento, dal progetto urbano a quello architettonico a quello paesaggistico.
Ricercando una logica connessione tra volume, tipologia e luogo si e’ arrivati alle seguenti associazioni:
Abitare la citta’(R1)
il volume si inserisce a richiudere la sequenza abitata e costruire il bordo verso il campo di Marte. La base a doppio affaccio si rastrema alleggerendosi in sommità, enfatizzando la vista verso sud-ovest e marcando a distanza l’area. Il volume cromatizzato collocato in alto si comporta come il volto del progetto a grande scala, elemento di stabilità urbana nella cerniera tra il Campo di Marte e l’area di progetto.
Abitare il micro parco(R2)
La dorsale abitata che si distribuisce lungo via Gabetti, spina dorsale del progetto, consiste di un edificio in linea che protegge saldamente il centro dell’area. Il suo piano terra si organizza attraverso la serie dei servizi per la comunità, la sua testata est segna l’accesso all’area. Il ripiegarsi del volume edificato ad est a ovest genera il microparco centrale il luogo dell’ ’abbraccio’ tra gli abitanti, lo spazio della calma e della tranquillità. L’affacciarsi sul micro parco accentua la sensazione dello stare insieme, e di gustare i valori primari dell’abitare urbano: luce e vista.
Abitare la corte- abitare il ponte/loft(R3)
L’edificio a ponte che separa il borgo dal micro parco e’ pensato come il luogo per i giovani, lo spazio orizzontato dalle partizioni interne flessibili che stimola le aggregazioni sociali informali. L’affaccio verso la corte, e la connessione con il foyer enfatizzano il rapporto dinamico tra giovani e città.
Abitare l’orto- giardino(R4)
Le unità collocate nel borgo abitato, in prossimità dell’orto, sono caratterizzate dalla connessione col suolo. Il loro densificarsi a schiera e’ compensato dalla presenza dei giardini privati e dai giochi all’aperto.
Il sistema dei luoghi centrali
La forma allungata del lotto e le sue condizioni compresse ci ha suggerito la creazione di un sistema di aree centrali dalla forte connotazione urbana, in cui il progetto dello spazio pubblico potesse essere l’ elemento rinnovatore di questa area marginale e contemporaneamente la struttura di una residenza pensata in funzione del flusso pedonale.
Il Micro-parco costituisce la base sulla quale si intreccia la trama di connessioni, passaggi, collegamenti longitudinali. Il grande asse diagonale di percorrenza pedonale che lo attraversa est/ovest struttura il percorso, mettendo in relazione i diversi settori abitati, connettendo il belvedere a ovest con l’orto-giardino a est. Il borgo abitato, aggregato attorno alla cascina , si compone di due spazi aperti, la corte e l’orto-playground. Elemento di connessione ideale tra il vivere urbano e la memoria agraria, la corte diventa per sua conformazione morfologica elemento necessario per attribuire senso alle attività di incontro e agli eventi temporanei.
Significare il programma
Il programma funzionale e’ stato aggregato in relazione alle parti e ai luoghi definiti dal progetto. L’elemento programmatico di transizione, il foyer, e’ stato utilizzato come area complessa di filtro e cerniera distributiva per l’intero lotto costruito. Tutto passa dal foyer, tutto attraversa il suo piano terra. A fianco del foyer , o in sua immediata prossimità, si connettono tutte le funzioni, siano esse legate alle dinamiche socio-relazionali, sia agli spazi pubblici ceduti e asserviti. Il ‘living’, accanto ad esso, e’ posto al centro visivo del sistema abitato legato al microparco, e legato intimamente alla terrazza-loggia collocata al secondo piano, elemento di connessione visiva onnicomprensiva. Davanti al ‘living’ si distribuisce lo spazio aperto di connessione, l’elemento principale connesso alle attivita’ di gioco, che consente il legame diretto con le funzioni sociali collocate in seuqenza al piano terra dell’edificio R2.
EFFICIENZA ENERGETICA E SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE
Il progetto ha individuato e propone soluzioni urbanistiche ed ed¬ilizie che permettano la realizzazione di un complesso di edifici “sostenibili” con impatto ambientale estremamente ridotto e con un notevole risparmio energetico.
In particolare la strategia progettuale è stata sviluppata su più livelli:
• riduzione della domanda di energia attraverso l’utilizzo di strategie passive • ottimizzazione dei consumi energetici mediante impianti e sistemi tecnologici ad elevata efficienza • utilizzo di fonti di energia rinnovabili per la produzione di energia • utilizzo di materiali ecocompatibili
STRATEGIE PASSIVE
La progettazione di sistemi passivi prevede: • la realizzazione di involucri ad elevata efficienza attraverso l’ottimizzazione della trasmittanza termi¬ca dei componenti opachi e finestrati, l’eliminazione dei ponti termici e lo sfruttamento termico dell’inerzia dell’edificio e della massa • l’ottimizzazione della ventilazione ed illuminazione naturale • utilizzo di sistemi atti allo sfruttamento degli apporti gratuiti, attraverso lo studio dell’orientamento dell’edificio ed il controllo degli apporti solari da sfruttare integralmente nella stagione invernale e da inibire nella stagione estiva
IMPIANTI E SISTEMI TECNOLOGICI AD ELEVATA EFFICIENZA
Per il complesso di edifici in studio si è pensato dopo un’attenta analisi, di proporre i seguenti sistemi:
Impianti realizzati nella logica di assicurare la massima indipen¬denza di funzionamento ad ogni singola unità immobiliare. Si è ipotizzato che all’ epoca della sua realizzazione, l’area potrà essere allacciata al sistema di teleriscal¬damento urbano. L’utilizzo del teleriscaldamento darà i ben noti vantaggi relativi a sicurezza, comodità ed economicità. Tali vantaggi si tradurranno anche in una valorizzazione dell’immobile allacciato alla rete.
ENERGIE RINNOVABILI L’utilizzo di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria per provvedere alla pro¬duzione di almeno il 50% del fabbisogno delle residenze è stata totalmente sopperita dall’introduzione del teleriscaldamento per le prime e della pompa di calore per i secondi. Infatti, sia la presenza del teleriscaldamento urbano, sia l’utilizzo di pompe di calore aria – acqua (con COP > 3,00 a determinate condizioni di funzionamento), nella interpretazione della delibera della Regione Lom¬bardia del 22/12/08, sono assimilati a “fonte rinnovabile” e permettono di NON installare i pannelli solari termici per la produzione dell’acqua calda sanitaria. E’ inoltre prevista l’ installazione di impianti a pannelli solari fotovoltaici, la cui energia prodotta potrà essere utilizzata per soddisfare parte del fabbisogno necessario all’ illuminazione degli spazi comuni o delle aree esterne.
MATERIALI ECOCOMPATIBILI
Per tutti gli edifici il progetto prevede, ove tecnicamente conveniente, di utilizzare materiali ‘naturali’, ovvero prodotti non di sintesi chimica, di origine quindi naturale (minerale), che derivano da materiali rinnovabili, che siano biodegradabili e riciclabili e che, durante il loro intero ciclo di vita (approvvigionamento delle materie prime, processo produttivo, lavorazione e messa in opera, esercizio, dismissione) richiedano un basso consumo di energia e non emettano sostanze nocive per l’ uomo e l’ ambiente.
STRATEGIE PER LA PROGETTAZIONE IMPIANTISTICA
Gli impianti residenziali sono stati ipotizzati nella logica di assicurare la massima indipendenza di funzionamento ad ogni singola unità immobiliare. L’area verrà allacciata al sistema di teleriscaldamento urbano ed ogni edificio avrà un punto di consegna indipen¬dente. Ogni unità immobiliare sarà dotata di pannello di contabilizzazione dell’energia.
La presenza del teleriscaldamento urbano, nella interpretazione della delibera della Regione Lombardia del 22/12/08, permette di NON installare i pannelli solari termici per la produzione dell’acqua calda sanitaria in quanto il teleriscaldamento è assimilato a “fonte rinnovabile”. Inoltre, sempre sfruttando tale interpretazione, è possibile eliminare i bollitori centralizzati, altrimenti necessari con i pannelli solari termici, e realizzare quindi una produzione di acqua calda istantanea direttamente all’interno dell’unità immobiliare.
Grazie all’utilizzo del teleriscaldamento l’utente finale potrà godere dei seguenti vantaggi: sicurezza, comodità ed economicità.
Tali vantaggi si tradurranno in una valorizzazione dell’immobile allacciato alla rete. • elevata sicurezza grazie all’assenza di combustibili e di fiamme libere nei locali annessi agli edifici da riscaldare. • eliminazione delle prese d’aria. • il mancato utilizzo delle tradizionali caldaie, il cui livello di affidabilità è notevolmente inferiore rispetto a quello degli scambiatori, consente di diminuire sensibilmente i rischi di guasti e di interruzioni nel riscaldamento. • comodità dovuta all’installazione diretta da parte del Gestore del collegamento alla rete e dello scambiatore • limitata necessità di intervento grazie ai particolari sistemi di controllo di rilevare autonomamente gli eventuali guasti • economicità rispetto al costo complessivo del calore ottenuto tramite gli altri sistemi di riscaldamento dis¬ponibili sul mercato • risparmio dello spazio solitamente dedicato al locale caldaia negli edifici di nuova costruzione • fornitura ad effettivo consumo di calore • bassa necessità di manutenzione dell’impianto • modesti costi di investimento • nessun vincolo per quanto riguarda la prevenzione incendi • assenza di caldaie e camini
All’interno delle unità immobiliari, abbinata al sistema di teleriscaldamento, la proposta impiantistica individuata è quella di realizzare un impianto a pannelli a pavimento, integrato da eventuali scaldasalviette nei ser¬vizi igienici.
Tale soluzione impiantistica comporta: • grande flessibilità d’uso e di gestione • non invasività negli ambienti • elevato comfort ambiente
Per impianto di raffrescamento verrà realizzata la sola predisposizione di sistema multi-split per consentire massima flessibilità di personalizzazione all’utente finale.
MATERIALI E FACCIATE
Il trattamento del parco presenta il susseguirsi di materiali diversi – pietra, asfalto, cemento in lastre, aree a prato, ciottoli, arbusti, alberi, autobloccanti, gomma per i bambini– che scandiscono lo spazio, creando zone distinte per uso e per qualità estetica. Questa differenziazione di materiali crea una sorta di paesaggio interno. La morfologia dell’ isolato, stretto e lungo, viene misurata dai tagli perpendicolari del parco ed enfatizzata dal percorso centrale in terra battuta stabilizzata. La quarzite grigia è l’elemento che segna la continuità tra interno ed esterno. E’ usata nei portici e nei passaggi di ingresso e prosegue all’interno delle portinerie e negli spazi comuni. Per gli appartamenti è stato scelto parquet industriale in rovere: un materiale resistente che conferisce calore e qualità agli alloggi. Crediamo importante che l’edilizia sociale oggi possa proporre alloggi che, se pur di dimensioni ridotte, abbiano standard qualitativi ed estetici di qualità. Gli appartamenti hanno soggiorni con moduli componibili di finestre scorrevoli, ad alto rendimento termo-acustico, così da garantire solleggiamento e viste a sud sul microparco e sul Campo di Marte.
Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:
Ordine Architetti: Agrigento, Alessandria, Ancona, Aosta, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Avellino, Bari, Belluno, Benevento, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi, Caserta, Catania, Catanzaro, Como, Cremona, Cuneo, Fermo, Ferrara, Foggia, Forlì - Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, Lecce, Lecco, Livorno, Lodi, Macerata, Mantova, Massa Carrara, Matera, Messina, Milano, Monza, Napoli, Novara, Nuoro, Oristano, Palermo, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Potenza, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Sassari, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Teramo, Terni, Torino, Trapani, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza
Ordine Ingegneri: Ascoli Piceno, Bari, Cagliari, Foggia, L'Aquila, Lecce, Lecco, Messina, Monza, Padova, Palermo, Pavia, Perugia, Potenza, Prato, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Sassari, Teramo, Torino, Trento, Treviso, Varese, Vercelli, Roma
Collegio Ingegneri della Toscana, Collegio dei Periti Industriali di Grosseto, Federazione agronomi e forestali della Lombardia, Dipartimento S.S.A.R. Università "G. D'Annunzio", Collegio Geometri Reggio Calabria, Consiglio Nazionale dei Geologi, InArSind Sindacato Nazionale Ingegneri e Architetti, Ordine Ingegneri e Architetti di San Marino, Collegio dei Periti Industriali di Siena, Associazione Laureati Iuav
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