© Atelier Fo.A . Pubblicata il 07 Giugno 2011.
Inquadramento
© Atelier Fo.A . Pubblicata il 07 Giugno 2011.
Villa della Regina è una delle Residenze Sabaude piemontesi, la struttura è tipicamente secentesca con giardino all’italiana: una piazza-terrazza ellittica permette di accedere ad una corte superiore rettangolare che ospita il castello, un edificio alla sua sinistra e una terrazza a destra. Dietro il palazzo, il giardino si configura ad emiciclo scavato nella collina, con terrazze e belvedere, fontane decorative, grotte, la fontana a catena d’acqua, ed il bellissimo teatro delle acque. La Residenza è compresa dalle colline circostanti. Nel parco, a più livelli, si trovano sculture, fontane e balaustrate marmoree. Una doppia scala in curva con fontana centrale conduce all’ingresso a portico: due padiglioni laterali inquadrano la facciata, coronata al centro da balaustra con statue. L’edificio è a tre piani, con padiglioni laterali che racchiudono il corpo centrale caratterizzato dal doppio loggiato. Sul fronte nord della villa si sviluppa la manica di collegamento porticata che collega l’edificio principale all’area di progetto.
© Atelier Fo.A . Pubblicata il 07 Giugno 2011.
Idea progettuale
© Atelier Fo.A . Pubblicata il 07 Giugno 2011.
L’idea progettuale della nuova manica di accoglienza offre lo spunto per una riflessione sul rapporto tra luogo storico e società moderna: l’evoluzione da residenza nobiliare a centro culturale, pur implicando una rivisitazione delle funzioni, può conservare unità formale piegandosi al riflesso dello spirito del luogo. L’obiettivo dell’intervento è quello di riavvicinare l’architettura contemporanea alla cultura neoclassica inserendosi nel contesto paesaggistico di Villa della Regina sia attraverso gli elementi che caratterizzano il luogo, che tramite l’inserimento di elementi leggeri propri delle tecnologie costruttive moderne.
© Atelier Fo.A . Pubblicata il 07 Giugno 2011.
Il rapporto col contesto
© Atelier Fo.A . Pubblicata il 07 Giugno 2011.
Acqua, pietra e disegno del verde si fondono con elementi riflettenti, trasparenti e forati. Permeando spazi interni ed esterni si crea un continuo architettonico tra il nuovo e l’esistente. Luce e acqua sono modulate al fine di creare uno stretto legame tra spazi compenetranti: la luce si riflette nelle superfici specchianti restituendo l’immagine dell’intorno sull’involucro edilizio, attraversa le pareti vetrate e filtra attraverso le pareti forate in pietra; l’acqua è assunta come elemento legante tra giardino e nuova manica, tra interno ed esterno. L’edificio si configura come volume scavato nella roccia, rivestito in pietra lucerna, e coperto da una vasca d’acqua, così da integrarsi con i teatri d’acque e le grotte che disegnano il giardino settecentesco, in un rimando di superfetazioni storiche modellate sugli elementi naturali. Il fronte vetrato sul parterre è rivestito da pellicole riflettenti su due livelli con funzione di frangisole. Il fronte nord é trattato come un crescendo di vasche d’acqua in modo da modellare le nuove costruzioni come parte integrante dei giochi di livello del giardino. Sul fronte verso la città sono erette due quinte architettoniche in acciaio specchiato così da riflettere il giardino, il cielo ed il panorama verso la città.
© Atelier Fo.A . Pubblicata il 07 Giugno 2011.
Assetto distributivo
© Atelier Fo.A . Pubblicata il 07 Giugno 2011.
L’area d’intervento è caratterizzata da una serie di dislivelli al contorno ed il nuovo edificio si pone l’obiettivo di ricollegarli: - lo spazio principale d’accoglienza è posto alla quota mediana del Parterre; - l’ingresso principale alla nuova manica è posto sul fronte ovest ad un dislivello di – 131 cm dallo spazio principale; - l’area bar/relax, i servizi e l’area con postazioni multimediali sono poste alla quota della manica, sita ad un dislivello di 34 cm sopra lo spazio principale; - questi dislivelli sono collegati da un percorso in rampa a cielo aperto che taglia in due l’edificio. Il corridoio porta dalla quota di accesso, alle quote mediana e superiore del parterre evitando ogni genere di barriere architettoniche. Su queste quote si attestano in sequenza la manica di accoglienza vera e propria ed il volume a doppia altezza destinato a bar ristorante. - attraverso una scala elicoidale posta al centro dell’area bar ristorante si accede alla copertura a vasca, posta alla quota del percorso a terrazzo al di sopra della manica di collegamento. La copertura a vasca interseca inoltre la risalita sul fronte nord.
Nel complesso il nuovo intervento raggiunge l’obiettivo di ricollegare la complessa configurazione altimetrica dell’area. Distribuzione funzionale
L’intervento si divide in due macroaree funzionali: l’area d’accoglienza e l’area ristoro. Queste due aree possono essere utilizzate separatamente. Sono collegate da uno spazio coperto posto alla fine della rampa di collegamento e condividono l’uso dei servizi igienici (allo scopo di rendere interamente indipendenti le due aree funzionali, viene aperto un nuovo accesso ai servizi).
L’area d’accoglienza, posta a delimitazione del Parterre, contiene le funzioni di accoglienza, informazione, vendita, spazi riservati al personale e spazi destinati alla sicurezza: dal percorso centrale si accede ad un grande atrio funzionalmente flessibile dove, tramite setti e librerie scorrevoli su binari a soffitto, possono essere allestiti bookshop, piccole mostre, o eventi fino a 150 persone. L’atrio è delimitato da due volumi chiusi, destinati rispettivamente a: - biglietteria, guardaroba e sala riunioni, dislocati nel volume posto in corrispondenza dell’accesso dal percorso centrale; - guardianeria, sala regia, spogliatoi per il personale divisi per sesso con relativi servizi accessibili a disabili e deposito per il bookshoop, dislocati nel volume posto verso l’ingresso ovest.
Dall’atrio, avvenuta la registrazione di ingresso, si accede, tramite una rampa interna, all’area destinata alle postazioni multimediali dove il visitatore può accedere a tutte le informazioni relative la visita a complesso. Questa area funge da filtro tra quota alta del parterre, servizi igienici, area bar e manica di collegamento con la Villa.
L’area ristoro, dislocata nell’angolo nord/est dell’area d’intervento, si configura come spazio a doppia altezza, dove i livelli sono collegati tramite scala e dove lo spazio vetrato superiore si affaccia sul terrazzo a vasca. In quest’area sono dislocati gli spazi relativi alla ristorazione: bar, area per tavolini, area relax e spazi di servizio quali la cucina, spazio per il personale e la dispensa. Dietro i servizi igienici è stato aperto un passaggio per collegare gli spazi di servizio dell’area ristoro con la manica di collegamento alla Villa. Sempre dagli spazi di servizio si accede, tramite piccola scala a chiocciola per il personale, alla sala vetrata posta in copertura. Attraverso percorsi su blocchi di pietra si accede sia pedane attrezzate per la sosta a guisa di ninfee che, circondate dall’acqua, godono della vista del paesaggio verso la città.
Aspetti compositivi dell’architettura degli interni
Il carattere degli allestimenti interni nasce dalla tensione tra gli elementi naturali che costruiscono il giardino ed i manufatti storici della villa, con il dinamismo degli elementi d’arredo. Da un lato, l’acqua permea l’edificio sotto forma di cascata come fondale del percorso in rampa e l’antico pozzo viene a creare il fondale dell’area multimediale, dall’atro pannelli scorrevoli ancorati a binari, sedute e postazioni mobili disegnano lo spazio flessibile dell’atrio principale.
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