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ROMA (RM), Italia

Asilo nido per la Regione Lazio di Roma

“Qui dell'infanzia come premessa gloriosa e tradita dell'esistenza si parla..” (da Elemire Zolla, ‘Lo stupore infatile’)
Luca Ciaffoni, Antonio Di Marcantonio, Michele Ciutti

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Tavola 1

Strategia progettuale Le attenzioni dedicate alla progettazione degli spazi rivolti alla cura del bambino in età infantile richiedono specifiche riflessioni riguardo non solo le connotazioni formali e funzionali che gli ambienti devono assumere, ma, in maniera più profonda e mirata, la capacità di favorire i cosiddetti valori intangibili dell’architettura così strettamente legati ai valori pedagogici che le attività connesse al servizio tenderanno a trasmettere. Tali valori risiedono nel capitale immateriale,di cui in una certa quantità, ogni struttura che possa ritenersi architettonica ne è depositaria. Qualità della luce, vivacità delle concatenazioni spaziali degli ambienti, benessere ambientale, sono tutti valori non quantificabili a priori, ma ricchezza assolutamente percepibile dall’abitante, beneficiario di una dote essenziale con cui favorire l’instaurarsi del ‘senso di luogo’. Sono queste qualità che la buona architettura riesce sempre a trasmettere attraverso l’attenta scelta di osmotici rapporti con il contesto, in una ricerca progettuale tesa a rivelare, nella perturbazione dell’atto trasformativo, quanto più possibile, armonici rapporti con l’ambiente che l’accoglie. Pertanto, se questo stato va favorito ogniqualvolta s’intende realizzare nuovi spazi dedicati alla prima infanzia sin dalle iniziali condizioni legate alla specifica scelta del sito ottimale all’inserimento, non può essere eluso in diverse situazioni dove le premesse appaiono maggiormente costrittive all’interno di un recinto paesaggistico precostituito, oltre che pre-costruito, privo di qualificanti caratteri d’accoglienza, estranei al programma funzionale della struttura ospitante. Le problematiche urgenze implicitamente presenti nella proposta di bando ma deducibili dalla generale lettura del contesto previsto dall’inserimento sono risultate: -la svantaggiosa esposizione della porzione libera dell’edificato (prevalentemente orientata a nord) e della profondità di sviluppo dello spazio interno previsto per le modificazioni di progetto (circa 27mx24m nel livello inferiore) -l’assenza di adeguati spazi esterni prospicienti e direttamente collegabili al fronte principale di sviluppo, (alla quota più bassa la distanza dal confine determinato dallo scavo risulta inferiore a 5m) . -l’obbligata organizzazione su più livelli per la gestione dei flussi legati al servizio e alle erogazioni connesse. -la necessità d’adeguamento riguardo la struttura del nuovo impianto e l’articolazione all’aperto di spazi in sicurezza. Desumibile la difficoltà direttamente legata a questi fattori, preclusiva della possibilità di realizzare un ambiente adatto ad ospitare attività di vita oltre che di cura e formazione di un bambino solo ed esclusivamente attraverso un’operazione di design e riassetto della suddivisione interna degli spazi o d’arredo degli ambiti all’aperto. L’approccio progettuale assunto perseguita pervicacemente tale radicale ricerca di una nuova condizione spaziale e ambientale capace di sopperire agli scevri presupposti attraverso la ridefinizione di un contesto quanto più possibile esclusivo. Laddove l’ambiente esterno presenti aspetti aggressivi la proposta architettonica deve anticipare le cure pedagogiche e creare necessariamente i presupposti di un morbido enclave protettivo che aiuti il piccolo ospite a compiere liberamente le sue esperienze di crescita e scoperta di ciò che lo circonda. Da questi presupposti, alla necessità di ‘premesse gloriose’, come Elemire Zolla definisce poeticamente la prima infanzia, sono partite le operazioni progettuali che stabiliscono le basi della nostra proposta così articolata.

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Tavola 2

creazione di un nuovo enclave Il vuoto a doppia altezza, cuore dello spazio destinato dal bando all’attenzione progettuale è stato accolto quale suggerimento di un principio spaziale che intende ricreare proprie condizioni ambientali. Tale vuoto diviene pausa distintiva sia tra ciò che letteralmente viene inteso esterno e ciò che è interno, sia tra ciò che il bambino percepirà come ‘dentro’ e ciò che assocerà al ‘fuori’. Preservare questa esistente tensione interna ha naturalmente rafforzato la necessità di spingere la disposizione delle sezioni lungo il perimetro del fronte. La facciata viene restituita al nido libera da tamponature murali e partizioni vetrate, in modo da scoprire l’ossatura strutturale che scende giù per l’intera misura dell’ordine d’altezza del vuoto interno permettendo la libera ricerca della migliore esposizione nell’organizzazione delle facciate delle singole cellule abitative dei piccoli. L’organizzazione degli spazi La comunicazione delle prime suggestioni progettuali rivelano il confronto con alcuni aspetti dello spazio che nel piccolo utente diventeranno elementi guida verso l’apprendimento delle diverse dimensioni degli ambienti che lo ospitano, delle sue suddivisioni e delle sue appartenenze. Tale avvicinamento sensoriale attraverso il riconoscimento di segni e dispositivi spaziali espressivamente lega ai temi pedagogici la funzionale scelta di una lenta discesa, attivata dalla lunga rampa di collegamento che assieme al ballatoio distribuisce sui due livelli tutti gli spazi bimbo. Le sezioni rimangono tutte collocate al livello terra d’ingresso, con puntuali terrazzini che definiscono i primi e diretti collegamenti protetti verso l’ambiente esterno. Il resto delle attività viene svolto nello spazio di interconnessione fra i due livelli verso il giardino a livello seminterrato. In tal modo s’innesca proprio lungo l’intera altezza del vuoto la dinamica continuità che traduce il graduale cammino di crescita nel bambino verso la conoscenza del mondo esterno attraverso pause ludiche e momenti di formazione e preparazione. Qualità dell’ambiente La percezione indiretta del mondo attraverso il passaggio dell’intensità luminosa, la temporalità nei mutamenti visivi del paesaggio, dalla luce al buio, le diverse declinazioni di colore che assumono le cose e la natura per via di emanazione solare o artificiale, sono aspetti non solo emozionali, ma cognitivi nella formazione sensoriale del piccolo e di conseguenza necessario patrimonio dello spazio maggiormente frequentato dai piccoli all’interno del nido. Questi fattori che generalmente necessitano di opportuni controlli e gestioni, appaiono, sia per l’esposizione, sia per lo spazio contingentato, bisognosi, nella specifica situazione, di essere opportunamente amplificati. Se da un lato il benessere interno viene garantito dalle adeguate parti finestrate, la loro collocazione e il loro trattamento unitamente alle superfici opalescenti con cui sono rivestiti gli involucri scatolari delle sezioni oltre ad una maggiore distribuzione per effetto di rimbalzi indiretti della luce proveniente da ovest, cerca di suscitare attraverso il gioco di rifrazioni e riverberi luminosi, suggestioni visive molteplici che a livello sensoriale possano incuriosire e sorprendere i bambini rendendo più vivace e stimolante l’ambiente di vita.

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Europaconcorsi cura il servizio di informazione sui bandi di progettazione e la realizzazione del servizio albo-on-line delle seguenti associazioni professionali:

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