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Bressanone (BZ), Italia

BBrix

Biblioteca a Bressanone

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Il nuovo edificio per la Biblioteca Comunale di Bressanone si colloca in un contesto storico di grande importanza, per la città di Bressanone come per l’intera Provincia. Il tessuto storico si compone prevalentemente di due elementi. Le parti dense medievali lungo i Portici dove è predominante l’articolato e complesso rapporto tra pieni e vuoti, tra spazio aperto ed edifici che si articola secondo diversi dispositivi spaziali come i portici – le gallerie – i patii interni. E gli Oggetti Singoli laici e religiosi come il Duomo, la Parrocchia ed il Palazzo Vescovile ma anche il Tribunale e Villa Eichbichler caratterizzati da chiari linguaggi architettonici ben definiti e riconoscibili cui fanno da contraltare i grandi spazi aperti dei cortili, degli orti, del Chiostro, del Giardino dei Signori e della Piazza. Il nuovo edificio occupa per intero il perimetro di concorso, mantenendo inalterata la visuale dell’Erker del tribunale. Il muro lungo via Bruno viene mantenuto mentre per garantire una giusta proporzione in relazione agli edifici storici la linea di gronda della nuova copertura viene tenuta ad un altezza di 12.60m dalla quota +0.00. Il nuovo edificio si connette al tribunale attraverso un elemento di passaggio vetrato che da anche accesso alle scale di sicurezza ed all’edificio ex-gdf nell’angolo sud-est così da creare una sorta di cortile segreto interno che preserva le scale tardo-barocche dell’edificio ex-gdf e parte della facciata est dello stesso edificio. Sul lato ovest il nuovo edificio si appoggia all’edificio dell’ex-gdf , una fascia vetrata garantisce uno stacco tra i due. La particolare forma della copertura è stata disegnata in modo da minimizzare l’impatto del nuovo edificio sull’intorno oltre che a garantire una illuminazione ottimale ai piani superiori. L’edificio si abbassa sul lato sud-ovest all’ingreso di Via Bruno venendo dalla Colonna Millenaria mentre si alza sul lato est davanti al giardino delle carceri per rendersi più visibile a chi da via Roncato svolta in Via Bruno. Da Piazza Duomo l’edificio nuovo non è visibile. Sarà prevista però, al posto del cortile dell’ex-gdf , la costruzione di una struttura di ingresso leggera e poco invasiva costituita da un porticato che proteggerà l’ingresso e il punto di riconsegna automatica e da un volume di vetro che conterrà parte delle funzioni del piano terra. In questo modo l’ingresso alla nuova biblioteca acquisterà valore e visibilità, in un angolo di Piazza Duomo oggi considerato piuttosto come retro. Sulla copertura si potrà eventualmente prevedere di aprire una terazza con accesso dal primo piano, riprendendo in questo modo il carattere della facciata di Villa Eichbichler.

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Rapporto tra edificio e spazio aperto Il piano terra del nuovo edificio sarà a tutti gli effetti un dispositivo poroso che garantirà una continuità spaziale tra l’edificio lo spazio pubblico ed i cortili. Questa sorta di basamento semi-trasparente sarà quasi interamente vetrato su Via Bruno in modo da creare una continuità visiva con l’interno ma anche garantendo un accesso secondario alla biblioteca ed un accesso di servizio al cortile delle carceri. Attraverso questa sorta di porticato, durante determinate manifestazioni (feste, sagre, Altstadtfest, Sommeremotionen, Concerti, Degustazioni) si potrà utilizzare il cortile delle carceri anche senza dover attraversare gli spazi interni della biblioteca che eventualmente potrà restare chiusa. Come una sorta di galleria coperta che si snoda da via Bruno fino in piazza duomo lo spazio publico attraverserà l’intero edificio. Il basamento accoglierà così tutte quelle funzioni aggreganti e socializzanti che caratterizzeranno il piano terra della nuova biblioteca. Il grande spazio al piano terra del nuovo edificio è pensato come un grande vuoto multifunzionale, dove possono trovare spazio la zona prestito, il caffè, l’emeroteca ma che all’occorrenza potrà trasformarsi in una area manifestazioni proprio grazie al doppio accesso da Piazza duomo attraverso l’ingresso principale e su via Bruno attraverso l’accesso secondario. Questo secondo accesso farà si che anche via Bruno, oggi mera strada di attraversamento-scorciatoia aquisti un carattere più socializzante. Allo stesso modo anche il piano terra dell’ex-gdf farà parte di questo sistema di spazi permeabili aprendosi su piazza duomo attraverso il dispositivo di ingresso. La trasparenza del piano terra garantirà inoltre un rapporto diretto e costante con i cortili a est ed a ovest. Questi diverranno sfondo naturale agli spazi interni del piano terra.

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Riconoscibilità dei caratteri architettonici La volontà di dotare l’edificio di un carattere deciso e chiaramente riconoscibile è riscontrabile nella morfologia della copertura e nel materiale di rivestimento. La forma del tetto si richiama alle coperture a falde caratteristiche di queste zone, integrata però con il classico sistema a shed che consente una illuminazione ottimale ai piani superiori. Questa soluzione garantisce sempre una luce zenitale da nord-est, evitanto il surriscaldamento degli ambienti. Le forme e le proporzioni dell’edificio sono state pensate per una migliore integrazione nel contesto, in rapporto ai punti di vista dalle strade e soprattutto in rapporto agli edifici storici adiacenti come il tribunale e la ex-gdf. La scelta del materiale di rivestimento segue la medesima logica fin ora descritta per conferire al nuovo edificio un carattere fortemente unitario, riconoscibile – quasi iconico. La lamiera forata dorata che verrà utilizzata per rivestire completamente tutte le facciate si richiama agli intonaci giallo ed ocra del Duomo, del Palazzo Vescovile e della Villa Eichbichler. Gli effetti di luce, il riflesso e i giochi che si creeranno con le ombre tra il rivestimento e la parete posteriore contribuiranno ad alleggerire la massa dell’edificio. Anche la scelta di realizzare i primi due piani con solai voltati sottolinea la volontà di rendere riconoscibile ed identificabile lo spazio interno della nuova biblioteca. La volta si ritrova in tutti gli edifici medievali dei centri storici Altoatesini. Lo stesso sistema veniva impiegato anche per gli edifici religiosi: il cortile del palazzo vescovile è perimetrato su tutti i lati da un porticato su tre livelli con archi e volte, anche il chiostro del Duomo riprende la stessa soluzione stilistica. Il solaio a volta inoltre caratterizza anche il primo piano dell’ex-gdf e gran parte dei due piani dell’edificio del tribunale. Si crea in questo modo una continuità stilistica tra il nuovo ed il vecchio edificio. La volta di richiamo medievale ed il rivestimento effimero che richiama il barocco, i due grandi stili di questa città, si ritorvano a rappresentare anche la natura del nuovo edificio: luogo di incontro e di dialogo.

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Planimetria

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Wewerg

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