© Giovanni Chiaramonte. Published on May 16, 2011.
Questo progetto nasce dalla necessità della committenza, proprietaria di un vasto appezzamento di terreno alle pendici dell’Etna, di realizzare due unità autonome con accesso indipendente dalla strada, posta a valle, da progettare con standard di qualità. Il terreno esposto a sud-est digradante verso il mare Ionio era occupato da un agrumeto. Aprire le due unità verso il mare, approfittando anche della buona esposizione solare, con un impianto planimetrico a patio definito da tre distinti volumi, è sembrata quasi una scelta obbligata.
© Giovanni Chiaramonte. Published on May 16, 2011.
Lo schema distributivo, simmetrico, ottenuto mediante la composizione di tre figure geometriche elementari (rettangolo o doppio quadrato) disposte ad U, viene contraddetto dalla variabile in fuori angolo del corpo di fabbrica destinato alle camere da letto. Il tutto è poi concluso da una corte che, colmando il salto di quota determinato dall’orografia naturale del terreno, si mostra con tutta la forza del muro di sostegno in pietra basaltica sbozzata, divenendo un vero e proprio giardino pensile dominato dalla presenza di un importante elemento vegetale. Su questa corte-giardino si affacciano tutti gli ambienti del piano terra destinati a soggiorno, salotto e cucina-pranzo. Il sistema a patio, frutto di una ricerca sperimentata in altri casi, è in qualche misura un tema, per noi, di forte suggestione per la sperimentazione e la rielaborazione di un linguaggio tettonico, connotativo della nostra architettura.
© Giovanni Chiaramonte. Published on May 16, 2011.
La semplicità del sistema compositivo è giostrato essenzialmente gerarchizzando l’assemblaggio di volumi puri, definiti dal sistema di copertura ad una falda e dall’altezza di gronda. I due corpi di fabbrica, destinati ai servizi e dalle attività comuni, sono ortogonali tra loro e conclusi in sommità da un tetto falda unica, mentre il volume disassato è collegato agli altri mediante una terrazza. Il dislivello del terreno ha suggerito la possibilità di adagiare le costruzioni sui terrazzamenti. Pertanto le due ville hanno il fronte verso l’Etna ad un livello con accessi pedonali, ed un fronte che si apre sul mare, con due elevazioni, uno delle quali ospita l’accesso al garage ed alla cantina.
© Giovanni Chiaramonte. Published on May 16, 2011.
Tutte le bucature esterne sono disposte e dimensionate funzionalmente alle necessità distributive degli interni: grandi le porte-finestre scorrevoli che si aprono sulla corte-giardino, più piccole le porte delle camere da letto e le finestre dei servizi; questa gerarchia caratterizza l’impaginato di tutti i prospetti, fornendo l’occasione per leggere dall’esterno il sistema distributivo e rendere la verità costruttiva elemento regolatore della grammatica dell’architettura stessa. Con il medesimo spirito l’accostamento dei materiali tra loro è definito gerarchicamente, in funzione delle necessità strutturali, rafforzando e/o riducendo, l’identità stessa del segno tettonico, come accade per i massivi muri di sostegno sempre rivestiti con pietra lavica sbozzata, o ancora per la geometrica leggerezza degli elevati rifiniti ad intonaco monocromo, rosso in un caso bianco nell’altro; medesimo atteggiamento può dirsi per i percorsi carrabili o pedonali e così via.
La particolarità di quest’opera è certamente rappresentata dalla possibilità di gestire in maniera unitaria gli spazi esterni dei due interventi, in modo da ottenere una continuità formale dell’insediamento.