© Fabio Guarrera . Published on February 19, 2013.
Sul sito e sui problemi di degrado urbano…
vista della chiesa dalla rampa del parcheggio ipogeo...
© Fabio Guarrera . Published on May 31, 2011.
La conformazione morfologica del centro storico di Peschiera del Garda rappresenta una meravigliosa sintesi di stratigrafia urbana e di relazioni paesistiche. La posizione geografica, felice e strategica, impone alla città di intrattenere forti vincoli con gli elementi costitutivi dell’ambiente naturale, elementi che concorrono, in modo pittoresco, alla definizione della forma urbana. Il principio insediativo ne è un chiaro manifesto: l’innesto tra il fiume e il lago (foce), l’orizzonte lontano contornato dalla silhouette delle grandi montagne dolomitiche, la vegetazione e la luce mediterranea dell’area, rappresentano un mix potente, espressivo e fortemente evocativo. Nel cuore di questo magnifico paesaggio, a margine del tessuto storico della città, è collocata Piazza d’Armi, già avamposto militare e cervello della cittadella fortificata. Questo grande invaso ha rappresentato storicamente l’elemento catalizzatore della vita cittadina urbana e suburbana, cuore pulsante di una piccola città posizionata sul grande corridoio viario che dal Mediterraneo conduce al nord Europa e viceversa. Eccezione dimensionale nel minuto tessuto urbano della città, la piazza riversa oggi in un grave stato di degrado che gli impedisce di manifestarsi correttamente come “centro cittadino”, luogo della e per la vita sociale di Peschiera. Ma a cosa è imputabile questo ammaloramento? Le ragioni alla base del degrado urbano della piazza sono fondamentalmente due. La prima è legata al fatto che lo spazio è occupato per la quasi totalità da un parcheggio a raso che non lascia grandi ambiti di manovra pedonale. La seconda è legata al cattivo uso dei materiali di pavimentazione, asfalto sul 95% della piazza, assolutamente non dignitoso per uno spazio di tale importanza. Queste considerazioni, facilmente comprensibili e denunciate dallo stesso bando di gara sono state la base su cui la nostra proposta ha strutturato i propri ragionamenti.
gli scavi archeologici...
© Fabio Guarrera . Published on May 31, 2011.
Sul progetto…
© Fabio Guarrera . Published on May 31, 2011.
La risoluzione dei problemi di degrado urbano della piazza passa necessariamente attraverso l’attuazione di una strategia progettuale fatta di operazioni mirate, che hanno lo scopo di riqualificare l’area generando sottili relazioni spaziali tra le parti. Il progetto prevede di risolvere il problema alla radice: o si impedisce alle automobili di arrivare nel centro città, o si costruisce un parcheggio interrato che in qualche modo aiuta la disponibilità di posti auto quantomeno per i residenti. L’ipotesi di non fare entrare le macchine nel centro storico, o di fare entrare solo quelli dei residenti dotati di garage proprio, scelta molte volte attuata in altre parti d’Italia, potrebbe creare dei disagi, ma non sarebbero disagi impossibili da sopportare se risolti da interventi mirati sui servizi e sui trasporti pubblici. Il parcheggio ipogeo, quindi, libera completamente la piazza, rendendola “pubblica”, accessibile, pedonale; ne qualifica lo spazio e semplifica il procedimento compositivo basato fondamentalmente su quattro nuovi oggetti costitutivi: - la rampa di ingresso al parcheggio - la rampa pedonale di risalita dal parcheggio - i gradini del sagrato che risolvono l’innesto con la modesta pendenza della piazza. - la scala che sale sul Ponte dei Voltoni
© Fabio Guarrera . Published on May 31, 2011.
Sul parcheggio ipogeo…
la piazza dal Ponte dei Voltoni...
© Fabio Guarrera . Published on May 31, 2011.
Oltre a risolvere i problemi funzionali legati alla necessità di avere posti auto nella piazza, il parcheggio ipogeo, consente di creare una dimensione evocativa che si confronta direttamente con lo spazio archeologico del centro storico e con l’antica darsena. Essendo delimitato su un lato da un muro storico, il parcheggio non sarà solo un semplice spazio di sosta per i veicoli, ma un vero sito archeologico sottopiastra, sorta di sala ipostila, costruita matericamente sul contrasto tra il calcestruzzo armato lavato delle nuove murature e dei pilastri e il muro in pietra della vecchia banchina del lago. La dimensione evocativa di questo spazio supera addirittura la realtà funzionale: la rampa pedonale che collega la quota della piazza con quella del parcheggio, oltre ad assolvere alla funzione di uscita di sicurezza e di sistema di areazione dello stesso, si trasforma in un vero e proprio percorso archeologico, racconto storiografico in aderenza alla vecchia darsena.
il sagrato...
© Fabio Guarrera . Published on May 31, 2011.
Sul sagrato della chiesa e sull’area archeologica coperta…
la fontana...
© Fabio Guarrera . Published on May 31, 2011.
Allo stato di fatto la chiesa ha un ruolo abbastanza marginale sulla piazza. La dimensione “laica” di questo spazio, infatti, è funzione della gerarchia dimensionale determinata dagli edifici militari che lo delimitano. Provvedere alla riqualificazione del sagrato della chiesa quindi è un operazione corretta purchè quest’ultima non assuma un ruolo principale sulla piazza. Il progetto prevede di intervenire con una semplice estensione della quota piana del sagrato oltre la dimensione attuale. Questa operazione agendo sulla leggera pendenza della piazza, genera due gradini che contribuiscono a “staccare” il sagrato, creando una maggiore pertinenza della chiesa sullo spazio pubblico. Al sagrato è stato altresì attribuito un valore di contorno e di definizione della zona archeologica a fregio della chiesa, innescando in questo modo una felice relazione con lo stesso edificio sacro, migliorandone la definizione sulla piazza. Per quanto riguarda la riqualificazione architettonica dell’ambito archeologico, invece, ci sembra opportuno risolverla eliminando il carattere provvisionale della struttura di copertura attraverso una controsoffittatura che maschera la struttura metallica. Questo controsoffitto, realizzato con cartongesso da esterno, verrà “decorato” con la proiezione delle murature che stanno sotto; in corrispondenza di queste proiezioni un nuovo sistema di illuminazione artificiale migliorerà la musealizzazione delle rovine, contribuendo ad una migliore comprensione didascalica del sito.
la vasca d'acqua e la rampa...
© Fabio Guarrera . Published on May 31, 2011.
Sul Ponte dei Voltoni…
la scala di risalita al Ponte dei Voltoni...
© Fabio Guarrera . Published on May 31, 2011.
Il progetto prevede la connessione della Piazza d’Armi con il Ponte dei Voltoni attraverso una semplice scala a rampa unica sulle due testate del ponte. Questa operazione ha lo scopo di rendere più scenografico l’attraversamento dei Voltoni impegnando la quota alta dello stesso ponte già adibita a punto panoramico sulla darsena. Attualmente infatti l’attraversamento pedonale del ponte non coinvolge visivamente la darsena essendo la strada sensibilmente più bassa del “terrazzino” panoramico, rendendo assolutamente privo di interesse lo stesso attraversamento. Da un punto di vista materico il nuovo sistema di scale sarà realizzato in c.a. rivestito da marmo tipo Rosso di Verona, mentre il ponte sarà ripavimentato con cubetti di porfido come la piazza.