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© Laboratorio di Architettura . Pubblicata il 27 Aprile 2011.
Tra natura e artificio Il nuovo Palazzo Provinciale di Bolzano.
Schemi concettuali
© Laboratorio di Architettura . Pubblicata il 27 Aprile 2011.
NATURA E ARTIFICIO Il tema della cosiddetta “città diffusa”, relativamente alla sostenibilità delle trasformazioni, all’intervento sul paesaggio in uno stretto rapporto con la natura, alla valorizzazione dei caratteri naturali e di quelli insediativi, suggerisce un nuovo modo di fare architettura. In tali luoghi la reinvenzione progettuale richiede, da un lato, procedure di re-significazione dei segni a grande scala, con la costruzione di nuovi “landmarks”, di capisaldi di riferimento e di misurazione visiva e fisica del territorio; dall’altro lato, procedure di revisione capaci di condurre al risparmio dell’uso del suolo, vera risorsa del futuro, e uno studio delle forme capaci di riportare i nuovi interventi nell’ambito della conformazione di un nuovo paesaggio. L’architettura, in quest’accezione, è chiamata non più a costruire semplici “oggetti” appoggiati nel territorio, né semplicemente a disporsi fra tali oggetti, ma a modificare l’immagine del territorio medesimo. L’Alto Adige, terra di confine, è una grande città diffusa. Una grande città fondata sul magnifico paesaggio che la circonda e che la mano dell’uomo ha plasmato nei secoli, senza alterarne il carattere. Una terra tra natura e artificio, dove non è pensabile scindere le due cose. L’architettura (l’artificio) concorre in modo inequivocabile alla trasformazione culturale del paesaggio (la natura).
Inquadramento
© Laboratorio di Architettura . Pubblicata il 27 Aprile 2011.
IDENTITA’ E FLESSIBILITA’ Il progetto per la nuova sede della Provincia Autonoma di Bolzano ha l’immagine di un grande totem composto da una facciata ventilata in vetro a “pixel” rossi e bianchi in due toni di colore: una pelle artificiale, che in facciata si integra con le aperture irregolari ed in copertura con i moduli fotovoltaici, inviluppa l’intero edificio. Da vicino il nuovo edificio appare pertanto caratterizzato dalla frammentata percezione dei pixel integrati con il disegno della aperture, ricercando l’integrazione con lo spazio urbano circostante. Da lontano la costruzione assume invece un aspetto monolitico e regolare e si prefigura come simbolo riconoscibile della Provincia riprendendone cromaticamente i colori bianchi e rosso. Spazi vetrati a più volumi e la grande terrazza in copertura consentono alla natura di entrare e, nel frattempo, di osservare il paesaggio. Grandi giardini d’inverno che inondano di luce naturale gli spazi comuni e di distribuzione, dove passare i momenti di pausa dal lavoro: la sera, illuminati, divengono grandi lanterne visibili dalle vicine montagne. La struttura, costituita da un regolare telaio in calcestruzzo irrigidito dal nucleo centrale di distribuzione e dalle solette piene dei solai, consente un’efficace flessibilità d’uso in rapporto anche alla regolare distribuzione delle aperture. Nel nucleo centrale trovano posto gli ascensori (di cui uno protetto) e il corpo scale di emergenza a prova di fumo, nel pieno rispetto della normativa antincendio. Un’altra scala aperta facilita il collegamento tra i piani contigui, agevolando gli scambi tra uffici di diversi servizi.
Piano Terra
© Laboratorio di Architettura . Pubblicata il 27 Aprile 2011.
TECNOLOGIA E IMPRONTA ECOLOGICA.
Un volume compatto a elevata semplicità costruttiva, che consentirà di ottenere elevate prestazioni energetiche:
• I grandi giardini d’inverno consentono un alto livello di apporti solari passivi unito a un sistema di tende solari di protezione dal surriscaldamento estivo.
• un’alta compattezza dei volumi consente di ridurre il rapporto S/V raggiungendo un valore di 0,31.
• un elevatissimo isolamento dell’involucro a secco con struttura in calcestruzzo e chiusure esterne in legno. Il pacchetto di facciata è costituito da una struttura lignea (6×14 cm incrociata) riempita con pannelli in fibra di legno da 160 kg/mc, completata all’esterno da un cappotto di cm 6 per ridurre i ponti termici della struttura e all’interno da pelle in fibrogesso da cm 2,00. Ciò permette di ottenere un alto valore di trasmittanza (U=0,12 w/mqk) oltre a un alto valore di sfasamento di 12,5 ore circa, che unito alle vetrate a triplo vetro consente di raggiungere valori di fabbisogno termico pari a 6,1 kW/mca (classe energetica Casa Clima A). Parte dell’energia necessaria sarà fornita dai 65 moduli fotovoltaici integrati nella copertura, che consentono di ottenere una potenza di 14 kWp.
• un innovativo impianto di pannelli radianti a parete a bassa inerzia alimentato da tre pompe di calore terra-acqua (geotermiche) con fattore di COP pari a 4,5.
• un sistema di ricambio aria costituito da impianto di ventilazione con recuperatore di calore a doppio flusso con efficienza del 70%, ripartito in 4 UTA, per garantire un elevatissimo e costante livello di qualità dell’aria interna e un consistente recupero energetico. Nei periodi estivi il sistema funziona in free-cooling notturno per abbassare le temperature degli ambienti.
Il benessere degli utenti e il rispetto per la conservazione dell’ambiente, due aspetti decisivi per un’architettura che possiamo definire “sostenibile”, sono fortemente influenzati da un utilizzo di materiali che non emettano sostanze nocive per la salute, derivati da processi di produzione naturali, rinnovabili, e capaci di accorciare la filiera di produzione (KM ZERO) e limitare i consumi di energia in fase di produzione, montaggio, riciclo. Il sistema tecnologico, in piena aderenza al concetto architettonico, ricerca un alto benessere degli utenti oltre al controllo dell’impatto sulla salute ed è composto di:
• una chiusura esterna a secco di legno (tecnologia a ballon-frame), dall’elevato grado d’isolamento unito a un elevato fattore d’inerzia (sfasamento di circa 12,3 ore) dovuto all’utilizzo di materiali ad alta capacita termica e densità (fibra di legno.)
• una facciata ventilata in vetro colorato capace di ridurre sensibilmente la temperatura superficiale di parete in estate, e, chiusa in inverno, di aumentarne la resa termica.
Piano primo
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MANUTENZIONE E COSTI Un importante fattore per il riequilibrio delle risorse naturali è la durabilità nel tempo delle nostre architetture: il principio “consuma e sostituisci” non è affine al processo di realizzazione di un’opera architettonica che invece è pensata per durare nel tempo con costi di manutenzione ridotti: • la facciata ventilata in vetro colorato e/o bianco opale non richiede particolari manutenzioni se non una saltuaria pulizia ordinaria, e garantisce una lunghissima durata nel tempo. • gli infissi in legno-alluminio garantiscono un’elevata durata nel tempo in assenza di manutenzioni. La semplicità costruttiva consente di contenere decisamente i costi di costruzione. Una stima sommaria del costo di costruzione dell’edificio, fa riferimento ad un costo al mc parametrizzato in funzione di precedenti esperienze con tecnologie simili. Il costo delle opere dell’intero edificio è pertanto riconducibile a un valore di circa 350 €/mc che conduce a un valore complessivo delle opere di € 7.871.500,00.
Piano ottavo
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Piano nono
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Sezione
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Prospetto
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Dettaglio
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